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Caso omicidio Serena Mollicone: il criminologo Carmelo Lavorino querela “Le Iene”

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Sulla morte di Serena Mollicone – la ragazza di Arce trovata senza vita nel 2001 in un boschetto nei pressi di Arce – non è mai stata fatta chiarezza. Incolpato in un primo tempo il carrozziere di Rocca d’Arce, Carmine Belli, poi assolto in tre gradi di giudizio, ora i riflettori della procura di Cassino puntano sul maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, sulla moglie Annamaria e sul figlio Marco.

Questo in seguito alla testimonianza del brigadiere Santino Tuzi, che riferì d’aver visto la ragazza salire nell’appartamento del maresciallo, in caserma. Il brigadiere Tuzi si è poi tolto la vita, senza aver potuto chiarire la sua testimonianza davanti al magistrato. Come consulente della difesa è stato chiamato il criminologo professor Carmelo Lavorino, autore, a suo tempo, dell’assoluzione di Carmine Belli.

Nonostante i processi si debbano celebrare in tribunale, da tempo è invalso l’uso di celebrarli mediaticamente, convocando, in alcuni programmi pruriginosi che attirano grande audience, personaggi vari e diversi – investigatori o presunti tali, parenti delle vittime che hanno da sciorinare le proprie supposizioni e teorie colpevoliste, pseudoesperti, sociologi – e -udite udite – giornalisti investigatori che imbastiscono indagini mediatiche molto ghiotte.

È il caso, stavolta, del noto programma ‘Le iene’, i cui operatori si sono rivolti al professor Lavorino, chiedendogli un’intervista a proposito del caso di Arce. Pare che non tutto, secondo Lavorino, sia stato fatto nel binario dell’obiettività e della correttezza che ogni professionista deve mostrare nell’esercizio della sua professione.

Il servizio è andato in onda, ma non secondo ciò che era stato registrato, secondo Lavorino.

Pare infatti che alcune frasi pronunciate dal criminologo siano state manipolate nel montaggio del servizio, assumendo così un significato che mai il professore aveva inteso dal loro. Questo è il motivo per cui Carmelo Lavorino ha sporto querela contro i giornalisti autori della registrazione, contro il programma televisivo, ed altri.

Di queste querele abbiamo ricevuto un comunicato stampa dal professor Lavorino, che pubblichiamo, sotto la piena responsabilità di chi lo ha redatto, affinchè il lettore meglio possa rendersi conto di ciò che è accaduto, e di ciò che potrà accadere.

Questo è il testo trasmessoci dal professor Lavorino

“Rendo noto che questa mattina ho presentato querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per il tramite della Stazione dei Carabinieri di Gaeta (LT) nei confronti dei signori del programma televisivo LE IENE Alessia RAFANELLI, Veronica RUGGERI e Marco ALINI, del Direttore Responsabile del suddetto programma e di altri allo stato ignoti, per i seguenti motivi:

= MOTIVO 1. La sera di domenica 8 dicembre 2019 il canale Italia 1 di Mediaset mandava in onda una puntata del programma LE IENE, dove veniva trasmesso un servizio di circa 26 minuti dedicato all’omicidio di Serena Mollicone – Caso di Arce. Il servizio divulgava alcuni mie frasi estrapolate dall’intervista da me rilasciata agli inviati delle IENE (Veronica RUGGERI e Marco ALINI) il 19 novembre 2019 presso il mio domicilio. Delle suddette frasi (A) alcune sono state registrate in modo fraudolento all’interno del mio domicilio tramite il posizionamento a mia insaputa di uno strumento atto a registrare e mai sono state da me autorizzate ad essere divulgate, frasi da me espresse a fine intervista e a “telecamere spente”; (B) alcune sono state estrapolate dai responsabili del servizio dopo essere state astutamente, abilmente, slealmente e dolosamente tagliate, spostate e manipolate, in modo tale da cambiare il senso reale, il significato e il contesto delle mie parole e del mio pensiero, tanto che – ciliegina finale sulla torta – la parte finale dedicata alle mie dichiarazioni vedeva tagliata la mia frase iniziale “I CARABINIERI INIZIALMENTE HANNO PENSATO CHE FOSSE VERA LA DICHIARAZIONE DI ELVIRA MOLLICONE, LA MAESTRA” e inseriva soltanto la frase “la ragazza doveva andare dal dentista, lui le ha dato un passaggio”, PER COSÌ PRESENTARE COL SUDDETTO TAGLIO DOLOSO LA SEGUENTE “CLAMOROSA RIVELAZIONE” DECLAMATA IN POMPA MAGNA DA VERONICA RUGGERI: “Il primo giugno del 2001 Serena doveva andare dal dentista, TUZI secondo la difesa Mottola l’avrebbe incontrata, le avrebbe dato un passaggio un passaggio e l’avrebbe uccisa per motivi psichiatrici”. In tal modo – e ciò è gravissimo – si fa apparire falsamente la risposta del sottoscritto come riferita a una personale e propria conclusione deduttiva, eliminando il riferimento lo stesso fa all’ipotesi dei Carabinieri in un discorso riservato ed esplicativo, per poi effettuare la seguente manipolazione: mutare l’aggettivo “psichici” proferito dal sottoscritto quando ha parlato delle motivazioni della menzogna del Tuzi con “psichiatrici”.

= MOTIVO 2. Quanto sopra è stato messo in essere per fare risultare FALSAMENTE che io accusassi il brig. Santino TUZI di essere l’assassino di Serena MOLLICONE con l’obiettivo complesso di: (A) danneggiare la mia reputazione, la mia professionalità, (B) inibire le attività di consulenza che su incarico dell’avvocato Francesco GERMANI sto svolgendo per conto dei signori Franco, Marco e Annamaria MOTTOLA, per i quali la Procura di Cassino ha chiesto il rinvio a giudizio, (C) fare lo “scoop” mediatico con diversi scopi, fra cui quello dell’audience.

= MOTIVO 3. Le “accuse verso il brig. TUZI” messemi falsamente e dolosamente in bocca dal suddetto servizio hanno spinto la famiglia del brig. TUZI ed altri a propalare comunicati stampa contro il sottoscritto sino ad accusarlo di “infamia” e di “affermazioni calunniose” ed hanno sollevato indignazione, proteste e insulti da parte di moltissime persone nei miei confronti: hanno indotto molti giornali ed emittenti televisive a pubblicare INCAUTAMENTE titoli del tipo “Il criminologo Lavorino accusa il brig. Tuzi di essere l’assassino di Serena”; ha fatto sì che la famiglia Tuzi presentasse querela contro il medesimo per diffamazione, notizia, quest’ultima, anch’essa divulgata a livello nazionale e sempre riferita alle “mie dichiarazioni ‘accusatorie’ (sic!!!) di omicidio verso il brig. Santino Tuzi”, tanto che una giornalista compiacente, parziale e imprecisa, ha pubblicato, sulle manipolazioni delle IENE ai danni del sottoscritto, ulteriori falsità tutte denigratorie del sottoscritto.

= MOTIVO 4. È evidente che le condotte oggetto della mia querela hanno denigrato la mia persona nella sfera professionale, quale figura di esperto criminologo e criminalista, analista della scena del crimine, profiler e consulente globale investigativo, essendomi stata falsamente attribuita una tesi investigativa arbitraria e non riscontrata, così essendo stato additato come sostenitore di tesi infondate, tanto più scorretto in quanto mosso dal fine di fuorviare l’opinione pubblica e l’Autorità Giudiziaria in favore degli imputati per i quali svolgo la mia opera professionale di consulenza tecnica.

TRATTASI EVIDENTEMENTE DI UN PIANO COMPLESSO, BEN PREMEDITATO E BEN AGITO, ANCHE IN PERFETTA SINCRONIA FRA LE VARIE PARTI: UN PIANO RAGIONEVOLMENTE COMMISSIONATO DA SOGGETTI IGNOTI E GESTITO DA ALTRI E/O DAI DENUNCIATI IN FASI DIVERSE E SINCRONIZZATE.

= MOTIVO 5- Il suddetto servizio delle IENE ha preso in giro, ingannato e turlupinato quasi tutte le testate giornalistiche tramite l’organizzazione e la divulgazione dell’INGANNO.

QUATTRO CONSIDERAZIONI DEL SOTTOSCRITTO:

– CONSIDERAZIONE 1- Sicuramente il servizio delle IENE, eliminando la mia frase “È IPOTESI DEI CARABINIERI CHE” ed attribuendomi falsamente le frasi accusatorie contro il brig. Tuzi, ha sollevato contro di me la riprovazione di moltissime persone e giornalisti.

– CONSIDERAZIONE 2. Sicuramente vi è stato l’intento diffamatorio della combinazione che mi ha teso la trappola e che i tre denunciati hanno attivato contro il sottoscritto un progetto criminale ben preciso consistito in fasi ideative-esecutive ben individuate e definite dal sottoscritto.

– CONSIDERAZIONE 3- La falsa attribuzione alla mia persona della tesi secondo cui il brig. Santino TUZI deve ritenersi l’assassino di Serena Mollicone comporta, in via necessaria e di diretta consequenzialità, la contestuale attribuzione a me medesimo di dichiarazioni diffamatorie nei confronti del Tuzi, proprio in quanto arbitrarie e infondate, ha di fatto indotto fraudolentemente e consapevolmente in errore chiunque – ed in primis la figlia del brig. Tuzi, sig.ra Maria Tuzi – circa la consumazione da parte mia della diffamazione, tanto da indurla a querelarmi, quale prossima congiunta a tutela della memoria del defunto padre, ai sensi dell’art. 595 c.p.

– CONSIDERAZIONE 4- Il servizio delle IENE, lungi dall’avere riportato mie dichiarazioni sulla scorta del diritto di cronaca (ma sono iscritti all’Ordine dei Giornalisti i tre delle IENE???), appare avere commesso esso stesso diffamazione ai danni del defunto Santino Tuzi, poiché la tesi accusatoria nei suoi confronti è opera della sua stessa manipolazione dichiarativa. Ne consegue che gli autori essi dovranno essere perseguiti per la condotta oggetto della querela sporta dalla sig.ra Maria Tuzi (erroneamente nei miei confronti).

Ho nominato mio difensore l’avv. Piergiorgio DI GIUSEPPE.

La querela sarà inviata anche all’Ordine dei Giornalisti, al Garante della Privacy, a Mediaset, alla Direzione del programma televisivo LE IENE e ad altre Autorità e Istituzioni con la richiesta di diretto intervento affinché vengano stroncate e inibite vergognose attività di falsa informazione basata sul cannibalismo, sulla manipolazione, sulla fraudolenza, sulla slealtà, sul “taglia-sposta-incolla-fai quello che ti pare e piace tanto sei protetto dall’interesse dell’audience”, sulla prepotenza, sull’inganno e sulla certezza dell’impunità in quanto imbevuti dell’autoconvincimento di essere protetti a livello legale e mediatico sempre in nome dell’audience.

Sono in fase di ultimazione altre querele verso altre persone e/o per altri reati.

Prof. Carmelo Lavorino”

Ambiente

Premio Lago di Castel Gandolfo, la Commissione Europea protagonista: riconoscimento al dott. Daniel Calleja

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La Commissione Europea protagonista del Premio Lago di Castel Gandolfo attraverso il riconoscimento conferito al dottor Daniel Calleja, Direttore Generale del Servizio Giuridico a Bruxelles.

Calleja è stato destinatario del prestigioso Premio Castel Gandolfo dedicato all’”Acqua e la vita” in quanto simbolo e alto rappresentante di questo tema. Dal 2015 al 2020, Calleja è stato il Direttore Generale dell’Ambiente della Commissione Europea (DG ENV). Ha ricoperto quel ruolo dopo aver avuto la responsabilità di Direttore Generale per l’Industria, l’Impresa e poi anche del Mercato Interno (DG ENTR e DG GROW) dal 2011 al 2015. Dimostrandosi un leader europeo e mondiale nel settore Ambiente, che ben conosce anche quello dell’industria. Grazie a questa grande esperienza anche dell’industria, ha potuto essere protagonista di alcune tra le riforme più ambiziose nel panorama europeo, quale la direttiva quadro sull’acqua nell’U.E. e la stesura della proposta del Green Deal europeo.  Esperienze delle quali l’Unione Europea continua a beneficiare perché Calleja è oggi al vertice del Servizio Giuridico della Commissione Europea, guardiana dei Trattati e dello stesso stato di diritto Ue. Dei quali fanno parte le norme Ue a tutela dell’ambiente.

Calleja ha dedicato un video saluto a tutti i protagonisti del Premio Lago di Castel Gandolfo.

Importanti le sue parole: “Vorrei innanzitutto ringraziare gli organizzatori per avere pensato di dedicare il Premio all’Unione Europea, ne sono onorato. In secondo luogo vorrei dire alcune parole sul tema che è stato scelto: l’acqua, elemento fondamentale per il nostro pianeta, è per l’umanità fonte di vita purificazione ristoro e benessere da sempre, non a caso le città sorgevano vicino alle fonti d’acqua. E ne è esempio anche la bellissima città che ci ospita, Castelgandolfo e il suo splendido lago. Quando però gli equilibri del nostro pianeta vengono disturbati per colpa del cambiamento climatico o dell’inquinamento, l’acqua può trasformarsi anche in fonte di grandi disagi e disperazione. Sono ancora impresse nella mia mente le terribili immagini degli allagamenti che questa estate hanno colpito il Nord Europa in particolare la Germania il Belgio e l’Olanda. Così come l’eccesso d’acqua anche la carenza d’acqua può essere un grande problema, pensiamo ad esempio agli effetti della certificazione sulla nostra economia ma anche sulle popolazioni e sulle migrazioni. Per queste ragioni e per molte altre ancora l’implementazione del Green Deal europeo rappresenta una delle priorità della Unione Europea per implementare l’accordo di Parigi e limitare il surriscaldamento del nostro pianeta. Diverse azioni sono previste per preservare il delicato equilibrio del ciclo delle acque per garantire l’accesso all’acqua potabile di buona qualità e soprattutto per far sì che questa risorsa sempre più preziosa venga utilizzata e qualora possibile anche riutilizzata nel modo più efficiente possibile. La strategia di contrasto all’inquinamento recentemente adottata dalla Commissione Europea si basa su tre pilastri: terra aria e acqua. il tema dell’acqua è un tema molto vicino ai cittadini europei e vorrei infatti ricordare che il diritto all’acqua potabile è stato oggetto della prima iniziativa cittadina Europea presentata a Bruxelles, la raccolta di più di un milione di firme in tutta Europa ha portato infatti alla recente revisione della direttiva sull’acqua potabile di cui mi sono occupato in quanto Direttore Generale per l’Ambiente. Grazie a questa direttiva abbiamo garantito l’accesso, in particolare alle persone più vulnerabili, all’acqua con i più elevati standard di qualità a livello mondiale. Oltre a questo provvedimento, vorrei menzionare una legge europea molto importante per i paesi che hanno problemi di siccità come l’Italia la Spagna e molti altri che punta al riutilizzo delle acque per fini agricoli una iniziativa promossa da Simona Bonafè deputata Europea italiana e che si inserisce nell’ambito della strategia sull’economia circolare. Infatti Grazie a questo regolamento sarà possibile riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi d’acqua entro il 2025, evitando più del 5% di estrazioni diretta dai corpi idrici e dalle falde acquifere. Vorrei concludere il mio intervento sottolineando che l’acqua è anche uno strumento fondamentale per la lotta alle pandemie non solo come strumento per garantire il rispetto delle norme igieniche fondamentali come lavarsi la mani ma anche come strumento di allerta rapida e monitoraggio veloce. Infatti, grazie al monitoraggio delle acque reflue urbane è stato possibile monitorare gli sviluppi del covid 19 il nascere di focolai nelle diverse città europee e soprattutto la presenza e diffusione delle diverse varianti. L’Unione Europea ha promosso e finanziato lo sviluppo di un protocollo europeo e la creazione di una piattaforma digitale per lo scambio dei dati tra i diversi paesi che ha dato e continua a dare risultati veramente straordinari e l’Italia partecipa attivamente a questo programma anche grazie al supporto del centro di ricerca di Ispra e diverse città italiane sono state pioniere. Questa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza vitale dell’acqua per tutti noi. Vi ringrazio per la vostra attenzione”.

Il PREMIO LAGO DI CASTEL GANDOLFO continua a perseguire la tutela dell’ambiente con una particolare attenzione alla prevenzione dell’inquinamento delle acque. Il tema permanente è “Acqua e Vita” e si declina attraverso gli ambiti: ambiente, economia, occupazione, territorio e cultura.

La manifestazione, mirando alla valorizzazione delle bellezze e ricchezze naturalistiche e storico-culturali del territorio, risponde anche alle aspettative del mondo dell’agricoltura, del turismo e delle attività produttive.

L’evento, ogni anno, coinvolge istituzioni, Amministrazioni, enti ed Aziende deputate a dare una risposta alle aspettative dei cittadini e imprenditori. Data e luogo della manifestazione possono variare in relazione ai temi sociali che vengono affrontati.

Per il 2021 la serata della premiazione si è tenuta venerdì  10 settembre con inizio alle ore 20,00 sulle rive del lago Albano a Castelgandolfo presso la location “I Quadri” in via dei Pescatori, 21.

Le personalità premiate sono state individuate tre quelle ritenute espressione di realtà virtuose o che si sono distinte per azioni di rilievo morale e istituzionale promuovendo i valori fondanti della Costituzione della Repubblica Italiana. 

All’interno della manifestazione sono stati altresì consegnati dei riconoscimenti speciali a realtà del territorio nazionale e locale.

Il Premio Lago di Castel Gandolo ritiene fondamentale la concertazione fra tutti i portatori d’interesse, al fine di progettare azioni sinergiche e mirate alla tutela e valorizzazione del territorio, accelerando i tempi decisionali e beneficiando dello snellimento delle procedure burocratiche. 

Temi come l’ambiente e l’energia, strettamente correlati a quello del climate change, sono da sempre elementi importanti nel panorama della sicurezza internazionale e fattori centrali nel confronto tra stati. Fondamentali nella loro dimensione geopolitica ed economica e, per questo, spesso oggetto di alleanze, rivalità o conflitti.

Nei prossimi anni intorno al tema della transizione ecologica, tecnologica ed energetica, si giocherà una parte considerevole della competizione geopolitica globale e la stessa sicurezza nazionale degli stati ne sarà fortemente interessata. Ma le nuove condizioni ambientali generate anche dalla crisi climatica (desertificazione, innalzamento dei mari, nuove rotte artiche, eventi meteorologici catastrofici) potrebbero rappresentare una sfida rilevantissima, sotto più punti di vista, per il loro impatto in alcune aree geografiche e le conseguenze sulle popolazioni e la vivibilità di certe regioni.

Da qui la necessità di essere sempre più resilienti, e reattivi, rispetto alle nuove tipologie di minacce emergenti, anche di origine ambientale sviluppando una strategia comune tra tutti i Paesi europei e gli alleati atlantici, che tenga conto sia degli aspetti più generali del problema, delle loro ricadute globali, ma ovviamente anche quelli più “regionali” derivanti dalla nostra posizione geografica tra regioni fortemente esposte a questi rischi come quella artica, il Mediterraneo e l’Africa.

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Scuola e misure anti Covid: al via i test salivari nella Asl Roma 5

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Si parte con l’Ic Tivoli II centro, plesso Baccelli

Al via il Piano per il monitoraggio della circolazione del Sars-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado nella Asl Roma 5 dove verranno effettuati 1.530 campioni mensilmente attraverso il prelievo con metodo Lollisponge (test molecolare su saliva) ed altrettanti campioni attraverso il prelievo con metodo Salivette (test antigenico su saliva). Si parte con l’Ic Tivoli II centro, plesso Baccelli

La sorveglianza prevede l’individuazione di “scuole sentinella” e la successiva offerta di test salivari ad un campione di studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Nel Lazio, il Piano prevede l’effettuazione di oltre 5.000 test salivari ogni 15 giorni

Le altre due scuole sentinella a seguire sono l’Ic Città dei Bambini di Mentana e l’Ic Margherita Hack di Colleferro a cui se ne aggiungeranno altre del territorio che entrano nel programma mensile fin da subito.

Nel dettaglio:  di cosa si tratta

Per l’anno scolastico 2021/2022, la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19 ha predisposto un “Piano per il monitoraggio della circolazione del Sars-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”. Il Piano di monitoraggio ha l’obiettivo di controllare la circolazione del virus responsabile dei casi di Covid nelle scuole, e tutelare quindi lo svolgimento della didattica in presenza.

Come funziona

Il prelievo di saliva è un metodo semplice, meno invasivo rispetto al tampone naso-orofaringeo, ed altamente attendibile nei risultati. Il campione viene raccolto facendo impregnare di saliva all’alunno/a una spugnetta sterile per almeno 60 secondi. Il prelievo deve essere effettuato appena svegli e a digiuno oppure a distanza di almeno 30 minuti dall’assunzione di cibo o bevande e dalla pulizia dei denti.

La Asl ha predisposto materiale illustrativo dettagliato per guidare alunni e famiglie nella semplice attività di prelievo della saliva. Il campione verrà raccolto secondo le indicazioni fornite da Asl/Scuola e quindi analizzato da uno dei Laboratori di riferimento della Asl per l’effettuazione di un test molecolare, che identifica la presenza del materiale genetico del virus Sars-CoV-2.   

I risultati

I risultati dei test negativi verranno comunicati il giorno successivo alla raccolta del campione al genitore/tutore legale attraverso Sms o via e-mail. In caso di test positivo i genitori saranno tempestivamente contattati telefonicamente dalla Asl ed il soggetto positivo dovrà essere posto in isolamento domiciliare e seguire le istruzioni del medico curante e dei servizi della Asl, per i provvedimenti più opportuni del caso. 

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Software spia sugli iPhone: Apple corre ai ripari

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Apple ha dovuto riparare urgentemente un difetto informatico che il controverso software Pegasus è riuscito a sfruttare per infettare gli iPhone.

Lo spyware della società israeliana NSO ha hackerato con successo i dispositivi a marchio Apple senza ricorrere a collegamenti o pulsanti ingannevoli, la tecnica comunemente utilizzata. 

Il difetto è stato individuato la scorsa settimana dai ricercatori di Citizen Lab, che hanno scoperto che l’iPhone di un attivista saudita era stato infettato tramite iMessage, il sistema di messaggistica di Apple.

Secondo questa organizzazione di sicurezza informatica dell’Università di Toronto, Pegasus utilizza questa vulnerabilità “almeno da febbraio 2021”.  

“Questa intrusione, che abbiamo chiamato Forcedentry, prende di mira la libreria di rendering delle immagini di Apple e ha funzionato contro i dispositivi Apple iOS, MacOS e WatchOS”, i sistemi operativi di telefoni cellulari, computer e smartwatch a marchio Apple.

“Dopo aver identificato questo difetto (…), Apple ha rapidamente sviluppato e distribuito una patch in iOS 14.8 per proteggere i nostri utenti”, ha affermato Ivan Krstic, direttore dei sistemi di sicurezza di Apple, in risposta a una richiesta dell’AFP.

Il gruppo californiano ha elogiato Citizen Lab per il suo lavoro e ha sottolineato che questo tipo di attacchi “ultrasofisticati” “costano milioni di dollari, non durano a lungo e sono usati per prendere di mira persone specifiche”. Pertanto, “non sono una minaccia per la stragrande maggioranza dei nostri utenti”, ha affermato Ivan Krstic. “Ma continuiamo a lavorare instancabilmente per difendere tutti i nostri clienti”.

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