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Castelli Romani

Castel Gandolfo, dopo 18 mesi riapre la via Papalina

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CASTEL GANDOLFO (RM) – È stata firmata oggi dalla Città Metropolitana di Roma Capitale l’ordinanza di revoca della chiusura della SP 140 del Lago Albano, la strada di collegamento della città di Castel Gandolfo con l’Appia che storicamente era usata dai Papi che, provenendo da Roma, giungevano al Palazzo Pontificio, da qui anche il nome “via Papalina”.

La strada, la quale era stata chiusa al transito di tutte le categorie di veicoli dal Km.0+900 al Km.3+000 da fine novembre 2018 per consentire la messa in sicurezza della strada dopo che il cavalcavia al km 1+800 era stato danneggiato a seguito di un incidente stradale, torna ufficialmente riaperta al traffico da oggi.

“Sono stati conclusi oggi – lunedì 27 aprile Ndr. – i lavori di demolizione del cavalcavia al km 1+800 sulla SP 140 -Lago di Albano. – Hanno dichiarato in una nota congiunta Andrea Volpi, Giovanni Libanori e Marco Silvestoni, consiglieri di Fratelli D’Italia alla Città Metropolitana di Roma. In questo modo viene ripristinato il transito nel tratto provinciale che era stato interrotto a novembre 2018 per l’esecuzione dei lavori, tra il km 0+900 e il km 3+00. Nei prossimi giorni verrà eseguito il ripristino della segnaletica orizzontale. Un ringraziamento particolare va ai dirigenti della Città Metropolitana che abbiamo più volte sollecitato in questi mesi”.

“Ringrazio la Città Metropolitana di Roma Capitale per aver lavorato e portato a termine questi lavori in poco più di un mese ed anche il Consigliere Metropolitano Massimiliano Borelli e l’Assessore Alberto De Angelis che hanno seguito e sollecitato l’esecuzione dei lavori. – Dichiara Milvia Monachesi Sindaco di Castel Gandolfo. – Un ringraziamento – prosegue Monachesi – va anche agli uffici comunali, metropolitani e agli operai sul posto che hanno continuato a lavorare a questo cantiere pubblico nel pieno rispetto anche delle vigenti norme di sicurezza per il contrasto della pandemia da COVID-19. Avere di nuovo questa principale arteria di collegamento percorribile oggi lo cogliamo anche come un importante segnale di speranza per la nostra città che attende di poter riaccogliere di nuovo i cittadini e i turisti quando le future misure sanitarie lo permetteranno”.

A dicembre 2019 la Città metropolitana di Roma Capitale, dopo le necessarie verifiche in merito ad un contenzioso per individuare a chi spettasse l’esecuzione dell’intervento di messa in sicurezza tra Torlonia, proprietaria dei terreni sopra il cavalcavia, e la Città Metropolitana, aveva approvato il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori i quali sono iniziati il 4 marzo scorso. 

“Ho seguito da vicino – commenta l’Assessore Alberto De Angelis – tutta la fase d’intervento sulla messa in sicurezza della strada SP 140, la manutenzione di alcuni tratti sconnessi a causa degli avvallamenti naturali dovuti dalle radici affioranti dei Pini e, da ultimo ieri, il rifacimento della segnaletica verticale. Un lavoro molto importante e vitale per la nostra città. Per questo mi aggiungo ai ringraziamenti del Sindaco rivolti ai tecnici e ai funzionari della Città Metropolitana ed al nostri ufficio tecnico per aver lavorato in stretta sinergia nelle attività necessarie alla chiusura del cantiere e quindi al ripristino della viabilità sulla Papalina”.

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Castelli Romani

Nemi, l’ombra del falso in atto pubblico sulla Stele di benvenuto

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La Consigliera regionale Marta Bonafoni interroga il Consiglio regionale

NEMI (RM) – Interrogazione depositata oggi al Consiglio Regionale dalla Consigliera Marta Bonafoni per verificare la conformità del “Monumento di benvenuto” realizzato all’ingresso di Nemi.

Una interrogazione, quella della Consigliera Bonafoni, che fa seguito a quanto denunciato “documenti alla mano” dai Consiglieri comunali di “Ricomincio da Nemi” – Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri – rispetto alcune discordanze relative la relazione tecnica necessaria all’ottenimento del nulla osta per la realizzazione della Stele.

L’Ente Regionale Parco dei Castelli Romani avrebbe autorizzato un monumento secondo quanto descritto nella relazione tecnica in proprio possesso

Una relazione fornita al Parco dei Castelli Romani dal Comune di Nemi che non corrisponderebbe a quanto effettivamente realizzato, mentre la relazione tecnica agli atti del Comune di Nemi riporterebbe altre specifiche del Monumento che invece corrispondono a quanto realizzato.

“Chiedo che sia verificata, presso la Direzione dell`Ente Parco Regionale dei Castelli Romani, – ha detto Bonafoni – la conformità della Stele rispetto al progetto presentato e sul quale il Parco ha rilasciato proprio nulla osta necessario alla realizzazione della stessa”.

La bagarre politica

“Un atto formale doveroso, – ha aggiunto Bonafoni – che nulla toglie in ogni caso alla sostanza, la mia ferma e decisa contrarietà ad un`opera (se così possiamo chiamarla) che in tutto e per tutto celebra inequivocabilmente il ricordo del regime nazi-fascista che tanto dolore e lutto ha portato nel nostro Paese. Con questo atto ribadisco il mio impegno in questa vicenda al fianco di Anpi, sindacati, associazioni e partiti che da subito hanno espresso il loro disappunto per un`iniziativa che nulla ha a che vedere con i valori della nostra Costituzione e che come donna delle Istituzioni mi sento in dovere di difendere ogni giorno”.

I possibili scenari giudiziari

Fatto sta che aldilà della bagarre puramente politica ora la Regione Lazio dovrà accertare quanto già denunciato dai Consiglieri comunali di “Ricomincio da Nemi” e oggetto dell’interrogazione regionale della Bonafoni e qualora venisse confermata la discordanza tra la relazione tecnica agli atti dell’Ente Parco e quella agli atti del Comune di Nemi la questione potrebbe avere dei risvolti giudiziari di rilevanza penale.

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Nemi, una discarica a cielo aperto in via dei Corsi con buona pace del Comune e del Parco dei Castelli Romani

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NEMI (RM) – Una discarica a cielo aperto in pieno parco naturale dei Castelli Romani quella che ormai è presente a Nemi in via dei Corsi dove su un terreno sono presenti calcinacci, bandoni metallici ondulati e arrugginiti, sacchi pieni di materiali di risulta edile, cartongessi, tubi, una vasca da bagno, piastrelle spezzate gettate ovunque e chi più ne ha più ne metta.

Tutto questo materiale ora sta iniziando a invadere anche la via che collega il centro del paese con la zona alta.

E ciliegina sulla torta, si fa per dire ovviamente, una lavatrice abbandonata poco più avanti, andando verso il paese, ormai da oltre 15 giorni da qualche incivile.

Una situazione di pesante degrado ambientale e paesaggistico che è stata segnalata già da diverso tempo da alcuni cittadini ma che ancora oggi non ha visto intervenire nessuno.

Lunedì a Nemi partirà la raccolta differenziata. Un servizio atteso da circa 15 anni. Cosa si aspetta a sanare questa situazione? Dov’è la vigilanza comunale? E soprattutto il Parco dei Castelli Romani, che ha come mission proprio la salvaguardia  e tutela dell’ambiente naturale protetto, è a conoscenza di questa situazione di degrado ambientale? Cosa si aspetta a intervenire?

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Castelli Romani

Lanuvio, posti esauriti al cimitero: il Comune approva la realizzazione di nuovi loculi

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LANUVIO (RM) – Due le soluzioni messe in campo dall’amministrazione comunale di Lanuvio per risolvere il problema del cimitero comunale ormai saturo.

La prima, più fattibile nel breve termine, è relativa a un ampliamento dell’attuale cimitero, la seconda invece prevede la costruzione di un nuovo camposanto in project financing, ma quest’ultima ipotesi fino ad oggi non ha trovato nessun privato disposto a investire i circa otto milioni di euro richiesti.

La storia

Il Comune di Lanuvio con una delibera di Giunta Comunale, nel 2013 ha approvato lo studio di fattibilità dei: “lavori di realizzazione del nuovo Cimitero Comunale e ha dato corso ad una procedura di project financing, finalizzata alla costruzione di un nuovo cimitero nell’area di Via Piastrarelle”.

Nei giorni scorsi il Dirigente nel motivare la determinazione per l’ampliamento del cimitero esistente, ha reso noto la procedura del Nuovo Cimitero: “Tale procedura – si legge – non ha avuto alcun esito a causa della mancanza di partecipazione da parte degli operatori economici, alla data attuale non risultano presentate a questa amministrazione proposte relative alla realizzazione in concessione di loculi nel cimitero ai sensi dell’articolo 183 del decreto legislativo 50/2016”.

Nell’articolo 183 del codice degli appalti, quello per intenderci sulla finanza a progetto è scritto che sono: “finanziabili in tutto o in parte con capitali privati”. Nel bando comunale si legge che: ”l’intervento sarà realizzato con risorse totalmente a carico del concessionario aggiudicatario non essendo previsto alcun contributo a carico dell’Ente”. 

Il progetto di fattibilità del nuovo cimitero si compone e prevede: la costruzione di 1720 loculi funerari, da vendere al prezzo di 3.000 € più iva, per i loculi a cantera, ed euro 2600 più iva per i loculi a colombario; la realizzazione di 90 tombe di famiglia da vendere a 16.000 € più iva; la costruzione di 72 cappelle gentilizie da vendere rispettivamente: cappella da 10 loculi a 33.000 € più iva e cappella da 5 loculi a 23.000 € più iva; inoltre saranno costruite cellette e  ossari.

Nel bando, inoltre, si tiene conto dei fattori demografici e statistici, leggiamo che:” L’elaborazione dei dati statistici e le proiezioni demografiche hanno consentito di stimare il fabbisogno di sepolture per la durata totale della concessione, ottenendo il numero minimo di strutture funerarie che si dovrebbero realizzare per soddisfare la domanda per il prossimo ventennio”.

Sarà compito dell’Amministrazione capire il perché gli imprenditori non sono interessati a questa opera milionaria. Lo dichiara Nazareno Ferrazza presidente dell’Associazione Culturale, Il mondo Delle Idee.

Nel frattempo, il Comune di Lanuvio ha approvato il progetto esecutivo dei: “lavori di realizzazione di loculi cimiteriali presso il Cimitero Comunale in Via Giovanni XXIII” per un importo di euro 210mila, finanziati interamente con i proventi derivanti dalla concessione d’uso dei loculi.

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