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Ambiente

Castel Gandolfo, eco calendari in vigore da 7 giorni: vola la raccolta porta a porta

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Castel Gandolfo – “È trascorsa una sola settimana dall’entrata in vigore dei nuovi Eco Calendari, ma già possiamo dirci ampiamente soddisfatti. Il ritiro dell’indifferenziato un solo giorno alla settimana per le utenze domestiche ci sta infatti spingendo a differenziare di più e meglio e questo ci porterà ad essere tra i Comuni più virtuosi nel settore della gestione dei rifiuti. E per questo sento di dover ringraziare le cittadine e i cittadini ed anche la società Tekneko che ci sta supportando”. Commenta così il Sindaco Milvia Monachesi le novità introdotte nelle sei zone in cui è stato suddiviso il territorio di Castel Gandolfo per quanto concerne il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti domestici e non.  

Dal 18 marzo scorso, infatti, il venerdì si passa a raccogliere i materiali non riciclabili, la cosiddetta frazione secca, delle utenze domestiche nella zona di Pavona centro e laghetto, nel quartiere San Paolo, alle Mole – Appia, al centro storico e al Lago. Mentre due, martedì e venerdì, sono i giorni dedicati alla raccolta dei materiali non riciclabili per utenze non domestiche. La raccolta del vetro avviene nel giorno previsto nel proprio Eco Calendario di zona.

“Le novità introdotte dal 18 marzo – dichiara l’Assessore Alberto De Angelis – segnano un ulteriore segnale di cultura e modernità del nostro Comune in tema di rifiuti e il risultato ottenuto fino ad oggi, grazie alla nostra popolazione, pone la città al centro di ulteriori progetti in tema di rispetto dell’ambiente e di diminuzione della produzione di rifiuti”.

Questa riorganizzazione degli Eco Calendari, frutto di un costante monitoraggio della raccolta porta a porta portato avanti grazie ad una stretta collaborazione tra l’assessorato, l’ufficio tecnico comunale e la Tekneko,è stata possibile grazie a un importante traguardo che si è raggiunto in soli 3 anni dall’attivazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema del porta a porta. Ad oggi sono stati “ampiamente rispettati i parametri previsti nel Capitolato speciale di appalto relativi al raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata“, come recita la Delib. Giunta n. 55/2018, con un “conseguimento del 55% nel primo anno e del 65% nel secondo anno, superando alla data odierna la percentuale del 70%”. “Considerato che l’Amministrazione Comunale, – prosegue il testo della Delibera di Giunta – la Tekneko srl e la Direzione dell’Esecuzione del Contratto (DEC) di comune accordo hanno valutato l’opportunità di ridurre di un passaggio la raccolta del secco residuo per le Utenze Domestiche (UD), per incrementare maggiormente la percentuale di raccolta differenziata“.

“Questo nuovo calendario – spiega Diego Simonetti, capocantiere del gruppo Tekneko per il comume di Castel Gandolfo – darà la possibilità di migliorare una raccolta che già ha dalla sua un’ottima percentuale. Raccogliendo l’indifferenziato una volta sola, permetterà al cittadino, che già effettua una buona raccolta, di riciclare quanto più possibile. Fare la raccolta differenziata è fondamentale per il nostro futuro! Penso che i cittadini saranno preparati a questo nuovo servizio e noi contiamo molto sul loro senso civico. Da parte nostra, saremo pronti ad attenti alle difficoltà che si potranno incontrare, in modo da risolverle insieme”.

“Differenziare meglio – conclude l’Assessore De Angelis – ci consentirà di essere la città modello da invidiare ed ammirare e sarà l’inizio di ulteriori sfide da vincere, lavorando con soddisfazione sul tema rifiuti. Questo perché con orgoglio possiamo ribadire che abbiamo dei concittadini unici e legati profondamente alla loro città. Ringrazio nuovamente tutti gli interpreti di questa importante attività ambientale che con soddisfazione ed interesse hanno capito che i cittadini di Castel Gandolfo sentono forte il tema della raccolta dei rifiuti e del rispetto dell’ambiente. Questa è la conferma che l’Amministrazione Monachesi sta lavorando a fianco dei propri cittadini e nel cuore delle esigenze e desideri comunitari”.

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Ambiente

Clima, rapporto IPCC: proteggere le foreste e riformare il sistema agro-alimentare per vincere la sfida

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Proteggere le foreste e proporre un nuovo paradigma per il sistema agro-alimentare: secondo il nuovo rapporto dell’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) sui cambiamenti climatici e l’uso del suolo, sono queste le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica che stiamo affrontando.
«Il suolo e la biodiversità stanno soffrendo una pressione enorme a causa dell’aumento della deforestazione in Amazzonia e degli incendi che proprio in questi giorni stanno devastando Siberia e Indonesia» dichiara Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia. «Questi fenomeni hanno un impatto diretto sulla vita di milioni di persone e sul clima, poiché minacciano la nostra sicurezza alimentare favorendo la desertificazione e il degrado del suolo. Alla luce del nuovo rapporto IPCC, i governi dovranno perciò aggiornare e migliorare i propri piani d’azione per mantenere l’innalzamento delle temperature globali sotto il grado e mezzo».

Dal rapporto dell’IPCC, emerge che dal periodo preindustriale la temperatura sulle terre emerse è già aumentata di 1,53 gradi centigradi. La media globale dell’aumento è di 0,87 tenendo conto della variazione di temperatura sopra gli oceani. Più di un quarto della terra del Pianeta è soggetta al “degrado indotto dall’uomo” e la produzione di bioenergia può rappresentare un pericolo consistente per la sicurezza alimentare e la degradazione del suolo. Il rischio infatti è quello di privarci di preziosi terreni agricoli, spostando piantagioni e pascoli per il bestiame in aree naturali di grande importanza per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia del clima, come le foreste.

«Lottare contro i cambiamenti climatici è complicato, ma le soluzioni ci sono e bisogna agire immediatamente. Chiediamo ai governi e alle multinazionali di promuovere pratiche agricole sostenibili ed ecologiche, ma nel frattempo anche noi possiamo fare la nostra parte: una dieta più sana, con meno carne e pasti più ricchi di verdure e proteine di origine vegetale, aiuterà a migliorare l’equilibrio tra ecosistemi naturali e terreni per la produzione agricola» conclude Borghi.

Il rapporto dell’IPCC fornisce anche altri importanti elementi:

  • Concentrarsi unicamente sull’uso del suolo non basterà per vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici: per quello è fondamentale procedere all’eliminazione graduale dei combustibili fossili.
  • Il 23 per cento delle emissioni umane di gas a effetto serra deriva proprio dalla deforestazione, dagli incendi e dall’agricoltura industriale.
  • Negli ultimi 60 anni il consumo di carne è più che raddoppiato e il suolo è stato convertito a uso agricolo ad un ritmo senza precedenti nella storia umana.
  • Nel mondo ci sono circa 2 miliardi di adulti in sovrappeso o obesi, mentre 821 milioni di persone sono denutrite: questi dati evidenziano la necessità di riformare l’attuale sistema alimentare.

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Regione Lazio, dopo 20 anni approvato il Piano Territoriale Paesistico Regionale

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Approvato da parte del Consiglio regionale del Lazio il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR): si chiude un iter iniziato venti anni fa.

Si tratta di uno strumento fondamentale per garantire regole chiare nella gestione del territorio con attraverso cui coniugare paesaggio e patrimonio.

“La nostra è la quinta regione italiana ad approvare in Consiglio il Piano paesaggistico a dimostrazione dell’impegno di tutti quanti per raggiungere gli importanti obiettivi prefissati in questi cinque anni di governo –parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: nel Lazio si volta pagina compiendo un salto di qualità in un settore strategico per lo sviluppo del nostro territorio consentendo di soddisfare le richieste di amministratori locali, operatori economici, associazioni ambientaliste e cittadini. E allo stesso tempo portiamo a compimento uno dei punti programmatici più importanti che avevamo prefissato all’inizio di questa legislatura”.

“Al termine di una lunga seduta, questa mattina abbiamo approvato il Piano paesaggistico del Lazio. Uno strumento atteso da oltre venti anni, che disciplina in modo chiaro e univoco l’uso del territorio regionale. Una grande soddisfazione aver guidato nel corso di questi mesi la redazione e la condivisione di un atto fondamentale voluto dell’Amministrazione Zingaretti per la tutela e lo sviluppo sostenibile del Lazio. Siamo tra le cinque regioni italiane ad aver approvato il Ptpr. Un grande traguardo per tutti i Comuni, gli operatori del settore e i cittadini” – è il commento di Massimiliano Valeriani, assessore all’Urbanistica.

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Lazio, rifiuti: approvato il Piano Regionale 2019 – 2025

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Approvato oggi il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025. Ora scatteranno i 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni per poi approdare all’esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale. Questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni: sviluppo dell’economia circolare, riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico, introduzione del sub-ambito di Roma Capitale, innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia

Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare: accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio “che meno si inquina e meno si paga”, contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell’innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

L’approvazione in Giunta del Piano rifiuti del Lazio rappresenta un fondamentale passo in avanti su una grande sfida di civiltà e sviluppo che stiamo conducendo assieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.

Una grande alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse.

“Non ci saranno più discariche come quella di Malagrotta perché il piano lo esclude e non ci saranno più luoghi dove verranno interrati i rifiuti. Si tratta, casomai, di individuare dei siti per conferire materiali trattati e non sono quelli che abbiamo conosciuto ai tempi di Malagrotta – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la novità del piano è che possiamo dire con certezza che in questa regione non ci saranno mai più discarica di rifiuti tal quale. Quello di cui c’è bisogno sono siti di conferimento di materiali trattati e quindi inerti. Materiali trattati in impianti come quello di Colleferro”.

“O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati – così Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti, che ha aggiunto: per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l’autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento”.

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