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CASTEL GANDOLFO, IL LAGO ALBANO NELLE MANI DELLA REGIONE… CHE SPERA IN UN FINANZIAMENTO EUROPEO

Angelo Parca

Castel Gandolfo (RM) – L‘emergenza delle acque del Lago Albano che continuano a restringersi e le mancate concessioni degli arenili del lungolago Albano di Castel Gandolfo ai gestori degli stabilimenti è stata appena discussa in Regione. 

Il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi, insieme al Vicesindaco Giacomo Moianetti e alla responsabile dell'ufficio tecnico comunale Silvia Giannuzzi hanno partecipato ad un importante incontro con Maurizio Venafro, capo di gabinetto del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Luigi Nazzaro, capo segreteria dell'assessore all'Ambiente Fabio Refrigeri, e Paolo Orneli, capo segreteria dell'assessore alle Attività produttive Guido Fabiani.

Sul passaggio della competenza sulle concessioni demaniali ci si è concentrati sul caos avvenuto lo scorso luglio quando in Regione le competenze sono passate dall’assessorato all’Ambiente a quello delle attività Produttive, bloccando, di fatto, l’iter di affidamento temporaneo delle spiagge di “Castello” agli ex gestori che hanno regolato le loro posizioni per poter riavere gli affidamenti tanto sofferti. Dal 2007 infatti, quando la Procura di Velletri ha disposto il sequestro di oltre quindici stabilimenti per opere abusive sul suolo demaniale, è iniziato il calvario per gli ex esercenti e anche il conseguente degrado degli arenili che si sono riempiti d’immondizia facendo registrare anche un calo di visitatori al Lago Albano. Monachesi si dice positiva: “Ho chiesto l’apertura di un tavolo permanente sul lago – ha annunciato – soprattutto per la criticità dell’abbassamento del livello delle acque.

La Regione si è impegnata a riattivare il lavoro immediatamente. Si è parlato del dissesto idrogeologico delle sue sponde e della necessità di manutenzione e di pulizia delle parti boscate e dei sentieri. Si è sollecitata l'istituzone di un Tavolo di Lavoro permanente sul lago, con interlocutori certi, per attuare le misure necessarie, e l'impegno a ricercare le somme necessarie”. Un allarme, quello del restringimento delle acque, ormai afono ma davvero preoccupante:  Legambiente parla di 50 centimetri di abbassamento dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario (le misure sono state prese prendendo come “0 idrometrico” l'incile del lago che si trova a 292 metri s.l.m. e tenendo presente che l'oscillazione media annuale dei laghi è di 10 metri). L’obiettivo della Regione è puntare sui finanziamenti europei, in quanto il Lago Albano è un sito di interesse comunitario. Recuperare un finanziamento in questa direzione permetterebbe di attuare il progetto di recupero delle acque che la stessa direzione ambientale della Regione aveva stilato un paio di anni fa. Di fatto il lago prima era imponente e adesso si restringe sempre di più e finirà con lo scomparire se nessuna delle istituzioni ci metterà mano.