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Castel Gandolfo, va in scena L’Amore in Guerra: un capolavoro di Melania Fiore ideato da Mario Scaccia

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L’Amore in Guerra, uno spettacolo che vede protagonista l’erede del genio artistico di Mario Scaccia. Una esibizione unica nel suo genere dove la passione che l’attrice plasma con estrema competenza e professionalità racconta l’amore con la maiuscola e trasmette chiaramente il messaggio della necessità dell’autoaffermazione dell’essere umano intesa come necessità di essere liberi di amare ed esprimersi aldilà delle convenzioni, degli schemi della società e di un momento storico indelebile che le protagoniste scavalcano con eleganza, follia, coraggio e bellezza.

Chiara Rai

Da non perdere dunque l’appuntamento di Domenica 28 gennaio ore 18 presso la Sala Toniucci di Castel Gandolfo al Teatro in via Mazzini 27. Scritto diretto e interpretato da Melania Fiore e ideato da Mario Scaccia, L’Amore in Guerra è a lui dedicato. E’ la storia di due donne che lottano per la loro libertà la loro affermazione, il loro diritto all’esistenza. E’ una storia d’amore e resistenza

L’amore in guerra

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore

Disegno luci Riccardo Santini

Assistente alla regia Aldo Emanuele Castellani

Musiche Debussy, Beethoven, Chopin, Edith Piaf

Costumi Silva Bruschini

Una produzione LA RESISTENZA DELLE FORMICHE TEATRO

 

Amore come donna. Amore come Resistenza.

Due donne, un’attrice sola, un’anima che pare scissa in due, due metà di un differente destino, due storie che sono in realtà la stessa Storia. Due assoli che sono un dialogo immaginato, dove la presenza “dell’altro”, desiderata, vagheggiata, profondamente amata, assume una consistenza palpabile, quasi reale.

Uno spettacolo che in due quadri, due partiture dal ritmo serrato e coinvolgente, racconta un momento preciso della vita di due donne ai tempi della Germania nazista, due donne tenute vive dall’amore, un  momento che cambierà le loro vite per sempre.

Nel primo quadro Gertrud Steiner, grande pianista ebrea, che nelle ore precedenti la sua deportazione, rivive un passato di successi e di glorie con ironia e dignità, immaginando di suonare il suo tavolo come se fosse un pianoforte e parlando al telefono con vecchi amici o amanti che non sanno o fingono di non sapere cosa le sta per succedere. D’improvviso una telefonata diversa dalle altre, di un ammiratore diverso dagli altri: che sia una via di salvezza?

Nel secondo quadro Matilde Melzner, affetta da una leggera forma di schizofrenia che l’ha confinata presso l’Istituto di cura di Eichberg, dove molti pazienti vengono eliminati perché considerati “un peso per l’economia tedesca” da sedicenti psichiatri, in un commovente non-dialogo con il medico “buono” che la sta curando, e di cui si è innamorata, afferma con limpida e struggente consapevolezza di voler assolutamente “Essere viva” per sposarlo.

Un dittico femminile che ha nella speranza di un cambiamento il suo movente principale, uno spettacolo d’impegno civile e morale pieno d’umorismo e poesia, non per ricordare o perdonare, ma cercare di capire, uno spettacolo che racconta la perdita dell’identità e dunque della dignità stessa sotto un regime repressivo e castrante che altera le coscienze e frena lo slancio verso qualcosa che non solo non è scontato, ma che anche oggi ci dobbiamo conquistare ogni giorno, La Libertà.

La libertà di Essere donne, come siamo, di non aver Paura.

Semplicemente la Libertà di Esistere come esseri umani.

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore, attrice, drammaturga, pianista e cantante, è stato ideato con il suo MAESTRO Mario Scaccia dopo una decennale collaborazione artistica, e a lui dedicato.

 

L’Amore in guerra debutta nel 2011 presso il Teatro Tordinona di Roma e inizia una lunga serie di fortunate repliche in vari teatri romani e del Lazio, ottenendo grandi consensi da parte di critica e pubblico, fino ad approdare poi nel 2013 al Teatro Stabile Vittoria di Roma, dove va in scena nell’ambito della Rassegna “Salviamo i Talenti” ed è II finalista al  PREMIO NAZIONALE ATTILIO CORSINI.

Nel 2014 vince il prestigioso PREMIO CALCANTE come miglior drammaturgia italiana, conferitogli dal Siad ( Società Italiana Autori Drammatici) con le seguenti motivazioni:

“Originale scelta dei personaggi e delle vicende narrate per raccontare un pezzo di storia – il nazismo – che altrimenti potrebbe risultare scontato ed ovvio. Il testo L’amore in guerra di Melania Fiore è costruito in due quadri con due donne protagoniste: Gertrud Steiner, grande pianista ebrea vittima della violenza nazista, e Matilde  Melzner, giovane ricoverata in un istituto di cura per una leggera forma di schizofrenia, ma poi scampata al programma di eutanasia sui malati di mente e diventata psichiatra; due donne dai caratteri totalmente diversi unite però dallo stesso desiderio di amore e di vita, dalla stessa volontà di ribellarsi alla violenza della storia.

Sono gli uomini che le due protagoniste incontrano in un momento particolarmente drammatico della loro esistenza a determinare, con le loro caratteristiche morali completamente differenti, i due diversi epiloghi: il primo negativo, il secondo positivo.

Le due storie d’amore, raccontate con un linguaggio raffinato, poetico e drammaturgicamente efficace, vengono così a comporre un dittico su due opposte possibilità di vivere una passione in tempi di guerra.”

 

Note di regia

L’Amore in guerra nasce da un progetto ideato e portato in scena insieme al Maestro Mario Scaccia nell’aprile 2010 presso la suggestiva cornice del Forte Pietralata a Roma.

Lo spettacolo era in due atti: nel primo interpretavo “La moglie ebrea” monologo tratto da “Terrore e miseria del Terzo Reich” di B. Brecht, nel secondo declamava alcune delle più belle poesie di guerra di Salvatore Quasimodo tra cui Auschwitz, e io lo accompagnavo al pianoforte con Chopin, Debussy e Nyman.

In seguito il Maestro mi comunicò l’idea di riprendere lo spettacolo, e di volerlo articolare in due quadri, di cui avrebbe fatto la regia. Mi propose di scrivere e interpretare due donne particolari, fuori dal comune, in cui l’amore sarebbe stato protagonista assoluto, inteso come passione e come resistenza in un’epoca i cui orrori sono a tutt’oggi troppo difficili da accettare e da capire. Dopo mesi di studio e di lavoro di documentazione, consulenze presso esperti psichiatri, ho scritto due storie ambientate nella Germania nazista e che fondono due tipi di storie d’amore: la storia di una pianista ebrea e omosessuale, Gertrud Steiner, che sta per rinunciare per sempre al grande amore della sua vita, la musica, e alla passione sofferta e segreta con la compagna Anna; la storia di Matilde Melzner, ragazza con lievi disturbi di schizofrenia ricoverata presso l’Istituto di Eichberg quando era in vigore la legge sull’eutanasia dei malati di mente e il suo amore platonico col dottor Weber.

 

Lo spettacolo ha debuttato nel 2010 in prima nazionale al Teatro Tordinona di Roma, nella Sala Pirandello, per un motivo ben preciso: è stata “la mia casa” per molti anni avendo ospitato molti spettacoli che ho fatto con il mio Maestro Mario Scaccia come protagonista, tra cui “Questa cosa vivente detta guidogozzano” e “Teatro comico e no”. Da quel giorno non si è più fermato.

 

Dedico con tutto il mio amore questo spettacolo al mio Maestro e amico Mario Scaccia, con cui ho trascorso 10 anni bellissimi di studio intenso e lavoro, ringraziandolo per la stima e l’affetto che mi ha dato in ogni circostanza, con la speranza, nel mio piccolo, d’aver assimilato la sua lezione d’arte e che dovunque sia, possa assistere con quel suo ironico, inconfondibile, astratto sorriso.  Melania Fiore

 

 

BIOGRAFIA MELANIA FIORE

Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti teatrali l’attrice, autrice e pianista Melania Fiore si laurea con lode in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università Roma3 e si diploma col massimo dei voti presso la Scuola di formazione biennale di recitazione “MOLIERE” di Mario Scaccia nel 2002, con un saggio su Galantuomo per transazione di G. Giraud, in cui interpreta il ruolo di Elisa  e Shakespeare, montaggio di varie scene tratte dalle opere del Bardo, in cui interpreta il ruolo di Rosalinda del Come vi piace.

Dopo il diploma continua a studiare e a lavorare a fianco di Mario Scaccia per circa dieci anni. Il grande e compianto Maestro la sceglie come protagonista in molti suoi spettacoli, come Teatro comico e no con testi di M. L. Spaziani e Questa cosa vivente detta guidogozzano dove M. Fiore è attrice e pianista, Alcyone di G. D’Annunzio, insieme agli etoilès del Teatro dell’Opera, in tournèe in Italia, l’acclamato Chicchignola di E. Petrolini, che debutta presso il Teatro Parioli di Roma, L’amore in guerra, nella sua prima edizione, con testi di Bertold Brecht e Salvatore Quasimodo.

Intanto Melania perfeziona gli studi di recitazione con laboratori importanti: dopo il laboratorio annuale di Living Theatre diretto da Cathy Marchand, va in scena presso il Teatro Ateneo della Sapienza con l’Antigone di Bertold Brecht. Continua poi con Giorgina Cantalini, Giles Smith, Mauro Avogadro, che la dirige in una mise en space a Villa Piccolomini dove interpreta il ruolo di Cleonice in scene tratte da La Lisistrata di Aristofane. Nel 2013 frequenta a Berlino la  Theatre Summer School Berlin dove studia il metodo Feldencrais, il corpo del clown e la gestione del ridicolo con Nicole Kehrberger. Lavora in molte compagnie mentre continua a suonare il pianoforte, che ha studiato per oltre dieci anni sotto la guida del Maestro Lamberto Desideri e affina le capacità di scrittura teatrale. Pubblica racconti e inizia a scrivere per il teatro nel 2008.

Nel 2012 inizia un percorso di studio intenso con il regista Daniele Salvo, attore e storico collaboratore di Luca Ronconi; nel  2015 entra a far parte della Compagnia I Sognatori, fondata dallo stesso Salvo, che porterà in scena il Pilade di Pasolini con la sua regia presso il Teatro Vascello di Roma, in tournèe nell’anno 2016 in Italia e in Svizzera.

Nel 2012 è la protagonista femminile della pièce Assolo contro la ‘ndrangheta dello scrittore, regista e giornalista Enrico Bernard, in scena presso il Teatro Dell’Orologio di Roma e il Teatro del Giglio di Lucca.  Inizia poi con lui un interessante sodalizio artistico che inizia con Rosa e la Calabria Saudita, scritto per lei da Bernard  e che debutta presso a Roma nel maggio 2013. Nel 2014-2015 è stata protagonista di un altro suo successo, rappresentato in Italia e all’estero, Mary Shelley e Frankestein e nel 2016 porterà invece in scena invece “Donne d’amore e di lotta”, con la regia dell’autore stesso.

Nel 2015 conosce il drammaturgo, regista, attore Giuseppe Manfridi con cui inizia una importante collaborazione, che l’ha vista protagonista del suo testo La Castellana, prodotto dalla Mongolfiera Spettacoli, attualmente in tournèe e Intervista ai Parenti delle Vittime nel 2017, che riscuote un grande successo di critica e pubblico; la sua interpretazione viene notata anche da Marzullo, che la invita come ospite alla sue notissime trasmissioni Applausi e come ospite speciale per raccontare la sua biografia a Sottovoce.

Nel 2011 fonda insieme all’attore, regista e autore Aldo E. Castellani la Compagnia La Resistenza delle Formiche con cui produce vari spettacoli di successo tra cui “L’amore in guerra”, “Tutto il mio amore”, “Partigiana”, “Protect and Survive”: in particolare Tutto il mio amore ha al suo attivo una cinquantina di repliche in tutta Italia, più di 2500 spettatori e 6 premi vinti.

Delle sue opere, La Terrazza è selezionato per il Premio Attilio Corsini e va in scena al Teatro Stabile Vittoria di Roma, Il Testamento del Marchese del Grillo con Enzo Garinei, dove è anche attrice debutta presso l’Anfiteatro Romano d’Ostia Antica e poi in tournèe in Italia; presso il Festival della Drammaturgia Italiana riceve il Premio speciale della giuria 2010 con L’atto unico della felicità, che ottiene anche il premio “Artista dell’anno” al Festival Teatrale di Calcata 2011. Tutto il mio amore, nel 2011 vince il premio come Miglior attrice al Festival della Drammaturgia Italiana e nel 2012 vince il premio “Nuda Anima” come Miglior Corto Teatrale con le seguenti motivazioni della giuria: “Per la compiutezza organica tra tema, scrittura, interpretazione e resa scenica, grazie alla quale l’artista irradiava una presenza luminosa che le consentiva di creare un mondo di senso e di renderlo vivo agli occhi dello spettatore”.

Tutto il mio amore apre inoltre il Festival della Ginestra d’Argento in Calabria nella sezione “Contro tutte le mafie”, il Festival Teatrale di Calcata, il Festival Donne D’amore a Roma e nel 2012 va in scena presso l’Auditorium di Cotronei (quest’ultima insieme al giornalista e scrittore Emiliano Morrone), presso il Teatro dell’Orologio e il Festival di Monologhi presso il Teatro Ambra Garbatella di Roma, nella Rassegna Sceneforum presso Palazzo Ricci a Pisa, ed è ospite presso il Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti nel Parco Nazionale del Cilento, diretto da Nadia Baldi e Ruggero Cappuccio, insieme ad Alessio Boni, Lello Arena, Silvio Orlando e Claudia Cardinale.

Tutto il mio amore vince nel 2014, il Festival Dirittinscena, Festival organizzato sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubbica e di Amnesty International, svoltosi presso il Teatro Italia di Roma, con 3 premi: Premio miglior attrice protagonista, Premio della Giuria popolare e Premio  Miglior Spettacolo II classificato con le seguenti motivazioni della giuria: “Interpretazione maiuscola di un bellissimo testo scritto, diretto ed interpretato da Melania Fiore, nel quale la denuncia delle ecomafie e delle organizzazioni criminali in generale che deturpano il
territorio e indeboliscono gli strati sociali che necessità di maggiori protezioni arriva attraverso il racconto di una storia d’amore che diverte e suona molto familiare”

Nel 2014 Melania Fiore vince il prestigioso Premio Calcante SIAD, premio alla migliore drammaturgia italiana, che gli è conferito dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici per il testo “L’amore in guerra” .

Sempre nel 2014 vince anche il Premio Alla Cultura “Brava Barbara” per lo spettacolo Partigiana, conferitogli dalla città di Rieti in occasione del Festival Internazionale di Santa Barbara nel mondo.

Nel 2016 viene scelta dal regista John Pascoe per Italia un sogno, un colossal teatrale innovativo che mescola teatro, lirica, danza, debutta presso il Teatro Filarmonico di Verona e va in tournèe in Italia e in Europa.

Nel 2012 viene scelta da Paolo Sorrentino per un ruolo nel suo film “LA GRANDE BELLEZZA”, vincitore, tra gli altri, del Golden Globe e dell’Oscar 2014 come Miglior Film Straniero.

 

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Velletri, identificati e arrestati due ladri albanesi

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VELLETRI (RM) – Finiscono in carcere due 30 enni albanesi riconosciuti come i responsabili di un furto in abitazione, avvenuto a Velletri nel mese di gennaio dello scorso anno.

I due, sono stati individuati grazie a una specifica attività info-investigativa condotta dai Carabinieri, orientata alla repressione dei reati commessi ai danni di persone anziane. Nelle fasi immediatamente successive al furto, avvenuto presso una villa isolata ubicata nelle campagne veliterne, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Velletri procedevano ad accurati accertamenti e rilievi tecnici sia presso l’abitazione interessata dal reato che nelle zone limitrofe.

Nel corso del sopralluogo, in una delle stanze, gli investigatori riuscivano a repertare una piccola traccia di sostanza ematica, mentre dal controllo sulle ipotetiche vie di fuga, si risaliva al modello dell’autovettura utilizzata dai malfattori.

Dall’analisi dei dati presenti in Banca Dati sulle possibili auto compatibili con quella utilizzata per il furto, e tramite una serie di pedinamenti di soggetti di interesse investigativo gravitanti nell’area dei Castelli Romani, si riuscivano a raccogliere indizi sui due cittadini albanesi, dimoranti in una località vicino Velletri.

Inoltre il materiale biologico rinvenuto all’interno dell’abitazione veniva inviato per le analisi scientifiche al RIS di Roma, che a seguito di comparazione con profili genetici dei sospettati, confermava la riconducibilità ad uno dei soggetti destinatari del provvedimento cautelare. Gli arrestati ora si trovano ristretti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso le carceri di Palermo e Voghera

 

 

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Castel Gandolfo, nuovo parcheggio: è allarme degrado

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CASTEL GANDOLFO (RM) – E’ degrado a Castel Gandolfo per l’area di sosta di via Giovanni Paolo II (già via delle Gallerie di Sotto) dove la segnaletica è gettata a terra, ci sono perdite idriche dal soffitto, mancano gli estintori e i contenitori della lancia antincendio risultano distrutti e rattoppati con del nastro.

Il parcheggio comprende una parte superiore scoperta ed una interrata

L’opera è stata finanziata interamente dell’ex provincia di Roma, dal 2015 Città Metropolitana a seguito della riforma Delrio. Un’area che nasce nel 2007 a seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’allora Provincia di Roma e le amministrazioni comunali di Castel Gandolfo e Albano Laziale poi rivisto dal Comune di Castel Gandolfo rendendolo una “convenzione sperimentale”. Una convenzione, firmata l’11 dicembre 2014, con durata di 36 mesi, che ha previsto per il Comune di Castel Gandolfo la gestione dell’attività di vigilanza del parcheggio, riscossione delle tariffe da erogare interamente alla Provincia, l’attività di pulizia e la manutenzione ordinaria per un periodo non inferiore ai 20 anni.

Gasperini paragona il parcheggio ad una sorta di franchising

“La Provincia – ora Città Metropolitana Ndr. – detta la determinazione di tariffe, costi di abbonamento mentre al Comune spettano esclusivamente oneri di raccolta dei soldi e di gestione degli impianti (manutenzione ordinaria, assicurazione civile e conservazione area)”. Questo il commento del consigliere comunale di minoranza Paolo Gasperini riguardo i flussi economici (entrate ed uscite) dell’impianto che ha paragonato il parcheggio di via Giovanni Paolo II ad una sorta di franchising. Un nodo di discussione cittadina riguarda la raccolta firme procrastinata dal consigliere Gasperini e sottoscritta da molti dipendenti della ASL per esprimere la contrarietà al pagamento di qualsiasi tariffa durante le ore in cui si prestano servizi sanitari pubblici.

Un vantaggio indiretto per un futuro bando di gara secondo la prima cittadina Milvia Monachesi

Al contrario, la sindaca Milvia Monachesi vede nella convenzione la possibilità di un vantaggio indiretto nel momento in cui il Comune potrà chiedere di più dall’indizione di un futuro bando di gara.

Una gestione anti economica secondo il dottor Giovanni Meconi

Nel febbraio 2016 scrive al Comune di Castel Gandolfo il dottor Giovanni Meconi per presentare i dati relativi alla gestione del parcheggio. Dal documento risultano circa 13mila euro di incassi contro i 21mila di spesa. Un disavanzo di 8mila euro al quale vanno aggiunti 500 euro mensili di pulizia periodica e 11.500 euro di eventuali tributi annui. Lo stesso Meconi sottolinea la “evidente anti economicità” della gestione.

Gianpaolo Plini

 

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Albano Laziale, Mattei assolto: ecco i commenti di chi ha atteso in silenzio

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ALBANO LAZIALE (RM) – Marco Mattei in dieci anni che è stato distante dalla politica ha paradossalmente mantenuto intatta la sua squadra. E la sua lista civica Area Democratica è cresciuta in tutto il territorio laziale radicandosi soprattutto nell’area dei Castelli Romani (diversi comuni hanno consiglieri comunali di Area Democratica che siedono in Consiglio e che militano sul territorio). I suoi amici storici gli sono stati silenziosamente accanto in tutti questi anni, forti dei valori di onestà intellettuale e correttezza che Mattei ha trasmesso e continua a trasmettere loro.

Il segretario di Area Democratica Giovanni Cascella

Cascella ha commentato con parole pesate ma forti la sentenza pronunciata ieri al Tribunale di Velletri che ha concluso il processo Albafor con una piena assoluzione in favore di Marco Mattei “Per non aver commesso il fatto”: “Non abbiamo mai rinnegato il nostro operato per Albano durante i due mandati di Amministrazione Mattei. Per dieci anni sono stato consigliere di maggioranza e in Consiglio ho votato tutti gli atti , compresi quelli relativi l’Albafor. La delibera 60 l’abbiamo votata in 22 persone. Eppure – ha proseguito Cascella – qualcuno ha tentato invano di infangare il nome di Mattei per gettare discredito su tutta l’amministrazione. La loro misera e inutile operazione, messa in piedi solo per ambizioni di protagonismo, è clamorosamente fallita e la sentenza di ieri ne è la dimostrazione. Quando abbiamo lasciato l’amministrazione a febbraio 2010, tutte e tre le partecipate avevano bilanci sani e certificati. Erano società virtuose non carrozzoni. Arrivato Nicola Marini è iniziato il processo inesorabile di fallimento e svendita di alcune di queste società.  Gli ultimi bilanci certificati di tutti e tre le partecipate erano sani. Ripeto erano società partecipate virtuose e non carrozzoni. Poi è arrivato Marini e c’è stato il fallimento e la svendita di alcune società tra cui Albafor . Stessa fine sta facendo l’Albalonga. Insomma noi abbiamo costruito e chi è venuto dopo ha disfatto svendendo il patrimonio pubblico ai privati. Anche l’Albalonga sta facendo la stessa fine. Mattei ha superato tutto a testa alta e noi insieme a lui, senza rinnegare nessuna azione fatta”.

Non è mancato il commento di Ivo Zazza, ex assessore nella giunta Mattei:

“Non avevamo dubbi sul risultato finale – ha detto Zazza – ma certamente Marco Mattei non ha vissuto un periodo facile a causa del protrarsi di questa lunga attesa per arrivare a sentenza. Ha sofferto in silenzio fiducioso dell’operato di tutti gli organi competenti. Adesso è finalmente arrivata questa sentenza che ristabilisce la verità e finalmente riconsegna a Marco la serenità che merita. Sono certo che adesso potrà affrontare questo nuovo incarico di Direttore del Dipartimento del territorio della Asl Rm6 con maggiore forza e intraprendenza e con la sua grande professionalità e competenza che lo contraddistingue”.

La consigliera comunale di Albano Pina Guglielmino (Area Democratica)

Guglielmino ha speso parole di stima nei confronti di Mattei: “In silenzio abbiamo aspettato questa sentenza forti del risultato positivo che poi, finalmente è arrivato. Ciò che mi rende più felice è che un uomo di spessore e con un’integrità morale e correttezza che oggi pochi hanno, finalmente si sia liberato di queste false accuse. Chi come Marco Mattei ha amministrato per così tanti anni, con grande dedizione, competenza e senza mai una “sbavatura” è la sintesi della “buona politica”. Ora con il suo nuovo incarico in Asl, che gli conferisce ancora nuove e più grandi responsabilità, si apre un altro grande e positivo capitolo per sanità del territorio dei Castelli Romani”.

Il consigliere comunale di Albano Matteo Mauro Orciuoli (Area Democratica)

Orciuoli ha commentato così la sentenza: “Tanto rumore per nulla. Solo chi non voleva vedere e capire poteva pensare che ci fossero ombre su una delibera approvata da un intero consiglio comunale e che aveva ricevuto tutti i pareri positivi possibili. Per quella delibera è stato chiamato in causa soltanto il sindaco. Insomma, si è perso tanto tempo a cercare dei fantasmi che non esistono. Non si comprende neanche perché si è fatto un processo dove sono state mescolate tante fattispecie diverse con vicende diverse di altri amministratori. Alla fine il tempo è stato galantuomo e ha dimostrato correttezza e bontà di un’azione amministrativa che in dieci anni ha portato ad Albano opere pubbliche e finanziamenti dando slancio e vigore ad una città che adesso vediamo in sofferenza e difficoltà”.

Pino Cangemi (FI): “Ce ne sono pochi di amministratori che possono vantare una integrità morale e competenza pari a quelle di Marco Mattei”

Il consigliere regionale FI Pino Cangemi esprime piena soddisfazione e vicinanza a Marco Mattei: “Ero certo che Marco Mattei venisse assolto con formula piena. Ce ne sono pochi di amministratori che possono vantare una integrità morale e competenza pari a quelle di Marco Mattei. Mi complimento altresì per il suo nuovo incarico alla Asl Roma 6. Sono sicuro che il suo contributo sarà fondamentale per la sanità regionale”

Pierluigi Fortini responsabile Area Democratica per Ariccia (Rm)

“Voglio esprimere la mia personale soddisfazione e vicinanza e quella degli amici di Ariccia all’amico Marco Mattei per il risultato della sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nella vicenda Albafor, – ha detto Fortini – risultato che ieri sera Marco ha voluto attendere insieme a noi agli amici che nel territorio da anni sono con lui e con la sua visione e lungimiranza politica. La sentenza positiva sicuramente darà ancora maggiore slancio a Mattei nel suo nuovo incarico come Direttore di Dipartimento del territorio della ASL RM6 per il quale gli formulo i miei migliori auguri.E adesso avanti tutta verso nuovi obbiettivi che insieme a Marco sapremo raggiungere per il nostro territorio.”

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