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Castel Gandolfo, va in scena L’Amore in Guerra: un capolavoro di Melania Fiore ideato da Mario Scaccia

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L’Amore in Guerra, uno spettacolo che vede protagonista l’erede del genio artistico di Mario Scaccia. Una esibizione unica nel suo genere dove la passione che l’attrice plasma con estrema competenza e professionalità racconta l’amore con la maiuscola e trasmette chiaramente il messaggio della necessità dell’autoaffermazione dell’essere umano intesa come necessità di essere liberi di amare ed esprimersi aldilà delle convenzioni, degli schemi della società e di un momento storico indelebile che le protagoniste scavalcano con eleganza, follia, coraggio e bellezza.

Chiara Rai

Da non perdere dunque l’appuntamento di Domenica 28 gennaio ore 18 presso la Sala Toniucci di Castel Gandolfo al Teatro in via Mazzini 27. Scritto diretto e interpretato da Melania Fiore e ideato da Mario Scaccia, L’Amore in Guerra è a lui dedicato. E’ la storia di due donne che lottano per la loro libertà la loro affermazione, il loro diritto all’esistenza. E’ una storia d’amore e resistenza

L’amore in guerra

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore

Disegno luci Riccardo Santini

Assistente alla regia Aldo Emanuele Castellani

Musiche Debussy, Beethoven, Chopin, Edith Piaf

Costumi Silva Bruschini

Una produzione LA RESISTENZA DELLE FORMICHE TEATRO

 

Amore come donna. Amore come Resistenza.

Due donne, un’attrice sola, un’anima che pare scissa in due, due metà di un differente destino, due storie che sono in realtà la stessa Storia. Due assoli che sono un dialogo immaginato, dove la presenza “dell’altro”, desiderata, vagheggiata, profondamente amata, assume una consistenza palpabile, quasi reale.

Uno spettacolo che in due quadri, due partiture dal ritmo serrato e coinvolgente, racconta un momento preciso della vita di due donne ai tempi della Germania nazista, due donne tenute vive dall’amore, un  momento che cambierà le loro vite per sempre.

Nel primo quadro Gertrud Steiner, grande pianista ebrea, che nelle ore precedenti la sua deportazione, rivive un passato di successi e di glorie con ironia e dignità, immaginando di suonare il suo tavolo come se fosse un pianoforte e parlando al telefono con vecchi amici o amanti che non sanno o fingono di non sapere cosa le sta per succedere. D’improvviso una telefonata diversa dalle altre, di un ammiratore diverso dagli altri: che sia una via di salvezza?

Nel secondo quadro Matilde Melzner, affetta da una leggera forma di schizofrenia che l’ha confinata presso l’Istituto di cura di Eichberg, dove molti pazienti vengono eliminati perché considerati “un peso per l’economia tedesca” da sedicenti psichiatri, in un commovente non-dialogo con il medico “buono” che la sta curando, e di cui si è innamorata, afferma con limpida e struggente consapevolezza di voler assolutamente “Essere viva” per sposarlo.

Un dittico femminile che ha nella speranza di un cambiamento il suo movente principale, uno spettacolo d’impegno civile e morale pieno d’umorismo e poesia, non per ricordare o perdonare, ma cercare di capire, uno spettacolo che racconta la perdita dell’identità e dunque della dignità stessa sotto un regime repressivo e castrante che altera le coscienze e frena lo slancio verso qualcosa che non solo non è scontato, ma che anche oggi ci dobbiamo conquistare ogni giorno, La Libertà.

La libertà di Essere donne, come siamo, di non aver Paura.

Semplicemente la Libertà di Esistere come esseri umani.

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore, attrice, drammaturga, pianista e cantante, è stato ideato con il suo MAESTRO Mario Scaccia dopo una decennale collaborazione artistica, e a lui dedicato.

 

L’Amore in guerra debutta nel 2011 presso il Teatro Tordinona di Roma e inizia una lunga serie di fortunate repliche in vari teatri romani e del Lazio, ottenendo grandi consensi da parte di critica e pubblico, fino ad approdare poi nel 2013 al Teatro Stabile Vittoria di Roma, dove va in scena nell’ambito della Rassegna “Salviamo i Talenti” ed è II finalista al  PREMIO NAZIONALE ATTILIO CORSINI.

Nel 2014 vince il prestigioso PREMIO CALCANTE come miglior drammaturgia italiana, conferitogli dal Siad ( Società Italiana Autori Drammatici) con le seguenti motivazioni:

“Originale scelta dei personaggi e delle vicende narrate per raccontare un pezzo di storia – il nazismo – che altrimenti potrebbe risultare scontato ed ovvio. Il testo L’amore in guerra di Melania Fiore è costruito in due quadri con due donne protagoniste: Gertrud Steiner, grande pianista ebrea vittima della violenza nazista, e Matilde  Melzner, giovane ricoverata in un istituto di cura per una leggera forma di schizofrenia, ma poi scampata al programma di eutanasia sui malati di mente e diventata psichiatra; due donne dai caratteri totalmente diversi unite però dallo stesso desiderio di amore e di vita, dalla stessa volontà di ribellarsi alla violenza della storia.

Sono gli uomini che le due protagoniste incontrano in un momento particolarmente drammatico della loro esistenza a determinare, con le loro caratteristiche morali completamente differenti, i due diversi epiloghi: il primo negativo, il secondo positivo.

Le due storie d’amore, raccontate con un linguaggio raffinato, poetico e drammaturgicamente efficace, vengono così a comporre un dittico su due opposte possibilità di vivere una passione in tempi di guerra.”

 

Note di regia

L’Amore in guerra nasce da un progetto ideato e portato in scena insieme al Maestro Mario Scaccia nell’aprile 2010 presso la suggestiva cornice del Forte Pietralata a Roma.

Lo spettacolo era in due atti: nel primo interpretavo “La moglie ebrea” monologo tratto da “Terrore e miseria del Terzo Reich” di B. Brecht, nel secondo declamava alcune delle più belle poesie di guerra di Salvatore Quasimodo tra cui Auschwitz, e io lo accompagnavo al pianoforte con Chopin, Debussy e Nyman.

In seguito il Maestro mi comunicò l’idea di riprendere lo spettacolo, e di volerlo articolare in due quadri, di cui avrebbe fatto la regia. Mi propose di scrivere e interpretare due donne particolari, fuori dal comune, in cui l’amore sarebbe stato protagonista assoluto, inteso come passione e come resistenza in un’epoca i cui orrori sono a tutt’oggi troppo difficili da accettare e da capire. Dopo mesi di studio e di lavoro di documentazione, consulenze presso esperti psichiatri, ho scritto due storie ambientate nella Germania nazista e che fondono due tipi di storie d’amore: la storia di una pianista ebrea e omosessuale, Gertrud Steiner, che sta per rinunciare per sempre al grande amore della sua vita, la musica, e alla passione sofferta e segreta con la compagna Anna; la storia di Matilde Melzner, ragazza con lievi disturbi di schizofrenia ricoverata presso l’Istituto di Eichberg quando era in vigore la legge sull’eutanasia dei malati di mente e il suo amore platonico col dottor Weber.

 

Lo spettacolo ha debuttato nel 2010 in prima nazionale al Teatro Tordinona di Roma, nella Sala Pirandello, per un motivo ben preciso: è stata “la mia casa” per molti anni avendo ospitato molti spettacoli che ho fatto con il mio Maestro Mario Scaccia come protagonista, tra cui “Questa cosa vivente detta guidogozzano” e “Teatro comico e no”. Da quel giorno non si è più fermato.

 

Dedico con tutto il mio amore questo spettacolo al mio Maestro e amico Mario Scaccia, con cui ho trascorso 10 anni bellissimi di studio intenso e lavoro, ringraziandolo per la stima e l’affetto che mi ha dato in ogni circostanza, con la speranza, nel mio piccolo, d’aver assimilato la sua lezione d’arte e che dovunque sia, possa assistere con quel suo ironico, inconfondibile, astratto sorriso.  Melania Fiore

 

 

BIOGRAFIA MELANIA FIORE

Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti teatrali l’attrice, autrice e pianista Melania Fiore si laurea con lode in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università Roma3 e si diploma col massimo dei voti presso la Scuola di formazione biennale di recitazione “MOLIERE” di Mario Scaccia nel 2002, con un saggio su Galantuomo per transazione di G. Giraud, in cui interpreta il ruolo di Elisa  e Shakespeare, montaggio di varie scene tratte dalle opere del Bardo, in cui interpreta il ruolo di Rosalinda del Come vi piace.

Dopo il diploma continua a studiare e a lavorare a fianco di Mario Scaccia per circa dieci anni. Il grande e compianto Maestro la sceglie come protagonista in molti suoi spettacoli, come Teatro comico e no con testi di M. L. Spaziani e Questa cosa vivente detta guidogozzano dove M. Fiore è attrice e pianista, Alcyone di G. D’Annunzio, insieme agli etoilès del Teatro dell’Opera, in tournèe in Italia, l’acclamato Chicchignola di E. Petrolini, che debutta presso il Teatro Parioli di Roma, L’amore in guerra, nella sua prima edizione, con testi di Bertold Brecht e Salvatore Quasimodo.

Intanto Melania perfeziona gli studi di recitazione con laboratori importanti: dopo il laboratorio annuale di Living Theatre diretto da Cathy Marchand, va in scena presso il Teatro Ateneo della Sapienza con l’Antigone di Bertold Brecht. Continua poi con Giorgina Cantalini, Giles Smith, Mauro Avogadro, che la dirige in una mise en space a Villa Piccolomini dove interpreta il ruolo di Cleonice in scene tratte da La Lisistrata di Aristofane. Nel 2013 frequenta a Berlino la  Theatre Summer School Berlin dove studia il metodo Feldencrais, il corpo del clown e la gestione del ridicolo con Nicole Kehrberger. Lavora in molte compagnie mentre continua a suonare il pianoforte, che ha studiato per oltre dieci anni sotto la guida del Maestro Lamberto Desideri e affina le capacità di scrittura teatrale. Pubblica racconti e inizia a scrivere per il teatro nel 2008.

Nel 2012 inizia un percorso di studio intenso con il regista Daniele Salvo, attore e storico collaboratore di Luca Ronconi; nel  2015 entra a far parte della Compagnia I Sognatori, fondata dallo stesso Salvo, che porterà in scena il Pilade di Pasolini con la sua regia presso il Teatro Vascello di Roma, in tournèe nell’anno 2016 in Italia e in Svizzera.

Nel 2012 è la protagonista femminile della pièce Assolo contro la ‘ndrangheta dello scrittore, regista e giornalista Enrico Bernard, in scena presso il Teatro Dell’Orologio di Roma e il Teatro del Giglio di Lucca.  Inizia poi con lui un interessante sodalizio artistico che inizia con Rosa e la Calabria Saudita, scritto per lei da Bernard  e che debutta presso a Roma nel maggio 2013. Nel 2014-2015 è stata protagonista di un altro suo successo, rappresentato in Italia e all’estero, Mary Shelley e Frankestein e nel 2016 porterà invece in scena invece “Donne d’amore e di lotta”, con la regia dell’autore stesso.

Nel 2015 conosce il drammaturgo, regista, attore Giuseppe Manfridi con cui inizia una importante collaborazione, che l’ha vista protagonista del suo testo La Castellana, prodotto dalla Mongolfiera Spettacoli, attualmente in tournèe e Intervista ai Parenti delle Vittime nel 2017, che riscuote un grande successo di critica e pubblico; la sua interpretazione viene notata anche da Marzullo, che la invita come ospite alla sue notissime trasmissioni Applausi e come ospite speciale per raccontare la sua biografia a Sottovoce.

Nel 2011 fonda insieme all’attore, regista e autore Aldo E. Castellani la Compagnia La Resistenza delle Formiche con cui produce vari spettacoli di successo tra cui “L’amore in guerra”, “Tutto il mio amore”, “Partigiana”, “Protect and Survive”: in particolare Tutto il mio amore ha al suo attivo una cinquantina di repliche in tutta Italia, più di 2500 spettatori e 6 premi vinti.

Delle sue opere, La Terrazza è selezionato per il Premio Attilio Corsini e va in scena al Teatro Stabile Vittoria di Roma, Il Testamento del Marchese del Grillo con Enzo Garinei, dove è anche attrice debutta presso l’Anfiteatro Romano d’Ostia Antica e poi in tournèe in Italia; presso il Festival della Drammaturgia Italiana riceve il Premio speciale della giuria 2010 con L’atto unico della felicità, che ottiene anche il premio “Artista dell’anno” al Festival Teatrale di Calcata 2011. Tutto il mio amore, nel 2011 vince il premio come Miglior attrice al Festival della Drammaturgia Italiana e nel 2012 vince il premio “Nuda Anima” come Miglior Corto Teatrale con le seguenti motivazioni della giuria: “Per la compiutezza organica tra tema, scrittura, interpretazione e resa scenica, grazie alla quale l’artista irradiava una presenza luminosa che le consentiva di creare un mondo di senso e di renderlo vivo agli occhi dello spettatore”.

Tutto il mio amore apre inoltre il Festival della Ginestra d’Argento in Calabria nella sezione “Contro tutte le mafie”, il Festival Teatrale di Calcata, il Festival Donne D’amore a Roma e nel 2012 va in scena presso l’Auditorium di Cotronei (quest’ultima insieme al giornalista e scrittore Emiliano Morrone), presso il Teatro dell’Orologio e il Festival di Monologhi presso il Teatro Ambra Garbatella di Roma, nella Rassegna Sceneforum presso Palazzo Ricci a Pisa, ed è ospite presso il Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti nel Parco Nazionale del Cilento, diretto da Nadia Baldi e Ruggero Cappuccio, insieme ad Alessio Boni, Lello Arena, Silvio Orlando e Claudia Cardinale.

Tutto il mio amore vince nel 2014, il Festival Dirittinscena, Festival organizzato sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubbica e di Amnesty International, svoltosi presso il Teatro Italia di Roma, con 3 premi: Premio miglior attrice protagonista, Premio della Giuria popolare e Premio  Miglior Spettacolo II classificato con le seguenti motivazioni della giuria: “Interpretazione maiuscola di un bellissimo testo scritto, diretto ed interpretato da Melania Fiore, nel quale la denuncia delle ecomafie e delle organizzazioni criminali in generale che deturpano il
territorio e indeboliscono gli strati sociali che necessità di maggiori protezioni arriva attraverso il racconto di una storia d’amore che diverte e suona molto familiare”

Nel 2014 Melania Fiore vince il prestigioso Premio Calcante SIAD, premio alla migliore drammaturgia italiana, che gli è conferito dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici per il testo “L’amore in guerra” .

Sempre nel 2014 vince anche il Premio Alla Cultura “Brava Barbara” per lo spettacolo Partigiana, conferitogli dalla città di Rieti in occasione del Festival Internazionale di Santa Barbara nel mondo.

Nel 2016 viene scelta dal regista John Pascoe per Italia un sogno, un colossal teatrale innovativo che mescola teatro, lirica, danza, debutta presso il Teatro Filarmonico di Verona e va in tournèe in Italia e in Europa.

Nel 2012 viene scelta da Paolo Sorrentino per un ruolo nel suo film “LA GRANDE BELLEZZA”, vincitore, tra gli altri, del Golden Globe e dell’Oscar 2014 come Miglior Film Straniero.

 

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Grottaferrata, perimetrazioni nuclei spontanei: nessuna iniziativa ancora presa dal Comune

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GROTTAFERRATA (RM) – “Nessuna decisione è stata ancora presa in merito alle perimetrazioni dei nuclei sorti spontaneamente, decisioni che dovranno essere assunte dal consiglio comunale, dopo un’approfondita valutazione e discussione della materia”. L’Amministrazione comunale di Grottaferrata interviene con una nota in materia di urbanistica a seguito alle numerose segnalazioni che in questi giorni stanno giungendo in Comune da parte di alcuni cittadini legate al fatto che sarebbero in corso iniziative di privati tese alla costituzione di consorzi aventi la finalità di promuovere la realizzazione di volumetrie edilizie e/o interventi di sanatoria di volumetrie abusive in alcune zone di Grottaferrata.

Ciò si presume stia avvenendo “in relazione agli studi che ‘Amministrazione sta effettuando in materia di perimetrazione dei nuclei sorti spontaneamente ai sensi della legge regionale 28/80 che, è bene ricordarlo ulteriormente è legge con valenza urbanistica e non edilizia, avente l’obiettivo di recuperare urbanisticamente porzioni del territorio comunale assoggettati a edificazione non pianificata, mediante l’individuazione di perimetri all’interno dei quali ricomprendere solamente fabbricati legittimi (realizzati con regolare titolo abitativo) o legittimati (con rilascio di titoli edilizio in sanatoria) o legittimabili (per i quali è possibile rilasciare titolo abilitativo in sanatoria ai sensi delle leggi 47/85, 724/94, 326/2003)”.

“Dette iniziative – precisa ancora la nota dell’Amministrazione – sarebbero a carattere oneroso, con la richiesta di somme di danaro a carico degli eventuali aderenti ai suddetti consorzi. A tale riguardo si precisa che nessuna decisione amministrativa è stata ancora presa sulla materia. Si invitano pertanto i cittadini – conclude la nota – a valutare con la massima attenzione e cautela le iniziative che vengono loro proposte (rispetto alle quali l’Amministrazione è del tutto estranea), assumendo in ogni caso le necessarie informazioni sul reale stato dei fatti presso il competente ufficio urbanistica del Comune”.

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Castel Gandolfo, ascolto e sostegno delle persone in difficoltà: l’esperienza di Pisa del prefetto Tagliente diventa un modello da seguire

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Venerdì 25 gennaio, a partire dalle ore 17 presso l’aula consiliare del Comune di Castel Gandolfo

CASTEL GANDOLFO (RM) – Al via il primo incontro in vista del “Premio Castel Gandolfo 2019” in cui gli organizzatori affronteranno un tema di grande attualità: “La persona umana come valore fondante del nostro ordinamento Costituzionale”.

L’incontro dibattito, che si terrà venerdì 25 gennaio, a partire dalle ore 17 presso l’aula consiliare del Comune di Castel Gandolfo vedrà un relatore d’eccezione: un funzionario dello Stato che nel corso del suo percorso professionale ha tenuto in cima alla scala dei valori la persona umana. Si tratta di Francesco Tagliente, già questore di Roma e Firenze, prefetto di Pisa e presidente del “Servizio di ascolto e sostegno dei soggetti che si trovano in situazioni di disagio originate da motivi economici…” da lui istituito e sperimentato con successo nella città toscana. E per questa sua sensibilità istituzionale lo scorso anno gli è stato consegnato il Premio Castel Gandolfo.

Saranno presenti alcuni componenti del Servizio di ascolto e sostegno delle “persone” in difficoltà

Prevista la partecipazione dello psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini ora direttore della Scuola Imt alti studi di Lucca, socio fondatore della Società Italiana di Neuroetica; l’avvocato Giuseppe Mazzotta Presidente Unione Giuristi Cattolici di Pisa; Paolo Giusti di Pontedera, responsabile sportello di ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura; Antonio Cerrai, presidente del Comitato provinciale CRI di Pisa; Romano Pucci, presidente Confartigianato Pisa, tutti già componenti del Servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari.

A introdurre il convegno Milvia Monachesi sindaco di Castel Gandolfo che non mancherà di portare i saluti istituzionali. Inoltre sono previsti interventi da parte della giornalista Chiara Rai, direttore responsabile de L’Osservatore d’Italia e collaboratrice de “Il Messaggero” e della dottoressa Maria Grazia Piccirillo organizzatrice insieme a Chiara Rai del Premio Castel Gandolfo.

Il prefetto Francesco Tagliente e il modello Pisa

L’attenzione alla persona umana da parte del prefetto Tagliente emerge anche da un libro “Buone pratiche a Palazzo Medici – Il nuovo passo della prefettura” presentato a Roma nella sede della federazione nazionale della stampa, che racconta l’esperienza di Francesco Tagliente a Pisa.

La giornalista Candida Virgone, insieme ad un gruppo di cronisti di cinque testate (Ansa, Tirreno, Nazione, Telegranducato e 50 Canale), ha voluto approfondire come i cittadini, le istituzioni e gli operatori economici percepivano il ruolo dell’istituzione prefettizia rispetto alle dinamiche della vita quotidiana.

Oltre sessanta testimonianze sono state raccolte in una pubblicazione in cui emergono le politiche gestionali del prefetto Tagliente rappresentante del Governo a Pisa negli ultimi anni.

Le testimonianze raccolte nel libro mettono anche in luce le politiche gestionali di un Prefetto determinato e promotore di un nuovo diverso rapporto di intesa con la società civile che si è messo al Servizio dei cittadini pisani. Per questo Tagliente è stato definito “prefetto facilitatore”, “prefetto di ferro dal cuore d’oro”, “sarto istituzionale”

Tra le iniziative prese da Tagliente, quando era in servizio a Pisa, c’è anche quella dello spegnimento di quasi tutti gli autovelox fissi installati in provincia di Pisa, che per anni avevano rappresentato un’autentica maledizione per migliaia di automobilisti e una cassaforte colma di denaro per la Provincia. Solo nel 2013 avevano originato oltre 45mila multe con contestazione differita.

Particolarmente attento alle fragilità, il prefetto Tagliente ha sempre sostenuto che le Istituzioni hanno il dovere di promuovere tutte le iniziative possibili per garantire il diritto alla sicurezza a cittadini, turisti ed operatori economici e a rivolgere particolare attenzione a chi si trova in una condizione di fragilità come i bambini, agli anziani, le donne e chiunque altro possa trovarsi in situazioni di difficoltà.

Era nato da questa consapevolezza il Servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari molto importante anche come servizio antiusura e antiracket.

Tagliente ha sempre sostenuto che sono persone deboli anche quelle categorie sociali che versano in una condizione di sofferenza economica “incolpevole”. Commercianti, imprenditori, cittadini colpiti dalla crisi che non possono permettersi di rivolgersi ad un avvocato o ad un commercialista, con il rischio concreto di cadere in mano ad usurai o, ancora peggio, in quelle pericolose situazioni di solitudine e scoraggiamento, che in alcuni casi sfociano in tragedie familiari.

“Tutti questi soggetti vanno ascoltati, sostenuti, consigliati. Va rilanciato il ruolo degli Sportelli territoriali di ascolto e per i casi più complessi va attivato un Servizio di ascolto e sostegno che metta insieme una rete volontaria di competenze e professionalità in ogni settore utile. Un servizio che combatta anche le piaghe del racket e dell’usura nella piccola imprenditoria, perché la crisi economica in cui versano persone, famiglie, operatori ed imprese, ha effetti negativi sulle forze sociali ed economiche, e favorisce i circuiti dell’illegalità alimentando disagio scoraggiamento, con esiti anche tragici”, sono le parole di Tagliente.

Da qui la richiesta degli organizzatori del Premio di affrontare il tema “La persona umana come valore fondante del nostro ordinamento Costituzionale”.

Enrico Pellegrini

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Nemi, stadio comunale. 600 mila euro per adeguamento e fari al led. “Ricomincio da Nemi”: “Prosegue lo sperpero di denaro pubblico”

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NEMI (RM) – “Altri 150 mila euro in uscita dalle casse del Comune di Nemi per lo Stadio Luciano Iorio. L’ennesimo, cospicuo esborso di denaro da parte dei cittadini come contributo a lavori di adeguamento, per un totale complessivo di ben 600 mila euro”. Questo un primo commento dei consiglieri comunali Cortuso e Corrieri di “Ricomincio da Nemi” dopo la recente approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per i lavori di adeguamento al regolamento LND e la sostituzione dei fari a led
nel campo sportivo comunale “Luciano Iorio “ da parte degli amministratori comunali.

600 mila euro di intervento di cui 150 mila a carico del Comune

Un intervento che costerà complessivamente quasi 600 mila euro – 591.031,64 per l’esattezza – e che peserà sulle casse comunali di Nemi per 148.031,64 quale quota parte del 25,04%.

Cortuso e Corrieri: “Una gestione scriteriata”

“Altri soldi – proseguono Cortuso e Corrieri – per quello stadio che, nel corso degli anni, è stato oggetto di vergognose dispute tra amministratori vecchi e nuovi, teatro di processi penali e, infine, oggetto di un esposto alla Corte dei Conti da parte dei nostri consiglieri per la sua gestione a dir poco scriteriata. Tanti, troppi soldi per un bene che la nostra comunità ha pagato a caro prezzo ma che non è mai stato messo a disposizione dei suoi cittadini. Così, mentre il nostro prezioso stadio comunale è ad uso esclusivo di società di calcio a condizioni davvero vantaggiose, ai ragazzi di Nemi viene disegnato un campetto di calcio con la vernice, sull’asfalto del piazzale antistante la caserma dei pompieri (Campetto Bertucci) per farli divertire “in tutta sicurezza”.”

“Questo è il punto: – evidenziano i consiglieri di “Ricomincio da Nemi” la cattiva gestione della cosa pubblica per la quale abbiamo fortemente voluto che venissero accertate le responsabilità. La storia dello stadio comunale concentra in sé tante cose: lo sperpero di denaro, l’incapacità di amministrare un bene comune, la totale mancanza di politiche giovanili e per lo sport. Questo è solo uno dei tanti volti del degrado politico e amministrativo che “Ricomincio da Nemi” vuole combattere. Quel degrado che toglie tante risorse ai cittadini per restituire loro una città sempre più sporca, servizi sempre meno efficienti, un ambiente sempre meno vivibile”.

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