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Castel Gandolfo, va in scena L’Amore in Guerra: un capolavoro di Melania Fiore ideato da Mario Scaccia

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L’Amore in Guerra, uno spettacolo che vede protagonista l’erede del genio artistico di Mario Scaccia. Una esibizione unica nel suo genere dove la passione che l’attrice plasma con estrema competenza e professionalità racconta l’amore con la maiuscola e trasmette chiaramente il messaggio della necessità dell’autoaffermazione dell’essere umano intesa come necessità di essere liberi di amare ed esprimersi aldilà delle convenzioni, degli schemi della società e di un momento storico indelebile che le protagoniste scavalcano con eleganza, follia, coraggio e bellezza.

Chiara Rai

Da non perdere dunque l’appuntamento di Domenica 28 gennaio ore 18 presso la Sala Toniucci di Castel Gandolfo al Teatro in via Mazzini 27. Scritto diretto e interpretato da Melania Fiore e ideato da Mario Scaccia, L’Amore in Guerra è a lui dedicato. E’ la storia di due donne che lottano per la loro libertà la loro affermazione, il loro diritto all’esistenza. E’ una storia d’amore e resistenza

L’amore in guerra

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore

Disegno luci Riccardo Santini

Assistente alla regia Aldo Emanuele Castellani

Musiche Debussy, Beethoven, Chopin, Edith Piaf

Costumi Silva Bruschini

Una produzione LA RESISTENZA DELLE FORMICHE TEATRO

 

Amore come donna. Amore come Resistenza.

Due donne, un’attrice sola, un’anima che pare scissa in due, due metà di un differente destino, due storie che sono in realtà la stessa Storia. Due assoli che sono un dialogo immaginato, dove la presenza “dell’altro”, desiderata, vagheggiata, profondamente amata, assume una consistenza palpabile, quasi reale.

Uno spettacolo che in due quadri, due partiture dal ritmo serrato e coinvolgente, racconta un momento preciso della vita di due donne ai tempi della Germania nazista, due donne tenute vive dall’amore, un  momento che cambierà le loro vite per sempre.

Nel primo quadro Gertrud Steiner, grande pianista ebrea, che nelle ore precedenti la sua deportazione, rivive un passato di successi e di glorie con ironia e dignità, immaginando di suonare il suo tavolo come se fosse un pianoforte e parlando al telefono con vecchi amici o amanti che non sanno o fingono di non sapere cosa le sta per succedere. D’improvviso una telefonata diversa dalle altre, di un ammiratore diverso dagli altri: che sia una via di salvezza?

Nel secondo quadro Matilde Melzner, affetta da una leggera forma di schizofrenia che l’ha confinata presso l’Istituto di cura di Eichberg, dove molti pazienti vengono eliminati perché considerati “un peso per l’economia tedesca” da sedicenti psichiatri, in un commovente non-dialogo con il medico “buono” che la sta curando, e di cui si è innamorata, afferma con limpida e struggente consapevolezza di voler assolutamente “Essere viva” per sposarlo.

Un dittico femminile che ha nella speranza di un cambiamento il suo movente principale, uno spettacolo d’impegno civile e morale pieno d’umorismo e poesia, non per ricordare o perdonare, ma cercare di capire, uno spettacolo che racconta la perdita dell’identità e dunque della dignità stessa sotto un regime repressivo e castrante che altera le coscienze e frena lo slancio verso qualcosa che non solo non è scontato, ma che anche oggi ci dobbiamo conquistare ogni giorno, La Libertà.

La libertà di Essere donne, come siamo, di non aver Paura.

Semplicemente la Libertà di Esistere come esseri umani.

Scritto, diretto e interpretato da Melania Fiore, attrice, drammaturga, pianista e cantante, è stato ideato con il suo MAESTRO Mario Scaccia dopo una decennale collaborazione artistica, e a lui dedicato.

 

L’Amore in guerra debutta nel 2011 presso il Teatro Tordinona di Roma e inizia una lunga serie di fortunate repliche in vari teatri romani e del Lazio, ottenendo grandi consensi da parte di critica e pubblico, fino ad approdare poi nel 2013 al Teatro Stabile Vittoria di Roma, dove va in scena nell’ambito della Rassegna “Salviamo i Talenti” ed è II finalista al  PREMIO NAZIONALE ATTILIO CORSINI.

Nel 2014 vince il prestigioso PREMIO CALCANTE come miglior drammaturgia italiana, conferitogli dal Siad ( Società Italiana Autori Drammatici) con le seguenti motivazioni:

“Originale scelta dei personaggi e delle vicende narrate per raccontare un pezzo di storia – il nazismo – che altrimenti potrebbe risultare scontato ed ovvio. Il testo L’amore in guerra di Melania Fiore è costruito in due quadri con due donne protagoniste: Gertrud Steiner, grande pianista ebrea vittima della violenza nazista, e Matilde  Melzner, giovane ricoverata in un istituto di cura per una leggera forma di schizofrenia, ma poi scampata al programma di eutanasia sui malati di mente e diventata psichiatra; due donne dai caratteri totalmente diversi unite però dallo stesso desiderio di amore e di vita, dalla stessa volontà di ribellarsi alla violenza della storia.

Sono gli uomini che le due protagoniste incontrano in un momento particolarmente drammatico della loro esistenza a determinare, con le loro caratteristiche morali completamente differenti, i due diversi epiloghi: il primo negativo, il secondo positivo.

Le due storie d’amore, raccontate con un linguaggio raffinato, poetico e drammaturgicamente efficace, vengono così a comporre un dittico su due opposte possibilità di vivere una passione in tempi di guerra.”

 

Note di regia

L’Amore in guerra nasce da un progetto ideato e portato in scena insieme al Maestro Mario Scaccia nell’aprile 2010 presso la suggestiva cornice del Forte Pietralata a Roma.

Lo spettacolo era in due atti: nel primo interpretavo “La moglie ebrea” monologo tratto da “Terrore e miseria del Terzo Reich” di B. Brecht, nel secondo declamava alcune delle più belle poesie di guerra di Salvatore Quasimodo tra cui Auschwitz, e io lo accompagnavo al pianoforte con Chopin, Debussy e Nyman.

In seguito il Maestro mi comunicò l’idea di riprendere lo spettacolo, e di volerlo articolare in due quadri, di cui avrebbe fatto la regia. Mi propose di scrivere e interpretare due donne particolari, fuori dal comune, in cui l’amore sarebbe stato protagonista assoluto, inteso come passione e come resistenza in un’epoca i cui orrori sono a tutt’oggi troppo difficili da accettare e da capire. Dopo mesi di studio e di lavoro di documentazione, consulenze presso esperti psichiatri, ho scritto due storie ambientate nella Germania nazista e che fondono due tipi di storie d’amore: la storia di una pianista ebrea e omosessuale, Gertrud Steiner, che sta per rinunciare per sempre al grande amore della sua vita, la musica, e alla passione sofferta e segreta con la compagna Anna; la storia di Matilde Melzner, ragazza con lievi disturbi di schizofrenia ricoverata presso l’Istituto di Eichberg quando era in vigore la legge sull’eutanasia dei malati di mente e il suo amore platonico col dottor Weber.

 

Lo spettacolo ha debuttato nel 2010 in prima nazionale al Teatro Tordinona di Roma, nella Sala Pirandello, per un motivo ben preciso: è stata “la mia casa” per molti anni avendo ospitato molti spettacoli che ho fatto con il mio Maestro Mario Scaccia come protagonista, tra cui “Questa cosa vivente detta guidogozzano” e “Teatro comico e no”. Da quel giorno non si è più fermato.

 

Dedico con tutto il mio amore questo spettacolo al mio Maestro e amico Mario Scaccia, con cui ho trascorso 10 anni bellissimi di studio intenso e lavoro, ringraziandolo per la stima e l’affetto che mi ha dato in ogni circostanza, con la speranza, nel mio piccolo, d’aver assimilato la sua lezione d’arte e che dovunque sia, possa assistere con quel suo ironico, inconfondibile, astratto sorriso.  Melania Fiore

 

 

BIOGRAFIA MELANIA FIORE

Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti teatrali l’attrice, autrice e pianista Melania Fiore si laurea con lode in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università Roma3 e si diploma col massimo dei voti presso la Scuola di formazione biennale di recitazione “MOLIERE” di Mario Scaccia nel 2002, con un saggio su Galantuomo per transazione di G. Giraud, in cui interpreta il ruolo di Elisa  e Shakespeare, montaggio di varie scene tratte dalle opere del Bardo, in cui interpreta il ruolo di Rosalinda del Come vi piace.

Dopo il diploma continua a studiare e a lavorare a fianco di Mario Scaccia per circa dieci anni. Il grande e compianto Maestro la sceglie come protagonista in molti suoi spettacoli, come Teatro comico e no con testi di M. L. Spaziani e Questa cosa vivente detta guidogozzano dove M. Fiore è attrice e pianista, Alcyone di G. D’Annunzio, insieme agli etoilès del Teatro dell’Opera, in tournèe in Italia, l’acclamato Chicchignola di E. Petrolini, che debutta presso il Teatro Parioli di Roma, L’amore in guerra, nella sua prima edizione, con testi di Bertold Brecht e Salvatore Quasimodo.

Intanto Melania perfeziona gli studi di recitazione con laboratori importanti: dopo il laboratorio annuale di Living Theatre diretto da Cathy Marchand, va in scena presso il Teatro Ateneo della Sapienza con l’Antigone di Bertold Brecht. Continua poi con Giorgina Cantalini, Giles Smith, Mauro Avogadro, che la dirige in una mise en space a Villa Piccolomini dove interpreta il ruolo di Cleonice in scene tratte da La Lisistrata di Aristofane. Nel 2013 frequenta a Berlino la  Theatre Summer School Berlin dove studia il metodo Feldencrais, il corpo del clown e la gestione del ridicolo con Nicole Kehrberger. Lavora in molte compagnie mentre continua a suonare il pianoforte, che ha studiato per oltre dieci anni sotto la guida del Maestro Lamberto Desideri e affina le capacità di scrittura teatrale. Pubblica racconti e inizia a scrivere per il teatro nel 2008.

Nel 2012 inizia un percorso di studio intenso con il regista Daniele Salvo, attore e storico collaboratore di Luca Ronconi; nel  2015 entra a far parte della Compagnia I Sognatori, fondata dallo stesso Salvo, che porterà in scena il Pilade di Pasolini con la sua regia presso il Teatro Vascello di Roma, in tournèe nell’anno 2016 in Italia e in Svizzera.

Nel 2012 è la protagonista femminile della pièce Assolo contro la ‘ndrangheta dello scrittore, regista e giornalista Enrico Bernard, in scena presso il Teatro Dell’Orologio di Roma e il Teatro del Giglio di Lucca.  Inizia poi con lui un interessante sodalizio artistico che inizia con Rosa e la Calabria Saudita, scritto per lei da Bernard  e che debutta presso a Roma nel maggio 2013. Nel 2014-2015 è stata protagonista di un altro suo successo, rappresentato in Italia e all’estero, Mary Shelley e Frankestein e nel 2016 porterà invece in scena invece “Donne d’amore e di lotta”, con la regia dell’autore stesso.

Nel 2015 conosce il drammaturgo, regista, attore Giuseppe Manfridi con cui inizia una importante collaborazione, che l’ha vista protagonista del suo testo La Castellana, prodotto dalla Mongolfiera Spettacoli, attualmente in tournèe e Intervista ai Parenti delle Vittime nel 2017, che riscuote un grande successo di critica e pubblico; la sua interpretazione viene notata anche da Marzullo, che la invita come ospite alla sue notissime trasmissioni Applausi e come ospite speciale per raccontare la sua biografia a Sottovoce.

Nel 2011 fonda insieme all’attore, regista e autore Aldo E. Castellani la Compagnia La Resistenza delle Formiche con cui produce vari spettacoli di successo tra cui “L’amore in guerra”, “Tutto il mio amore”, “Partigiana”, “Protect and Survive”: in particolare Tutto il mio amore ha al suo attivo una cinquantina di repliche in tutta Italia, più di 2500 spettatori e 6 premi vinti.

Delle sue opere, La Terrazza è selezionato per il Premio Attilio Corsini e va in scena al Teatro Stabile Vittoria di Roma, Il Testamento del Marchese del Grillo con Enzo Garinei, dove è anche attrice debutta presso l’Anfiteatro Romano d’Ostia Antica e poi in tournèe in Italia; presso il Festival della Drammaturgia Italiana riceve il Premio speciale della giuria 2010 con L’atto unico della felicità, che ottiene anche il premio “Artista dell’anno” al Festival Teatrale di Calcata 2011. Tutto il mio amore, nel 2011 vince il premio come Miglior attrice al Festival della Drammaturgia Italiana e nel 2012 vince il premio “Nuda Anima” come Miglior Corto Teatrale con le seguenti motivazioni della giuria: “Per la compiutezza organica tra tema, scrittura, interpretazione e resa scenica, grazie alla quale l’artista irradiava una presenza luminosa che le consentiva di creare un mondo di senso e di renderlo vivo agli occhi dello spettatore”.

Tutto il mio amore apre inoltre il Festival della Ginestra d’Argento in Calabria nella sezione “Contro tutte le mafie”, il Festival Teatrale di Calcata, il Festival Donne D’amore a Roma e nel 2012 va in scena presso l’Auditorium di Cotronei (quest’ultima insieme al giornalista e scrittore Emiliano Morrone), presso il Teatro dell’Orologio e il Festival di Monologhi presso il Teatro Ambra Garbatella di Roma, nella Rassegna Sceneforum presso Palazzo Ricci a Pisa, ed è ospite presso il Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti nel Parco Nazionale del Cilento, diretto da Nadia Baldi e Ruggero Cappuccio, insieme ad Alessio Boni, Lello Arena, Silvio Orlando e Claudia Cardinale.

Tutto il mio amore vince nel 2014, il Festival Dirittinscena, Festival organizzato sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubbica e di Amnesty International, svoltosi presso il Teatro Italia di Roma, con 3 premi: Premio miglior attrice protagonista, Premio della Giuria popolare e Premio  Miglior Spettacolo II classificato con le seguenti motivazioni della giuria: “Interpretazione maiuscola di un bellissimo testo scritto, diretto ed interpretato da Melania Fiore, nel quale la denuncia delle ecomafie e delle organizzazioni criminali in generale che deturpano il
territorio e indeboliscono gli strati sociali che necessità di maggiori protezioni arriva attraverso il racconto di una storia d’amore che diverte e suona molto familiare”

Nel 2014 Melania Fiore vince il prestigioso Premio Calcante SIAD, premio alla migliore drammaturgia italiana, che gli è conferito dal Sindacato Nazionale Autori Drammatici per il testo “L’amore in guerra” .

Sempre nel 2014 vince anche il Premio Alla Cultura “Brava Barbara” per lo spettacolo Partigiana, conferitogli dalla città di Rieti in occasione del Festival Internazionale di Santa Barbara nel mondo.

Nel 2016 viene scelta dal regista John Pascoe per Italia un sogno, un colossal teatrale innovativo che mescola teatro, lirica, danza, debutta presso il Teatro Filarmonico di Verona e va in tournèe in Italia e in Europa.

Nel 2012 viene scelta da Paolo Sorrentino per un ruolo nel suo film “LA GRANDE BELLEZZA”, vincitore, tra gli altri, del Golden Globe e dell’Oscar 2014 come Miglior Film Straniero.

 

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Castelli Romani

Usura, truffe e matrimoni combinati: in manette tre persone ai Castelli Romani

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I finanzieri del Comando provinciale di Roma impegnati nell’operazione “Loan Shark” stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari – emessa dal gip di Velletri – a carico di 3 residenti nella zona dei Castelli romani ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’usura ed all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il provvedimento e stato adottato sulla base delle indagini svolte dalle Fiamme gialle di Frascati, coordinate dalla Procura di Velletri, che hanno fatto luce su un gruppo criminale promosso da C.A., 74 anni (padre), C.D., 49 anni (figlio) e R.M.M., 46 anni (nuora), tutti pluripregiudicati. Con la collaborazione di altre 10 persone, i tre gestivano numerosi prestiti di denaro con tassi esorbitanti, superiori, in alcune circostanze, al 223% annuo. Le indagini hanno permesso di ricostruire i ruoli e le funzioni degli altri complici: (procacciatore di clienti, contabile, addetti alla riscossione), uomini e donne facenti parte di “un’organizzazione ben strutturata e radicata sul territorio che da anni erogava denaro a piccoli imprenditori, artigiani e commercianti locali, ma, soprattutto, a soggetti in precarie condizioni di salute fortemente bisognevoli”. Oltre 50 i casi documentati.

E’ inoltre emerso che C.A., capostipite e promotore dell’organizzazione, dichiarato invalido civile al 100% in quanto affetto da patologie mentali di tipo psichiche, articolari e cardiache, percepiva da anni l’indennità di accompagnamento laddove invece era perfettamente in grado di svolgere tutte le normali attività della vita quotidiana, guidava l’auto e frequentava assiduamente diversi locali della movida romana.

La truffa ai danni dell’Inps per l’indennità indebitamente percepita è stata accertata in circa 70.000 euro. Particolarmente gravi inoltre le condotte di 5 soggetti che, al fine di favorire la permanenza nel territorio italiano di F.Y., 33 anni – pluripregiudicato di origine marocchina arrestato più volte e gravato da due decreti di espulsione – organizzavano un finto matrimonio con tanto di compiacenti testimoni. Particolarmente significativi al riguardo i dialoghi intercettati in cui il C.D. mette in guardia la futura “sposa”, A.E., 26 anni, sulle risposte da fornire alle domande dei funzionari della prefettura nell’ambito dei controlli effettuati per accertare la regolarità del matrimonio. L’organizzatore si raccomanda addirittura con la sposa affinché indossi un abito elegante cosi’ da rendere piu’ realistica la messa in scena. I cinque coinvolti, fra cui i “finti sposi” e i due testimoni, sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In corso perquisizioni e sequestri e la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei 15 indagati.

“Decisamente preoccupante quanto emerso dall’indagine delle Fiamme gialle di Frascati sull’organizzazione criminale che da tempo agiva sui Castelli Romani. – Ha dichiarato il deputato di Fratelli d’italia, On. Marco Silvestroni – Oltre all’usura e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, – prosegue Silvestroni – tra i reati contestati anche il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Purtroppo questa vicenda è l’ennesima conferma che il business dei migranti continua ad essere un’attività considerata particolarmente redditizia per i delinquenti.
Un paese serio non può continuare a consentire, semplicemente per rispondere all’ipocrisia del falso buonismo e alla retorica dell’accoglienza tout-court della sinistra, che la criminalità organizzata faccia cassa sulla pelle di esseri umani e a spese degli italiani, che ne pagano amaramente le conseguenze. La fuga dei migranti ospitati dal Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa, lo scontro tra bande di stranieri dedite allo spaccio di droga e alla microcriminalità a Velletri – tanto per citare i casi più recenti prima di quanto emerso su Frascati – sono la dimostrazione plastica di un modello fallimentare di gestione dei flussi migratori a cui bisogna mettere un freno immediatamente e sul quale speriamo che il Governo dia presto risposte adeguate”.

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Castelli Romani

Genzano, circolazione paralizzata: in piazza Buttaroni vietata la sosta fino a dicembre. Abbatini resta molto grave

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GENZANO (RM) – Restano molto gravi le condizioni di Alessandro Abbatini rimasto ustionato a causa dell’esplosione della palazzina al civico 17 che affaccia su piazza Buttaroni nel centro storico di Genzano. Abbatini è in prognosi riservata, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Sant’Eugenio con gravi ustioni di secondo grado su tutto il corpo e diversi traumi. La compagna è ricoverata all’ospedale di Albano Laziale ma non è in pericolo di vita sebbene abbia riportato diverse contusioni ed ustioni su tutto il corpo. A causare lo scoppio è stata una fuga di gas avvenuta nell’appartamento al primo piano dove viveva l’allenatore di calcio di 47 anni, figlio dell’ex calciatore degli anni sessanta Bruno, detto “Schiccherò”, morto lo scorso anno e al quale è stato intitolato lo stadio della città. Con lui c’era la compagna, di 41 anni di Roma che è stata vista volare fuori dalla finestra dell’edificio al momento dello scoppio.

Abbatini invece, si è visto crollare il solaio ed è precipitato nel negozio sottostante che fa angolo.

VIGILI DEL FUOCO E POLIZIA SCIENTIFICA ENTRANO NELLO STABILE

Le cause

Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che i due avessero il camino acceso e uno di loro avesse cambiato bombola del gas. Una piccola fuga avrebbe dunque provocato l’esplosione ma le cause dovranno essere accertate dagli inquirenti.  Le bombole sono state sequestrate.

Viabilità compromessa nel centro storico

La viabilità a Genzano è compromessa nel centro storico e già da questa mattina ci sono stati diversi rallentamenti nella circolazione fortemente congestionata sul corso principale del Paese.

I negozi intorno alla palazzina sono tutti posti sotto sequestro

Inoltre la zona è interdetta al traffico per dei lavori di rifacimento alla condotta idrica che dureranno fino al 7 dicembre prossimo. Si arriverà, dunque sotto Natale con una viabilità fortemente compromessa. Intanto gli sfollati, circa 100, hanno trovato sistemazione in delle strutture che si sono offerte di ospitarli come Villa Robinia, l’agriturismo le due Torri, il ristorante Le Carceri e anche i Salesiani.

Purtroppo chissà quanto tempo dovrà passare prima che possano fare rientro nelle loro abitazioni e per qualcuno quel “ritorno” non potrà neppure esserci perché le condizioni della palazzina sono precarie, basta una piccola oscillazione e rischia di crollare metà stabile.

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Genzano, palazzina “sfortunata”: ecco cosa è successo 21 anni fa

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GENZANO (RM) – L’esplosione di ieri notte dovuta ad una fuga di gas, in pieno centro storico a Genzano, dove una palazzina di tre piani è stata gravemente compromessa, tanto che i Vigili del Fuoco hanno fatto evacuare l’intera struttura, ha riportato alla memoria dei genzanesi una mattina di 21 anni fa. Il 20 aprile del 1997 nello stesso stabile dove è avvenuta l’esplosione di ieri notte un boato tremendo, sempre a causa di una fuga di gas, aveva svegliato l’intero circondario.

All’epoca restava gravemente ustionato l’affittuario dell’appartamento, Corrado Barbini, mentre rimanevano illesi i dirimpettai e i vicini di casa. Solo due persone, Elvira Fagiolo di 95 anni e Dario Pavoni di 51 erano ricorsi alle cure dei sanitari a causa del forte choc.

L’immobile venne sgomberato dai Vigili del Fuoco e 24 famiglie trovarono nell’immediato alloggio presso il Comune di Genzano

Lo scoppio aveva divelto il tetto dello stabile che era crollato sul solaio sottostante, rendendo inagibile la mansarda del palazzo, fortunatamente disabitata. I vigili abbatterono le pareti e i cornicioni pericolanti e tutta la struttura perimetrale del palazzo risultava gravemente danneggiata.

Oggi, a distanza di 21 anni lo scenario si ripete

Ci sono 35 famiglie sfollate e ciò che è peggio è il grave stato in cui si trova Alessandro Abbatini che versa in gravissime condizioni a causa delle ustioni riportate.

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