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CASTELLI ROMANI: "I MIEI PRIMI DUE MESI" DI SANDRO CARACCI NUOVO COMMISSARIO DEL PARCO

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Tempo di lettura 3 minuti Interessanti le dichiarazioni rilasciate nel video allegato a questo articolo dal Commissario Caracci in esclusiva per L’osservatore laziale: buona visione

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Angelo Parca

Castelli Romani – Sandro Caracci, Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani che rispetto alla precedente esperienza adesso ha un bagaglio maggiore e conosce bene la macchina dell’Ente.

Una nomina inaspettata che lo ha proiettato immediatamente a riprendere le fila di diverse questioni in piedi, non ultima quella del Piano di assetto e di una Vas redatta sotto il precedente Commissario Matteo Mauro Orciuoli che ha suscitato non poche polemiche da parte degli ambientalisti.

Se si restringeranno i confini del Parco oppure no, non ci è dato ancora saperlo. Ma sappiamo bene, perché a dirlo è stato Sandro Caracci in persona, che dal primo giorno del suo insediamento non si è fermato un attimo.

Ha incontrato moltissime persone in lungo e largo per il territorio, vecchie e nuove conoscenze con le quali ha ricucito e instaurato rapporti tesi ad una maggiore efficacia di azione. Tanti talenti spesso inascoltati.

Caracci ha esaminato le priorità e stilato una sorta di tabella di marcia che deve portare avanti giorno dopo giorno. Le polemiche non mancano da parte di coloro che stanno in finestra e aspettano un cenno, la rivoluzione rispetto al passato.

Un maggiore giro di vite sulla tutela ambientale, ma Sandro Caracci, sempre pronto ad accogliere chiunque lo cerchi e a rendere conto del proprio operato, ha in mente un Ente che sia pari al collante di tutti i Castelli Romani, perché "Roma ha dato tanto – dice il Commissario del Parco – ma adesso si sta comportando da matrigna”. E da queste parti vuol far capire Caracci, non ci sono Cenerentole. C’è un territorio con tradizioni, ricchezze e ambiente da salvaguardare e promuovere in maniera efficace. Non a caso il sito iniza ad essere intriso di cultura ambientale. Proposte didattiche e concertazione con le associazioni del territorio.

Se prima non si rende partecipe il territorio dei Castelli Romani e i loro attori non si potrà mai ottenere qualcosa utile alla collettività. Interessanti le dichiarazioni rilasciate nel video allegato a questo articolo dal Commissario Caracci in esclusiva per L’osservatore laziale: buona visione

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Esteri

Lapponia, l’Europa ascolta i Sámi

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Le organizzazioni membre del Consiglio Sámi (cui partecipano organismi di Svezia, Norvegia, Finlandia e Russia) hanno espresso nel tempo l’esigenza di una maggiore conoscenza e di uno scambio di esperienze su come le direttive, i regolamenti, le decisioni, i pareri e le raccomandazioni dell’UE influiscono sulla vita quotidiana del popolo Sámi.

Anche in seno al Consiglio parlamentare Sámi (SPR) è stata sollevata da tempo l’esigenza di dare ai Sámi una voce più chiara all’interno dell’UE e di organizzare un punto di contatto permanente con l’UE.

Il progetto è radicato sia a livello politico che nella società civile. Nel settembre 2019, il Consiglio lappone, in collaborazione con il Suoma Sámi Nuorat, ha ricevuto un finanziamento dal programma Interreg Nord dell’UE per il progetto Filling the EU-Sápmi knowledge gaps. L’obiettivo generale del progetto è quello di rafforzare le relazioni tra Sápmi e l’UE, attraverso la creazione di una piattaforma di conoscenze su argomenti rilevanti per l’UE-Sámi, ma anche di sviluppare un approccio più strategico nei confronti dell’UE. Il progetto prevede quattro attività principali, tra cui un programma di tirocinio, un corso basato su moduli su argomenti rilevanti per l’UE-Sápmi, una settimana Sámi pilota a Bruxelles nel 2022 e la creazione di un pensatoio UE-Sámi di esperti Sámi.

Anni Koivisto, primo vicepresidente del Parlamento Sámi finlandese, ha preso parte alla Settimana UE-Sámi che si è tenuta a Bruxelles il nei giorni scorsi. L’evento fa parte del progetto Filling the EU-Sámi knowledge gaps, organizzato dal Consiglio Sámi e dall’Associazione giovanile Sámi finlandese con l’obiettivo  che la Settimana UE-Sámi diventi un evento annuale utile a rafforzare il partenariato dei Sámi con le istituzioni dell’UE. “ Sono molto felice della Settimana UE-Sámi. Le politiche dell’UE influiscono sulla posizione del popolo Sámi ed è davvero importante che abbiamo la possibilità di influenzare le decisioni. È anche importante che i responsabili delle decisioni dell’UE diventino più consapevoli del popolo Sámi e che l’UE riconosca la competenza dei Sámi nelle politiche per le popolazioni indigene”, ha dichiarato la Koivisto.

Il Consiglio dei giovani del Parlamento Sámi era rappresentato all’evento da Anni-Sofia Niittyvuopio, Anni-Sofia Löf e Lilja Ljetoff.,  presente anche Pirita Näkkäläjärvi, membro del Parlamento Sámi e presidente della Commissione cultural, partecipando come rappresentanti del Parlamento Sámi a una tavola rotonda sul partenariato tra l’UE e i Sámi, insieme con Kalle Varis, Segretario legale del Parlamento Sámi, e Lars-Anders Baer, Segretario per gli Affari internazionali.

Il progetto Filling the EU-Sámi knowledgr gaps è finanziato da Interreg Nord, dalla Federazione della Lapponia, dal Parlamento norvegese dei Sámi, dalla Contea di Tromsø e Finnmark, dalla Regione Norrbotten e dalla Regione Västerbotten.

L’impegno finanziario UE rientra nella priorità “Promuovere la cultura Sámi e l’uso delle lingue Sámi “.

L’Istituto culturale finlandese per il Benelux ha partecipato al programma culturale, sostenendo uno spettacolo di danza Sámi di due giovani ballerini Sámi di talento, Katja e Birit Haarla. Esse creeranno un nuovo pezzo di danza appositamente per la Settimana UE-Sámi. Essendo gemelle, Katja e Birit introducono il pezzo attraverso il concetto di “simbiosi del movimento”, che può essere interpretato come una simbiosi tra gli esseri viventi negli ecosistemi. Con il duetto, creano uno spazio performativo che racchiude un’atmosfera potenziante generata dalla fisicità espressiva del corpo, a significare come la danza e il suo potere curativo sono qualcosa di molto simile a quello che emerge dalla Madre Terra.  “I Sámi hanno vissuto per decenni in accordo con la terra per perpetuare un modo duraturo e nutriente l’ abitare in modo paritario su questo pianeta. Nel contesto della Settimana Sámi dell’Unione Europea, desideriamo dedicare questo pezzo ai nostri compagni Sámi che invitiamo a condividere la nostra conquista del palco del Beursschouwburg”,

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Esteri

Ministero difesa Russo: “Usa preparano provocazioni per accusare la Russia di utilizzare armi nucleari tattiche”

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Gli Stati Uniti starebbero preparando un piano per accusare la Russia di utilizzare armi nucleari, chimiche, biologiche o tattiche nel conflitto con l’Ucraina. Questo quanto riportato dalla Tass dove il capo delle truppe di protezione dalle radiazioni, chimica e biologica delle forze armate russe Igor Kirillov ha affermato: “Il ministero della difesa russo ha informazioni sulla preparazione da parte degli Stati Uniti di provocazioni per accusare le forze armate russe di utilizzare armi nucleari chimiche, biologiche o tattiche”.

Secondo Kirillov, il piano statunitense sarebbe stato ideato a seguito dei successi della Russia nell’operazione speciale. 

“Solo a marzo-aprile di quest’anno, – ha detto Kirillov – la leadership dei paesi occidentali ha regolarmente rilasciato dichiarazioni provocatorie sulla possibilità che la Russia utilizzi armi di distruzione di massa”.

Il capo delle truppe RKhBZ ha poi ricordato che lo scorso 27 febbraio la Rappresentante Permanente degli Stati Uniti presso l’ONU, Linda Thomas-Greenfield, ha annunciato l’intenzione della Federazione Russa di utilizzare armi chimiche e biologiche “sotto falsa bandiera” per intimidire la popolazione ucraina e il mondo. A sua volta, il Dipartimento di Stato americano ha preso in considerazione il trasferimento in Ucraina di un massimo di 400mila dispositivi di protezione individuale, 390 equipaggiamenti da ricognizione e 15 veicoli da ricognizione Stryker.

Kirillov ha evidenziato poi il fatto che “tali progetti sono stati attuati dagli Stati Uniti più di una volta per raggiungere obiettivi politici. L’esempio più eclatante di provocazione informativa è il discorso del Segretario di Stato americano Colin Powell il 5 febbraio 2003. Una provetta con il “detersivo in polvere” nelle sue mani è servita da pretesto per l’invasione dell’Iraq e la causa della morte di quasi mezzo milione di cittadini. Inoltre, – ha proseguito Kirillov –  ha citato una provocazione con il presunto uso del sarin in Siria nel 2017, che ha portato a un attacco missilistico all’aeroporto di Shayrat in Siria, e nel 2018, presumibilmente cloro a Barz e Jamrai.”

Il capo delle truppe RKhBZ ha poi detto che la testimonianza di diversi testimoni oculari di questi eventi è stata portata dalla Federazione Russa all’Aia ma che ad oggi, nessuno è stato ritenuto responsabile di queste provocazioni”

Sostanze velenose

Kirillov ha poi parlato di “consegne di centinaia di migliaia di fiale di antidoti velenosi all’Ucraina da parte degli Stati Uniti” che testimonierebbero la “preparazione deliberata di provocazioni con sostanze velenose. L’alta probabilità di mettere in scena l’uso di armi chimiche – ha detto ancora – è confermata dai fatti della fornitura di antidoti velenosi all’Ucraina. Solo nel 2022, su richiesta del Ministero della Salute dell’Ucraina, sono state consegnate oltre 220mila fiale di atropina dagli Stati Uniti.”

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Esteri

Ucraina, Zelensky avverte: prepararsi a minaccia nucleare russa

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Il Pentagono: “Nuove armi Usa entro 24 ore”

Dobbiamo tutti essere pronti alla minaccia nucleare della Russia”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Cnn che andrà in onda alle 16 ora locali (le 22 in Italia) e di cui la all news americana ha trasmesso un’anticipazione.

“Siamo preoccupati dal possibile uso di armi nucleari, ma tutto il mondo dovrebbe esserlo, non solo l’Ucraina”, ha detto il presidente.

Nel frattempo, Mosca ha espulso 18 membri della rappresentanza dell’Ue dalla Russia. Lo rende noto il ministero degli Esteri, citato dalla Tass.

E il primo volo con le nuove armi Usa destinate all’Ucraina arriverà nella “regione” nelle prossime 24 ore. Lo riporta la Cnn citando fonti della Difesa americana. Non è chiaro dove arriveranno di preciso le armi e quali faranno parte di questo primo invio.

Ucraina, Mariupol: gli abitanti nelle strade fra i militari russi

MARIUPOL SOTTO ASSEDIO – La Casa Bianca sgombera il campo dall’ipotesi di un viaggio a Kiev del presidente Joe Biden. Senza giri di parole, la portavoce Jen Psaki chiarisce: “Non manderemo il presidente in Ucraina”. È ancora sul tavolo invece il progetto di una missione a Kiev o del capo del Pentagono Lloyd Austin o del segretario di Stato Antony Blinken. Proprio Blinken, secondo la Cnn che cita fonti dell’amministrazione, ha detto agli alleati europei che la guerra in Ucraina potrebbe prolungarsi per tutto il resto dell’anno. È ancora incandescente il nodo dell’adesione alla Nato di Svezia e Finlandia: “L’adesione avrebbe implicazioni negative per la pace e la stabilità nell’Europa del Nord” ha detto il ministero degli Esteri russo. Mosca ha avvertito Washington, con una nota diplomatica formale che le spedizioni americane e della Nato di sistemi d’arma “più sensibili” all’Ucraina stanno “alimentando” il conflitto e potrebbero portare a “conseguenze imprevedibili”. Nelle ultime ore il presidente Biden ha approvato l’invio di nuove armi, inclusi elicotteri Mi-17 e Howitzer da 155 mm, per altri 800 milioni di dollari. Sul campo intanto continua l’assedio di Mariupol, dove la situazione starebbe “precipitando”. Il comandante della 36/a brigata della Marina ucraina, il maggiore Serhiy Volyna, ha lanciato un appello a “sbloccare” la città prima possibile, “militarmente o politicamente” perché sono in corso feroci combattimenti e i russi avanzano “in modo aggressivo”. E per la prima volta dall’inizio dell’invasione la Russia ha usato caccia-bombardieri a lungo raggio contro Mariupol.
Lo stabilimento siderurgico Ilyich a Mariupol è sotto il controllo dell’esercito russo. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov citato da Interfax. “L’impianto è stato liberato “da un gruppo di forze russe e unità della milizia della repubblica di Donetsk a seguito di operazioni offensive”, ha affermato Konashenkov in conferenza stampa.

COLPITA UNA FABBRICA DI ARMI – Le forze russe hanno colpito ieri notte una fabbrica di armi vicino a Kiev con missili Kalibr lanciati dal mare: lo ha reso noto il portavoce della ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov. “La scorsa notte, i missili a guida di precisione a lungo raggio Kalibr lanciati dal mare hanno colpito un sito militare alla periferia di Kiev”, ha detto oggi Konashenkov durante una conferenza stampa. E’ stato preso di mira lo stabilimento della Zhulyany Vizar, che produce tra l’altro razzi terra-aria anti aereo e componenti per aerei ed elicotteri: i missili russi hanno “distrutto le officine di produzione e manutenzione dei sistemi di difesa aerea a medio e lungo raggio e missili anti-nave”, ha precisato Konashenkov.

Kiev ha denunciato oggi che 7 civili sono rimasti uccisi in un attacco contro gli autobus usati per le evacuazioni vicino a Kharkiv e altri 27 sono rimasti feriti giovedì, quando “i militari russi hanno sparato su autobus di evacuazione che trasportavano civili dal villaggio di Borova nel distretto di Izium”.

L’INCROCIATORE MOSKVA – L’incrociatore missilistico russo Moskva, divorato dalle fiamme e che Kiev aveva rivendicato di aver colpito, “ha perso stabilità ed è affondato mentre veniva rimorchiato durante una tempesta”. Ad ammetterlo il ministero della Difesa russo, che spiega che la nave “ha perso stabilità a causa del danno allo scafo”. Danno, però, che viene attribuito da Mosca all’incendio seguito all’esplosione delle munizioni” trasportate a bordo. Con il Moskva, si teme possa essere finita negli abissi anche una testata nucleare che, secondo voci non confermate, avrebbe fatto parte del suo arsenale. Comunque si tratta di un duro colpo per la flotta militare russa. Il Pentagono intanto sostiene che l’incrociatore sia stato colpito da due missili ucraini. 
Il comandante del Moskva, Anton Kuprin, è morto durante l’esplosione e l’incendio a bordo della nave 
prima dell’affondamento. Lo riferisce il consigliere del ministro degli Affari interni ucraino Anton Gerashchenko citato da Nexta, il media bielorusso di opposizione che trasmette dalla Polonia. Il capitano Anton Kuprin diede l’ordine di bombardare l’Isola dei Serpenti il primo giorno di guerra.

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