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CASTELLI ROMANI: "I MIEI PRIMI DUE MESI" DI SANDRO CARACCI NUOVO COMMISSARIO DEL PARCO

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Interessanti le dichiarazioni rilasciate nel video allegato a questo articolo dal Commissario Caracci in esclusiva per L’osservatore laziale: buona visione

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Angelo Parca

Castelli Romani – Sandro Caracci, Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani che rispetto alla precedente esperienza adesso ha un bagaglio maggiore e conosce bene la macchina dell’Ente.

Una nomina inaspettata che lo ha proiettato immediatamente a riprendere le fila di diverse questioni in piedi, non ultima quella del Piano di assetto e di una Vas redatta sotto il precedente Commissario Matteo Mauro Orciuoli che ha suscitato non poche polemiche da parte degli ambientalisti.

Se si restringeranno i confini del Parco oppure no, non ci è dato ancora saperlo. Ma sappiamo bene, perché a dirlo è stato Sandro Caracci in persona, che dal primo giorno del suo insediamento non si è fermato un attimo.

Ha incontrato moltissime persone in lungo e largo per il territorio, vecchie e nuove conoscenze con le quali ha ricucito e instaurato rapporti tesi ad una maggiore efficacia di azione. Tanti talenti spesso inascoltati.

Caracci ha esaminato le priorità e stilato una sorta di tabella di marcia che deve portare avanti giorno dopo giorno. Le polemiche non mancano da parte di coloro che stanno in finestra e aspettano un cenno, la rivoluzione rispetto al passato.

Un maggiore giro di vite sulla tutela ambientale, ma Sandro Caracci, sempre pronto ad accogliere chiunque lo cerchi e a rendere conto del proprio operato, ha in mente un Ente che sia pari al collante di tutti i Castelli Romani, perché "Roma ha dato tanto – dice il Commissario del Parco – ma adesso si sta comportando da matrigna”. E da queste parti vuol far capire Caracci, non ci sono Cenerentole. C’è un territorio con tradizioni, ricchezze e ambiente da salvaguardare e promuovere in maniera efficace. Non a caso il sito iniza ad essere intriso di cultura ambientale. Proposte didattiche e concertazione con le associazioni del territorio.

Se prima non si rende partecipe il territorio dei Castelli Romani e i loro attori non si potrà mai ottenere qualcosa utile alla collettività. Interessanti le dichiarazioni rilasciate nel video allegato a questo articolo dal Commissario Caracci in esclusiva per L’osservatore laziale: buona visione

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Roma, Verano: sorpreso mentre si fa il bidet alla fontana del cimitero

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Un nomade che vive nel parcheggi oantistante il cimitero del Verano a Roma è stato sorpreso mentre si faceva il bidet in pieno giorno alla fontanella del cimitero.

Simone Carabella lo ha ripreso in un video dove non ha risparmiato parole di sdegno per il mancato rispetto dei defunti e il gesto privo di decoro fatto in pubblico da questa persona che avrebbe potuto entrare in qualsiasi bagno di qualsiasi locale e sciacquarsi tranquillamente.

Ecco il video tratto dalla pagina Facebook di Simone Carabella

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Costume e Società

“Ci vediamo a via Veneto”: all’Harry’s Bar l’ultima puntata della stagione con una grande firma del cinema italiano: Marco Tullio Barboni

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Marco Tullio Barboni, grande firma della televisione e del cinema italiano, sarà ospite del salotto romano dell’Harry’s Bar il prossimo sabato 3 agosto alle 18 per la trasmissione in diretta web su Youtube e Facebook “Ci vediamo a via Veneto” condotta dalla giornalista Chiara Rai.

La trasmissione potrà essere seguita anche su questa pagina a partire dalle ore 18 di sabato 3 Agosto

Extralarge (1992-1993), L’ispettore Giusti (1999), La squadra (2003-2007), Doc West (2009) alcuni grandi titoli firmati da Barboni per il piccolo schermo in qualità di co-autore dei soggetti e delle sceneggiature.
E per il grande cinema ricordiamo titoli come “Lo chiamavano Trinità…”, “ …continuavano a chiamarlo Trinità”, “Ciao nemico”, “Nati con la camicia”, “Non c’è due senza quattro”, “Renegade – Un osso troppo duro”, “Un piede in paradiso”, “Trinità & Bambino… e adesso tocca a noi!”, “Cuori perduti” dove Barboni ha ricoperto il ruolo di aiuto regista, autore e co-autore dei soggetti e delle sceneggiature.

Marco Tullio Barboni vanta una famiglia importante per il Cinema italiano, basti pensare che Anna Magnani adorava suo zio Leonida, noto direttore della fotografia. E il padre Enzo, prima operatore alla macchina poi direttore della fotografia ed infine regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher, è ricordato per aver inventato il filone dei “fagioli western” con gli indimenticabili film che hanno visto come interpreti la coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill.

Dal 1981 comincia a firmare i soggetti e le sceneggiature che scrive, prima per la TOTA (seguendo in quei casi tutta la lavorazione, dall’ideazione al missaggio) poi anche per numerose altre produzioni. Dopo aver scritto una quarantina tra film ed episodi televisivi, il desiderio di affrontare tematiche diverse e di farlo in maniera totalmente libera, lo induce ad una incursione “free lance” nella regia. Avvalendosi della collaborazione di alcuni amici di straordinaria professionalità, come,ad esempio, Roberto Andreucci ed il maestro Franco Micalizzi, organizza, scrive e dirige i due cortometraggi ed un videoclip musicale anch’esso diretto da lui.

Frequentatore di set fin da ragazzino, Barboni è stato da sempre in contatto con volti indimenticabili del nostro Cinema ed ha proseguito la carriera familiare con tenacia ed indubbio talento.

Oggi possiamo definire Barboni soprattutto un intellettuale prestato alla Letteratura, che sembra pero’ destinata ad essere la sua destinazione definitiva.

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Costume e Società

C’erano una volta le colonne sonore con la maiuscola… a “Ci vediamo a via Veneto” il maestro Franco Micalizzi

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Ha composto le musiche di film come “Lo chiamavano Trinità”, “L’ultima neve di primavera”, “Italia a mano armata”, “La banda del gobbo”, “Il cinico, l’infame, il violento” tanto per ricordare qualche titolo. Tempi in qui il grande cinema “made in Italy” vantava grandi firme per le composizioni musicali di commento alle immagini come Franco Micalizzi. Un compositore, direttore d’orchestra e musicista italiano che il regista Quentin Tarantino considera uno dei suoi compositori preferiti, tanto da avere inserito nella colonna sonora del suo “Grindhouse” il tema originale di “Italia a mano armata” e, nella scena finale di “Django Unchained”, il tema de “Lo chiamavano Trinità”.

Sabato 20 luglio 2019 il maestro Micalizzi sarà ospite della trasmissione “Ci vediamo a via Veneto” per un’intervista esclusiva con la giornalista Chiara Rai. Una puntata in cui si parlerà di come sono nate le musiche del maestro Micalizzi che oggi rappresentano un’eccellenza tutta tricolore scolpita nel libro d’oro del cinema italiano.

Undicesima puntata per la trasmissione “Ci vediamo a via Veneto”, trasmessa dalla prestigiosissima location dell’Harry’s Bar by Lepore, dove si parlerà della grande musica scritta appositamente per il cinema ma non solo… come sempre Chiara Rai cercherà di evidenziare aspetti meno noti che riguardano la carriera artistica e vita personale dell’ospite.

La trasmissione potrà essere seguita anche su questa pagina a partire dalle ore 18 di sabato 20 Luglio

Franco Micalizzi nel 1970 riceve l’incarico di comporre la sua prima colonna sonora per il cinema. Si tratta di un western all’italiana in versione comica, Lo chiamavano Trinità, con due attori allora pressoché sconosciuti, Bud Spencer e Terence Hill. Il film riscuote un successo strepitoso sia in Italia che all’estero, decretando l’ingresso di Micalizzi nel novero dei più importanti compositori italiani di colonne sonore.

A questo film ne seguono molti altri: nel 1974, compone la musica del film L’ultima neve di primavera, il cui tema conduttore balza ai primi posti della Hit Parade discografica sia in Italia che all’estero, confermandolo compositore di successo. È autore delle musiche di molti dei più importanti poliziotteschi quali La banda del gobbo, Italia a mano armata, Napoli violenta e Roma a mano armata. In totale ne ha composte più di ottanta, collaborando spesso coi registi Umberto Lenzi e Marino Girolami.

Collabora nello stesso periodo con Luciano Salce, componendo le musiche del film Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno del 1974. Nel 1975 e poi ancora nel 1978 Micalizzi si reca negli Stati Uniti dove compone e registra le colonne sonore di Chi sei? e Stridulum.

Partecipa nel 1978-79, come direttore musicale, alle prime tredici puntate della terza edizione di Domenica in condotta da Corrado. Tornerà a collaborare con la trasmissione nel 1986, durante la conduzione di Elisabetta Gardini.

Nei primi anni ottanta fonda l’orchestra The Micalizzi Family, dove trova posto anche suo figlio Cristiano. Collabora poi con Bud Spencer e Terence Hill per alcuni poliziotteschi in chiave comica, tra cui Nati con la camicia, Non c’è due senza quattro, e Delitto a Porta Romana. Un altro grande successo è una versione della sigla di Lupin III interpretata da Irene Vioni con l’Orchestra Castellina-Pasi nel 1982.

La sua attività comprende anche diverse collaborazioni con la Rai per le musiche di alcune importanti fiction quali Albert e l’uomo nero; le cento puntate della serie televisiva Passioni su Rai 1; il film televisivo in due puntate Un figlio a metà su Rai 2.

Nel 2005 Micalizzi forma un’orchestra di 18 elementi, la Big Bubbling Band, con la quale intraprende una serie di concerti dove esegue le sue numerose colonne sonore e in particolare i temi dei polizieschi all’italiana degli anni settanta e ottanta, molto richiesti da un pubblico di appassionati.

Nel 2006 Micalizzi dà vita al progetto Gli Originali, in collaborazione con numerosi artisti della scena hip-hop italiana, fra i quali Deda MD, i Colle der Fomento, The NextOne, Kaos One, Funky Turi a.k.a. Calabro Nove, Speaker Dee Mo e altri ancora. Nel 2012 dirige l’orchestra dello spettacolo televisivo Panariello non esiste. Nello stesso anno torna con un disco di inediti Veleno. A novembre 2013 esce il nuovo disco Miele, e contemporaneamente la sua autobiografia C’est la vie d’artiste.

A ottobre 2014 esce il suo lavoro più recente, Ondanuova 1, all’interno del quale Micalizzi ospita solisti italiani e internazionali quali il tastierista Jeff Lorber, il sassofonista Eric Marienthal, il bassista Jimmy Haslip, il trombettista Fabrizio Bosso, il batterista Cristiano Micalizzi, suo figlio, che è anche produttore dell’album.

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