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Vaccini anti Covid: il Lazio parte con la terza dose

Il Lazio parte con la somministrazione della terza dose di vaccino. A renderlo noto lo stesso governatore Nicola Zingaretti attraverso un tweet. “Dalla prossima settimana – ha scritto il presidente della Regione – iniziamo con chi ha ricevuto un trapianto e che saranno contattati dal sistema sanitario regionale. Continuiamo a mettere in sicurezza la vita e il futuro”.


Sono 4.664 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.193. Sono invece 34 le vittime in un giorno, ieri erano state 57.

Sono 267.358 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 333.741. Il tasso di positività è all 1,7%, in lieve aumento rispetto all’1,6% di ieri.

Sono 559 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 12 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 36 (ieri erano 40). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 4.113 (ieri 4.117), quattro in meno rispetto a ieri.




Cori, nonna Pina festeggia i 100 anni

Oggi nonna Pina ha una figlia, due nipoti e una pronipote

CORI (LT) – Giuseppina Leonori, per tutti Pina, ha spento oggi le sue prime 100 candeline. Oltre alla famiglia, a festeggiarla e a renderle omaggio c’era anche l’amministrazione comunale di Cori che, tramite il sindaco Mauro De Lillis, le ha donato una targa ricordo di questa importante giornata.

Originaria di Pisa e seconda di tre fratelli, Pina Leonori si è trasferita a Cori prima della seconda guerra mondiale seguendo il papà, direttore del Dazio, che, quindi, per lavoro venne a vivere a Cori con la sua famiglia.

Qui la giovane si sposò e rimase per tutta la vita, mantenendo però un legame forte con la sua terra di origine e conservando sempre anche un certo accento toscano. Una vita la sua dedicata alla famiglia, ma anche a quella che è stata una passione e contemporaneamente un lavoro: il ricamo. Tante spose nel corso degli anni si sono rivolte a lei per l’immancabile corredo. Poi, fino a quando ha potuto, Pina ha continuato a portare avanti questa attività, a titolo di volontariato, per la Chiesa, ricamando i paramenti sacri per la sua parrocchia, quella dei Santi Pietro e Paolo. Oggi nonna Pina ha una figlia, due nipoti e una pronipote.

“Dall’amministrazione comunale e da tutta la comunità di Cori – ha detto il sindaco De Lillis – tanti auguri alla signora Pina Leonori. Il raggiungimento dei 100 anni da parte di una nostra concittadina è ogni volta motivo di orgoglio e di festa. Ce ne rallegriamo e facciamo sempre tesoro dell’esempio di questi nostri nonni”.




Colleferro, preso il ladro seriale dei supermercati

L’uomo era tornato a colpire nei pressi di un centro commerciale di Colleferro

COLLEFERRO (RM) – La sua tecnica era quella di appostarsi nei pressi dei supermercati ed attendere il momento propizio per rubare all’interno delle autovetture delle sue vittime designate.

Ad interrompere la spirale di furti sono stati i Carabinieri della Compagnia di Colleferro che nei giorni scorsi hanno arrestato un 44enne di Frosinone, con precedenti, con le accuse di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito.

L’uomo, già responsabile di una serie di furti della stessa natura commessi nelle province di Latina e Frosinone, era tornato a colpire nei pressi di un centro commerciale di Colleferro: a farne le spese, questa volta, è stata una donna di 62 anni del posto che, dopo aver fatto la spesa, è salita a bordo della propria auto appoggiando sul sedile del passeggero una borsa, che il ladro, affacciandosi dal finestrino, è riuscito ad acciuffare allontanandosi velocemente dal posto.

La vittima ha denunciato l’accaduto nel vicino Commissariato di Polizia che ha immediatamente diramato le ricerche del sospettato anche ai Carabinieri.

In meno di mezz’ora, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Colleferro lo hanno intercettato nei pressi di un altro supermercato della zona, dove si era appena appostato a caccia di potenziali vittime da “ripulire”.

La refurtiva è stata recuperata dai Carabinieri e il 44enne è stato portato in caserma: nel corso degli accertamenti è emerso che l’uomo, poco prima di essere individuato e bloccato dai militari, era anche riuscito ad effettuare dei prelievi di denaro, per complessivi 400 euro, con la carta della vittima.

Il ladro è stato trattenuto in caserma e al termine del giudizio dinnanzi al Tribunale di Velletri, che ha convalidato l’operato dei Carabinieri, il 44enne è ricorso al rito abbreviato patteggiando una pena di 10 mesi.




Maenza, aggredisce la moglie con un martello: arrestato prima che succedesse la tragedia

Nella serata di ieri, a Maenza in provincia di Latina, i militari dell’ arma del luogo unitamente ad una pattuglia della stazione carabinieri di Priverno hanno arrestato in flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia, un 48 enne marocchino.

in particolare l’uomo, alle precedenti 18,30 circa, dopo aver scavalcato il balcone dell’abitazione familiare, si era introdotto all’ interno cercando di aggredire con un martello la propria moglie convivente costringendola a fuggire con il figlio minore, ma il tempestivo intervento dei carabinieri riusciva ad evitare che l’aggressore portasse ad ulteriori e più gravi conseguenze il suo gesto. La vittima, che risulta avere presentato analoghe denunce, è stata informata della possibilità di rivolgersi ad un centro antiviolenza, mentre l ’arrestato sarà condotto presso una casa circondariale.




Cori, presentato ufficialmente il Consorzio Vini Doc: “Giornata storica per questo territorio”

Primo Consorzio di Tutela della provincia di Latina

CORI (LT) – Si è svolta ieri nel quattrocentesco chiostro di Sant’Oliva, all’interno del complesso monumentale omonimo, presente l’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati, la presentazione ufficiale del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini D.O.C. Cori e del logo che lo rappresenterà.

Primo Consorzio di Tutela della provincia di Latina, esso avrà come finalità la tutela, la promozione, la valorizzazione e la cura degli interessi generali relativi alla denominazione ‘Cori’.

“Oggi si scrive una bella pagina della storia di questo territorio – ha esordito aprendo gli interventi il sindaco di Cori Mauro De Lillis in qualità di padrone di casa – Finalmente le aziende che hanno creduto e credono in questo territorio si uniscono per uno scopo comune, valorizzare e tutelare una delle nostre eccellenze, ma anche raccontare la storia, la cultura e l’identità di questa terra. Si gettano le basi concrete per realizzare un brand ‘Cori’ da promuovere a livello nazionale ed internazionale”. Il primo cittadino si è inoltre soffermato sulla difesa del territorio, anche da colture, come il kiwi, che sono un’opportunità economica per i produttori ma che stanno consumando le riserve idriche con conseguente danno per l’intera area. “Il consorzio – ha concluso in proposito – dovrà essere l’uomo in più per far incrementare il valore economico dei nostri prodotti autoctoni e delle terre in cui vengono coltivati e vincere la sfida reddituale con le altre colture che non appartengono a questi territori”.

Non ha voluto mancare ad un appuntamento così importante per la provincia di Latina l’assessore regionale all’Agricoltura: “Ci tenevo ad esserci”, ha detto infatti Enrica Onorati che ha poi sottolineato “l’audacia di questa amministrazione e dei soci fondatori – che ha ricordato uno ad uno -, dei visionari che in questi tempi non facili hanno saputo guardare oltre, peraltro nel corso di una pandemia, per cui ancora di più: grazie. Non è scontato che le istituzioni si aprano al mondo delle imprese, ma l’area corese testimonia quanto sia positiva l’unione tra istituzioni e libera impresa”. L’assessore si è quindi soffermata sui temi dell’ambiente, del paesaggio, dell’equilibrio tra redditività e gestione sostenibile. “I nostri agricoltori – ha aggiunto – sono gli ambasciatori di tutti noi e della nostra terra. Insieme percorreremo una strada che credo ci riserverà grandi soddisfazioni”.

Peculiarità del Consorzio è costituita dal fatto che il Comune di Cori fa parte del Consorzio stesso quale socio fondatore (insieme alla Soc. Coop. Cincinnato e alle aziende agricole Marco Carpineti, Tenute Filippi, Molino7Cento). L’assessore all’Agricoltura del Comune di Cori, che ha fortemente voluto la nascita di questo progetto, ne è infatti direttore generale: “Sono orgogliosa di appartenere a questo territorio – ha affermato Simonetta Imperia -. Il Comune partecipa al Consorzio ma è chiaro che protagonisti ne sono i produttori, il ruolo dell’amministrazione è stato quello di mettere attorno a un tavolo i protagonisti, seguire poi i vari passaggi nonché l’approvazione dello statuto da parte del ministero delle Politiche Agricole. L’intento – ha detto ancora – è aprire il Consorzio a tutti i produttori che vorranno aderire, è superare la gestione ordinaria, superare la politica dell’immediato per pensare alle generazioni future, è pensare all’economia sostenibile rivendicando un vitigno autoctono e stare su mercati che possano remunerare gli agricoltori. Dobbiamo comprendere che solo superando la visione dell’io ed entrando in quella del noi ci sarà una prospettiva per questo territorio e riusciremo ad andare lontano”.

“Cori è in controtendenza rispetto al territorio regionale – ha spiegato Claudio Di Giovannantonio dell’Arsial – anche grazie, oltre all’impegno dell’amministrazione e dell’assessore Imperia, alla presenza di aziende che godono già di ampia reputazione anche in ambito internazionale e che hanno visto un’opportunità rilevante al di là delle piccole dinamiche locali e del particulare. Il Consorzio non è però una bandierina da piantare bensì una leva da agire e anche sul tema della sostenibilità e del consumo di acqua c’è tanto lavoro che possiamo fare e noi saremo al vostro fianco”.

A chiudere gli interventi il presidente del Consorzio Nazzareno Milita (presidente anche della Cincinnato), che ha fatto un excursus dal passato e dalla nascita della Doc Cori, 50 anni fa, al futuro e alle prospettive da concretizzare, evidenziando “la fortuna di vivere in un territorio con tantissimi piccoli produttori che, così tutelando quest’area, non hanno colto la fase dell’internazionalizzazione di vitigni, come invece è avvenuto altrove. Abbiamo al contrario saputo cogliere l’importanza dei vitigni autoctoni, che molto impegno e lavoro ci sono costati nel corso degli anni. Ora tra gli obiettivi – ha concluso – ottenere la dicitura ‘Doc Nero Buono di Cori’ che porterà la bandiera della città e far sì che tante aziende aderiscano al Consorzio per dare lustro alla nostra terra”.

Al termine degli interventi è stato proclamato il vincitore del concorso attraverso il quale si è scelto il logo che d’ora in poi rappresenterà il Consorzio. Tra i sette partecipanti, la commissione ha selezionato il progetto di Dante D’Elia, con la seguente motivazione: “Il logo risulta estremamente identitario, elegante e istituzionale. L’autore è riuscito a sintetizzare graficamente, elementi architettonici e paesaggistici tipici del territorio corese con elementi propri della viticoltura nonché a porre il giusto accento sul marchio DOC e sul ‘nome della Città’. Il logo spicca per la sua immediatezza, facilmente riconoscibile e riconducibile al Consorzio. Viene inoltre apprezzata la versatilità che lo rende idoneo a qualsiasi tipo di formato”.




Latina, nasce il Consorzio Vini doc Cori

Si è svolta ieri nel quattrocentesco chiostro di Sant’Oliva, all’interno del complesso monumentale omonimo, presente l’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati, la presentazione ufficiale del Consorzio Volontario per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini D.O.C. Cori e del logo che lo rappresenterà. Primo Consorzio di Tutela della provincia di Latina, esso avrà come finalità la tutela, la promozione, la valorizzazione e la cura degli interessi generali relativi alla denominazione ‘Cori’.

“Oggi si scrive una bella pagina della storia di questo territorio – ha esordito aprendo gli interventi il sindaco di Cori Mauro De Lillis in qualità di padrone di casa – Finalmente le aziende che hanno creduto e credono in questo territorio si uniscono per uno scopo comune, valorizzare e tutelare una delle nostre eccellenze, ma anche raccontare la storia, la cultura e l’identità di questa terra. Si gettano le basi concrete per realizzare un brand ‘Cori’ da promuovere a livello nazionale ed internazionale”. Il primo cittadino si è inoltre soffermato sulla difesa del territorio, anche da colture, come il kiwi, che sono un’opportunità economica per i produttori ma che stanno consumando le riserve idriche con conseguente danno per l’intera area. “Il consorzio – ha concluso in proposito – dovrà essere l’uomo in più per far incrementare il valore economico dei nostri prodotti autoctoni e delle terre in cui vengono coltivati e vincere la sfida reddituale con le altre colture che non appartengono a questi territori”.

Non ha voluto mancare ad un appuntamento così importante per la provincia di Latina l’assessore regionale all’Agricoltura: “Ci tenevo ad esserci”, ha detto infatti Enrica Onorati che ha poi sottolineato “l’audacia di questa amministrazione e dei soci fondatori – che ha ricordato uno ad uno -, dei visionari che in questi tempi non facili hanno saputo guardare oltre, peraltro nel corso di una pandemia, per cui ancora di più: grazie. Non è scontato che le istituzioni si aprano al mondo delle imprese, ma l’area corese testimonia quanto sia positiva l’unione tra istituzioni e libera impresa”. L’assessore si è quindi soffermata sui temi dell’ambiente, del paesaggio, dell’equilibrio tra redditività e gestione sostenibile. “I nostri agricoltori – ha aggiunto – sono gli ambasciatori di tutti noi e della nostra terra. Insieme percorreremo una strada che credo ci riserverà grandi soddisfazioni”.

Peculiarità del Consorzio è costituita dal fatto che il Comune di Cori fa parte del Consorzio stesso quale socio fondatore (insieme alla Soc. Coop. Cincinnato e alle aziende agricole Marco Carpineti, Tenute Filippi, Molino7Cento). L’assessore all’Agricoltura del Comune di Cori, che ha fortemente voluto la nascita di questo progetto, ne è infatti direttore generale: “Sono orgogliosa di appartenere a questo territorio – ha affermato Simonetta Imperia -. Il Comune partecipa al Consorzio ma è chiaro che protagonisti ne sono i produttori, il ruolo dell’amministrazione è stato quello di mettere attorno a un tavolo i protagonisti, seguire poi i vari passaggi nonché l’approvazione dello statuto da parte del ministero delle Politiche Agricole. L’intento – ha detto ancora – è aprire il Consorzio a tutti i produttori che vorranno aderire, è superare la gestione ordinaria, superare la politica dell’immediato per pensare alle generazioni future, è pensare all’economia sostenibile rivendicando un vitigno autoctono e stare su mercati che possano remunerare gli agricoltori. Dobbiamo comprendere che solo superando la visione dell’io ed entrando in quella del noi ci sarà una prospettiva per questo territorio e riusciremo ad andare lontano”.

“Cori è in controtendenza rispetto al territorio regionale – ha spiegato Claudio Di Giovannantonio dell’Arsial – anche grazie, oltre all’impegno dell’amministrazione e dell’assessore Imperia, alla presenza di aziende che godono già di ampia reputazione anche in ambito internazionale e che hanno visto un’opportunità rilevante al di là delle piccole dinamiche locali e del particulare. Il Consorzio non è però una bandierina da piantare bensì una leva da agire e anche sul tema della sostenibilità e del consumo di acqua c’è tanto lavoro che possiamo fare e noi saremo al vostro fianco”.

A chiudere gli interventi il presidente del Consorzio Nazzareno Milita (presidente anche della Cincinnato), che ha fatto un excursus dal passato e dalla nascita della Doc Cori, 50 anni fa, al futuro e alle prospettive da concretizzare, evidenziando “la fortuna di vivere in un territorio con tantissimi piccoli produttori che, così tutelando quest’area, non hanno colto la fase dell’internazionalizzazione di vitigni, come invece è avvenuto altrove. Abbiamo al contrario saputo cogliere l’importanza dei vitigni autoctoni, che molto impegno e lavoro ci sono costati nel corso degli anni. Ora tra gli obiettivi – ha concluso – ottenere la dicitura ‘Doc Nero Buono di Cori’ che porterà la bandiera della città e far sì che tante aziende aderiscano al Consorzio per dare lustro alla nostra terra”.

Al termine degli interventi è stato proclamato il vincitore del concorso attraverso il quale si è scelto il logo che d’ora in poi rappresenterà il Consorzio. Tra i sette partecipanti, la commissione ha selezionato il progetto di Dante D’Elia, con la seguente motivazione: “Il logo risulta estremamente identitario, elegante e istituzionale. L’autore è riuscito a sintetizzare graficamente, elementi architettonici e paesaggistici tipici del territorio corese con elementi propri della viticoltura nonché a porre il giusto accento sul marchio DOC e sul ‘nome della Città’. Il logo spicca per la sua immediatezza, facilmente riconoscibile e riconducibile al Consorzio. Viene inoltre apprezzata la versatilità che lo rende idoneo a qualsiasi tipo di formato”.




Latina, in manette imprenditore e suo collaboratore. L’accusa: 45 mila euro a membri del clan Di Silvio in cambio di 200 voti al capolista candidato nella lista “Noi con Salvini”

Le indagini si basano anche su quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese

LATINA – Due arresti a Latina per scambio elettorale politico mafioso. Polizia e carabinieri hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Roma su richiesta della Dda capitolina.

Le misure riguardano un imprenditore, operante nel settore dei rifiuti, e un suo collaboratore. Secondo l’accusa in occasione delle elezioni amministrative del 2016 a Latina i due, previo pagamento di una somma di 45 mila euro a membri del clan Di Silvio, hanno assicurato l’aggiudicazione di almeno duecento voti al capolista candidato nella lista “Noi con Salvini”, nei quartieri di influenza del clan. 

Il provvedimento restrittivo è legato alle risultanze acquisite in due diverse indagini eseguite dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e dagli Agenti delle Squadre Mobili di Latina e Roma, con il supporto e la collaborazione del Servizio Centrale operativo della Polizia di Stato.

Le indagini si basano anche su quanto dichiarato dai collaboratori di giustizia Agostino Riccardo e Renato Pugliese che hanno confermato quanto accertato dai militari dell’Arma. In particolare è stato documentato che il collaboratore Riccardo, indagato in concorso nell’odierno provvedimento, è risultato essere il tramite per l’accordo politico mafioso tra il gruppo criminale e l’imprenditore operante nel settore dei rifiuti. Riccardo ha ricevuto una sorta di investitura da parte dei Di Silvio nel curare i rapporti con la politica della provincia di Latina ed in occasione della tornata elettorale del 2016, tramite l’imprenditore, di sostenere la candidatura di un politico della lista “Noi per Salvini” nonché dell’attacchinaggio dei manifesti relativi al candidato.
    Il pagamento dei 45 mila euro è avvenuto in tre tranche all’interno dell’azienda; in base all’accordo illecito, nessuno degli appartenenti alla famiglia Di Silvio si sarebbe dovuto presentare nella sede del partito, per evitare di apparire come “collettore” di voti “procurati da soggetto intraneo al clan”, mentre l’imprenditore avrebbe fatto avere le comunicazioni al clan esclusivamente tramite il pentito. L’elezione del politico sarebbe stata per l’imprenditore pontino funzionale alle strategie economiche della sua società per ottenere verosimilmente il monopolio nella gestione dei rifiuti e delle bonifiche nel territorio pontino. 




Terracina, preso terrorista evaso in Francia

 Polizia di Stato ha rintracciato in un appartamento di Terracina (Lt) un quarantenne cittadino tunisino residente in Francia, evaso lo scorso 29 maggio da un centro psichiatrico di Bassens (FR) e entrato pochi giorni dopo nel territorio italiano. Il tunisino, ricercato in ambito Schengen, è indagato in quel Paese per apologia del terrorismo e minacce aggravate, nonché per reati contro la persona e in materia di stupefacenti. Lo straniero, tra l’altro, aveva anche esaltato l’operato di Mohamed Merah, l’autore degli attentati di Tolosa e Montauban del 2012 in cui rimasero uccise numerose persone ed era indicato dalle Autorità francesi quale soggetto pericoloso.

Alla sua individuazione si è giunti all’esito di una complessa attività investigativa condotta dalla Digos della Questura di Latina e da personale specializzato del Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/Ucigos, iniziata nel maggio scorso dopo che ne erano state riscontrate tracce di passaggio presso le stazioni ferroviarie di Genova, Roma e Napoli. Il 7 luglio scorso la Sala Operativa Internazionale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip), attiva H24 nei collegamenti con strutture di polizia estere, ha segnalato in tempo reale che lo straniero aveva inviato una serie di mail all’Ispettorato Generale di Polizia Nazionale transalpino contenenti minacce all’indirizzo dei “francesi e delle loro istituzioni” sostenendo altresì di voler “porre fine alla propria vita uccidendo la gente”.




Sermoneta diventa Città: cerimonia col prefetto. Presentato il nuovo gonfalone

SERMONETA (LT) – Sermoneta è ufficialmente Città. Con una cerimonia formale al castello Caetani di Sermoneta, il prefetto di Latina Maurizio Falco ha consegnato al sindaco Giuseppina Giovannoli il decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che concede a Sermoneta il titolo onorifico, alla presenza dei comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, del Questore, del comandante del 70° Stormo, degli eurodeputati Matteo Adinolfi e Salvatore De Meo, del senatore Calandrini, del presidente della Provincia Carlo Medici, del consigliere regionale Salvatore La Penna, degli ex sindaci Torelli e Scarsella, dei consiglieri comunali, del sindaco di Latina, del parroco Don Leonardo oltre che ai rappresentanti delle associazioni e dei centro anziani di Sermoneta.

In apertura della cerimonia, l’esibizione degli sbandieratori Ducato Caetani di Sermoneta e della banda musicale Fabrizio Caroso diretta dal maestro Michele Secci.

Dopo i saluti istituzionali, è stata la volta dell’intervento del sindaco. “Quella di oggi è una data storica per Sermoneta, la massima carica dello Stato, il Presidente della repubblica, ha riconosciuto ufficialmente l’importanza di Sermoneta attraverso un’onorificenza che la legge riserva ai Comuni in virtù della loro importanza storica, artistica, civica”, ha spiegato Giovannoli. “Sermoneta, lo posso dire con orgoglio, lo merita per la sua importante e ricca storia, per i suoi monumenti artistici, per le sue tradizioni, per le iniziative di valore culturale e artistico organizzate negli anni e che sono ormai un patrimonio della comunità”.

Dopo aver ripercorso la storia di Sermoneta, il primo cittadino ha voluto ricordare che “Sono le persone che fanno la città, non gli emblemi distintivi”: l’onorificenza deve essere “non un punto di arrivo ma un punto di partenza, uno stimolo a migliorare e a lavorare per la comunità”. Il sindaco ha voluto consegnare idealmente “questa onorificenza ai nostri studenti, ai nostri giovani, i cittadini del domani, affinché possano andare fieri del territorio dove sono cresciuti e possano continuare ad avere cura della loro città”. Infine, l’intervento del prefetto che ha ricordato i difficili tempi che stiamo vivendo e della voglia dei cittadini di tornare alla normalità. Era la prima volta che il prefetto visitava Sermoneta e non ha mancato di apprezzarne il fascino. Poi ha consegnato il decreto al sindaco.

Al termine, c’è stato il cambio del gonfalone da parte dell’Associazione nazionale carabinieri di Sermoneta, della bandiera della “Città di Sermoneta” portata dagli studenti dell’IC Donna Lelia Caetani e il cambio della fascia tricolore fatta indossare al sindaco dal Comandante della Polizia locale Giuseppe Caseti.

A terminare è stata l’esibizione degli alunni dell’indirizzo musicale della scuola di Sermoneta, presentati dalla dirigente scolastica Giovanna Tufarelli. Ora Sermoneta è inserita a pieno titolo tra le città della Repubblica Italiana.




Canotaggio internazionale: si accendono i riflettori sul Centro Sportivo Remiero della Marina militare di Sabaudia

SABAUDIA (LT) – A 43 anni di distanza dallo storico Trofeo Bertocco il canottaggio internazionale torna a Sabaudia: dal 4 al 6 giugno presso il Centro Sportivo Remiero della Marina militare si disputerà la III Prova della World Rowing Cup, la Coppa del Mondo di Canottaggio.

Ultima regata prima delle Olimpiadi di Tokyo, la World Rowing Cup consentirà ai canottieri di tutto il mondo di gareggiare su un bacino che è molto simile, per condizioni ambientali, a quello giapponese dove si svolgeranno le regate olimpiche.

Il Centro Sportivo Remiero della Marina militare aprirà, per tre giorni, le sue porte al mondo intero – spiega l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo Ufficio Affari Generali della Marina militare – Siamo pronti ad accogliere con molto entusiasmo gli oltre 300 atleti per un momento di sport di esperienze ed emozioni ai massimi livelli e di grande condivisione. Lo svolgimento della III Prova di Coppa del Mondo è la dimostrazione che lo sport può aiutarci a ripartire e a superare l’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Un’opportunità di guardare avanti e di farlo tutti insieme”.

All’importante evento di livello internazionale, sostenuto dalla Regione Lazio, Comune di Sabaudia, Provincia di Latina, CONI e FIC, prenderanno parte 317 atleti provenienti da 25 nazioni per un totale di 147 equipaggi. Saranno disputate 84 regate delle quali 13 finali di specialità olimpiche e 5 non olimpiche. Sono accreditate 25 testate giornalistiche da tutto il mondo e saranno trasmessi 225 minuti di diretta televisiva “world wide” e streaming. L’Italia, Paese ospitante, sarà rappresentata da 98 canottieri tra i quali anche 8 atleti della Marina militare e due allenatori, che difenderanno i colori azzurri.

La Marina militare mette a disposizione del Comitato Organizzatore tutte le proprie strutture, dalla Caserma Piave alla “boat house”, per accogliere le delegazioni che giungeranno da ogni parte del mondo, nonché la sua moderna torre di arrivo, ubicata lungo le sponde del lago di Paola, dotata di avanzate tecnologie di cronometraggio e rilevazione tramite fibra ottica di ultima generazione.

Fattiva sarà anche la collaborazione sul campo di tutto il personale militare di Mariremo Sabaudia durante le 3 giornate di regate. “La Marina militare sostiene ed incentiva da sempre, con determinazione, la pratica degli sport ed in particolare quelli remieri e a connotazione acquatica anche perché l’acqua è il nostro elemento naturale distintivo – illustra l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto – Supportare e sostenere i nostri atleti per noi è una missione perché essi apportano un contributo importante per lo sport italiano. Sport e mondo militare sono accomunati da molti valori quali il sacrificio, il coraggio, la generosità, la lealtà, lo spirito di equipaggio”.

Un ringraziamento è doveroso nei riguardi di coloro che ci affiancheranno in questo grande evento – conclude l’Ammiraglio – Il presidente del CONI Giovanni Malagò che nel supportare gli ammodernamenti del Centro Remiero ha mostrato stima e fiducia nella Marina e nelle professionalità delle sue donne e dei suoi uomini ed il presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, per la collaborazione che ci lega da molti anni. Un grazie sentito va anche al Comune di Sabaudia, alla Provincia di Latina ed alla Regione Lazio per il ruolo da ognuno di essi svolto nella concretizzazione di questo ambizioso progetto sportivo. Infine un ringraziamento ed un in bocca al lupo va alle rappresentanze degli altri gruppi sportivi militari e di corpi armati dello Stato che saliranno in barca assieme agli atleti della Marina Militare e difenderanno con tenacia e passione i colori azzurri”.




Sabaudia, drogati per lavorare di più: arrestato medico

Un medico di Sabaudia, Sandro Cuccurullo, è stato arrestato con l’accusa di aver prescritto stupefacenti a oltre 200 suoi pazienti di nazionalità indiana. Le ricette non avevano alcuno scopo terapeutico ma solo quello di alleviare la sensazione della fatica e permettere ai lavoratori sfruttati di sopportare turni nei campi di 12 o 16 ore al giorno. Indagati anche un avvocato e una farmacista.

La prescrizione dell’ossicodone – I carabinieri dei Nas di Latina hanno scoperto, come riporta il quotidiano Il Messaggero, che il medico avrebbe effettuato circa 222 prescrizioni, a costo zero per i pazienti e a carico del sistema sanitario nazionale, distribuendo così 1.500 confezioni di stupefacenti contenenti ossicodone, un oppioide agonista puro che ha un potere simile alla morfina. La motivazione delle prescrizioni era la necessità di far fronte a turni di lavoro massacranti nei campi tra Sabaudia e Terracina per permettere ai lavoratori di essere resistenti alla fatica. O per meglio dire: resistenti allo sfruttamento.

Danno al sistema sanitario – Il medico avrebbe poi prescritto oltre 3mila ricette indebite con un codice esenzione fasullo: il che ha provocato, tra l’altro, un danno per il sistema sanitario di oltre 146mila euro. E’ inoltre accusato di aver prescritto farmaci mai effettivamente consegnati ai pazienti, e il cui costo sarebbe stato rimborsato a una farmacista, che risulta anch’essa indagata.

Indagati anche un avvocato e una farmacista – Nell’inchiesta, infatti, sono coinvolti anche un avvocato e una farmacista: entrambi hanno ricevuto una misura cautelare interdittiva che dispone la sospensione dalla professione per un anno. Inoltre una cittadina marocchina è stata raggiunta da un divieto di dimora nella provincia di Latina. Per le persone coinvolte nell’inchiesta della procura di Latina, denominata “No pain”, i reati contestati vanno dall’illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente al favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, dalla frode processuale al falso e alla truffa ai danni dello Stato.

Falsi certificati per regolarizzare cittadini extracomunitari – Il medico avrebbe anche compilato certificati medici falsi con l’obiettivo di ottenere la regolarizzazione di cittadini extracomunitari, attestando la loro presenza in Italia. Con l’aiuto dell’avvocato avrebbe persino certificato una patologia inesistente a un 51enne per evitargli di finire in carcere.