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Cronaca

Catturato in Albania pericoloso omicida latitante dal 2008: ora sconterà 22 anni di reclusione in Italia

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Catturato in Albania Viron TAVANXHIU, alias KABUCI, il 39enne latitante dal 2008, perché condannato quale autore dell’omicidio avvenuto con l’esplosione di numerosi colpi di arma da fuoco, del tunisino Ezzedine HKIRI e per aver ferito gravemente il proprio connazionale Gentijan XHUPA.

Il latitante è stato arrestato ieri a Fier grazie alla cooperazione internazionale di polizia tra l’Italia e l’Albania, Interpol Tirana e la polizia albanese, con il supporto dell’Esperto per la Sicurezza italiano in quel Paese.

L’omicidio di Ezzedine HKIRI e il ferimento di Gentijan XHUPA sono avvenuti a Milano, in pieno centro città – zona Paolo Sarpi – nel 2001 e le indagini seguenti hanno acclarato che erano maturati nel contesto di violente contrapposizioni di gruppi criminali albanesi, per il controllo dello sfruttamento della prostituzione.

Nel 2008 la condanna di Viron TAVANXHIU a 22 anni di reclusione è divenuta definitiva e nei confronti dello stesso sono state estese le ricerche in campo internazionale.

L’arresto di ieri in Albania, dopo oltre 12 anni di latitanza, sottolinea ancora una volta il successo della sinergica attività svolta dagli uffici territoriali italiani, in questo caso dal Reparto Operativo Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – SCIP, il quale con la sua rete di Esperti per la Sicurezza in vari Paesi del mondo, guidata del Prefetto Vittorio Rizzi – Direttore Centrale della Polizia Criminale, coordina gli aspetti operativi con le Agenzie internazionali e le polizie estere per la ricerca e il rintraccio dei latitanti nel mondo.

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Frosinone, disagi per il cantiere stradale tra Picinisco e San Biagio: accoltellato operaio al lavoro

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“È stato accoltellato intorno alle 17:00 di domenica 25 ottobre, un operaio della ditta di manutenzione che sta eseguendo i lavori, per conto di Astral SpA, per il ripristino della circolazione sulla strada regionale della Vandra, all’altezza dei comuni di Picinisco e S. Biagio Saracinisco. I giorni scorsi si sono svolti numerosi incontri con le cittadinanze e gli amministratori dei comuni interessati dall’interruzione, spiegando che Astral SpA avrebbe proceduto tempestivamente, lavorando anche sabato e domenica senza attendere di appurare di chi fossero le responsabilità. La stessa Azienda, esclusivamente negli interessi della cittadinanza, autorizzata dalla Regione Lazio e dal Consorzio di Bonifica della Valle del Liri, ha impiegato circa 1,5 milioni di euro per mettere in sicurezza tutta l’area. Quanto accaduto è deprecabile. Astral SpA insieme alla ditta di manutenzione aveva garantito il passaggio dei mezzi di soccorso e, celermente, si stava lavorando per assicurare il passaggio almeno agli studenti. Inoltre, si prevedeva nel giro di due settimane di terminare i lavori almeno per quanto riguarda il ripristino della circolazione. Da domani Astral SpA ha chiesto il presidio delle forze dell’Ordine al fine di procedere in sicurezza con il cantiere. Lo stesso impegno è stato più volte richiesto anche agli amministratori locali e ai cittadini che hanno potuto verificare di persona la celerità con la quale si sta operando. Spero che tutti gli amministratori e non solo alcuni, anziché cavalcare battaglie ideologiche senza senso, contribuiscano a calmare gli animi”. Così in una nota l’Ing. Antonio Mallamo, Amministratore Unico di Astral SpA.

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Imperia, indagate 20 persone: percepivano reddito di cittadinanza e giocavano migliaia di euro ai giochi d’azzardo online

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IMPERIA – Venti imperiesi, che tra il 2019 e il 2020, simulando di essere in povertà hanno percepito il reddito di cittadinanza, sono risultati accaniti giocatori d’azzardo sulle piattaforme on-line arrivando a puntare complessivamente centinaia di migliaia di euro.

Sono tutti indagati nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla procura di Imperia. Lo rende noto la Guardia di Finanza, che ipotizza l’uso di fonti di reddito occultate al fisco, visto che avevano dichirato nei moduli per ottenere il reddito di cittadinanza di non avere disponibilità economiche Le fiamme gialle sono arrivate ad individuarli attraverso una serie di controlli incrociati sulle banche dati. I venti indagati erano tutti titolari di conti gioco online che alimentavano con ricariche di denaro in contanti o bonifici e giroconti direttamente dai propri conti correnti personali o da carte di credito ricaricabili.

Nei confronti degli indagati il gip di Imperia ha emesso un decreto di sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite, circa 160 mila euro complessivi. Quest’ultimi rischiano una pena da due a sei anni di reclusione, per aver reso dichiarazioni false e per aver attestato circostanze non veritiere per ottenere indebitamente il beneficio del reddito di cittadinanza.Tutte le posizioni illecite sono state inoltre state segnalate all’Inps per la revoca del beneficio economico. 

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Macerata, rapina al bar Roma: “Ninetto” va in carcere

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Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona nei confronti di PAOLUCCI Angelo, 48enne di Macerata, il quale deve scontare 4 anni e 3 mesi di reclusione per il reato di rapina commessa a Macerata il 4 marzo 2018 in danno del bar Roma, meglio conosciuto
come “Ninetto”. Lo stesso è stato tradotto al carcere di Fermo come disposto dall’Autorità
Giudiziaria.

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