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Cronaca

CDI: a Milano weekend tra pallavolo e rally con test gratuiti

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Milano ospiterà la Milano Volley Week e il Milano Rally Show: dal 14 al 16 giugno il Centro Diagnostico Italiano parteciperà a questi due grandi appuntamenti sportivi in città proponendo gratuitamente test per la diagnosi di epatite C e diabete, bioimpedenziometria e stabilometria e consulenze genetiche.

MILANO – Sport, divertimento e prevenzione si uniscono nel weekend che anticipa l’arrivo dell’estate e in cui le strade e le piazze di Milano si trasformano in campi da beach volley e piste da rally: da venerdì 14 giugno a domenica 16 giugno il Centro Diagnostico sostiene la Milano Volley Week e il Milano Rally Show, confermando un sodalizio virtuoso con il mondo dello sport e proponendo anche in questa occasione uno stile di vita attento alla prevenzione e al benessere.

Il CDI sarà presente alla Milano Volley Week e al Milano Rally Show per invitare tutti, sportivi, cittadini e turisti, a dedicare qualche minuto alla propria salute attraverso test per la postura e per la composizione corporea, consulenze genetiche per approfondire l’eventuale predisposizione ad alcune patologie, test per epatite C e diabete.

CDI e Milano Volley Week

Protagonista della Milano Volley Week sarà la pallavolo che vedrà in piazza Castello l’avvio del campionato italiano di beach volley, alla prima “battuta” stagionale. Nel villaggio costruito davantial Castello Sforzesco, il Centro Diagnostico Italiano offrirà test non invasivi di stabilometria per l’analisi della postura e dell’equilibrio, e di biompedneziometria per la misurazione della composizione corporea:

  • venerdì 14 giugno dalle 12.00 alle 22.00
  • sabato 15 e domenica 16 giugno dalle 10.00 alle 19.00

CDI e Milano Rally Show

Per il terzo anno consecutivo gli specialisti del Centro Diagnostico Italiano saliranno a bordo del Milano Rally Show, due giorni all’insegna della passione per i motori che vedranno le auto da rally sfrecciare in città.

A San Siro, nel villaggio allestito intorno allo stadio, nel camper del CDI adibito a poliambulatorio mobile saranno proposti test per la diagnosi dell’epatite C (test HCV), test dell’emoglobina glicata per lo screening del diabete e consulenze genetiche gratuite:

  • sabato 15 giugno dalle 10.00 alle 19.00
  • domenica 16 giugno dalle 10.00 alle 17.30

Sabato 15 giugno, insieme agli equipaggi che sfileranno nella parata inaugurale dell’evento, ci sarà anche la Austin Princess classe 1955, la berlina d’epoca della famiglia Bracco che da San Siro, attraversando le vie più prestigiose ed esclusive di Milano, si dirigerà verso Piazza Duomo dove si celebrerà la Cerimonia di Partenza.

I test

La Stabilometria consente di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata che risponde a precise norme internazionali di costruzione, sensibilità e taratura. L’esame stabilometrico viene utilizzato per lo studio della postura del soggetto, valutando la distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del soggetto mediante la precisione del controllo posturale e l’energia utilizzata.

La Bioimpedenziometria permette di avere una stima della composizione corporea, ovvero la percentuale di massa magra (acqua, muscoli e ossa) e massa grassa (tessuto adiposo).

Il test per la diagnosi dell’epatite C consiste in un semplice prelievo salivare che permette di individuare il virus HCV. In caso di positività, i partecipanti all’iniziativa vengono indirizzati presso le strutture sanitarie competenti del territorio.

Il test per l’emoglobina glicata è utilizzato per la diagnosi e il monitoraggio del diabete. La misurazione si effettua attraverso un prelievo capillare (puntura sul dito) che permette il monitoraggio dello zucchero nel sangue.

Centro Diagnostico Italiano (CDI)

Il Centro Diagnostico Italiano è una struttura sanitaria a servizio completo orientata alla prevenzione, diagnosi e cura in regime ambulatoriale, di day hospital e day surgery nata a Milano nel 1975. È presente sul territorio lombardo attraverso un network di 24 strutture, collocate a Milano, Corsico, Rho, Legnano, Cernusco sul Naviglio, Corteolona, Pavia e Varese.

CDI è accreditato con il SSN per le aree di laboratorio, imaging, medicina nucleare, radioterapia e visite specialistiche ambulatoriali. Dispone di un’area privata e di un’area a servizio delle aziende.

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Rieti, restaurata la scultura della Madonna del Soccorso: ora è a prova di eventi sismici

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RIETIDomenica 16 maggio 2021, alle ore 15.30, sarà presentato nella chiesa parrocchiale di Vazia (Rieti) il restauro della scultura in terracotta policroma raffigurante la Madonna del Soccorso venerata nel borgo di Lisciano (Rieti).

L’opera, che sarà svelata ufficialmente al pubblico il 21 maggio, alle ore 15, nella chiesa di Santa Maria del Soccorso a Lisciano alla presenza di Paola Refice, Soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, e di mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, rappresenta una Virgo lactans con la figura di Maria ripresa nell’atto di allattare il Figlio.

Quest’opera presenta diverse affinità con il linguaggio stilistico di Giacomo e Raffaele da Montereale, fratelli abruzzesi attivi tra Umbria e Sabina nella prima metà del Cinquecento.

L’intervento di restauro, finanziato dalla Soprintendenza, diretto da Giuseppe Cassio con progetto di Chiara Arrighi e direzione operativa di Monica Sabatini, ha liberato le superfici da sovrapposizioni pittoriche che svilivano il modellato e ne alteravano la cromia originaria, che ora è possibile apprezzare specialmente negli incarnati in cui è emersa la delicata fisionomia della Vergine.

La pulitura del manto ha permesso di scoprire completamente la lamina dorata, che tuttavia non appartiene alla prima stesura – al di sotto, infatti, il manto è realizzato con l’azzurrite – ma non risulta troppo distante dalla prima esecuzione dell’opera.

Lo stato di conservazione e la preziosità del materiale in questione hanno suggerito di non andare oltre, data anche la natura dell’intervento di doratura, che doveva uniformare la scultura ad altri simulacri mariani coevi del territorio. Un’accurata indagine diagnostica, finalizzata ad acquisire nuovi dati sui materiali e sulla tecnica esecutiva, ha consentito il rinvenimento di alcune impronte digitali dello scultore, che sono state acquisite per eventuali confronti, anche ai fini della realizzazione di un database sulle stesse. La particolarità dell’intervento ha riguardato poi la realizzazione di una struttura antisismica in acciaio in grado di sostenere la scultura e di assicurare una naturale oscillazione in caso di eventi sismici.

Le operazioni di ricollocazione dell’opera sono state possibili grazie alla collaborazione della Diocesi di Rieti e del parroco don Zdenek Kopriva coadiuvato da Marcello Imparato e dalla comunità di Lisciano. A quest’ultima ora spetta il compito di valorizzare un documento artistico e religioso così importante per l’identità del territorio, da mettere in relazione con altre sculture diffuse a Rieti e in Sabina – che trovano delle eccellenti varianti anche in legno – stilisticamente dipendenti dagli influssi della “scuola aquilana” che ha contaminato le botteghe periferiche, agevolando l’immedesimazione dei fedeli attratti da quelle immagini “di terra” tanto simili quanto vicine al loro microcosmo sociale.

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Val Baganza, entro settembre torna il ponte tibetano

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Lo spettacolare ponte è a tutti gli effetti una via di collegamento tra le sponde di due territori: i comuni di Terenzo e Berceto

Per gli appassionati escursionisti ed amanti del trekking è noto come “ponte dei Salti del Diavolo” o come “ponte tibetano sul Baganza” a causa della sua immagine, che rimanda ai celebri ponti sospesi delle lontane terre d’Asia; ora, grazie ai contributi di Regione Emilia-Romagna e Provincia di Parma, sarà ricostruito dopo che nell’Ottobre 2014 la piena del torrente distrusse una delle più affascinanti  attrattive della Val Baganza, in provincia di Parma.

“La ricostruzione del ponte tibetano della Val Baganza – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – assume un significato particolare nel momento, in cui il Paese è di fronte a scelte fondamentali per il proprio modello di sviluppo, che non può prescindere dalla valorizzazione del territorio e dell’economia delle sue comunità anche montane.”

Il Comune di Terenzo, cui è stato assegnato il necessario finanziamento, ha richiesto la collaborazione del Consorzio della bonifica Parmense ed i lavori avranno inizio poco prima della stagione estiva per terminare prevedibilmente a Settembre;  i comuni interessati alla ricostruzione del ponte pedonale sono Terenzo, Berceto e Calestano.

“Pur non essendo la costruzione di un ponte, una specifica competenza del nostro ente, abbiamo accettato di affiancare l’Amministrazione Comunale di Terenzo a dimostrazione degli sforzi quotidiani per essere al fianco delle comunità, che vivono in montagna” evidenziano la Presidente, Francesca Mantelli ed il Direttore Generale dell’ente consortile, Fabrizio Useri.

Lo spettacolare ponte venne  inaugurato nel 2007 ed è, a tutti gli effetti, una via di collegamento tra le sponde di due territori (i comuni di Terenzo e Berceto), oltre a  rappresentare un importante propulsore di sviluppo turistico per l’area. All’origine del nome della formazione rocciosa (Salti del Diavolo) vi è la leggenda, che narra di un monaco eremita il quale, ritiratosi in preghiera nella zona, divenne oggetto di tentazioni da parte del diavolo, che lo allettò con promesse di cibo, ricchezze ed anche di una giovane fanciulla; il monaco però non solo seppe resistere, ma scacciò il maligno che, nella fuga, lasciò impresse le proprie orme sul terreno, dando così vita alla formazione sedimentaria  ancora oggi ben visibile.

“E’ indispensabile – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – creare ogni condizione per fermare il progressivo abbandono dei territori alti, la cui manutenzione, affidata al presidio dell’uomo, è condizione imprescindibile per garantire sicurezza idrogeologica alle aree più a valle. L’attenzione quotidiana, dimostrata dal Consorzio della bonifica Parmense, è esempio della sussidiarietà applicata, che permea la natura costitutiva degli enti consortili a servizio dell’intera collettività.”

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Morte Sestina Arcuri, gli avvocati di Landolfi: “Impianto accusatorio contrassegnato da forzature”

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Lo stesso consulente della Procura aveva escluso categoricamente la caduta diretta dal primo al piano terra ma poi è stata verbalizzata altra tesi – A Officina Stampa i video esclusivi della perizia effettuata dal consulente della Procura

Un tassello importante si aggiunge nel processo per il caso di Sestina Arcuri, la 26enne morta la notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019 a seguito di una caduta per le scale dell’appartamento della nonna del suo fidanzato Andrea Landolfi, 31 anni, accusato dell’omicidio della giovane donna.

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La perizia delegata alla psichiatra Cristiana Morera dalla Corte di Assise di Viterbo smonta di fatto l’attendibilità del testimone Matteo Vettori, un ragazzo che ha dichiarato che Maria Sestina, la sera del 3 febbraio 2019 avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare il compagno perché si sarebbe ingelosita della cameriera del pub frequentato dalla coppia insieme al figlio di Landolfi quella tragica sera.

La cameriera, 24 anni, è stata la prima a testimoniare nel processo a Viterbo e la prima a dire di non aver dato peso al racconto di Matteo Vettori, frequentatore del locale e persona conosciuta nel posto, in quanto “a volte dice delle bugie bianche”. La cameriera ha dichiarato di aver visto i tre tranquilli e poi di averli visti battibeccare: “A noi che stavamo in sala non è sembrata una situazione allarmante e quindi non siamo intervenuti”. 

Dopo le dichiarazioni della lavoratrice del pub arriva l’accurata perizia tecnica stilata dalla Dottoressa Cristiana Morera, perito nominato il 20 maggio del 2020 dal Dottor Mautone, Magistrato del Tribunale di Viterbo, Presidente Della Corte di Assise giudicante.

La perizia, che riporta la data del 12 marzo 2021, non lascia spazio a interpretazioni

Matteo Vettori non è nelle condizioni di essere sottoposto a un futuro esame dibattimentale nel contradditorio tra le parti: “Le condizioni psicofisiche – si legge nell’atto – del periziando Matteo Vettori, risultato affetto da disabilità intellettiva di grado moderato lieve in comorbidità con un disturbo d’ansia con notevoli note fobiche”. Ci sono 21 pagine di accurata perizia che sostengono tali dichiarazioni.

La difesa del Landolfi – che aveva, sin da subito, dubitato fortemente della ricostruzione accusatoria – con i propri consulenti ha dimostrato alla Corte come l’impianto accusatorio fosse contrassegnato da forzature.

I consulenti degli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi del foro di Roma, la dottoressa Roberta Bruzzone, la dottoressa Cecilia Forenza, L’ing. Giuseppe Monfreda e il dottor Massimiliano Mansutti alle ultime due udienze dibattimentali hanno spiegato ogni aspetto. A giugno la sentenza.

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