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Cronaca

CELLINO ATTANASIO: RUBA AL PARROCO E IN CHIESA, MA VIENE BLOCCATO DAI FEDELI

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I forti rumori hanno attirato l’attenzione del prete che si è trovato di fronte il rom

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Redazione

Cellino Attanasio (TE) – Ieri sera i Carabinieri della Stazione di Cellino Attanasio, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Castelnuovo Vomano, hanno arrestato per rapina impropria in concorso Spinelli Alvaro, 48enne di Città Sant’Angelo (PE), di etnia Rom, già noto per fatti di giustizia. Verso le ore 19.00, l’uomo dopo aver forzato una finestra si è introdotto all’interno della casa canonica del parroco della Chiesa “Santa Maria La Nova”, ubicata in Piazza Garibaldi di Cellino Attanasio, asportando la somma contante di milleduecento euro. Subito dopo lo Spinelli, non contento del bottino asportato, ha pensato bene di introdursi nella sacrestia della parrocchia, tentando di scardinare la cassaforte ove sono custoditi i beni della Chiesa.

I forti rumori però hanno attirato l’attenzione del prete che si è trovato di fronte il rom, il quale, vistosi scoperto si è dileguato a piedi. Durante la precipitosa fuga il malvivente dapprima è caduto rovinosamente a terra per poi strattonare e spintonare diversi fedeli presenti fuori la chiesa allertati nel frattempo dallo stesso parroco. Sono stati proprio i fedeli ad impedire all’uomo di scappare e quando poco dopo i Carabinieri di Cellino Attanasio e Castelnuovo Vomano sono arrivati sul posto lo hanno arrestato. Lo Spinelli è stato trovato in possesso dell’intera refurtiva, restituita al legittimo proprietario, nonché di alcuni arnesi da scasso sottoposti a sequestro. Sono in corso indagini finalizzate ad identificare il complice dell’arrestato, che è riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo dei militari. Dopo le formalità di rito Spinelli è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Teramo a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, in attesa dell’udienza di convalida.
 

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Cronaca

Milano, arrestati i 10 componenti della banda criminale dei bancomat

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Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro

MILANO – Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, a conclusione di una lunga attività di indagine, hanno arrestato i dieci componenti della banda criminale responsabile di aver assaltato diversi sportelli bancomat in tutta Italia.

In manette 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di furti di denaro contante presso gli sportelli ATM di istituti di credito su tutto il territorio nazionale mediante assalto con miscela esplosiva, riciclaggio ed altro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo e dirette dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disarticolare un sodalizio, i cui capi ed organizzatori abitano e sono cresciuti nel quartiere “Pilastro” di Bologna, specializzato nella realizzazione di assalti notturni in danno di sportelli bancomat.

Le violente esplosioni causate per scardinare gli sportelli bancomat hanno spesso provocato ingenti danni alle strutture e in alcuni casi con conseguenze di inagibilità ad interi edifici.

Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro.

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Cronaca

Emilio Orlando, una firma della cronaca sull’Albo dei Giornalisti

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Il giornalista Emilio Orlando figura nuovamente nell’albo dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio come pubblicista dopo che nel 2019 il suo nominativo non compariva nell’elenco dell’Ordine dei Giornalisti.

A quanto risulta oggi la sua posizione di iscritto è regolare. Emilio Orlando svolge attività giornalistica principalmente su casi di cronaca nera e di giudiziaria e spesso è ospite di trasmissione televisive.

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Cronaca

Antonio Catricalà: si suicida con un colpo di pistola l’ex presidente dell’Antitrust

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Antonio Catricalà, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex Garante dell’Antitrust, è stato trovato morto nella sua abitazione a Roma, nel quartiere Parioli.

Catricalà, secondo quanto si apprende da fonti investigative, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola. Sul posto è presente la Polizia e la Scientifica.

Catricalà aveva 69 anni, dal 2017 era presidente del cda della società Aeroporti di Roma e nei giorni scorsi era stato nominato presidente dell’Igi, l’Istituto grandi infrastrutture.

Il pm di turno Giovanni Battisti Bertolini si è recato in via Antonio Bertoloni nel quartiere Parioli.

L’Aula del Senato ha rispettato un minuto di silenzio, su invito della presidente Elisabetta Casellati, in memoria di Antonio Catricalà.

Casellati, al termine della commemorazione di Franco Marini, ha informato che “è venuto a mancare” l’ex sottosegretario, esprimendo “il cordoglio personale e dell’Assemblea” alla famiglia.

Molti i messaggi di cordoglio alla famiglia dell’ex presidente dell’Antitrust

“Grande amico, grande servitore dello Stato, Antonio Catricalà lascia un incolmabile vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto l’onore e il privilegio di lavorare con lui”, scrive su Facebook il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, aggiungendo che “è un dolore fortissimo”.

“Siamo sgomenti, sconvolti e addolorati per la morte di Antonio Catricalà. Fine giurista, uomo di Stato che ha saputo rappresentare le Istituzioni con disciplina e onore. Mancherà profondamente alla comunità politica di Forza Italia, mancherà all’Italia. Alla famiglia le più sentite condoglianze”, scrive in una nota Giorgio Mule’, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

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