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Centro Psicologia Castelli Romani, disturbo da stress post-traumatico: come riconoscere i sintomi e perché chiedere aiuto

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Le persone che nella vita si trovano ad affrontare un evento traumatico vivono una sofferenza psicologica che può essere molto variabile ma comunque molto intensa, i sintomi potrebbero spaziare dall’ansia fino alla paura, alla rabbia, all’aggressività e all’irascibilità ma potrebbero anche essere caratterizzati da ritiro emotivo e sociale fino ad arrivare a veri e propri sintomi dissociativi.

Un evento traumatico lascia un segno quasi indelebile nella persona che lo vive, non è possibile cancellarne il ricordo ma è possibile lavorare con le persone traumatizzate per ridurne l’impatto negativo sulla vita personale, cercando di elaborare ed ammortizzare gli effetti psicologici disfunzionali mettendo la persona nelle condizioni di poter integrare l’esperienza in modo funzionale e compatibile con la propria storia personale e le proprie risorse emotive e psicologiche.

Il Disturbo Post Traumatico da Stress è un disturbo psicologico specifico che si verifica in persone esposte a eventi catastrofici e come tale richiede un intervento psicologico da parte dei professionisti della salute mentale perché sopravvivere all’evento stesso non garantisce in alcuno modo l’annullamento degli effetti psicologici negativi derivanti dell’essere stati esposti alla situazione traumatica.

La caratteristica essenziale del DSPT  (Disturbo da Stress Post-Traumatico) è lo sviluppo di sintomi tipici che seguono l’esposizione ad uno o più eventi traumatici, il tipo si sintomi che ogni individuo manifesterà è variabile e non prevedibile, alcuni rivivranno con paura i sintomi emotivi e comportamentali in altri saranno gli stati d’animo disforici e i pensieri negativi a creare maggiore sofferenza, in altri ancora si manifesteranno in modo predominante i sintomi dissociativi, in tutti comunque il livello di sofferenza sarà intenso e doloroso fino a compromettere la qualità della loro vita.

Tra gli eventi che possono essere definiti come traumatici possiamo indicare: una malattia importante che mette a rischio la vita, essere esposti alla guerra, ad un terremoto, o ad una aggressione fisica come una rapina o un scippo, una violenza sessuale, un rapimento o un attacco terroristico fino ad arrivare ai disastri naturali più importanti. Il DSPT potrebbe risultare particolarmente grave quando il fattore stressante è interpersonale e intenzionale come il subire una tortura o una violenza sessuale. L’evento traumatico può essere rivissuto in vari modi: tramite ricordi ricorrenti intrusivi ed involontari riguardanti l’evento; sogni spiacevoli che ripetono l’evento e che sono collegabili alle principali minacce contenute nell’evento traumatici; la persona potrebbe sperimentare stati dissociativi di durata variabile – da pochi secondi fino a qualche giorno – durante i quali si rivivono  fasi dell’evento come se lo si rivivesse in quello stesso istante con tutto il correlato emotivo che ne consegue. 

La letteratura internazionale ha identificato alcuni criteri diagnostici la cui presenza è necessaria perché il disturbo possa essere identificato come post-traumatico da stress.

Vediamo in elenco i criteri diagnostici secondo la classificazione internazionale del Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali – DSM V (2013):

A – Esposizione a morte reale o ad una minaccia di morte, a una grave lesione, a violenza sessuale nei seguenti modi: fare esperienza diretta, assistere direttamente ad un evento accaduto ad altri, essere esposti ripetutamente all’esperienza diretta o a dettagli dell’evento (questo vale in modo particolare per agenti di polizia o per i soccorritori sanitari ad esempio).

B – Presenza di sintomi intrusivi legati all’evento traumatico, la cui comparsa è successiva all’evento stesso come ricorrenti ed intrusivi ricordi spiacevoli, sogni spiacevoli legati all’evento, avere sofferenza psicologica in tutte quelle situazioni che possono richiamare o ricordare o essere in qualche modo legate all’evento.

C – Evitamento di situazioni  o stimoli associati all’evento traumatico, tentativi ripetuti di evitare ricordi, pensieri, sentimenti; evitare inoltre persone, luoghi e situazioni ricollegabili in qualche modo all’evento traumatico.

D – Pensieri ed emozioni negative associate all’evento traumatico; non ricordare dettagli dell’evento, essere convinti di essere responsabili o comunque alimentare una idea negativa di sé stessi, avere persistentemente uno stato emotivo di tipo negativo; distacco dalla vita sociale e relazionale.

E – Alterazione della reattività, mostrando un comportamento rabbioso ed irritabile, o spericolato ed autodistruttivo, avere marcate difficoltà di concentrazione, difficoltà nell’addormentamento e nel  mantenimento del sonno.

F – Tutte le alterazioni sopra elencate devono avere una durata in termini di comparsa di più di un mese.

G – L’alterazione generale del funzionamento deve essere causa di disagio consistente sia in ambito sociale che lavorativo.

H – Le alterazioni non sono attribuibili ad uso di sostanze o ad altre condizioni mediche generali.

Potrebbe accadere di provare una forte sofferenza psicologica quando si è esposti a eventi o situazioni che ricordano, raccontano o simboleggiano un aspetto dell’evento traumatico – una somiglianza o essere nello stesso luogo, avere le stesse condizioni climatiche, sentire uno stesso odore … – infatti, il fattore scatenante potrebbe anche essere lo sperimentare una stessa sensazione fisica. Le persone con DSPT possono mostrare una distorta considerazione delle cause determinanti l’evento con una tendenza continua a incolpare sè stessi come causa dell’evento. Frequentemente queste persone mostrano una considerevole diminuzione dell’interesse nei confronti di attività piacevoli, persistente incapacità di provare emozioni positive, aumentata sensibilità alle potenziali minacce sia quelle direttamente collegate all’evento traumatico che non. Sono frequenti i problemi relativi alla sfera del sonno sia nella fase dell’addormentamento che nella possibilità di mantenere il sonno soprattutto a causa di incubi notturni o a preoccupazioni relative alla propria sicurezza personale. Infine nelle situazioni più importanti alcuni individui mostrano sintomi dissociativi sia in senso di depersonalizzazione come sensazione di distacco dal proprio corpo che come derealizzazione  e cioè distacco dal mondo intorno a loro.

Lo sviluppo e il decorso del DSPT è interessante, si può manifestare in qualsiasi età (per i bambini da 0 a 6 ani si rimanda a specifica letteratura), i sintomi generalmente insorgono in  genere nei primi 3 mesi dopo il trauma, la ricorrenza e l’intensificazione dei sintomi può verificarsi in risposta a situazioni che ricordano il trauma, a fattori stressanti della vita quotidiana o a recenti eventi traumatici appena vissuti.

Bibliografia di riferimento:

DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina Editore, 2014

Dr.ssa Catia ANNARILLI

Psicologa e Psicoterapeuta – Terapeuta EMDR

Centro Psicologia Castelli Romani

cell. 3471302714

catia.annarilli@gmail.com 6;\

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Castelli Romani

Ciampino, lite condominiale: 43enne accoltellato dal vicino di casa

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Lite condominiale sfociata nel sangue. E’ accaduto questa notte a Ciampino, ad essere costretto alle cure dell’ospedale un uomo di 43 anni, a ferirlo con un coltello il vicino di casa, un 39enne.

A ricostruire i fatti la Polizia di Stato, dopo essere intervenuta intorno alla mezzanotte del 20 agosto per un ragazzo ferito al braccio con un’arma da taglio. Ad allertare i soccorritori la madre del 43enne, con lo stesso trovato in via Col di Lana ad attendere i soccorsi. 

Ferito al braccio da una coltellata, l’uomo è stato trasportato in codice rosso in ospedale dall’ambulanza del 118, non in pericolo di vita. A ricostruire i fatti sono quindi intervenuti gli agenti del Commissariato Frascati di Polizia. Ascoltato il 39enne ed altri testimoni, questi hanno riferito che l’accoltellato, poco prima, avrebbe avuto un acceso diverbio cin il vicino di casa dai balconi delle rispettive abitazioni. 

Dalle parole si sarebbe però passati ai fatti, con il 43enne che sarebbe andato a bussare alla porta del vicino. Questi però lo avrebbe aspettato con un coltello, con il quale lo avrebbe ferito al braccio. Rintracciato l’accoltellatore dagli agenti del commissariato dei Castelli Romani l‘uomo di 39 anni è stato poi denunciato per “lesioni aggravate”
 

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Contrordine, la Roma-Giardinetti è una tranvia. Lo dice l’ANSF (e il Ministero)

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Il Direttore dell’Agenzia risponde al Comitato ILoveTorpigna: “il servizio della Giardinetti è di tipo tranviario”

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Le mitigazioni all’esercizio imposte dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Ferroviaria (ANSF) non possono essere applicate nelle ferrovie che effettuano un servizio tipicamente tranviario. Come nel caso della Roma-Giardinetti, o meglio Centocelle. A precisarlo è il Direttore dell’Agenzia Marco D’Onofrio, nella nota del 14 agosto scorso, in risposta al Comitato di Quartiere ILoveTorpigna.

Il Direttore ricorda che col D.Lgs 14 maggio 2019 n. 50 è stato previsto il “passaggio sotto la competenza ANSF delle ferrovie isolate adibite a servizi ferroviari isolate adibite a servizi ferroviari locali ordinariamente espletati con distanziamento regolato da segnali”. Per poi precisare che “non rientrato invece nell’ambito di applicazione della legge le ferrovie che effettuano servizio tramviario, come ad esempio la Roma-Giardinetti che quindi risulta fuori la competenza di questa Agenzia”.

Circostanza”, aggiunge l’Ing. D’Onofrio, “confermata dall’apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prot. 000347/2019 del decreto 02 agosto 2019, emanato ai sensi del comma 4 art. 2 del D.Lgs 14 maggio 2019 n. 50 che esclude dall’ambito di applicazione del sopracitato Decreto Legislativo la ferrovia isolata Roma-Pantano [ora Roma-Giardinetti ndr], oggetto della vostra richiesta di informazioni”.

Su questa tratta “continua ad applicarsi” conclude l’informativa, “la normativa previgente, sia per quanto attiene i contenuti tecnici sia per quanto attiene le relative competenze di vigilanza e controllo; non si applicano invece le disposizioni, a tutela della sicurezza, emanate da ANSF nell’ambito dei propri compiti istituzionali per tette le ferrovie sottoposte alla propria vigilanza che comprendono, tra le altre, le disposizioni per la mancia in condizioni di segnalamento degradato o disattivato e per l’attraversamento di passaggi a livello ferroviari non protetti”.

In pratica la Giardinetti torna, diversamente dalla Roma-Lido e dalla Roma-Viterbo, sotto il controllo USTIF, al pari delle metropolitane, delle tranvie e degli altri sistemi ad impianti fissi. E questo, oltre a perfezionare il trasferimento dell’infrastruttura dalla Regione Lazio a Roma Capitale e di accelerare il processo di riqualificazione della linea – secondo quando stabilito nel PUMS -, permette all’Atac di abrogare, nell’immediato, le pesanti restrizioni all’esercizio contenute nella Disposizione Operativa 146/2019, emanata in attuazione del Decreto 1/2019 dell’Agenzia. Che rappresentano un macigno sulla velocità commerciale.  

E non poteva essere altrimenti, del resto, una ferrovia è tale in quanto esiste un esercizio ferroviario, con la marcia dei treni regolata da segnali. La Giardinetti, al contrario, fatta eccezione della defunta tratta Grotta Celoni-Pantano, presenza un servizio tipicamente tranviario. Gli unici segnali ferroviari sono collocati in corrispondenza della stazione di Centocelle e di Roma Laziali, l’intero tracciato, compreso quello fino a Giardinetti, è regolamentato da impianti semafori stradali, non assimilabili ai segnali ferroviari, secondo le normative Uniferr, i quali neppure funzionano come segnali a protezione dei passaggi a livello. 

Persino la circostanza del binario interlacciato, presente nel sottovia Casilino, è regolata da un elementare dispositivo, per nulla coordinato con le stazioni Centocelle o Roma Laziali, proprio perché vige “il regime del distanziamento a vista marcia a vista”, tipico tranviario. Che si attua, recita l’art. 3 comma 1 del Regolamento Circolazione Treni attualmente in vigore, “nella tratta in cui la circolazione treni è promiscua alla circolazione veicolare [Laziali-Centocelle o Giardinetti ndr]. In tale tratta le intersezioni sono regolate da impianti semaforici o sono prive di regolazione. In tale tratta ciascun treno non deve avvicinarsi al precedente ad una distanza inferiore a 150 metri e non deve viaggiare a velocità superiore a 50 km/h in piena linea, o a 30 Km/h sugli attraversamenti stradali, come stabilito dalle norme dì legge che regolano la circolazione stradale”. Il tutto è stato sottoscritto e approvato sia dalla Regione che dal Ministero.

In attesa della nuova disposizione aziendale abrogativa, così come richiesto a gran voce dal Comitato ILoveTorpigna, ci si interroga sul futuro degli attuali macchinisti, capistazione e manovratori in forza alla Giardinetti, una volta completata la classificazione in tranvia: infrastruttura che non prevede tali figure professionali. E allora, che fine faranno? Manterranno il parametro e le medesime condizioni economiche? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Il Tar Campania ordina: i bus da Israele devono circolare…Dalla serie: “Andate e inquinate”

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L’ ordinanza del TAR Campania sbalordisce. Mentre tutti evidenziano un serio ambientalismo, per i giudici sembra non essere cos’ importante ridurre l’inquinamento di fonte veicolare.

A Roma i 70 autobus Euro 5 noleggiati da ATAC, usati e provenienti da Israele di cui 40 parcheggiati a Guidonia Montecelio per essere sanificati e personalizzati con le scritte dell’Urbe possono scorazzare per ogni dove.

Lo ha stabilito con l’Ordinanza 2580 il 24 luglio il TAR della Campania proposta dalla Basco srl contro il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti e nei confronti di Ma. An. Automotive srl e ATAC spa. La prima è la Società di Olgiate Comasco che ha proposto e trovato i mezzi. Società di riferimento in Italia con fatturato al 2017 di oltre 9,2 MLN ed utili per 7.281 euro. Ma.An. Automotive srl è l’Agenzia pratiche automobilistiche e nautiche a Salerno.

I magistrati, Salvatore Veneziano, Presidente, Paolo Corciulo, Estensore e Gianluca Di Vita, Consigliere hanno invalidato quanto gli ingegneri della Motorizzazione Civile avevano negato l’8 Maggio con provvedimento 0472. Ovvero la impossibilità di immatricolare i mezzi israeliani in quanto non
euro VI. I magistrati hanno avuto diversa interpretazione ovvero che le norme antinquinamento euro VI “siano circoscritte a veicoli di nuova produzione. Mentre quelli in oggetto sono prodotti ed omologati in Europa, e relativi a periodi di costruzione risalenti al 2009 e di modello risalente al 2010, risultano di data anteriore, per cui appare sufficiente ai fini dell’approvazione di cui all’art. 76 del d.lgs. n.285/92, la loro conformità alla disciplina tecnica al tempo vigente all’atto della produzione”. Inoltre “l’impiego, medio tempore, in territori non compresi nell’Unione Europea ( erano utilizzati in Israele ndr) presenta connotazioni di neutralità con riferimento alla disciplina tecnica antinquinamento applicabile”.

La domanda cautelare è stata accolta, nel merito della sentenza occorre
attendere il 18 dicembre. Ci sarà caos dopo tale Ordinanza: da una parte ATAC e Motorizzazione che basano la negazione sull’aspetto tecnico e dall’altra le attese di Società commerciali forti di contratto.

Il Sindaco Raggi a maggio scorso, dopo le notizie stampa nel merito, ha annullato il contratto e scrisse sui social “ Chi ha sbagliato pagherà” e si affrettò a confermare che non ci saranno problemi sull’anticipo del 16% ai fornitori ( costo per nolo e
manutenzione circa 500mila euro al mese) esistendo le misure idonee per garantirsi da eventuali danni . Oltre che sull’anticipo c’è una polizza fideiussoria che tutela l’azienda da ogni inadempienza.

Intanto dalla Pagliani che con la Basco srl è interessata al contratto fanno
sapere che potrebbero far causa alla Motorizzazione. “Rimangono dei punti controversi – conferma Giovanna Ammaturo consigliere di Fratelli d’Italia a Guidonia Montecelio – verificato che l’acquisto di bus urbani Volvo M3 e similari Euro V si possono ragionevolmente rintracciare in internet con prezzi che oscillano dai 10.000 a 20.000 euro che moltiplicati i 70 sono al di sotto di tre rate mensili sottoscritte. Fa sorridere che si festeggi per la plastic free in tutte gli Uffici Istituzionali, ci si debba batte ancora per la deforestazione in Amazzonia, ci si emoziona e ci si danna della microplastica nei pesci e nei ghiacciai della Groenlandia che Trump vuol comprare con scherno internazionale, si piange sulle ricerche geologiche in
Alaska, si fanno referendum abrogativi sulla perforazione nel mar Adriatico o in Basilicata, sono avviate le crociate per il blocco delle auto anche euro VI e quello totale dei diesel a Milano nel 2029 ed a Roma forse anche dal 2024, intanto i giudici partenopei hanno ordinato che i Volvo M3 con la corona dello sterzo consumata per quanto sono stati utilizzati
possono circolare. I Romani ? si possono multare perché l’ordinanza del 5 agosto del Sindaco Raggi che vieta i sacchi della spazzatura non trasparenti è sconosciuta. Gli abitanti e i residenti limitrofi come a Guidonia? Pardon, la carne di cannone ringrazia per i 40 bus in più, che sono una discreta panacea. Certo soffriranno per l’inquinamento che aumenta e dovranno fermare le auto quando ci sarà il blocco: ma che importa? Sono cittadini, non hanno voce, le elezioni sono lontane”.

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