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Castelli Romani

Centro Psicologia Castelli Romani: il neonato a rischio neuroevolutivo

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A cura della Dottoressa Francesca Bertucci

ALBANO LAZIALE (RM) – Il neonato a rischio neuroevolutivo è un bambino che durante la vita intrauterina, o alla nascita, o nei primi giorni di vita ha subito un evento traumatico di vario genere (nascita pretermine, ipossia cerebrale, emorragia cerebrale, malformazioni, patologia gravidica della madre, ecc.) che potrà produrre un rallentamento e/o un’alterazione del percorso evolutivo evidenziabile in anomalie neuropsichiatriche più o meno gravi, transitorie o persistenti (Valente, 2012).
A causa del trauma questi bambini presenteranno dei segni clinici alla nascita (sindrome neuro comportamentale), indicatori di anomalie neuromotorie o comportamentali, che possono evolvere in disturbi cerebrali maggiori, minori o in “turbe transitorie dello sviluppo” (che tenderanno alla normalizzazione entro i primi anni di vita).
Per i disturbi di maggior gravità la diagnosi viene tendenzialmente fatta entro il primo anno di vita; per i  disturbi minori, anche se i primi segni di difficoltà nello sviluppo delle diverse aree (emotiva, cognitiva e relazionale) si possono riscontrare nel primo anno di vita, si giunge a una diagnosi certa in età prescolare e scolare.
Le sequele del danno cerebrale subito dal bambino possono essere riscontrabili nelle immagini ecografiche, nelle neuro immagini e nella risonanza magnetica.
Oggi grazie alla Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) volumetrica tridimensionale è possibile rilevare una modificazione strutturale dello sviluppo cerebrale anche nelle sequele minori.
Questo oggi ha portato a una più accurata distinzione tra le sequele dei vari disturbi che vengono classificati in:
– Disturbi cerebrali maggiori: paralisi cerebrali infantili, ritardo mentale, epilessia, patologie uditive o visive;
– Disturbi cerebrali minori: disturbo di coordinazione motoria, goffaggine, deficit attentivi, di linguaggio o relazionali;
– Turbe transitorie: ipereccitabilità, asimmetria posturale, tono muscolare scarsamente regolato.

Fattori di rischio del neonato a rischio neuroevolutivo
L’asfissia perinatale, la prematurità, le emorragie cerebrali, la presenza di malformazioni, l’azione di farmaci materni e le infezioni possono interferire con i normali processi di adattamento alla nascita e causare l’insorgenza di patologie che possono compromettere il normale processo evolutivo del bambino.
Dal 5% al 10% dei nati a termine e l’80% dei nati pretermine possono avere bisogno di cure supplementari oltre la normale routine assistenziale e hanno maggiori probabilità di incorrere in patologie che possono compromettere lo sviluppo armonioso del bambino (Castello,2008).
I primi fattori che predispongo il neonato a un rischio neuroevolutivo sono i traumi di natura lesionale (ischemie, emorragie, malformazioni, infezioni), che sono le principali cause di sequele a distanza.
I secondi fattori di rischio si possono riscontrare nelle condizioni ambientali (non idonee allo sviluppo del bambino) a cui questi neonati sono esposti precocemente e per tempi prolungati, come: l’ospedalizzazione nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN). I lunghi periodi di permanenza in ambienti innaturali, stressanti (per via delle molteplici manovre invasive) possono alterare la normale organizzazione degli stati comportamentali del bambino, complice anche la forzata separazione genitori-neonato che mina le dinamiche relazionali della triade padre-madre- bambino.

Se i neonati vengono esposti a questi fattori di rischio, si creano condizioni reali di danno cerebrale o condizioni potenziali di danno, legate ad un ambiente ed a situazioni relazionali sfavorevoli che determinano alto rischio per lo sviluppo neuropsichico futuro del bambino.
Fondamentale mezzo di prevenzione è l’utilizzo di procedure diagnostiche ed interventi riabilitativi precoci atti a ridurre tale rischio.
Infatti, vari studi hanno evidenziato che un intervento abilitativo precoce, mirato e individualizzato può ridurre l’incidenza di sequele a distanza e nel caso di turbe transitorie può anticipare il processo di “normalizzazione” o gettare la basi per un vero e proprio intervento riabilitativo.

Centro psicologia Castelli Romani-Dott.ssa Francesca Bertucci
Psicologa-Psicodiagnosta dell’età evolutiva-Mediatore familiare
Cell 3345909764-dott.francescabertucci@cpcr.it
www.psicologafrancescabertucci.com
piazza Pia 21 00041 ALBANO LAZIALE

Bibliografia
Allemand F. (2003), “Neuropsichiatria del neonato e del lattante”, Roma, Aracne
Artese C. (2008), “La Riabilitazione Integrata in Neonatologia”, Firenze, IMR Europe
Battaglia C. et al. (2005) , “Fattori di rischio e diagnosi clinica del parto pretermine”, Riv. It. Ost. Gin., Vol 8
Brazelton T.B. (2003), “Il bambino da zero a tre anni”, Milano, Fabbri editore
Cioni G., Ferrari A. (1996), “Le forme discinetiche delle Paralisi Cerebrali Infantili”, Pisa, Edizioni del Cerro
Manuel A. Castello (2007), “Manuale di pediatria”, Milano, Piccin
Valente D. (2009), “Fondamenti di riabilitazione in età evolutiva”, Roma, Carrocci Faber

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Genzano, circolazione paralizzata: in piazza Buttaroni vietata la sosta fino a dicembre. Abbatini resta molto grave

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GENZANO (RM) – Restano molto gravi le condizioni di Alessandro Abbatini rimasto ustionato a causa dell’esplosione della palazzina al civico 17 che affaccia su piazza Buttaroni nel centro storico di Genzano. Abbatini è in prognosi riservata, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Sant’Eugenio con gravi ustioni di secondo grado su tutto il corpo e diversi traumi. La compagna è ricoverata all’ospedale di Albano Laziale ma non è in pericolo di vita sebbene abbia riportato diverse contusioni ed ustioni su tutto il corpo. A causare lo scoppio è stata una fuga di gas avvenuta nell’appartamento al primo piano dove viveva l’allenatore di calcio di 47 anni, figlio dell’ex calciatore degli anni sessanta Bruno, detto “Schiccherò”, morto lo scorso anno e al quale è stato intitolato lo stadio della città. Con lui c’era la compagna, di 41 anni di Roma che è stata vista volare fuori dalla finestra dell’edificio al momento dello scoppio.

Abbatini invece, si è visto crollare il solaio ed è precipitato nel negozio sottostante che fa angolo.

VIGILI DEL FUOCO E POLIZIA SCIENTIFICA ENTRANO NELLO STABILE

Le cause

Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che i due avessero il camino acceso e uno di loro avesse cambiato bombola del gas. Una piccola fuga avrebbe dunque provocato l’esplosione ma le cause dovranno essere accertate dagli inquirenti.  Le bombole sono state sequestrate.

Viabilità compromessa nel centro storico

La viabilità a Genzano è compromessa nel centro storico e già da questa mattina ci sono stati diversi rallentamenti nella circolazione fortemente congestionata sul corso principale del Paese.

I negozi intorno alla palazzina sono tutti posti sotto sequestro

Inoltre la zona è interdetta al traffico per dei lavori di rifacimento alla condotta idrica che dureranno fino al 7 dicembre prossimo. Si arriverà, dunque sotto Natale con una viabilità fortemente compromessa. Intanto gli sfollati, circa 100, hanno trovato sistemazione in delle strutture che si sono offerte di ospitarli come Villa Robinia, l’agriturismo le due Torri, il ristorante Le Carceri e anche i Salesiani.

Purtroppo chissà quanto tempo dovrà passare prima che possano fare rientro nelle loro abitazioni e per qualcuno quel “ritorno” non potrà neppure esserci perché le condizioni della palazzina sono precarie, basta una piccola oscillazione e rischia di crollare metà stabile.

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Genzano, palazzina “sfortunata”: ecco cosa è successo 21 anni fa

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GENZANO (RM) – L’esplosione di ieri notte dovuta ad una fuga di gas, in pieno centro storico a Genzano, dove una palazzina di tre piani è stata gravemente compromessa, tanto che i Vigili del Fuoco hanno fatto evacuare l’intera struttura, ha riportato alla memoria dei genzanesi una mattina di 21 anni fa. Il 20 aprile del 1997 nello stesso stabile dove è avvenuta l’esplosione di ieri notte un boato tremendo, sempre a causa di una fuga di gas, aveva svegliato l’intero circondario.

All’epoca restava gravemente ustionato l’affittuario dell’appartamento, Corrado Barbini, mentre rimanevano illesi i dirimpettai e i vicini di casa. Solo due persone, Elvira Fagiolo di 95 anni e Dario Pavoni di 51 erano ricorsi alle cure dei sanitari a causa del forte choc.

L’immobile venne sgomberato dai Vigili del Fuoco e 24 famiglie trovarono nell’immediato alloggio presso il Comune di Genzano

Lo scoppio aveva divelto il tetto dello stabile che era crollato sul solaio sottostante, rendendo inagibile la mansarda del palazzo, fortunatamente disabitata. I vigili abbatterono le pareti e i cornicioni pericolanti e tutta la struttura perimetrale del palazzo risultava gravemente danneggiata.

Oggi, a distanza di 21 anni lo scenario si ripete

Ci sono 35 famiglie sfollate e ciò che è peggio è il grave stato in cui si trova Alessandro Abbatini che versa in gravissime condizioni a causa delle ustioni riportate.

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Genzano, esplosione palazzina: il sindaco fa il punto

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GENZANO (RM) – Il sindaco di Genzano fa un primo punto della situazione dopo l’esplosione e il crollo parziale di una palazzina di tre piani in via Cesare Battisti, in pieno centro storico.

Genzano, un boato nella notte: esplode una palazzina in via Cesare Battisti

 

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