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Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati ufficializzano la scelta e rilanciano un progetto politico che punta al dialogo con il civismo e a una nuova visione per la città
Nel centrodestra di Albano Laziale si muovono le prime pedine in vista delle amministrative del 2026, in un quadro politico locale che negli ultimi anni ha visto confrontarsi maggioranza e opposizioni tra criticità gestionali, tensioni sulla partecipazione cittadina e un dibattito sempre più acceso sul futuro della città. Dopo mesi di confronto, le forze della coalizione – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – hanno ufficializzato la scelta del loro candidato sindaco: Massimo Ferrarini.
La decisione arriva in un contesto politico segnato, negli ultimi anni, da un centrosinistra al governo della città ma al centro di critiche per presunta mancanza di visione strategica e per alcuni dossier rimasti irrisolti: dalle politiche urbanistiche alla situazione dei servizi locali, fino alla percezione diffusa di una città che fatica a ritrovare slancio. È su questo terreno che il centrodestra tenta ora di costruire un’alternativa.
Le segreterie dei quattro partiti parlano esplicitamente della necessità di «un rilancio di Albano Laziale» e di una «visione chiara, prospettica e capace di rispondere alle reali necessità dei cittadini». Ed è all’interno di questo percorso, definito come un «confronto responsabile e di serietà», che emerge il nome di Ferrarini.
La scelta, spiegano, si fonda su diversi elementi: «l’impegno costante sul territorio», la «coerenza dimostrata negli anni», la «credibilità personale e politica costruita attraverso il lavoro quotidiano» e lo «straordinario apprezzamento espresso dai cittadini, confermato ad ogni tornata elettorale». Per il centrodestra, Ferrarini sarebbe dunque la figura in grado di garantire una «guida solida, autorevole, determinata a restituire efficienza all’azione pubblica e centralità all’interesse generale».
L’annuncio segna un passaggio politico significativo: è la prima vera ufficializzazione in vista della competizione del 2026, in netto anticipo rispetto ai tempi tradizionali della politica locale. Una scelta che, secondo gli osservatori, punta a rafforzare l’immagine di una coalizione organizzata e compatta, dopo anni di alternanza tra momenti di unità e fasi di divisione.
I partiti parlano di «un progetto ambizioso, ma alla portata della coalizione», fondato su «competenza, senso delle istituzioni e capacità di assumersi responsabilità, perché governare significa dare risposte concrete, non cercare alibi». Un messaggio diretto alla maggioranza attuale, accusata in più occasioni dalle opposizioni di immobilismo e lentezza decisionale.
Il documento diffuso dalle segreterie definisce la convergenza su Ferrarini come «un passo decisivo verso la costruzione di un fronte compatto, serio e credibile», con l’obiettivo di proporre un’amministrazione improntata «alla partecipazione, alla responsabilità e a un rinnovato spirito di comunità». Uno dei punti centrali della proposta è la volontà di mettere «al centro la Città, i suoi bisogni, le sue potenzialità, con l’ambizione di restituire ad Albano Laziale il ruolo che merita».
Ora si apre una nuova fase politica, forse la più delicata: il dialogo con il mondo civico. Le segreterie annunciano infatti di voler ampliare la coalizione coinvolgendo liste e realtà locali, con l’intenzione di costruire una proposta amministrativa «forte, radicata nel territorio, capace di guardare al futuro con serietà e determinazione» e fondata su «idee e programmi comuni».
Lo scenario per le amministrative del 2026 si definisce quindi con largo anticipo. Con la candidatura di Ferrarini e l’avvio del dialogo con il civismo, il centrodestra tenta di presentarsi come il blocco politico più stabile e strutturato, mentre la maggioranza che governa Albano Laziale sarà ora chiamata a misurarsi con una sfida che si preannuncia competitiva e politicamente densa.
A comunicarlo, ufficialmente, «le segreterie di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati».