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CHARLIE HEBDO…. E I CIOCIARI

di Michele Santulli

Quante cose grandi uscite mai da questa terra! Eppure quanto disinteresse e insensibilità. Uomini politici che hanno retto e reggono le sorti della Terra di Ciociaria, ben nutriti e ben pasciuti, che sono passati e passano senza lasciare un segno positivo, una traccia gratificante del loro operato, se non il loro agitarsi e muoversi sul palcoscenico di un teatrino sempre uguale e il medesimo per tutti loro, marionette vocianti.  Cementificazione farneticante e criminale del territorio, la distruzione e inquinamento dell’ambiente, spese e sperperi faraonici per progettazioni mai realizzate, per posti di lavoro inventati, per spese e consulenze varie, divertimenti e mangiamenti, intrallazzi e ruberie…: ecco le loro imprese. Ma ci arrestiamo altrimenti il lettore si bloccherà e si perderà una fonte, invece, di molta gratificazione e di grande godimento, qui appresso.

E infatti nell’ambito dell’orribile massacro parigino presso la sede di Charlie Hebdo si registrano anche delle concomitanze che hanno rapporto diretto, sembra incredibile, con la Ciociaria.

Coluche, il grande commediante ed umorista nonché fondatore dei ‘Ristoranti del cuore’, che ha letteralmente improntato di sé e dominato la scena artistica francese per oltre venti anni, onorato e ricordato  anno dopo anno in tutta la Francia  – ma ignorato in Ciociaria e perfino  a Casalvieri suo paese originario- del quale anche su queste colonne abbiamo illustrato vita e opera,  ebbe rapporti collaborativi con due delle vittime della strage del 7 gennaio scorso e cioè  con Cabu e Wolinski, eminenti vignettisti, massimi disegnatori  e molto altro.  Coluche e Cabu  e Wolisnki, l’uno con la parola, i due con penna e  matita,  hanno lanciato per anni i loro messaggi e divertito, e ammonito,  i francesi con le loro trovate, le loro invenzioni irripetibili e uniche.

Tutti e tre Artisti autentici, di quelli cioè che la Natura  regala alla umanità con sensibile oculatezza e molta parsimonia, in grado quindi di aprire spiragli ed orizzonti di idee e di concetti che arricchiscono l’uomo e lo innalzano. Pur se la vita di Coluche  è stata improvvisamente spezzata a poco più di quaranta anni, la relazione tra i tre artisti deve essere stata necessariamente molto stretta e ricca non solo e perché coltivavano visceralmente, e praticavano, le medesime idee  politiche quanto essendo accomunati dalle medesime finalità ed  obbiettivi artistici ed etici, operavano in settori diametralmente opposti: i due prevalentemente nella carta stampata, l’altro nella televisione, nella radio, nel cinema,  perciò un completarsi e integrarsi perfetto, come avviene in rarissimi altri casi. Le ricerche mi hanno portato ad individuare almeno due libri che accomunano i tre famosi artisti: uno scritto direttamente da Coluche e intitolato: Pensées et Anecdotes con disegni di Cabu e di Wolinski e di altri tre disegnatori e un secondo volume intitolato: L’Intégrale des Sketches  opera di tutti e tre: Coluche, Cabu e Wolinski. Questi libri sono continuamente ristampati e riproposti, tanto sentita la partecipazione che riscuotono. Certamente parecchio altro si potrebbe far venire alla luce del giorno indagando più da vicino i loro rapporti.

Una seconda concomitanza veramente sorprendente chiama di nuovo in relazione la Ciociaria con,  questa volta, il solo Georges Wolisnki. Come detto, l’Artista si professava da sempre di certe idee politiche e nelle occasioni ufficiali di riferimento del partito di appartenenza, è inevitabile che esse occasioni  rappresentassero anche  un luogo di incontro e di conoscenza. E in una di queste manifestazioni il grande artista ha conosciuto e familiarizzato con un altro sodale di partito al quale   fece dono di un disegno che, caso o volontà, ne ritrae fedelmente la fisionomia.  E la didascalia del disegno, in verità molto acclamato e noto, illustra e dichiara apertamente i loro sentimenti e la loro solidarietà autentica: ”La felicità? Si dovrebbe farla diventare comune a tutti, nazionalizzarla!”. Il sodale di cui sopra che per sua bocca esprime le parole di Wolinski, vittima dell’integralismo e del fondamentalismo, è un ciociaro anche lui, come Coluche.