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CHEF BENOIT VIOLIER: MISTERO SUL SUICIDIO. PRIMA DELLA MORTE FU VITTIMA DI UNA MEGATRUFFA

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La truffa a cui si fa riferimento risalirebbe a circa un anno fa, quando l’azienda vinicola “Private Finance Partners”, di Sion, vendette delle costosissime bottiglie di vino a diversi ristoranti

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di Angelo Barraco
 
Losanna – Benoit Violier era stato definito il “miglior chef al mondo” e ha deciso di metter fine alla sua vita. Ma quali sono le ragioni che hanno potuto spingere uno chef così affermato e ricco a suicidarsi? La rivista economica “Bilan” ha avvalorato una tesi in merito alla morte dello chef, secondo loro si sarebbe suicidato perché sarebbe stato vittima di una truffa di oltre un milione di euro, messa in atto da un’azienda vinicola svizzera. Chi avvalora questa tesi sostiene che lo chef, malgrado avesse in gestione il prestigioso Hotel de Ville e fosse vincitore di tre stelle Michelin nonché fosse stato eletto anche “Miglior chef del mondo”, fosse in difficoltà economiche. La truffa a cui fanno riferimento risalirebbe a circa un anno fa, quando l’azienda vinicola “Private Finance Partners”, di Sion, vendette delle costosissime bottiglie di vino a diversi ristoranti, ma non le avrebbe mai consegnate. A Bernoit Violier tale raggiro sarebbe costato tra i 720.000 e 1,7 milioni di euro. Il 30 novembre inoltre l’azienda avrebbe dichiarato bancarotta e uno dei partner sarebbe finito in manette. Ma è credibile l’ipotesi che proprio lo chef migliore al mondo, affermato e con un lavoro che non vacillava, con ulteriori impegni lavorativi che stavano per svilupparsi avesse questi tipo di problemi? E’ plausibile la tesi dei problemi economici che spiegano un gesto così drastico per un uomo che aveva veramente tutto? Lo Chef è stato sepolto il 6 febbraio a Charente-Maritime, luogo d’origine della sua famiglia, dove vive e dove lui stesso è nato. 
 
La fine. Lo Chef 44enne avrebbe posto fine alla sua vita sparandosi un colpo d’arma da fuoco presso la sua abitazione di Crissier (Losanna), poco distante dal suo affermato ristorante. La Polizia ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause della morte. Malgrado la pista del suicidio sia quella più accreditata, la Polizia ha deciso di approfondire la vicenda, mettendo sul tavolo delle ipotesi, anche ulteriori piste. Le autorità, malgrado mantengano il massimo riserbo sulla vicenda, escludono che si possa essere ucciso per stress, depressione o troppo lavoro. Lascia una moglie, Brigitte –che dirigeva con lui il ristorante- e un figlio. Lui era un perfezionista, che amava il suo lavoro. La sua morte è avvenuta alla vigilia della presentazione della Guida Rossa, a cui doveva partecipare, a lui è stato dedicato un minuto di silenzio. Una vita di successi di glorie, una grande passione per l’arte della cucina, una passione per la caccia. Nella sua vita non sembrano esserci ombre, malgrado ciò la sua morte sembra qualcosa di già successo, come un copione che si ripete.
 
La vita, i successi. Violier, classe 1971, nel 2012 ha iniziato a lavorare presso il ristorante l’Hotel de Ville di Crissier, subentrando a Philippe Rochat che vi lavorava dal 1996. Negli anni 90 fa esperienze molto importanti di alta cucina e pasticceria, che lo formano e gli consentono di lavorare con grandi chef come Joel Robuchon, Benoit Guichard, Bruno Gricourt, Sylvain Knecht, Jean Philippon, Frédéric Anton e Eric Bouchenoire,  Lenotre, Fauchon. Nel 2000 vince il concorso Meilleur Ouvrier de France e nel 2012 torna all’Hotel de Ville a Crissier. Nel 2013 l’Academie Internationale de la Gastronomie concede ai cuochi dell’Hotel il Gran Prix exceptionnel, un premio che va a lui ma anche ai suoi predecessori, compreso Philippe Rochat. Violier avrebbe dovuto aver assistere al lancio della nuova guida Michelin a Parigi che assegna ogni anno le stelle all’alta ristorazione. Era un uomo dai mille progetti e dai mille successi. Nel mese di ottobre il suo ristorante era finito sulla prestigiosa rivista “Cuisine du gibier à plumes d'Europe”, voleva aprire anche un’accademia della cucina vicino al suo ristorante.
 
Andando a ritroso, precisamente al 24 febbraio del 2003, vediamo che un altro brillante cuoco francese morì nelle medesime circostanze, ovvero con un colpo di fucile. Il cuoco in questione è Bernard Loiseau, cuoco prodigio subito acclamato dalla Guida Gault Millau. Loiseau comprò La Côte d'Or da Verger nel 1982 e nel 1991 la Guida Michelin onorò con le 3 stelle il suo ristorante. Nel 98 fondò la società Bernard Loiseau S.P.A. ed è stato il primo chef francese ad aver quotato in borsa la propria società. Pubblicò tanti libri, tanti prodotti gastronomici e creò diversi punti ristoro a Parigi. In merito al giorno della sua morte si sa che avrebbe finito di preparare un piatto, avrebbe servito la pietanza, sarebbe rientrato a casa e si sarebbe ucciso con un fucile da caccia. La moglie in seguito dichiarò che il marito era stressato e soffriva di bipolarismo.  La circostanza della morte ricorda quella di Violier, anche se maggiori dettagli in merito alla morte di quest’ultimo ancora non sono noti. Nell’ottobre dello stesso anno si uccide il cuoco Pierre Jaubert, proprietario dell’Hotel de Bordeaux a Pons.  
 
Un altro chef pluistellato è morto in circostanze discutibili in data 08/07/2015, si tratta dello Chef Philippe Rochat di 61 anni, che aveva diretto dal 96 al 2012 l’Hotel de Ville di Crissier e aveva ottenuto 3 stelle Michelin e un punteggio di 19 su 20 su GualtMIllau. La sua morte è avvenuta intorno alle ore 9.30 mentre era in bici, in compagnia di altre due persone. Il portavoce della Polizia aveva dichiarato: “Le investigazioni sono in corso, ma si tratta verosimilmente di un malore". Ottiene enormi successi, viene riconosciuto “Cuoco dell’anno” da GualtMillau nell’anno 1999 e nel 2006 viene nominato Cavaliere dell’Ordine francese al Merito. Il suo ritiro avviene nel 2012, quando affida il suo ristorante a Benoit Violier. Per tutte e tre le morti viene lascito il beneficio del dubbio in merito alla circostanza. Nell’aprile dello scorso anno si uccide lo chef di Chicago Homaro Cantu, impiccandoli all’interno di un locale in ristrutturazione. Non soffriva di depressione ne tantomeno di malattie gravi. Nel 2007 era sta eletto “Iron Chef America”.

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Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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