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Chi vuole veramente male all’Italia? La parola d’ordine delle opposizioni: tanto peggio tanto meglio

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Da quando è stato varato il governo Lega-M5S, l’opposizione, ed in prima linea il PD, fa fuoco e fiamme con interventi televisivi favoriti da un’amministrazione RAI che ancora non si adegua alla nuova linea, dando molto risalto alle interviste di Martina, Renzi, Migliore, Romano, Rosato, e chi ne ha più ne metta. Facendo apparire il PD come il partito salvatore della patria, l’unico rimedio contro i guasti di un governo che si vuole irresponsabile, inesperto, pasticcione, conflittuale al suo stesso interno. In più, ‘fascista’, come si affrettano alcuni ad insegnare ai migranti ancora prima che i gommoni siano svuotati del loro contenuto. Renzi in televisione, parlando a proposito dei vaccini, ha detto con tono stentoreo che ‘non si scherza con la salute dei bambini’, e che chi lo fa, ‘fa male all’Italia’. Bene, noi pensiamo che il male all’Italia lo stanno facendo loro, le opposizioni, tra le quali annoveriamo, Leu – insignificante ma presente in TV al di là della sua reale (in)consistenza – e purtroppo, anche Forza Italia e Tajani. Già tuonare a vanvera contro un governo eletto democraticamente con una legge elettorale fatta ad arte per impedire che un tale governo si formasse, e quindi delegittimare di fatto le scelte dei cittadini, è antidemocratico, e denota una faziosità che va al di là di una opposizione che pure in democrazia è necessaria, dovendo essa controllare ed equilibrare le iniziative parlamentari. Questa opposizione, invece, va a ruota libera, spargendo anche notizie non esatte, giusto per cercare di scalzare le forze al governo. Che all’interno dell’esecutivo ci siano pareri diversi, fa soltanto bene, perché il confronto permette di mettere a punto soluzioni migliorative. Quando invece il partito, o il governo, sono sotto l’egida di un unico padre-padrone, come è successo di recente e anche un po’ più in là, la democrazia va a pallino.

Caso Ilva

L’idea della revisione delle condizioni di cessione dell’azienda certamente non è nata in seno al M5S, ma proprio da un appartenente al PD, cioè Michele Emiliano, governatore della Puglia, una voce a volte fuori dal coro. Purtroppo, inascoltata è stata la sua protesta a proposito del TAP, che avrebbe potuto essere spostato a Brindisi, senza distruggere gli uliveti secolari del Salento: ma gli interessi in gioco sono tali, e ad un tale livello, che l’operazione di buonsenso si è dimostrata impossibile, e di questo fa fede un’inchiesta de L’Espresso di qualche tempo fa che esprime precise accuse. Tornando all’ILVA, in una lettera indirizzata proprio a Di Maio, Emiliano manifesta i suoi dubbi sull’aggiudicazione del contratto, da parte dell’allora Ministero per lo Sviluppo Economico, alla AmInvestCo, che prevede l’impiego di 8.100 operai a regime, mentre la AcciaItalia ne avrebbe previsti 10.500. In più, afferma Emiliano, non è stato preso in considerazione il fattore qualitativo dell’offerta: AcciaItalia aveva proposto un piano con l’impiego di tecnologie a minore impatto ambientale, da eseguire entro il 2021; al contrario, la AmInvestCo prevede modifiche al piano ambientale con dilatazione degli interventi fino al 2023. E, continua il governatore, appaiono ben più esigui gli investimenti della AmInvestCo rispetto a quelli dell’AcciaItalia, che aveva proposto la decarbonizzazione dell’azienda, fattore decisivo per la vita della città di Taranto e delle campagne circostanti. Forse non tutti ricordano che l’ILVA, in mano a Riva, è stata condannata a risarcire masserie, allevamenti e coltivazioni invasi dalla diossina, e mai più fruibili. Oltre alla mai eseguita operazione di decontaminazione dell’area, che sarebbe costata alla proprietà circa tre miliardi delle vecchie lire. “Notoriamente” continua Emiliano, la cordata in oggetto “concentra una cospicua fetta della produzione di acciaio a livello europeo e mondiale, nonché quote di mercato UE, con evidente e conclamato rischio antitrust, essendo superiori al 40%”. Tralasciamo altre pur significative notizie inerenti la questione, solo per brevità. Quindi non è vero che Di Maio voglia distruggere l’ILVA e mandare a casa migliaia di operai. Al contrario, si vuole evitare un evidente rischio di aggiudicazione ‘non ponderata’, diciamo così, e magari, effettuata tenendo conto di fattori che esulano dalle normali valutazioni imprenditoriali.

Vaccini

Nessuno vuole giocare con la salute dei bambini per motivi politici, né si vede quale interesse potrebbe averne l’attuale governo, visto che i No-vax sono una minoranza. Lo spostamento dei termini per la presentazione dei certificati deriva soltanto da condizioni pratiche, e inutilmente Giulia Grillo, e anche i due vice-premier , si affannano a rassicurare i genitori: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Renzi e Martina, loro sì, strumentalizzano l’argomento salute dei bambini e vaccini, per motivi politici. Ma li vogliamo rassicurare: nessuno impedirà che si raggiunga il fatidico 98%, o quello che sia, di bambini vaccinati. Una volta di morbillo non si moriva, e oggi ci vuole il vaccino: ma che morbillo è? Oppure in realtà si tratta di complicanze in soggetti deboli e carenti di difese immunitarie? Certo, a qualsiasi genitore il numero di ben dieci vaccini obbligatori appare enorme. È pur vero che oggi importiamo con i migranti patologie da noi scomparse da decenni, come la scabbia. Un ulteriore vantaggio delle ‘risorse’. E chi farnetica a proposito degli Italiani migranti a inizio secolo, sappia che dopo un viaggio in nave che poteva durare mesi, i nostri emigranti venivano visitati e tenuti in quarantena in Ellis Island. Respinti poi, senza poter scendere sul suolo americano, se non trovati idonei. Ma tutti partivano con documenti e permessi regolari per andare a lavorare in una nazione che della loro presenza aveva bisogno.

Decreto Dignità

Non si vede in quale altro modo si poteva intervenire per eliminare o almeno ridurre una piaga della nostra economia. Il precariato costringe tutti coloro che hanno bisogno di lavorare ad accettare condizioni di sfruttamento. Mettere gli imprenditori davanti all’obbligo di assunzione, porterà certamente ad un cambio di mentalità. D’altronde, spostare il termine da 36 a 24 mesi per le assunzioni a termine, non cambia tanto le cose, e non crea disoccupazione più di quella consequenziale. L’indennizzo per il licenziamento potrà servire a dare al licenziato, o non riassunto, il respiro necessario per cercare un’altra occupazione. I voucher sono necessari, ma soltanto per alcune mansioni e per periodi limitati. Il loro uso incontrollato è da attribuire alla vecchia amministrazione. È altresì evidente che tutto questo non fa comodo alla Confindustria, che preferirebbe continuare a disporre di manodopera ‘ricattabile’.

Caporalato

Il caporalato, e lo sfruttamento degli operai africani sono conseguenze di una dissennata politica commerciale. Oggi i pomodori che si trovano sui banchi del supermercato hanno le più varie provenienze. Ma quelli a minor prezzo sono sicuramente quelli provenienti da paesi terzi, come l’Olanda, mentre i pomodori di produzione nostrana vengono pagati una miseria, e magari rimangono invenduti. Una politica vera di incentivo all’agricoltura consentirebbe di produrre a più basso costo, senza pagare, per esempio, i contadini siciliani affinchè non coltivino il grano. Permettendo così di importare quel grano al glifosato – pesticida cancerogeno e mutageno – che invece noi dobbiamo, per decisone europea, importare dall’estero – leggi Canada. Oggi si distruggono grandi qualità di prodotti agricoli, per i quali i contadini incassano integrazioni da parte dello Stato. Quel denaro mal speso potrebbe invece essere meglio impiegato per far sì che le nostre eccellenze trovino spazio sul mercato. Quindi finchè la concorrenza dall’estero imporrà prezzi molto bassi ai nostri prodotti, il fenomeno di sfruttamento della manodopera straniera continuerà, e il caporalato ne è solo un effetto.

Far West

Uno degli argomenti preferiti dall’opposizione di centrosinistra si chiama ‘Far West’, e l’altro ‘giustizia fai-da-te’. Senza guardare che in Italia il Far West è già in atto, e ne testimoniano i numerosi attacchi sessuali a ragazze che hanno il grande torto di camminare per strada da sole. Non ultimo, il caso avvenuto a Milano, quando una ragazza è stata aggredita alle cinque di mattina da un migrante recidivo, già condannato per stupro, e al quale, pur essendo stato negato il permesso di soggiorno, era stato concesso il ricorso. La ragazza aveva compreso le intenzioni dell’uomo, e ha usato lo spray urticante, riuscendo così a salvarsi. Giustizia fai-da-te? O difesa personale? Ci mancherebbe solo che il nigeriano in questione facesse causa alla ragazza per avere un risarcimento. Siamo in Italia, tutto è possibile! Fioriscono poi corsi di difesa personale, frequentati da donne che vogliono sentirsi più sicure, e cha vanno a cercare di apprendere tecniche che non saranno mai in grado di applicare. Questo sì, è Far West, ed è addebitabile tutto intero a chi ha permesso una invasione incontrollata da parte di chi oggi campa sulle nostre spalle. Pochi sono gli esempi di vera integrazione, e sono quelli che ci fanno ben sperare, una volta rimandata a casa la feccia. Ma bisogna farlo. Eliminare la possibilità di ricorso al rifiuto di permesso di soggiorno sarebbe una soluzione da adottare, dato che si traduce in una violazione della legge e in una presa in giro per la comunità. Tempi rapidi per le espulsioni e accompagnamenti. Il foglio di espulsione in tasca non costringe nessuno ad andarsene. Così si eliminerebbe buona parte della manovalanza della malavita che tratta prostituzione e droga. I brutti casi di intolleranza, anche quelli, sono addebitabili a chi ci ha costretti in una condizione che i più percepiscono di non-sicurezza. Mentre i reati degli stranieri aumentano quotidianamente, pietosamente taciuti dai media.

Forze dell’Ordine

Una buona decisione presa di recente è quella di dotare i nostri agenti di polizia di taser, un dispositivo non letale che consente di mettere fuori combattimento un malfattore senza ucciderlo, adoperato da decenni nel Stati Uniti. Purtroppo, la tanto auspicata ‘sperimentazione’ – della quale non si vede la necessità, trattandosi di un dispositivo già ampiamente collaudato – non ancora arriva, costringendo i nostri agenti dell’ordine, polizia e carabinieri, a sparare, o a subire dure punizioni da parte di delinquenti per lo più stranieri: questo è intollerabile! L’alternativa è subire un procedimento disciplinare e una indagine per lesioni, con richiesta di risarcimento danni, o peggio, l’accusa di eccesso colposo in legittima difesa. Grazie alle maglie larghe del vecchio governo, che oggi vorrebbe tornare al potere. Insomma una opposizione, come si diceva una volta, ‘tanto peggio tanto meglio’. Allora, fatti due conti, è facile vedere chi vuole veramente male all’Italia. Mentre l’onorevole Martina, non più solo ‘reggente’, ma segretario del PD, si fa crescere una barba da imam: forse per propiziare i prossimi voti degli islamici.

Roberto Ragone

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Parlamentari: perchè in questo periodo non destinate 10mila euro ognuno per le attrezzature ospedaliere e per aumentare gli stipendi ai veri eroi di oggi medici e infermieri?

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Questo é il momento dell’emergenza, dove l’esecutivo é quello che deve agire e ha prevalenza per forza di cose. Detto ciò, i nostri parlamentari non stanno lavorando o meglio, come sappiamo, lavorano un giorno a settimana e l’aula é contingentata.

Teoricamente giusto in tempi di pandemia, ma non in una democrazia dove sono pagati dai cittadini che rappresentano. Allora una riflessione sorge spontanea: non si potevano trovare soluzioni alternative con le dovute precauzioni.. qualcuno aveva parlato di usare il Pala Eur dove le dovute distanze sarebbero state assicurate.

Inoltre sarebbe auspicabile conoscere quali sono i criteri adottati per il contingentamento. Ossia su quali basi si decide tu si e tu no?

E non sarebbe allora molto piu utile e giusto che dal mese di marzo e fino alla durata dello status quo i parlamentari vivessero con 1.500 euro al mese lasciando i restanti 10.000 euro circa, in maniera comprovata e trasparente, per metà alle attrezzature ospedaliere necessarie e per metà per aumentare lo stipendio ai veri eroi di oggi, medici e infermieri?

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Il coronavirus soffia forte come il Ghibli su 40 anni di malamministrazione e cattiva spesa del denaro pubblico

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E’ sopraggiunto sull’occidente come il vento forte del deserto, e in men che non si dica si è sviluppato in una violenta tempesta. Con la violenza di un autentico Ghibli, procede furioso, stravolgendo vite, costumi, rituali ed eventi, seminando lutti, lacerazioni, creando disagi e pianti. Accanendosi su le zone più produttive del Paese, paralizzando la vita lavorativa, inibendo quella ricreativa e interrompendo qualsiasi attività  sportiva. 

Sembra godere nel vedere grandi città in ginocchio

E’ sopraggiunto dal nord, un paese già stremato, colpito al cuore , in solitudine senza il minimo di fattiva solidarietà da parte dei colleghi della tanta osannata unità europea.

L’Europa scopre le sue nudità

E venne l’infausto 21 febbraio ed il nord Italia tremò. Il nemico si è insidiato dentro casa.

Ieri è stato un altro giorno, dissimile all’oggi e nel domani c’è tutto l’ignoto. Leonardo da Vinci insegna che “L’acqua dista li monti e riempie le valli…” e questo demone distanzia le genti e riempie del vuoto paesi e città.  Questo demone distanzia  gli Stati, le istituzioni internazionali e sta riducendo  in macerie  e dei diritti umani, della libertà democratica e della sicurezza se ne fa beffe.

Un’istituzione costruita su interessi finanziari, lontana dal comune sentire dei cittadini comunitari, unita senza condivisione ne del benessere e tanto meno dei problemi contingenti, sorretta unicamente da un senso di potere, ora si sgretola, s’infrange contro un nemico impalpabile. Il re è nudo e l’Europa pure.

E ’ senza veli e dimostra a tutti il suo segno di impotenza.

Ci sarà una Europa Unita veramente dopo il passaggio del coronavirus?

Dai balconi e dalle terrazze , con il cuore infranto, ridono del duolo che avvelena il cuore

Una scena strappacuore!

A Bergamo, una trentina di camion dell’esercito, in fila, che trasportano una settantina di bare fuori città, perché  ormai da loro non c’è più posto per poterle accogliere.

In poche parole la tragedia del momento. Mamme o papà o nonni che muoiono in solitudine senza un abbraccio, una carezza, un sorriso, una parola di conforto da parte di una persona cara. Se ne vanno e come appestati, allontanati e portati chissà dove per essere cremati. Il vento porterà via la loro presenza infetta ma mai, potrà cancellare la loro memoria. Quanto è democratico tutto questo, quanto è liberale?

In altre parti della penisola, altra gente, positiva o meno non si sa, sporgendosi  dalle finestre, affacciati sui balconi, cantano a crepa pelle, forse per esorcizzare il virus. Altri abbracciati escono sulla terrazza e si avvinghiano  in tanghi e valzer. Canti e balli e suoni di chitarra.

Come spiegare tutto ciò? Peccato che il pianto di coloro rimasti vedovi oppure orfani,  male s’intona con il ritmo delle chitarrate e con quella euforia.

Nelle piazze non più stretti come sardine

Il coronavirus ovunque passa semina rovina e devastazione. Brucia l’erba sotto i piedi. Circoscrive libertà individuali e comunitarie. Uno dei movimenti nascenti dell’ultimo anno doveva la sua forza  al raduno in piazza. S’intende parlare delle “Sardine”, movimento con il suo habitat naturale la “piazza”, il manifestare insieme, tanto vero è che il suo motto era, e non so se potrebbe ancora essere, “stretti come sardine”.

Ultimamente anche dei partiti politici avevano deciso di ritornare al vecchio sistema di fare politica e cioè  andare in periferia, conoscere e farsi conoscere. Con l’avvento del coronavirus quanto sarà possibile tutto ciò nel futuro?

Il coronavirus scopre 40 anni di mala amministrazione e cattiva spesa del denaro pubblico

Oggi si scopre che i reparti della terapia intensiva sono sull’orlo del collasso. Ieri non potevano accorgersi, erano occupati , tutti presi con il ripristino, si o no dei vitalizi .

Mancano medici ed infermieri. La Camera ed il Senato erano  occupati  a prevedere un piano di assunzioni fino a 300 risorse tra consiglieri parlamentari, assistenti, segretari e documentaristi per il periodo 2019 – 2020.

Mancano maschere, igienizzanti, guanti, posti letto, respiratori e non solo. Solo per il reddito di cittadinanza sono stati stanziati 12 miliardi. Nulla è stato fatto per il “lavoro di cittadinanza”. Salvataggio Alitalia, Banca Bari, soldi pubblici spesi per rianimare strutture cotte.

Il coronavirus passa e punta il dito e la politica responsabile arrossisce dalla  vergogna

La scoperta della sacralità, della sobrietà  e della dignità della S. Messa

Il coronavirus è una brutta nube, bensì anche esso ha la sua cornice d’argento, prendiamolo come segno di speranza. Nonostante le sue brutture e danni lascia i suoi insegnamenti a chi li vuole cogliere. Innanzi tutto rivaluta il senso di umanità e poi il risveglio della gioia delle piccole cose. Rivaluta valori perduti. Uno di questi è  l’acquisizione della sacralità e dignità della liturgia Eucaristica, ossia la S. Messa.  A partecipare a questa liturgia, sul web, oggi obbligatorio per forza maggiore, il fedele riscopre i veri valori della S,Messa , preghiere della liturgia senza dover assistere,agli  intrattenimenti musicali, fatti di chitarrate, balletti e battiti di mani, tanto divertimento e poco o nulla vera liturgia Eucaristica.

Una triste opportunità

Non per quanto suddetto si deve essere grati al coronavirus, no e no di certo. Si sta a casa, tempo a disposizione se ne ha a sufficienza per leggere, per riflettere, per fare ricerche, discutere, dibattere ecc. Il coronavirus sta demolendo il superfluo, il non utile, il lusso, il banale. Sta permettendo appena lo stretto necessario, l’autentico, il vero, l’affetto, l’amore e la preziosità delle cose originali. Si esce più forti da questo guado se si è capaci di dimostrare di avere imparato la lezione.

Questa speranza che sia l’augurio per tutti.

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Editoriali

La Pandemia politica in epoca di Coronavirus

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Riflessioni sulle problematiche sociali, politiche ed economiche viste dagli occhi di un ex sindacalista, di matrice socialista. Uno sguardo laico, senza tabù, senza certezze, ma con l’umilità del dubbio

di Roberto Giuliano*

L’epidemia da Corona Virus, ha messo in risalto gli aspetti negativi della politica nostrana facendoli emergere in tutta la loro nitidezza. Non credo che ci sia bisogno di evidenziare la malagestione dell’emergenza, essa è sotto gli occhi di tutti, ovviamente non riguarda solo la maggioranza che, comunque ha responsabilità maggiori in quanto forza di governo. Visto che maggioranza ed opposizione non hanno le carte in regola, entrambi in modi diversi, cercano di addossare le proprie incapacità all’Europa e agli altri paesi.

Dato che la Cina sta superando la crisi, ed avendo un sistema produttivo efficiente, sono in grado di darci un aiuto, esso viene subito strumentalizzato dai soliti, i pifferai che ci informano che la Cina è regime politico autoritario e dunque non va preso come modello. Ma scusate chi in Italia ha mai detto che è un modello? E’ un Paese che vanta una lunga tradizione di amicizia con l’Italia e gli amici si notano nei momenti di bisogno.

Ma c’è dell’altro

Questa critica volutamente ingrata nasconde due problemi:

1) Avendo il governo Conte 1, firmato l’accordo commerciale con la Cina, denominato la via della seta, (non entro nel merito dell’Accordo), dunque secondo questa logica perversa i Cinesi sono amici delle 5Stelle e dunque di questo governo, per cui bisogna attaccare la Cina. Visione demenziale ed infantile della politica internazionale.

2) L’efficienza cinese nell’affrontare l’emergenza del Corona virus viene strumentalizzata nell’essere una dittatura, al fine di nascondere l’incapacità della nostra classe politica tutta, nel gestire l’epidemia.

Da ragazzo, in sezione, mi raccontavano gli adulti, che quando si governa i primi due anni si possono fare manovre dure per raddrizzare l’economia, ma poi con le riforme fatte negli anni successivi si lancia lo sviluppo economico. Con questo voglio sottolineare che in democrazia la classe dirigente si assume delle responsabilità per dirigere un paese, sapendo che ci sarà sempre chi si lamenterà, rientra nelle regole del gioco democratico, il consenso lo si conquista non ci si corre dietro, per cui anche in democrazia ed in emergenza era possibile prendere ad esempio le scelte organizzative fatte in Cina, senza per questo aspirare ad un modello politico o voler proporre al Paese di abbandonare la democrazia.

Nei discorsi dei nostri politici (è un eufemismo) ed in particolare nei social, che in modo indiretto li sostengono con siti camuffati, emerge uno strisciante odio nei confronti dell’Europa, ed in particolare della Germania e della Francia.

Purtroppo, cosa non nuova per responsabilità sempre di coloro che, autonominatisi politici, dichiarano “l’Europa ci obbliga” con questa frase nascondono le loro incapacità di governo, sia della destra che della cosiddetta sinistra. Qualunque decisione che importante in Europa viene assunta dal consiglio dei capi di Stato i quali decidono all’unanimità, e poi i consigli dei vari ministri europei si incontrano per definire eventuali particolari e dopo il tutto viene demandato alla commissione Europea sia per fare le direttive che per vigilare sul suo rispetto. Visto che questa è la procedura mi domando come si fa a dire che l’Europa ci obbliga?

Il vero dramma è che dal 1992 (la stagione golpista di mani pulite) il nostro Paese ha perso una classe politica che nonostante i suoi limiti aveva senso dello stato e delle relazioni internazionali

Questa pseudo classe dirigente ha inserito nel corpo sociale del paese un odio verso l’Europa e verso l’euro per coprire la sua incapacità. Anche in questa crisi dovuta al corona virus19 si cerca di coprire le varie inefficienze e sottovalutazioni scaricando le proprie responsabilità verso gli altri stati europei che secondo questa vulgata non sono solidali con l’Italia; si racconta, come prova, che l’importazione di mascherine è stata bloccata, ma ritengo normale che ogni singolo stato pensi prima al suo popolo e poi aiuti gli altri, e dunque essendo una pandemia fanno prima scorta per le loro esigenze e poi aiutano gli altri.

Questo non vuol dire essere nazionalisti o egoisti si chiama buon senso cosa che è mancato alla classe politica italiana che, per produrre le mascherine, in una situazione di emergenza fa fare un appalto alla Consip o, per motivi burocratici, si impedisce la conversione di alcune aziende per produrre le suddette mascherine. Qui non si invoca l’autarchia, ma la necessità di avere buon senso, cosa che le autorità giustamente invocano ai cittadini, ma manca del tutto alla classe politica.

Con questo scenario torbido della nostra classe politica, il futuro economico è estremamente cupo

In psicologia si dice che da una crisi si può uscire con rinnovato vigore e creatività o regredendo, nel senso che si rimane legati ai vecchi vizi che hanno determinato la crisi, per quanto si crede o meglio ci si illude di aver intrapreso strade nuove. Da questa crisi non si esce da soli con le proprie forze, ma con un rinnovato slancio verso l’integrazione Europea certo con le sue diversità, il dopo crisi riguarda l’Europa e il mondo.

Bisognerà passare dall’unione Europea agli stati federali dell’Europa, integrando le economie e le politiche con percorsi virtuosi

Il mondo dopo il corona virus sarà diverso ed obbligherà tutti a fare delle scelte comuni, oppure a scegliere sentieri di ripiegamento che comportano un ritorno alle singole nazioni. Ecco la nostra pseudo classe politica invece di polemizzare contro gli altri stati europei ci faccia sapere se vuole costruire una Europa sovrana oppure affrontare la globalizzazione in modo autarchico.

*Tratto liberamente da Le sfumature del garofano rosso

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