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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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Ambiente

Cambiamenti climatici, uragano nel mediterraneo: Anbi presenta il piano di interventi per il sud Italia

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“Necessaria una cultura della prevenzione civile”

“Il finora sconosciuto arrivo di un cosiddetto uragano mediterraneo sulle regioni meridionali dell’Italia, creando già drammatiche conseguenze in Sicilia e Calabria, evidenzia l’urgenza, dettata dalla crisi climatica, di una politica di prevenzione civile, che deve interessare la società nel suo complesso: dai corretti comportamenti individuali in caso di eventi meteo estremi a nuove tipologie costruttive, da una più equilibrata pianificazione urbanistica ad un grande piano di investimenti per la salvaguardia del territorio. Invece, non si riesce neppure ad approvare la legge contro lo sfrenato consumo di suolo, che aumenta esponenzialmente il rischio idrogeologico”: ad indicare l’urgenza di un’assunzione di responsabilità collettiva per contrastare l’incedere della crisi climatica è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“Sono gli eventi a chiamarci a nuove responsabilità – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – I Consorzi di bonifica ed Irrigazione sono antenne sensibili alle trasformazioni del territorio e da questa capacità è nato il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, presentato nel 2019 e tassello di una politica di interventi per aumentare la capacità di resilienza delle comunità. Nel Sud Italia, in questi giorni in allarme idrogeologico, sono previsti 277 progetti definitivi, cioè ad avanzato iter procedurale: 222 interessano la manutenzione e l’adeguamento del reticolo idraulico, lungo oltre 80.000 chilometri, mentre 55 riguardano gli invasi, che sono determinanti per contenere le acque di pioggia, riducendo il rischio di allagamenti e creando, in una logica di multifunzionalità, riserve idriche per i periodi di siccità; in questo quadro è previsto l’aumento di capacità per 45 bacini in attività, grazie all’asporto di oltre 68 milioni di metri cubi di sedime depositato sui fondali. Oltre a ciò, si prevede l’attivazione di 6 serbatoi da anni non completati e la realizzazione di ulteriori 4 per una capacità complessiva di oltre 231 milioni di metri cubi. Il tutto, grazie ad un investimento di circa 1 miliardo e 900 milioni in grado di garantire quasi 9.500 posti di lavoro. Come sempre – conclude il DG di ANBI – mettiamo la nostra capacità progettuale a servizio dei soggetti decisori, invitando a fare presto per uscire dalla sterile logica della dichiarazione dello stato di calamità che molto preoccupa anche le giovani generazioni per il loro futuro.”

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Ambiente

Noleggio auto elettriche a lungo termine: come funziona e perché sceglierlo?

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Oggi sono sempre di più gli automobilisti che sono interessati al noleggio delle automobili elettriche. La mobilità elettrica, infatti, offre innumerevoli vantaggi sia di risparmio sia in termini di rispetto dell’ambiente.

La mobilità elettrica e le sue macchine sono una soluzione per girare in città e fuori senza preoccuparsi di inquinare eccessivamente l’aria e l’ambiente circostante. Ma perché acquistare un’auto elettrica quando è possibile optare per il noleggio a lungo termine?

Il noleggio auto elettriche a lungo termine è una soluzione sempre più allettante, infatti, come sottolineato da Carplanner, sono sempre di più coloro che scelgono di optare per un auto elettrica, rispetto ai modelli a diesel oppure a benzina.

Ma come funziona il noleggio auto a lungo termine per i modelli elettrici? E quali sono i vantaggi? Scopriamoli insieme!

Noleggio auto a lungo termine elettriche: come funziona?

Il noleggio auto a lungo termine dei veicoli elettrici, in realtà, funziona esattamente allo stesso modo di quello pensato per i modelli diesel o benzina, solo che offre maggiori vantaggi in termini di risparmio ed eco-sostenibilità.

I contratti di noleggio auto a lungo termine prevedono per gli interessati che vogliono una macchina elettrica, la possibilità di scegliere l’auto che preferiscono per un periodo minimo di 12 mesi fino a un massimo di 72 mesi.

L’auto elettrica che viene noleggiata a lungo termine è consegnata al cliente a fronte di un eventuale anticipo (ove richiesto) e di un pagamento mensile che include non solo la quota noleggio ma anche una serie di servizi.

Infatti, uno dei vantaggi principali del noleggio a lungo termine è sapere che pagando un importo mensile specifico, si ha la possibilità di noleggiare un’auto ma anche di ottenere inclusi nel prezzo:

  • Assistenza legale e meccanica
  • Assicurazione RC Auto e a richiesta anche Casco
  • Sostituzione e riparazione di eventuali pezzi o azione su malfunzionamenti dell’auto
  • Auto di cortesia nel caso di riparazione del mezzo noleggiato
  • Carro attrezzi su strada
  • Svolgimento delle pratiche in caso di incidente con o senza colpa
  • Tagliando e revisione
  • Cambio degli pneumatici

Grazie a un contratto di noleggio a lungo termine per un’auto elettrica non bisogna preoccuparsi più di improvvise rotture e di visite al meccanico, né di eventuali problemi assicurativi. Infatti, è l’agenzia che si occupa di tutto e il cliente che noleggia l’auto ha come unica problematica quella di dover procedere a fare il pieno per camminare in città o fuori!

Perché scegliere di noleggiare un’auto elettrica?

Perché scegliere di noleggiare un’automobile elettrica? Il noleggio di un’auto elettrica è una soluzione non solo conveniente dal punto di vista dell’assistenza e per i vantaggi dati dal nolo a lungo termine, ma anche per una serie di benefici dovuti proprio all’alimentazione del veicolo.

Infatti, grazie all’uso di un’auto elettrica è possibile:

  • Abbassare i costi di rifornimento dell’automobile, se si ha un impianto fotovoltaico i costi potrebbero quasi rasentare lo zero.
  • Avere la possibilità di installare un punto di ricarica in casa.
  • Agevolazioni per la circolazione in città. Infatti, le auto elettriche possono accedere anche alle varie ZTL senza corrispondere nulla.
  • Non richiedere un’eccessiva manutenzione
  • Le auto sono tutte tecnologiche e con un design moderno
  • Rispettano l’ambiente, non inquinano e sono silenziose

Grazie agli innumerevoli vantaggi che comporta il possesso di un’auto elettrica, molti automobilisti stanno scegliendo di abbandonare i motori diesel e benzina e optare per questa soluzione.

Per quanto riguarda il noleggio a lungo termine, questa si presenta come un’opportunità per avere una macchina elettrica, con un servizio all inclusive, che ti mette al riparo anche da eventuali guasti, senza lasciarti mai senza auto o senza supporto da parte di professionisti.

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Ambiente

Presentato l’Osservatorio Stili Mobilità: Milano leader della multi modalità

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Il Ministro Giovannini: “Rivoluzione culturale e consapevolezza verso le nuove forme di mobilità”

Minore utilizzo del trasporto pubblico, a parte per auto in condivisione e monopattini, vincente il mix mezzi pubblici e privati a Roma, Milano leader della multi modalità.

Questi i principali contenuti emersi durante la presentazione dell’indagine condotta da Ipsos, co-promotore dell’iniziativa, sugli stili di mobilità urbani, presentata questa mattina a Roma presso il Centro Convegni Carte Geografiche, con LINK Superpedestrian sponsor ufficiale dell’evento.

Dai dati diffusi emerge in generale come la pandemia abbia costituito una sorte di spartiacque accelerando di fatto l’utilizzo dei mezzi in sharing, in particolare biciclette e monopattini elettrici. Questi ultimi costituiscono la novità nella sharing mobility e completano, insieme al trasporto pubblico, l’offerta di servizi di mobilità per i cittadini.

”Il cambiamento negli stili di mobilità che è intervenuto con la pandemia ha stimolato un nuovo modo di muoversi”. Così il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini che è intervenuto al dibattito e ha aggiunto: “Il passaggio a una mobilità diversa, più sostenibile e che guarda nella direzione della micro mobilità, è una questione prima di tutto di comportamento piuttosto che di acquisto di nuovi mezzi di trasporto: serve infatti una rivoluzione culturale che favorisca un nuovo approccio virtuoso con l’obiettivo di costruire future generazioni di cittadini e adulti consapevoli verso nuove forme di mobilità”.

”La presentazione dell’Osservatorio sugli Stili di Mobilità ha rappresentato un importante momento di condivisione e confronto sullo scelte di mobilità degli italiani e siamo orgogliosi di poter rappresentare in questa cornice un comparto che ha garantito, soprattutto nel periodo più difficile della pandemia, una valida alternativa di trasporto sostenibile” – ha dichiarato Matteo Ribaldi, Public Affairs and Business Development Manager LINK Italia che ha poi aggiunto: “Dal confronto tra le diverse fasce di età campionata sono emersi dati interessanti: ad esempio la fascia 18-24 anni è quella che riscontra un approccio più positivo legato ad una maggiore consapevolezza del mezzo, ma anche quella con una conoscenza molto minore delle regole da rispettare. Per questo motivo, come LINK, siamo impegnati in progetti rivolti agli studenti come “LINK4schools”, sviluppato proprio in collaborazione con Legambiente, per fornire loro una formazione a 360 gradi sulla mobilità sostenibile, con un focus specifico sul monopattino elettrico per un utilizzo sempre più corretto e responsabile”.

“La mobilità delle città quest’anno è cambiata, in meglio, anche grazie a 120 nuovi servizi di sharing mobility con monopattini elettrici. È questa una occasione straordinaria a disposizione dei cittadini e dei sindaci. Non possiamo rinunciarvi e non possiamo punire chi usa bene i monopattini, cioè la grande maggioranza degli utenti. Dobbiamo invece fissare regole conosciute e condivise, uguali o simili a quelle in vigore per le biciclette. La prima misura preventiva di sicurezza è questa: conoscere e condividere regole chiare. Come per le bici. La guerra tra utenti della strada (pedoni, ciclisti, automobilisti…) la lasciamo alla brutta politica: noi cittadini usiamo di volta in volta il mezzo di trasporto, anche in sharing, più comodo”. Ha dichiarato Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente.

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