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Frosinone

CIOCIARIA: UN TERRITORIO DIVISO FRA TRE PROVINCE

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Mussolini divise questo territorio in tre entità amministrative: Province di Roma, Frosinone e Latina

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di Michele Santulli

Frosinone – Le province per fortuna degli Italiani, saranno finalmente e definitivamente eliminate e di conseguenza si comincia già a parlare pur se solo vagamente, che ne sarà dei loro territori cioè delle amministrazioni comunali pertinenti e, per esempio, a quale regione accorparli.

Per quanto riguarda le province di Fosinone e di Latina non si è parlato della parte meridionale della provincia di Roma e cioè di Colleferro, Segni, Olevano, Subiaco, Paliano, ecc.  e delle località dei Monti Simbruini e Ruffi che pure fanno parte della Ciociaria Storica.

Il che lascia già mal presagire: non individuare geograficamente e storicamente il territorio del quale le tre province sono tre componenti, è da ritenere grave malformazione logica, riprova evidente, ancora oggi, della ignoranza e misconoscenza di quanto si sta affrontando.

Discettare dunque sulle regioni macroeconomiche e macrogeografiche alle quali aggregare le province di Frosinone e Latina che correttamente si vogliono tenere assieme e indivisibili ma allo stesso tempo ignorando quella di Roma, è riprova evidente di quanto poca coscienza e consapevolezza si ha della situazione reale.  
Una regione per secoli sempre unitaria e uniforme, sia in epoca italica e sia ancora di più in epoca romana poi divisa tra Stato della Chiesa e Regno di Napoli, il cui  nuovo confine era segnato dal fiume Liri e suo prolungamento ideale fino a  Itri e Terracina: ma folkloricamente e socialmente unita e compatta, pur se politicamente come detto in parte napoletana (Alta Terra di Lavoro) e in gran parte papale, fino al 1860/70.

In epoca mussoliniana questo territorio coeso e omogeneo  venne  spezzettato in tre  entità amministrative, le attuali province di Latina, Frosinone e Roma, dopo aver correttamente inglobato il suddescritto territorio borbonico tra i fiumi Liri e Garigliano (Alta Terra di Lavoro) alla neo costituita provincia di Frosinone: e, come terza provincia,  la parte meridionale della provincia di Roma la quale si attribuì tutta la fascia dei Monti Simbruini e Ruffi  (Anticoli C.,  Saracinesco, ecc.) fino a Subiaco, Paliano, Olevano, S.Vito, Colleferro, Segni, ecc. gioielli di ciociarità.

La riorganizzazione amministrativa mussoliniana di ottanta anni fa ha rappresentato dunque per il territorio di cui stiamo parlando una gravissima frantumazione e disgregazione che la incoscienza e insensibilità miste a mero campanilismo, delle tre istituzioni relative, le Province di  Frosinone, Latina e Roma,  da allora fino ad oggi, hanno  vieppiù aggravato e scavato fino ad ottenere che le comuni radici e la comune eredità costituitesi  e sedimentatesi durante più di venti secoli di unione e vita comune, venissero completamente ignorate e neglette. Per fortuna la Storia non dimentica e non cancella.

Una frantumazione in verità doppiamente perversa in quanto non solamente divise e separò in tre parti  un territorio omogeneo e armonico quanto ne fece tre entità amministrative autonome e indipendenti l’una dall’altra che in pochi decenni hanno conseguito il risultato funesto di quasi annullare e far dimenticare  una comunanza invece plurisecolare.

Con la soppressione delle Province si presenta dunque sulla ribalta della Storia un sottile enigma da affrontare: riaggregare e riunificare l’antica regione fino al Garigliano o accettare e confermare in toto o in parte, la presente frantumazione e sgretolamento. Cioè rimettere assieme le attuali province di Frosinone e di Latina e le città e territori incorporati oggi nella provincia di Roma, oppure procedere ad altre, antistoriche configurazioni territoriali.

Crediamo che l’opera dei singoli sindaci è quella che potrà essere determinante poiché il loro ruolo nella nuova situazione ne esce enormemente accresciuto e rafforzato. Nel caso felice in cui si avrà cura di attenersi e perciò di ricostituire l’antica  plurimillenaria regione, la Storia mette già a disposizione la denominazione felice e sola pertinente per circoscrivere tutto il territorio a Sud dei Castelli Romani iniziando dai Simbruini con confine meridionale il fiume Garigliano, orientale gli Appennini, occidentale il Tirreno cioè: Ciociaria.

Qualcuno osserverà: ma la Ciociaria non è una entità amministrativa  o geografica o politica o ecc.:  è vero: in effetti essa è qualcosa di più, di molto di più: essa è un concetto certamente folklorico e storico ma, in aggiunta, anche spirituale e sentimentale, il solo storicamente noto e conosciuto e in tutto questo antico territorio oggi diviso tra Latina, Frosinone e Roma le uguaglianze e le uniformità e perciò i vincoli sono veramente diffusi e comuni, visibili, senza artifici politici o geografici o religiosi, a dispetto degli ottantanni bui trascorsi.

Ciociaria dunque è la sola denominazione idonea a far rivivere la comune eredità ovunque presente e diffusa ma soprattutto a identificare e a connotare la regione finalmente riunificata.   
                                                                                                                         

Cronaca

Roccasecca, non gli basta il reddito di cittadinanza e ottengono anche i buoni pasto per l’emergenza Covid: indagati 10 falsi poveri

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ROCCASECCA (FR) – Ci sono i primi denunciati per aver percepito illecitamente i buoni pasto da 50 euro e 100 euro, per un totale di 1.850 euro, erogati dal comune di Roccasecca per sostenere le famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza covid-19.

I Carabinieri della Stazione di Roccasecca hanno avviato i primi accertamenti sulle domande formalizzate e su chi ha ottenuto i bonus. Al momento sono 10 gli indagati, 7 donne e 3 uomini, i quali, già beneficiari del reddito di cittadinanza, hanno fornito informazioni mendaci relative alle proprie condizioni economiche al fine di percepire indebitamente le erogazioni dello Stato. 

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Cronaca

Sora, cervo in pieno centro salvato dagli uomini della Polizia di Stato

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SORA (FR) – Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato hanno dovuto prestare soccorso ad un utente alquanto speciale, un giovane esemplare di cervo  rimasto imprigionato nel giardino di un’abitazione del quartiere San Rocco, in pieno centro cittadino.

Il mammifero è apparso da subito fortemente agitato e disorientato, ma gli operatori della Squadra Volante, con pazienza e perizia, sono riusciti a calmarlo impedendo che potesse ferirsi o causare danni a persone o cose. Dopo aver verificato che l’animale fosse in buono stato e privo di ferite, hanno provveduto a liberarlo nel territorio ricadente nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

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Cronaca

Sora, si accendono i riflettori sullo stadio Tomei per il titolo italiano dei pesi leggeri

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Il 28 agosto gli incontri prenderanno il via dalle ore 19.00

SORA (FR) – Sarà la città di Sora ad ospitare venerdì 28 agosto 2020 l’assegnazione del Titolo Italiano Pesi Leggeri di pugilato.

L’evento sportivo, che si terrà presso lo Stadio Tomei, è stato presentato ieri dall’ASD Boxe Sora al Sindaco Roberto De Donatis. Erano presenti l’Assessore allo Sport Daniele Tersigni e il Consigliere Alessandro Mosticone.

Il primo Cittadino ha accolto con grande entusiasmo la notizia dell’evento che trasformerà Sora nel palcoscenico nazionale della grande boxe. Il Sindaco De Donatis ha assicurato ampio supporto alla manifestazione.

Nella giornata del 27 agosto, alle ore 11,  il Comune ospiterà nella Sala Consiliare il rituale della pesatura alla presenza dei soli giornalisti e degli addetti ai lavori. Il 28 agosto gli incontri prenderanno il via presso lo Stadio Tomei dalle ore 19.00.

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