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COCA COLA: UN SOSTEGNO NOTEVOLE ALL’ECONOMIA ITALIANA

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Con un fenomenale impatto occupazionale diretto e indiretto di 45 mila posti di lavoro impiega lo 0,18% della forza lavoro totale a livello nazionale

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di Christian Montagna

L’otto Maggio 1886 ad Atlanta (USA) , il farmacista statunitense John Stith Pemberton, inventò la bevanda “Pemberton’s French Wine Coca”, inizialmente come rimedio alla stanchezza. Una miscela di vino e foglie di coca che con gli anni diventerà la bevanda analcolica più famosa al mondo, la Coca-cola. Sostituito successivamente l’alcol con un estratto delle noci di cola,una pianta tropicale non dannosa alla salute, prese il nome attuale.

Riscosso un enorme successo ovunque, arrivò alle quotazioni in borsa nel 1919. Con sede a New York, “The Coca Cola Company”, col tempo, ha acquistato numerosi marchi come Fanta e Sprite.

In vista dell’anniversario della sua creazione, è da analizzare l’influenza positiva che questo marchio ha sull’economia italiana. Con indimenticabili ed emozionanti pubblicità trasmesse dalle emittenti televisive, una per ogni evento dell’anno, ha saputo conquistarsi un posto nelle cucine italiane. Dai bambini agli anziani ha coinvolto tutti. Anche Vasco Rossi in una delle sue canzoni del 1983 cantava “Bevi la Coca cola che ti fa bene” . E devo dire che il cantante aveva ragione,fa bene soprattutto all’economia italiana!

Approdata nel 1927 come attrice di rilievo nel contesto economico della penisola, stimola in maniera concreta la nostra economia. Con un fenomenale impatto occupazionale diretto e indiretto di 45 mila posti di lavoro impiega lo 0,18% della forza lavoro totale a livello nazionale. Inoltre si stima che il colosso Coca- cola versi all’erario 411 milioni di euro di IVA equivalenti allo 0,37% del totale delle entrate fiscali in Italia. Una cifra di cui la nostra economia non potrebbe fare a meno!

Dislocata su tutto il territorio nazionale, conta otto stabilimenti a Catania, Elmas (CA),Gaglianico (BI),Marcianise (CE), Monticchio (PZ),Nogara (VR),Oricola (AQ),Rionero in Vulture(PZ), tre magazzini a Milano, Firenze e Perugia, due centri di assistenza tecnica a Campogalliano e a Catania e cinque uffici. In Italia, il consumo dei prodotti a marchio Coca-Cola equivale a 3751 milioni di euro. Una cifra astronomica!

Lo studente napoletano di statistica e informatica per le gestione delle imprese,Francesco Napolano, ha condotto un indagine statistica su duecento persone: centoquaranta studenti del liceo scientifico A.M de Carlo a Villaricca (NA) e sessanta residenti di un condominio della stessa zona. L’86 per cento delle persone prese in esame ha dichiarato di utilizzare prodotti coca-cola quotidianamente. Una così ampia diffusione è dovuta alla grande politica di marketing della compagnia; un impatto socio-economico a tal punto considerevole non potrebbe spiegarsi in altri modi. Tra pochi giorni il centoventottesimo anniversario della sua creazione. Coca-cola, l’economia italiana ti ringrazia!

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Ddl Zan, le opinioni: Movimento Nazionale e Volt Italia a confronto

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Una proposta di legge che assiste a tante polemiche tra sostenitori e detrattori

Confronto sulla proposta di legge conosciuta come ddl Zan contro l’omotransfobia tra Giustino D’Uva portavoce del Movimento Nazionale contrario alla legge e Luca Maria Lo Muzio Lezza Regional Lead Volt Italia che invece sostiene il Ddl.

Una proposta che dopo l’approvazione alla Camera si trova ora in Senato.

Un Ddl che sta dividendo l’opinione pubblica soprattutto per quello che viene definito come pericolo alla libertà di opinione.

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Olio extra vergine che passione: conclusa la due giorni di formazione olivicoltore

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Si è conclusa la due giorni (28-29 maggio) di corso di formazione “Olivicoltore: tecnica colturale, potatura dell’olivo e di assaggio dell’olio”, organizzato dalle Associazioni Capol e APS CIVITAS. La consegna degli attestati di partecipazione è stata preceduta dal pranzo a tema “Essenze di Extravergine d’Itrana in Cucina con gli Oli extra vergine di oliva finalisti del Concorso “L’Olio delle Colline 2021”.

Le lezioni teoriche e pratiche, ospitate dall’Azienda Lidano, di Norma, alle quali hanno preso parte 30 corsisti, tra olivicoltori, tecnici ed operatori del settore, sono state strutturate in modo da fornire aggiornamenti di olivicoltura, tecnica colturale e qualità dell’olio; creare delle professionalità nel settore della potatura e incentivare il recupero dei terreni olivicoli abbandonati e le piccole produzioni che nascono da territori caratterizzati da un’alta biodiversità.

In aula, il docente, Dott. Agr. Alberto Bono, ha illustrato vari argomenti: innovazione nella tecnica culturale in olivicoltura (coltivazione, raccolta e potatura); coltivazione dell’olivo e l’influenza della cultivar sulle caratteristiche organolettiche dell’olio; influenza dei processi di trasformazione sulla qualità dell’olio; risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale; difesa fitosanitaria dell’oliveto, con particolare riferimento alle principali strategie di difesa contro la mosca dell’olivo; coltivazione dell’olivo, nel rispetto di una agricoltura sostenibile alla luce delle nuove disposizioni sul PAN (Piano di Azione Nazionale), sull’uso dei prodotti fitosanitari; elementi valutativi nell’adozione delle nuove tecniche nella coltivazione dell’olivo; basi fisiologiche della potatura; scopi e principi della potatura; aggiornamenti di tecnica colturale in olivicoltura. Poi sul campo, con esercitazioni pratiche di potatura di allevamento e potatura di produzione.

Con il Capo panel Capol, Luigi Centauri, si è invece parlato di come riconoscere un olio di qualità; dell’analisi sensoriale – definizione e scopi, psicofisiologia del gusto e dell’olfatto; del metodo per la valutazione organolettica degli oli vergini di oliva; confezioni ed etichettatura nelle normative vigenti, oltre alla prova pratica di assaggio con descrizione delle caratteristiche positive e negative degli oli vergini con l’uso del foglio di profilo.

La cerimonia finale presso il Ristorante Locanda da Valentino è stata presenziata dai due docenti e dal Presidente APS CIVITAS, Andrea Dell’Omo e Commissario della XIII Comunità Montana, Onorato Nardacci.

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Dario Argento: “Al lavoro per un nuovo grande thriller”

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“In questi mesi ha prevalso la paura della malattia. Le altre ci sono sempre state e ci saranno sempre”

Dario Argento, cineasta noto a livello internazionale, soprannominato Maestro del brivido, tra i suoi lavori più noti Profondo Rosso e Suspiria, in un’intervista esclusiva a Spraynews, parla della pandemia, di come ha vissuto il lockdown, del suo ottimismo per il futuro del cinema italiano, del suo rapporto con le figlie, ma soprattutto rivela come da giugno inizierà a lavorare per un nuovo grande film. Trattandosi di un thriller, però, non rivela alcuna anticipazione.


Dario Argento, Il Covid ha costretto le sale cinematografiche a essere chiuse per oltre un anno. Cosa significa la ripartenza per chi ha fatto del cinema la sua vita?
“E’ un momento bellissimo, entusiasmante, poter tornare come spettatore e non solo come cineasta in una sala a vedere i film sul grande schermo, dopo che per quasi due anni li abbiamo visti semplicemente in dvd oppure in televisione. Penso che sia un momento molto importante per la nostra professione».
Potrebbe essere l’occasione giusta per le produzioni italiane? «Ritengo che sia un momento interessante. Molti giovani, in questi mesi di lockdown e di chiusure si sono impegnati, hanno studiato, hanno pensato. Le scuole di cinema hanno svolto al meglio il proprio compito. Ci sono tanti ragazzi in gamba che sono pronti alla loro prima prova o alla seconda e quindi noi non possiamo fare altro che aspettarli a braccia aperte”.  
Al momento quali sono i suoi autori preferiti?
“Non ho autori preferiti. Il cinema è cinema. E’ tutto un modo di raccontare. Ritengo, quindi, che ce ne siano tanti sparsi per il mondo”.
Lei ha dichiarato più volte che la Francia scopre i talenti. Oggi è ancora così?
“E’ sempre così o meglio ancora lo è sempre stato. Scopre i talenti dall’ottocento, della pittura, della scultura, del cinema e della letteratura. I francesi hanno questa specie di meraviglioso istinto, ovvero capire quando c’è un talento e quindi individuare prima degli altri i migliori autori e artisti”.
Il cinema si impara guardando tanti film, i giovani di oggi sono disposti a farlo come facevate voi?
“Penso di sì, basterebbe dare la possibilità anche alle scuole non solo di vedere i film, ma anche di discuterli. E’ importante capirli e riflettere”.
Una parola basilare nella sua vita è stata certamente l’arte. Che significato assume questo termine oggi?
“Pur parlando di un discorso complesso che è difficile sintetizzare in poche parole, ritengo, che sia tutto ciò che è fantasia, invenzione. Mai tali parole possono essere più attuali. In tal senso, può essere pittura, scultura, cinema”.  
Cambiando argomento, lei è stato sempre un padre attentissimo. Quanto sono state importanti le sue figlie durante le chiusure?
“Anche se ci siamo visti un po’ di meno rispetto al solito, ritengo che io sia stato importante per loro e loro per me. Ci siamo aiutati l’uno con l’altro. Abbiamo discusso. E’ stato un momento bello della nostra vita”.
Restando sempre sul tema amore, quale è il suo rapporto oggi con questo sentimento?
“E’ una cosa importante senza la quale si vive molto più stupidamente, senza grandi scopi e fini”.

Parlando con il maestro del brivido, possiamo dire che l’isolamento e il lockdown hanno generato un nuovo senso di paura?

“Non saprei dirlo. Non ci ho mai pensato molto. Possiamo affermare, però, che c’è stata una nuova grande paura, quella di ammalarsi. In questi due anni, ritengo che su tutto abbia prevalso la paura della malattia. Le altre paure, invece, c’erano già e sempre ci saranno”.

Lei ha spesso detto che il cinema le dà energia. Ha in mente già un altro lavoro per impaurire gli italiani del terzo millennio?

“Sto preparando un film che comincerò verso la fine di giugno. Finalmente posso tornare a lavorare, come tanti altri miei colleghi”.
Ci può dare qualche anticipazione?

“Sarà un thriller e quindi meglio non parlarne”.

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