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Roma

COLLEFERRO: TRA MITI E LEGGENDE ARRIVANO LE BEFANE

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Tempo di lettura 3 minuti Storia e memoria di una festa

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Redazione

Colleferro (RM) – Lunedì 6 gennaio 2014 dalle ore 11.30, si terrà il Raduno delle Befane, a Colleferro Scalo, nel Piazzale san Gioacchino e Largo Don Nicola su iniziativa del gruppo Consulta le Donne per divertire i bambini. Come accade ogni anno da tanto tanto tempo, le Befane si incontrano la notte del 5 gennaio alle ore 23,59, sotto il terzo lampione a destra su via del Regalo, n. 6, attrezzate di tutto ciò che occorre per scendere dai camini, soprattutto funi e mollette per appendere le calze, oltre alla scopa ed al carbone.Quest’anno le Befane, dopo aver trascorso la notte a consegnare i doni ai bambini, si fermeranno a riposare nella piazza del quartiere per salutare tutti, grandi e piccoli, raccontare la loro storia, ballare e cantare.

La Befana risale alla tradizione culturale di matrice pagana, alla superstizione e aneddoti magici, quando nella società si celebravano i riti del passaggio dal vecchio al nuovo anno per propiziarsi la Natura.
I  popoli celtici, insediati nella pianura padana e su parte delle Alpi, durante i loro riti bruciavano grandi fantocci di vimini per onorare divinità misteriose e crudeli.
Gli antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore del dio Giano e della dea Strenia (da cui strenna natalizia).
La  Befana è la parte femminile pagana di una lunga tradizione rituale contadina. Non porta soldi e non ha neppure un gruppo di elfi artigiani per fare regali, che comunque sono sempre di modesto valore.
Nei millenni passati, si venerava Diana, dea della caccia, della luna e della fecondità, la quale, nelle notti precedenti la nuova semina passava con un gruppo di donne sopra i campi, proprio per renderli fertili e fecondi al nuovo raccolto. La Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane. Da qui nascono i racconti di vere e proprie streghe. Passano i secoli e dalle interpretazioni cristiane si arriva al medioevo, fatto di persecuzioni delle streghe e di forte fervore religioso. Le diverse culture si incontrano: la bella Diana diviene una brutta donna e i riti dei falò (si bruciava il vecchio per dare spazio al nuovo) divengono dei veri e propri roghi della vecchia strega.

Nel Cinquecento le Befane sono varie figure stregonesche che spaventano i bambini e nel Seicento queste Befane si riducono a due, una buona e una cattiva; successivamente diventa un unico personaggio con una forte dualità.
Nella tradizione delle favole, la Befana è una vecchia vestita di stracci e coperta di fuliggine, perché  entra nelle case attraverso la cappa del camino nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono.
Nella tradizione popolare italiana la Befana scende simbolicamente dal camino – il fuoco deve essere spento! –  interpretato come punto di comunicazione tra la terra e il cielo per distribuisce due tipi di doni: quelli dolci, presagio di buone novità della stagione primaverile che verrà e il carbone, che, invece, è il residuo del passato. I doni sono infilati in una calza di lana (un indumento fondamentale nelle campagne per affrontare il cammino e il lavoro dell’anno nuovo) e sono caramelle, fichi secchi, cipolle, castagne, patate, mele, noci, noccioli e altri prodotti della terra, oltre al carbone.

La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie e il termine deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”.
La leggenda cristiana narra che nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio i Re Magi, in viaggio per offrire a Gesù oro, incenso e mirra, bussarono alla porticina della casa della Befana. Le chiesero la strada per Betlemme e la invitarono a partire con loro, ma la vecchietta rifiutò perché aveva troppe faccende da sbrigare. Più tardi si pentì e decise di raggiungerli, ma non riuscì a trovarli. Così bussò a tutte le porte, lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, a volare a cavallo della sua scopa.

 

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Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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