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Redazione Lazio

COMANDO GENERALE ARMA DEI CARABINIERI, SARA' CORRETTO IL TESTO OMOFOBO SUL MANUALE PER CONCORSO MARESCIALLI

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Reading Time: 3 minutes Comando Generale: "errore materiale nella revisione del testo", causato da "un modulo risalente nel tempo e superato"

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Filippo Ascierto (Pdl): non si monti un caso per una "parola su un manuale datato nel tempo. L'Arma è sempre stata riferimento di tutti i cittadini, facendo rispettare sempre i diritti delle persone e ha dimostrato ogni giorno di essere dalla parte delle vittime dei reati e fermamente contro crimini e abusi di ogni forma".

 

Redazione

Un errore che sarà corretto. Così il comando generale dei carabinieri definisce il testo del manuale per il concorso di marescialli dell'Arma che inserisce l'omosessualità tra le principali degenerazioni sessuali accanto all'esibizionismo, al feticismo, al sadismo, al masochismo, all'incestuosità, alla necrofilia ed alla zoofilia.


Paola Concia ed Emanuele Fiano hanno definito "inaccettabili e vergognose" le parole del manuale e chiesto al ministro della Difesa "di attivarsi presso il Comandante dei Carabinieri per l'immediato ritiro di quel testo che non fa onore al lavoro di rispetto e tutela che l'Arma svolge da sempre nel nostro Paese".

A stretto giro la reazione del Comando generale, che ammette un "errore materiale nella revisione del testo", causato da "un modulo risalente nel tempo e superato" e fa sapere di aver "immediatamente disposto la formale abrogazione del modulo e la conseguente correzione della pubblicazione".
"L'Arma dei Carabinieri – sottolinea il Comando – è in prima linea nella difesa di tutti diritti, come testimoniano concretamente sia le quotidiane attività sul territorio per garantire i cittadini da ogni forma di discriminazione e di violenza, sia i programmi di insegnamento per tutto il personale, ove trovano ampio risalto i diritti umani e la loro assoluta tutela". Nella mattinata di ieri 11 luglio, il Comandante generale dell'Arma Leonardo Gallitelli "ha avuto modo di chiarire l'increscioso equivoco all'on. Paola Concia nel corso di una conversazione telefonica".

A difesa dell'Arma è intervenuta il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. "Noi – puntualizza – siamo severissimi e stigmatizziamo qualsiasi discriminazione, quindi anche questi passi del manuale. Ma bisogna fare attenzione a non usare questo come accusa verso l'Arma". Fornero riferisce quindi di aver sentito a riguardo il "comandante generale. Questo non è l'atteggiamento dei carabinieri", l'omofobia "non è tollerata all'interno dell'Arma", conclude.

Soddisfatta per la precisazione del Comando l'ex ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. "Ero certa – spiega – che la definizione di 'degenerati' riservata agli omosessuali in un manuale distribuito ad aspiranti Carabinieri fosse frutto di un errore, certo non banale o poco grave. L'Arma ha dato una risposta pronta e giusta ritirando il manuale e ribadendo la sua vocazione di sempre".

Duro un altro esponente del Pdl, Alfonso Papa, secondo cui "degenerati sono coloro che hanno compilato il manuale per il concorso. L'equiparazione dell'omosessualità alla zoofilia o alla necrofilia è cosa che non fa ridere e che pare tanto più grave perché inserita non in una barzelletta scherzosa, ma negli atti ufficiali di un manuale da concorso pubblico che andrebbe perciò ritirato".

Un altro esponente del Pdl, Filippo Ascierto, ex carabiniere, invita invece a non montare un caso per una "parola su un manuale datato nel tempo. L'Arma è sempre stata riferimento di tutti i cittadini, facendo rispettare sempre i diritti delle persone e ha dimostrato ogni giorno di essere dalla parte delle vittime dei reati e fermamente contro crimini e abusi di ogni forma".


E' la seconda volta in pochi giorni che l'Arma finisce sotto accusa per omofobia. In precedenza polemiche erano scoppiate per le dichiarazioni del vicecomandante generale dei carabinieri, Clemente Gasparri, che nel corso di una lezione alla Scuola Ufficiali, aveva definito "non pertinente allo status di carabiniere" l'ammissione di essere gay.

 

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Riano, in manette pusher 36enne: gestiva il giro di spaccio a livello locale

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Il blitz, nell’abitazione dell’uomo, ieri mattina all’alba, quando i Carabinieri hanno deciso di intervenire

RIANO (RM) – I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bracciano hanno arrestato un 36enne di origini albanesi trovato in possesso di circa 94 g di cocaina.

Da qualche tempo i Carabinieri erano sulle tracce dell’uomo, sospettato di gestire un giro di spaccio a livello locale; nei giorni scorsi, la sua abitazione è stata oggetto di servizi di osservazione che hanno permesso di studiare i movimenti e le abitudini del 36enne fino al blitz di ieri mattina all’alba, quando i Carabinieri hanno deciso di intervenire.

La perquisizione dell’abitazione ha permesso ai militari di rinvenire la droga, circa un etto di cocaina diviso in dieci involucri termo-sigillati, 700 euro suddivisi in banconote di vario taglio, un bilancino di precisione e il materiale necessario per il confezionamento delle dosi.

L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Bracciano in attesa di giudizio con rito direttissimo, come disposto dalla Procura di Tivoli.

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Bracciano, L’Osservatore d’Italia propone un confronto dibattito tra i due candidati a sindaco, ma…

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Ieri in mattinata i due candidati a Sindaco sono stati raggiunti da una proposta di confronto. Abbiamo ricevuto la conferma del Sindaco uscente Armando Tondinelli ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta dal candidato Marco Crocicchi. (Doverosa precisazione a seguito della pubblicazione di questo articolo pubblicato intorno alle 11:15, abbiamo ricevuto la risposta del candidato Sindaco Marco Crocicchi a mezzo mail pervenuta alla redazione alle ore 12:13. Crocicchi ha manifestato l’impossibilità a partecipare perché impegnato nella chiusura della campagna elettorale). Capiamo gli impegni dei candidati e la redazione invia loro il nostro “in bocca al lupo”. Il nostro appello è rivolto all’elettorato di Bracciano affinché venga evitato l’astensionismo. “L’importante è andare a votare!”.

……..Qui di seguito il testo precendente….

Come successo nel primo confronto organizzato dal nostro giornale, rimaniamo ancora a disposizione per permettere ai cittadini di Bracciano di ascoltare lo scambio di idee e il dibattito tra i due candidati.

La redazione de L’Osservatore d’Italia, facendo seguito alla volontà di proseguire con un evento dedicato alle elezioni di Bracciano anche in vista del ballottaggio (al primo turno con piacere abbiamo avuto come ospiti tutti i candidati Sindaco), propone, visti i tempi stretti e la manifesta impossibilità di uno dei due candidati per la data di giovedì, un confronto per venerdì 15 ottobre 2021 nel pomeriggio (dalle 16 in poi a seconda delle diverse disponibilità).

L’incontro durerà circa un’ora e sarà impostato sul modello di dibattito moderato.

I temi di confronto sono quelli classici: TURISMO E TRASPORTI, RIFIUTI E AMBIENTE, SOCIALE, CONTI PUBBLICI, CULTURA E SPORT

Ci sarà una estrazione a sorte del candidato che potrà iniziare a parlare per primo. Il candidato che inizierà a parlare potrà estrarre a sorte uno dei temi sui quali dibattere

Per ciascuno dei cinque temi sovra elencati daremo un tempo di dieci minuti. In questi dieci minuti i candidati potranno parlare liberamente e confrontarsi democraticamente. Dopo dieci minuti passeremo ad un altro tema fino ad esaurimento.

Chiara Rai, direttore de L’Osservatore d’Italia, modererà il confronto, chiedendo, come successo la volta scorsa la disponibilità di un collega di un’altra testata locale nell’affiancarla.

Non saranno possibili suggerimenti, non sarà possibile utilizzare qualsiasi tipo di dispositivo elettronico

Il confronto verrà trasmesso integrale in differita nelle ore successive al dibattito (indicheremo precisamente l’orario) al fine di consentire massima diffusione sia sui canali YouTube che su Facebook del quotidiano.

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Comitato Difesa Lago Bracciano: “Accolta nostra richiesta costituzione parte civile nel processo per disastro ambientale”

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BRACCIANO (RM) – Il Comitato Difesa Lago di Bracciano esprime soddisfazione per l’accoglimento della richiesta di costituzione di parte civile disposto dal giudice Giuseppe Coniglio nel corso della prima udienza preliminare che vede imputati per disastro ambientale, in relazione a quanto accaduto nel 2017 al lago di Bracciano, i membri del consiglio di amministrazione di Acea Ato 2 del 2017 (Saccani ed altri) oltre ad alcuni privati. Analogo accoglimento è stato disposto per le richieste di costituzione di parte civile del Parco di Bracciano-Martignano, del Comune di Trevignano e di altre associazioni ambientaliste. Il giudice ha ritenuto tuttavia di escludere per tutti la costituzione di parte civile nei confronti di Acea Ato 2 come ente, facendo riferimento alla normativa contenuta nel d.lgs. 231/2001.

Presente in aula il sostituto procuratore che ha condotto le indagini Delio Spagnolo. L’atto di costituzione di parte civile del Comitato, elaborato dai nostri legali Francesco Falconi e Simone Calvigioni, riguarda i soli esponenti di Acea Ato 2 e non i privati. 

Il Comitato si duole del fatto che tra le parti civili non vi sia il Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero della Transizione Ecologica), che è l’unico soggetto legittimato ad agire per il ristoro del danno ambientale puro. Tale assenza evidenzia una criticità della normativa vigente in materia, che concentra in un solo soggetto, a vocazione prettamente politica, la legittimazione ad agire per il ristoro del danno ambientale. Il Comitato auspica che il Ministero disponga di costituirsi parte civile nelle prossime udienze e continuerà ad attivarsi, come già fatto in passato, affinchè ciò avvenga. La prossima udienza è fissata per l’8 marzo 2022. In quella sede verrà probabilmente deciso il rinvio a giudizio o meno degli imputati.  

Il Comitato prosegue la sua battaglia a tutela dell’ecosistema lacustre sottolineando l’inadempienza, ad oggi, di Acea Ato 2 che non ha ancora installato il meccanismo di blocco così come disposto dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e ribadito dalla Cassazione.

Il Comitato sin da ora si oppone a qualsiasi ipotesi di ripresa dei prelievi dal lago, essendo peraltro a tutt’oggi il livello del lago ben al di sotto di quello naturale. 

Si prende atto infine che, a quattro anni dai fatti, nessun serio investimento è stato fatto da Acea Ato 2 nel territorio nell’ottica di una seria programmazione di tutela di un bene ambientale di primaria importanza come il lago di Bracciano.

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