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COMUNALI ROMA: FOCUS SULLA SICUREZZA. PER GIACHETTI L'ASSO TAGLIENTE, INCOGNITA PER RAGGI

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Programmi a confronto. Raggi: "Città sostenibile e sicurezza urbana". Per Giachetti in campo Tagliente con la sua ricetta per la sicurezza

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di Chiara Rai

La sicurezza di Roma è un tema fondamentale che dovrà essere affrontato con la massima competenza e serietà dal futuro sindaco di Roma. L'Osservatore d'Italia ha inteso fare un focus su questo fondamentale tema pubblicando i punti che Raggi e Giachetti intendono attuare sotto il profilo della sicurezza. Abbiamo chiesto a entrambi gli staff dei candidati sindaci di poterci inviare nel dettaglio i punti salienti che riguardano questo importantissimo tema. Dal Prefetto Francesco Tagliente, ex Questore di Roma, chiamato da Giachetti a far parte della Giunta come tecnico, ci è pervenuto del materiale che ben illustra cosa si intende realizzare per la sicurezza a Roma. Stessa cosa non può dirsi invece di Raggi in quanto sono state inviate dalla redazione de L'Osservatore d'Italia svariate mail di richiesta del programma nel dettaglio ma nonostante una gentile risposta telematica (inoltreremo la richiesta ecc…) non abbiamo ricevuto altro e, dato che i tempi stringono e il ballottaggio è alle porte, abbiamo intenzione di soddisfare i nostri lettori.


Ecco le proposte sulla Sicurezza e Decoro Urbano che compaiono sul sito web di Virginia Raggi. Per l’attuazione non sappiamo chi della squadra della pentastellata si occuperà del tema


Sicurezza urbana
Il principio di legalità è il cardine della convivenza civile ed è fondamento per la sicurezza della comunità urbana. Solo il rispetto delle norme che regolano la convivenza civile, da parte dei cittadini, residenti e ospiti, e da parte dell’’Amministrazione Capitolina consentirà di dare finalmente soluzione ai problemi che ancora gravano sulla città, per arrivare, finalmente, a godere di una città sicura, a cominciare dalle periferie. Le risorse attualmente in dotazione all’Amministrazione Capitolina per affrontare con forza ogni aspetto in cui si manifesta l’illegalità ed il degrado urbano nei singoli municipi sono male impiegate: l’approccio con piccoli interventi e senza continuità degli impieghi, rende sempre impunito e più forte il fenomeno da contrastare, accrescendo così la frustrazione dei cittadini e degli operatori capitolini. Occorre un maggiore coordinamento che dovrebbe essere svolto da un apposito ufficio del Campidoglio.

Approccio interforze
E’ da agevolare in tutte le sedi competenti una collaborazione interforze e interdisciplinare (forze di Polizia, ASL, INAIL, Polizia Locale) contro i fenomeni di illegalità che si verificano nel territorio comunale. Proprio sul piano della collaborazione tra diversi organi di controllo in una situazione di competenze distribuite si evidenzia la possibilità di fortissimi margini di miglioramento della situazione di diffuse insicurezza e illegalità. Tale approccio si sostanzierà nell'ambito dei lavori del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ove il Sindaco svolgerà un ruolo attivo e propositivo.

Regolamento di Polizia Urbana
Il Regolamento di Polizia Urbana disciplina attività e comportamenti dei cittadini con lo scopo di consentirne la civile convivenza e la tutela dell’ambiente, dei beni pubblici e del patrimonio artistico e storico della Città. E’ uno strumento normativo utile, che dovrà essere necessariamente aggiornato e implementato per uscire dalla logica distorta delle ordinanze sindacali estemporanee dettate dall’urgenza, anche mediante un approccio partecipato dalle medesimo Forze dell’Ordine.

Riorganizzazione del Corpo della Polizia Locale
La percezione non buona da parte dei cittadini riguardo l’efficienza della Polizia Locale trova riscontro nelle lacune organizzative dello stesso. Per sanare queste inefficienze non è più rinviabile una riorganizzazione del Corpo che provveda ad eliminare duplicazioni di strutture e frammentazione di competenze. Si rende necessario, quindi, rivedere funzioni e distribuzione territoriale in una rinnovata struttura organizzativa che consenta di rendere la Polizia Locale uno strumento importante per la tutela del cittadino e del territorio. Tale riorganizzazione non può prescindere da un confronto effettivo con le esigenze del Corpo stesso.

112, numero unico per le emergenze, realmente efficace sul territorio
Recentemente è stata data attuazione alla direttiva dell’Unione Europea per l’istituzione anche nella Provincia di Roma del Numero unico per le emergenze (N.U.E), il 112 europeo, un servizio attivo da decenni in molti altri paesi. È in fase di completamento il raccordo con la Polizia Locale come soggetto indispensabile per gli scopi del servizio. Infine, occorrerà dotare il territorio di una Centrale Operativa Unica realmente efficace.

Sicurezza Stradale
La perdita di numerose vite umane nel territorio di Roma Capitale è un tragico ed evitabile risultato dovuto principalmente al comportamento scorretto degli utenti della strada e alla pessima qualità di strade e segnaletica. È necessario provvedere a una efficace formazione e sensibilizzazione dei giovani riguardo ai comportamenti errati e all’impiego delle nuove tecnologie come strumento di deterrenza e prevenzione dei comportamenti scorretti.Completerà il quadro un maggior controllo stradale.

Piano Comunale per l’affermazione della cultura della legalità

Investire con continuità proprio sulle giovani generazioni per affermare il principio condiviso del rispetto dei beni pubblici: occorre infatti colmare la deformazione culturale che determina il disprezzo e l’incuria dei luoghi pubblici e, al tempo stesso, promuovere azioni che migliorino il decoro urbano, la vivibilità degli spazi comuni, il benessere di tutti i cittadini.

Legalità nella gestione e uso del patrimonio immobiliare pubblico
Non può essere più ignorato un ambito nel quale si rileva un’illegalità tollerata da parte dell’amministrazione capitolina quale è il caso delle occupazioni di beni immobili e spazi pubblici. Per raggiungere l’obiettivo di una piena affermazione della legalità nella gestione di tali beni, occorre necessariamente considerare le diverse tipologie di occupazioni e le motivazioni che l’hanno indotte, per individuare percorsi differenziati ed efficaci per il ripristino di una piena legalità, comunque tutti improntati sull’evidenza pubblica delle procedure valorizzando, al contempo, le esperienze di solidarietà sociale già intraprese.

LE TRE PRIORITÀ

● Efficace coordinamento delle politiche per la sicurezza

● Riorganizzazione del Corpo della Polizia Locale

● 112, numero unico per le emergenze efficace sul territorio

 

 

Ecco le proposte sulla Sicurezza e Decoro Urbano di Roberto Giachetti. Per l’attuazione ha voluto nella sua squadra come tecnico l’ex Questore di Roma Francesco Tagliente

#I problemi della criminalità a Roma sono noti.
Inutile negare che Roma abbia diversi problemi di sicurezza. Chi ci vive li conosce bene, a cominciare dal degrado urbano, l’illegalità diffusa, l’abusivismo, la microcriminalità, la corruzione e salendo la scala della pericolosità arriviamo fino a mafie e criminalità organizzata. Ogni reato rappresenta una grave ferita per chi lo subisce, ma è anche un colpo alla vivibilità cittadina, all’offerta turistica, all’economia cittadina.
Giustamente i romani rivendicano il diritto a vivere in sicurezza così come gli operatori economici chiedono di poter lavorare e investire senza il timore di subire condizionamenti ambientali. Ma strettamente connesso al tema della sicurezza urbana, c’è quello del decoro perché l’ambiente determina il comportamento sociale. Un idoneo sistema di illuminazione di una zona critica è già un deterrente forte per alcune forme di reato e incide sulla percezione della sicurezza. Ecco perché sono convinto che accanto alle politiche di prevenzione da sviluppare con le Forze di Polizia e i Vigili Urbani sia necessario un uso intelligente delle tecnologie esistenti e un loro potenziamento, oltre che un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Ma un piano del genere non avrebbe la giusta efficacia senza interventi strutturali sul decoro urbano.


#Rispetto delle competenze e coesione fra le Istituzioni

Per una saggia politica di prevenzione è necessario tenere distinti Ordine Pubblico, Sicurezza Pubblica e Sicurezza Urbana, ma una gestione di successo non è possibile se non si punta ad una coesione fra le Istituzioni. Eventuali e possibili incomprensioni tra organismi governativi e comunali vanno superate alla radice, rispettando i confini delle proprie attribuzioni, senza cedere alla tentazione di sottrarre spazi di competenza a chi ne ha titolo. Un esempio classico è la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, per reprimere i reati e colpire i colpevoli ci sono la Magistratura, vari Organismi interforze, e le Forze di Polizia. Quel che può fare il Comune e mettere a disposizione le informazioni e concentrare l’attenzione sulla prevenzione della corruzione e sulla sicurezza urbana. Ecco perché ritengo importante:


#un Desk anticorruzione e antimafia

Il Sindaco dovrebbe istituire un organo collegiale, un “Desk anticorruzione e antimafia” che metta a fattore comune tutte le conoscenze delle varie articolazioni interessate del Comune sviluppando azioni congiunte, per prevenire le possibili infiltrazioni della criminalità nei vari settori dell’Amministrazione capitolina ma anche in quelli commerciali ed imprenditoriali ritenuti sensibili, attraverso il continuo monitoraggio degli appalti e delle licenze pubbliche (tenendo conto dei subentri e delle volture).

#Più Forze di Polizia e Vigili Urbani nelle aree critiche
Do per scontata l’esigenza di tendere al ripianamento degli organici delle Forze e dei Corpi di Polizia e di mantenere a Roma le Forze impegnate per la sicurezza Giubileo. Ma non basta, bisogna pensare anche a recuperare e razionalizzare risorse che abbiamo ora da destinare al controllo operativo, soprattutto delle periferie, riorganizzando alcuni settori di attività di supporto.

Alcuni esempi:


#riorganizzane e valorizzazione del Corpo dei Vigili Urbani
Penso, per esempio, ad una generale riorganizzane e valorizzazione del Corpo dei Vigili Urbani, rilanciando l'attività operativa esterna, ma penso anche che vada soprattutto riorganizzata la Centrale operativa del Corpo, convogliando su di essa tutto il flusso delle comunicazioni in modo da poter monitorare tutte le criticità del territorio e coordinare gli interventi immediati. Un lavoro che va oltre la gestione dell’emergenza per allargarsi alla mappatura delle criticità ed alla programmazione delle attività amministrative.”
 

#‎Tecnologie‬ per una città sicura.
Vanno censiti tutti i sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, che insistono sulle aree pubbliche, per consentire agli operatori di polizia di sapere sempre dove sono dislocate le telecamere attive, in questo modo non solo si aumenta la capacità di controllo ma si alleggerisce pure il carico di lavoro degli operatori stessi, a beneficio della sicurezza generale. Tutte le informazioni disponibili vanno comunque messe a sistema e vanno promossi investimenti sulla video-analisi, per agevolare il riconoscimento di veicoli o persone ritenute a rischio per la sicurezza della città.

#Consiglio per la Sicurezza Urbana: Partenariato territoriale
Il controllo a distanza non può però bastare. Servono un maggiore coinvolgimento dei cittadini e interventi strutturali sul decoro urbano. Penso ad una “App” con la quale tutti, dai cittadini, ai dipendenti del Campidoglio e delle imprese partecipate, in servizio nei quartieri, possano segnalare situazioni di degrado urbano e disagio sociale, per orientare gli interventi prioritari. E ovvio inoltre che per conoscere a fondo le problematiche della città ed individuare le cause di situazioni devianti o di quelle che determinino semplici percezioni d’insicurezza bisogna andare nelle aree periferiche o ritenute a rischio, dove l’occhio e le orecchie dei rappresentanti delle istituzioni e dell’Amministrazione, non riescono ad arrivare. Parlo del partenariato territoriale con incontri presso i Municipi e a livello Capitolino.

#Attenzione alle fragilità
Le Istituzioni hanno il dovere di promuovere tutte le iniziative possibili per garantire il diritto alla sicurezza a cittadini, turisti ed operatori economici e a rivolgere particolare attenzione a chi si trova in una condizione di fragilità. Penso ai bambini, agli anziani, e alle donne e a chiunque possa trovarsi in situazioni di difficoltà.

#Sicurezza dei plessi Scolastici e più illuminazione dei parchi pubblici
Ecco perché serve un programma di potenziamento dell’illuminazione pubblica nei luoghi della città a rischio o anche solo dove si concentrano i soggetti più deboli, è quindi necessario garantire maggiore sicurezza nei parchi pubblici e nei plessi scolastici, favorendo la polifunzionalità, anche nelle ore serali.

#‎Servizio‬ di ascolto e sostegno antiusura e antiracket.
Sono soggetti deboli anche quelle categorie sociali che versano in una condizione di sofferenza economica “incolpevole”. Commercianti, imprenditori, cittadini colpiti dalla crisi che non possono permettersi di rivolgersi ad un avvocato o ad un commercialista, con il rischio concreto di cadere in mano ad usurai o, ancora peggio, in quelle pericolose situazioni di solitudine e scoraggiamento, che in alcuni casi sfociano in tragedie familiari. Tutti questi soggetti vanno ascoltati, sostenuti, consigliati. Va rilanciato il ruolo degli Sportelli territoriali di ascolto e per i casi più complessi va attivato un “Servizio di ascolto e sostegno” che metta insieme una rete volontaria di competenze e professionalità in ogni settore utile. Un servizio che combatta anche le piaghe del racket e dell’usura nella piccola imprenditoria, perché la crisi economica in cui versano persone, famiglie, operatori ed imprese, ha effetti negativi sulle forze sociali ed economiche, e favorisce i circuiti dell’illegalità alimentando disagio scoraggiamento, con esiti anche tragici.

#Campi Rom
Una città come Roma deve reagire e contrastare tutte le forme di degrado, comprese quelle rappresentate dai Campi Rom e dalle baraccopoli abusive, ma deve anche combattere l’emarginazione sociale e diminuire le differenze. Roberto Giachetti ha detto che nel suo primo mandato andranno chiusi 3 dei 10 campi ufficiali della città. Nel frattempo, in attesa della chiusura, servono interventi immediati congiunti di assistenza e di sicurezza. Partendo dai campi più critici (dove spesso vengono bruciati plastica e rifiuti) si deve procedere con la politica del doppio binario: attenzione nei confronti di chi ha bisogno di essere assistito e controlli e interventi rigorosi nei confronti di chi delinque e non ha diritto all’assistenza. Per procedere in questo senso bisogna che la Polizia Municipale, supportata dai servizi sociali, sia messa nelle condizioni di fare i controlli, anche dentro i camp,i e di far rispettare i regolamenti.
L’AMA deve assicurare un continuo prelievo di rifiuti dai campi tenendoli puliti. Alle istituzioni governative va richiesto uno specifico intervento in materia di prevenzione e contrasto dei reati ambientali. Sono necessarie, però, anche delle verifiche patrimoniali (partite iva, movimenti bancari, catasto, pra). Chi non ha i requisiti soggettivi richiesti dovrà cercarsi un percorso autonomo e uscire dai campi.

#Linea diretta per far scattare l’intervento dei vigili del fuoco e i dei vigili urbani.
Il lavoro di sorveglianza e pulizia di Vigili e Ama va integrato da un Servizio per i cittadini che vivono intorno ai campi. Se riscontrano delle anomalie devono poter chiamare una linea diretta e far scattare l’intervento dei vigili del fuoco e dei vigili urbani.

#Osservatorio provinciale sui furti di rame
Collegato a questo servizio serve anche un osservatorio apposito per prevenire i roghi di mucchi di plastica nei campi e contrastare più efficacemente i furti di rame, che hanno impatti negativi sull’erogazione di servizi essenziali, come l’illuminazione cittadina, il trasporto, l'energia e le telecomunicazioni. Va promossa quindi l’istituzione di un 'Osservatorio provinciale sui furti di rame al fine di condividere informazioni e adottare strategie mirate e più efficaci, con il contributo di tutti i soggetti, pubblici e privati: Amm.ne comunale, Forze e Corpi di Polizia, Ufficio delle Dogane, ENEL, ACEA Ferrovie, Anie, Telecom.

#Gioco d'azzardo patologico: verso una Roma No Slot.
La ludopatia rovina vite e famiglie. Va gestita l’emergenza gioco d'azzardo patologico che affligge anche i giovani e giovanissimi. Serve un regolamento che, recependo la legge 5/2013 della Regione Lazio, preveda limitazioni per il posizionamento di slot machines e sale giochi in prossimità di luoghi sensibili, come scuole e ospedali, e che introduca limitazioni orarie, ma va pure rilanciata una campagna di comunicazione e sensibilizzazione diretta ai soggetti più fragili e vietati i messaggi pubblicitari che promuovono il gioco d'azzardo. Servono, infine, incentivi per le attività commerciali che rimuovano le slot machine o le videolottery già installate o per quelle che si impegneranno a non introdurle nelle proprie aree.

#Movida responsabile
Le conseguenze della movida non sono più un problema stagionale ma una condizione oramai costante in diversi quartieri. Lo strumento dell’ordinanza non ha risolto i problemi e va superato con un nuovo regolamento di polizia urbana per gestire meglio le limitazioni orarie; diffondere campagne informative; stabilire presidi e controlli sul territorio. Inoltre, vanno rafforzate l’illuminazione e i servizi di pulizia e raccolta dei rifiuti, con progetti di raccolta del vetro in collaborazione con gli esercenti. Vanno poi rese più stringenti le regole già esistenti: verifiche fiscali sulla vendita di alcolici, controlli sulla vendita da asporto – già vietata dopo mezzanotte – e sull’inquinamento acustico. Perché la vita serale e notturna sia compatibile con il sonno dei residenti.
#Prostituzione
Il problema è rimasto irrisolto, come dimostrano le proteste dei cittadini. Per tenere lontano dai centri abitati la prostituzione di strada è necessario intervenire sia con i servizi antiprostituzione interforze mirati sia con la creazione di aree a tolleranza zero, mettendo in campo, ove possibile, anche un’illuminazione idonea e nuovi sistemi di videosorveglianza intelligente.

Biografia professionale di Francesco Tagliente, già Questore di Roma

Tagliente per oltre 40 anni si è occupato di controllo del territorio, ordine e sicurezza pubblica a Roma.
Dal 1986, per 9 anni consecutivi, al vertice della Squadra Volante e della Sala Operativa della Questura assicura il controllo del territorio e il pronto intervento
Dal 1995 ricopre l’incarico di Capo di Gabinetto di quattro diversi Questori di Roma.
Nel 2000, dall’Ufficio per il Giubileo, segue gli aspetti concernenti la sicurezza e la mobilità nazionale in occasione della “Giornata Mondiale della Gioventù.
Al termine dell’impegno per il Giubileo assume la direzione dell’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero dell’Interno.
Nel 2006 coordina a livello nazionale della sicurezza delle Olimpiadi Invernali di Torino
Nello stesso 2006 viene nominato Questore di Firenze
Dal mese di agosto 2010 a giugno 2012 ricopre l’incarico di Questore di Roma. Durante questi due anni elabora e dà attuazione ad un progetto finalizzato a garantire ai cittadini il diritto di “essere e sentirsi sicuri”.
Tra i progetti figurano:
Progetto “113 Pronto in sei secondi”
Progetto “Controllo del Territorio”: Il generale riassetto del Reparto Volanti portò ad un potenziamento del 10% degli equipaggi impegnati sul territorio.
Progetto “Sala Operativa” e “Centro per la Gestione della Sicurezza dei Grandi Eventi”: Il sistema di comando e controllo, informatizzato nel 1993, è stato completamente riqualificato ed adeguato tenendo presenti anche possibili future esigenze della Capitale.
Progetto “Cittadini Virtuosi”: esaltato il senso civico di alcuni cittadini per essersi prontamente attivati in presenza di situazioni di pericolo o disagio evitando così possibili tragedie.
Progetto “Stadio sicuro con bambini sugli spalti”: La politica del “doppio binario”, ha consentito di azzerare incidenti e feriti, favorendo la presenza dei bambini sugli spalti anche in occasione di derby serali.
Progetto “Passaporti” sotto casa in sette giorni attraverso il decentramento delle procedure di accettazione e stampa dei passaporti presso i Commissariati
Partenariato Territoriale: Ha coinvolto le associazioni delle categorie economiche ed i rappresentanti di quartiere con periodiche riunioni presso i Commissariati.
Nel 2012 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Prefetto di Pisa.
 

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In evidenza

Covid-19, il vaccino “Made in Italy” sarà prodotto nel Lazio. Michela Califano (PD): “Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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La UE ha approvato l’aiuto di Stato italiano di 40 milioni di euro per le attività di ricerca e sviluppo dell’impresa biotecnologica ReiThera, con sede nel Lazio.

Soddisfazione da parte della Consigliera regionale PD del Lazio Michela Califano

“Grazie a un lavoro di diplomazia – ha detto Califano – abbiamo ottenuto che la Commissione europea finanzi con 40 milioni di euro le attività di ricerca e sviluppo del vaccino italiano che verrà prodotto nel Lazio, insieme allo Spallanzani, dalla ReiThera. Una splendida notizia che ci riempie di orgoglio. Siamo stati i primi a credere in un vaccino made in Italy che ci rendesse autonomi. Oggi facciamo un altro passo in avanti!”

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Ambiente

Fiume Arrone, niente da fare per il primo tratto: le paratie sul lago di Bracciano restano chiuse

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Niente da fare per il primo tratto del fiume Arrone, che va dalle sponde del lago di Bracciano in località “La Marmotta” ad Anguillara Sabazia fino alla località “La Mola” sempre ad Anguillara Sabazia, dove resteranno chiuse le paratie che impediscono all’acqua del lago di immettersi nel fiume.

Il Consigliere regionale M5s Valerio Novelli, presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente ha ricordato che ad oggi non si è ancora chiuso il procedimento aperto dalla Procura per il disastro ambientale che ha colpito il lago di Bracciano nel 2017 e che la Regione Lazio, recentemente, ha negato all’Acea di captare temporaneamente acqua per pulire le condutture ferme ormai da quasi 4 anni. Quindi andare ad aprire oggi le paratie per lasciare affluire acqua nell’Arrone è impensabile.

Il Consigliere regionale del Lazio M5s Valerio Novelli presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente e il direttore dell’ANBI Lazio Andrea Renna ospiti della trasmissione Officina Stampa per un approfondimento sulla situazione del fiume Arrone

L’Arrone è un fiume di straordinaria bellezza, lungo 35 chilometri, nasce nella parte sud-orientale del lago di Bracciano ad Anguillara Sabazia e sfocia a Fiumicino nel mar Tirreno tra Maccarese e Fregene.

Questo fiume sta morendo nel tratto iniziale che va dal lago di Bracciano – La Marmotta ad Anguillara Sabazia – fino alla Mola sempre ad Anguillara Sabazia. Il letto del fiume, in questo tratto, è quasi asciutto. Le paratie poste sul lago sono chiuse e il fiume è secco perché, probabilmente, l’attenzione è più concentrata a non far abbassare il livello del lago di Bracciano piuttosto che alimentare un fiume così ricco di storia che ora rischia l’estinzione.

Il video servizio sulla situazione relativa il primo tratto del fiume Arrone

Perché le paratie sono chiuse? In realtà non c’è una risposta certa ma solo supposizioni. Nel 2015 è stato stabilito con un protocollo tra i comuni rivieraschi, parco e regione che lo zero idrometrico del lago di Bracciano è pari a 163,04 metri sul livello del mare. L’Acea, grazie alla convenzione stipulata nel 1984 può prelevare acqua del lago fino a un limite massimo di 161,90 metri. Chiaramente con le paratie del fiume Arrone aperte l’acqua a disposizione dei prelievi sarebbe di minore portata. Chissà che non sia proprio questo il problema? Di fatto per non far morire quella parte di fiume e tutti i pesci che vi dimorano si dovrebbe tornare ad alimentare, magari regolandone l’apertura e la chiusura delle paratie in determinati periodi dell’anno. 

Il fiume Arrone è immerso nel Parco di Bracciano Martignano. Nel fiume Arrone sono state riscontrate alcune specie di pesci di interesse comunitario come il Vairone, il Barbo, il Cobite, che riesce a sopravvivere anche in acque particolarmente povere di ossigeno in quanto possiede un’elevata superficie branchiale e riesce a svolgere una respirazione intestinale, e il ghiozzo di Ruscello anch’esso rinvenuto nel primo tratto del fiume Arrone e buon indicatore della qualità delle acque. Quale futuro per questo storico corso d’acqua?

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Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: in Sicilia è siccità annunciata

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Nel resto d’Italia situazione confortante soprattutto al sud

Pur essendo cresciute di una quarantina di milioni di metri cubi da dicembre, le disponibilità d’acqua in Sicilia rimangono abbondantemente sotto i livelli di inizio 2020 (-210,36 milioni di metri cubi), prologo ad un’annata particolarmente siccitosa. A metterlo in evidenza è il report settimanale dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche, attivato dall’ANBI, il cui Presidente, Francesco Vincenzi, guarda con preoccupazione all’arrivo dei mesi caldi: “Permanendo l’attuale tendenza idrica, si preannunciano gravi problemi per l’approvvigionamento d’acqua all’agricoltura dell’Isola, penalizzata anche da schemi irrigui incompiuti.”

Se restano confortanti i livelli degli invasi nella vicina Calabria, continua anche il recupero idrico della Puglia, dove non solo si registra una disponibilità maggiore di quasi 120 milioni di metri cubi rispetto ad un anno fa, ma gli invasi di Osento e di Capaccio hanno raggiunto la quota massima, superando la media del recente decennio.

Sono finiti, invece, i benefici delle piogge sulla Basilicata, le cui disponibilità idriche subiscono una contrazione di quasi 13 milioni di metri cubi, pur rimanendo abbondantemente al di sopra dei livelli 2020 (+ 163 milioni ca.).

Analogo è l’andamento in Campania dove, in assenza di precipitazioni da una settimana, i principali fiumi (Volturno, Sele, Garigliano) registrano livelli idrometrici in discesa, seppur superiori alla media del quadriennio 2017-2020; in lieve calo anche i volumi del lago di Conza della Campania e degli invasi del Cilento.

Nel Lazio, le altezze idrometriche dei fiumi Tevere, Sacco e Liri-Garigliano sono al top del recente quadriennio, così come positivi permangono i livelli dei laghi di Bracciano e di Nemi.
Sono altresì le precipitazioni a creare condizioni idriche differenziate in Abruzzo: deficit idrico in alcune zone costiere meridionali ed invece abbondanza d’acqua negli invasi marsicani ed aquilani con la diga di Penne, che trattiene 3,46 milioni di metri cubi d’acqua, un livello mai raggiunto dal 2016.
Sempre più vicino alla capienza massima è anche il bacino del Maroggia, in Abruzzo, oggi a 4,93 milioni di metri cubi a fronte di un limite fissato a mmc. 5,80.

I fiumi delle Marche (Potenza, Esino, Tronto, Nera, Sentino) hanno tutti portate superiori agli anni più recenti, ma inferiori al 2018.

E’ ottima la condizione dei bacini della Sardegna, ora al 93,76% della capacità autorizzata; nello stesso periodo dell’anno scorso trattenevano l’88,13%.
Sotto media, invece, sono i fiumi della Toscana (Arno, Sieve, Serchio, Ombrone) così come, in maniera addirittura più marcata, i principali corsi d’acqua dell’Emilia-Romagna (Reno, Secchia, Trebbia, Taro, Savio).

Per quanto riguarda il fiume Po, la settimana è stata caratterizzata dal lento esaurimento delle portate dopo le abbondanti precipitazioni nelle settimane precedenti, ma a Pontelagoscuro si registra ancora +6% rispetto alle medie di periodo. Febbraio risulta esser un mese molto positivo per la quantità di portata presente nel Grande Fiume, che segna un +32% rispetto alle medie. Per fine mese è previsto che la portata si allinei alle medie di periodo fino alla venuta delle prime precipitazioni primaverili. Stazionario è il quantitativo di innevamento su tutto l’arco alpino, mentre è in lenta diminuzione sull’Appennino; i valori restano comunque abbondantemente sopra le medie di periodo.
Si confermano buone le condizioni idriche dei fiumi veneti (Adige, Brenta, Piave, Livenza, Bacchiglione) così come dell’Adda in Lombardia e dei grandi laghi settentrionali, tutti sopra la media stagionale con un surplus di circa il 16% sul 2020.

Altalenante è, infine, il quadro, che si coglie in Piemonte con Maira, Dora Baltea e Stura di Lanzo in calo rispetto ad un anno fa, mentre Sesia, Pesio e Tanaro sono in significativa crescita; in Val d’Aosta prosegue l’eccezionale performance della Dora Baltea, che segna una portata di 27,6 metri cubi al secondo contro una media mensile pari 3!

“La situazione registrata – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – evidenzia la necessità di realizzare nuove infrastrutture a servizio del territorio: dai bacini medio-piccoli all’ampliamento del servizio irriguo. Dal Governo attendiamo un segnale di confronto sul nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, capace di creare oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento pari a circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.”

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