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Roma

COMUNE DI MARINO: L'ERA POST SILVAGNI E L'IMPLOSIONE DEL CENTRODESTRA

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Tempo di lettura 2 minuti Ora Fabio Silvagni sarà giudicato da semplice cittadino

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di Chiara Rai 

Marino Laziale (RM) – La decisione di dimettersi l’ha maturata dal carcere romano di Rebibbia l'ormai ex sindaco di Marino Fabio Silvagni. Ieri mattina la moglie è arrivata al Comune di Marino e ha protocollato le sue dimissioni. Con tutta probabilità si tornerà al voto in primavera dopo una fase di commissariamento. Questo si può considerare come l’epilogo del ciclone giudiziario che ha investito la coalizione di centrodestra al governo della città dell’uva e del vino.

Ora Fabio Silvagni sarà giudicato da semplice cittadino e forse, non essendo più un potenziale soggetto in grado di inquinare le prove, potrebbe ottenere la scarcerazione in attesa del processo. Ma le dimissioni lasciano intendere che la grande coalizione dei moderati eletta poco più di un anno fa si è sfaldata perché con Silvagni fuori da Palazzo Colonna le sue linee giuda hanno iniziato a vacillare come del resto gli eletti a lui vicini che si sono ritrovati isolati.

L’implosione politica è arrivata all’apice da circa un paio di giorni quando il vicesindaco De Santis ha azzerato la giunta perché, a suo dire, “è venuta meno l’unitarietà dell’azione di governo". Il mal di pancia tra i consiglieri era palese: poche ore prima dell’annuncio di azzeramento, l'assessore al Bilancio Arianna Esposito, molto vicina a Silvagni, era pronta a dimettersi forse per precedere una possibile esclusione in fase di rimpasto. La bufera è però iniziata ad aprile quando Silvagni è stato arrestato per corruzione e peculato. Con lui sono finiti in manette il funzionario comunale Bruno Saccavino e gli imprenditori Gianluca Tomasi, David Biancifori e Gino Ferrazza. Solo a quest’ultimo, difeso dall’avvocato Giuseppe Petrillo, è stata revocata la misura dei domiciliari.

Le indagini hanno, tra l’altro, riguardato la realizzazione di un Burger King, del valore di circa 3 milioni di euro, per il quale il primo cittadino avrebbe rilasciato illecitamente le autorizzazioni in cambio dell’assunzione di una ventina di persone da lui indicate per garantirsi così un ritorno politico ed elettorale. Il sindaco avrebbe anche intascato, secondo l’accusa, una tangente del 3% su una cifra di 100 mila euro, in relazione “ad un mandato di pagamento emesso dal comune di Marino”, e chiesto sponsorizzazioni per le feste del paese in cambio di rilascio di concessioni edilizie. Silvagni è finito in carcere perché non ha rispettato l’obbligo dei domiciliari. Poi, dalla cella, ha fatto saltare l’intero banco e adesso si aspetta il commissario prefettizio.

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Cronaca

Bracciano, truffavano gli anziani: coppia in manette

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Nella mattinata del 17/08/2022, al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Bracciano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura, a carico di due soggetti, un 34enne e una 50enne campani, gravemente indiziati di essere i responsabili di 5 truffe ai danni di anziani, perpetrate tra maggio e luglio nei comuni di Manziana, Anguillara Sabazia, Grottaferrata, Lugo e Asola. Le vittime designate venivano contattate al telefono da persone che, spacciandosi per carabinieri, riferivano di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano cagionato gravi lesioni alla controparte; una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del congiunto che tuttavia, trovandosi in ospedale, non avrebbe potuto contattarla direttamente, i malviventi asserivano che se non avesse immediatamente corrisposto una cospicua somma di denaro, le conseguenze legali sarebbero potute essere molto gravi. Carpita dunque la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quei momenti non poteva che essere di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il “finto carabiniere” concordava un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro, al quale avrebbe provveduto un fantomatico avvocato, impersonato sempre dall’uomo. Così mentre la donna faceva “da palo” attendendo in macchina, l’uomo si recava presso l’abitazione dell’anziano caduto nella trappola, facendosi consegnare tutto il denaro contante prontamente disponibile (somme tra i 300 e i 3000 euro) e in alcuni casi anche gioielli di valore (orecchini, bracciali, anelli e fedi).

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Castelli Romani

Frascati, affidati i lavori per riaprire al pubblico il Parco archeologico di Cocciano

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Ancora interventi al Parco Archeologico di Cocciano a Frascati al centro di lavori di messa in sicurezza e fruibilità dell’area.

Il Parco Archeologico, inaugurato anni fa è ora chiuso perché necessita di essere sicuro per il pubblico che ne usufruisce. Il Ministero degli Interni di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno finanziato la messa in sicurezza per 900 mila euro.

Il recupero della piena fruibilità avverrà sotto l’Alta Sorveglianza della Competente Soprintendenza Archeologica.

Nel Parco Archeologico di Cocciano sono conservati i resti della Villa dell’imperatore romano Tiberio (I sec. d. C.) ed un complesso turrito. Questo sito è caratterizzato da un’interessante compresenza di archeologia e edilizia storica che rendono il parco un unicum con elementi visivi di notevole bellezza, distendendosi su un terreno che scende gradatamente e nel quale sono emersi vari ambienti di epoca romana appartenenti alla villa, compresa una cisterna. Tutta la struttura è circondata da uliveto e offre una suggestiva vista su Roma. I lavori fanno seguito ai primi interventi di recupero dell’area archeologica, che erano stati effettuati più di dieci anni fa, e prevedono la messa in sicurezza degli spazi adiacenti il casaletto turrito, per adibirli a locali al servizio delle attività di tutela dei beni presenti nel parco: la grande cisterna ovale, i grottoni e le murature di epoca romana affioranti dal terreno.

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Castelli Romani

Nemi, ordinata la chiusura dello storico bar delle fragole per dei lavori fatti 30 anni fa

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Il bar intanto è aperto in attesa della verifica della documentazione attestante la regolarità del locale presentata dal tecnico del titolare

NEMI (RM) – Ordinata la chiusura dello storico “Bar delle Fragole” di Nemi di Corso Vittorio Emanuele per attività svolta in locali non agibili e su superfici non autorizzate.

La decisione è stata presa dal responsabile del servizio tecnico comunale, Massimo Salvatori, che ha ordinato la cessazione dell’attività di pubblico esercizio dopo il sopralluogo al locale effettuato dai Carabinieri che hanno riscontrato diverse irregolarità, in particolare:

  • L’apertura di un muro portante interno tra la sala di somministrazione e il laboratorio a freddo dietro il bancone;
  • Ampliamento della superficie di vendita rispetto quanto autorizzato nel corso degli anni;

La vedova dell’ex titolare del “Bar delle Fragole” e madre dell’attuale legale rappresentante, Stefania Fienili, ha precisato che nonostante l’ordinanza di cessazione di pubblico esercizio il Bar delle fragole non è stato chiuso.

La Fienili ha detto che il provvedimento dell’ufficio tecnico riguarderebbe presunti problemi relativi a lavori di ristrutturazione del locale effettuati fra il 1991 e 1992 dal marito venuto a mancare nel 2000.

Inoltre la Fienili ha fatto sapere che lo scorso venerdì 12 agosto, dopo un incontro con l’ufficio tecnico è stata inviata la documentazione comprovante la regolarizzazione dei lavori fatti all’epoca e che ad oggi si è in attesa di riscontro e per questo motivo il “Bar delle Fragole” è rimasto aperto.

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