Connect with us

In evidenza

Concorsopoli, clamorosi “salti” nella graduatoria di Allumiere: due “idonei” mai chiamati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Prosegue l’analisi degli atti che riguardano il famoso concorsone di Allumiere che ha visto una infornata di portaborse, parenti di politici e amici di… essere assunti a tempo indeterminato alla Pisana. Nonostante gli annunci ancora non risulta pubblicato alcun annullamento in autotutela del concorso indetto dal Comune di Allumiere da cui hanno pescato nomi eccellenti sia i comuni della provincia romana, sia la Pisana. Questo giornale ha verificato un fatto molto importante: alcune persone risultate idonee e presenti nella graduatoria non sono state mai chiamate.

A Guidonia è stato assunto Marco Cirilli che risulta al 66° posto della graduatoria provvisoria mentre non sono mai state chiamate da nessun Comune le signore Marianna Sardoni e Alice Bruschi, rispettivamente al 13° e 14° posto della graduatoria provvisoria di merito.

Qualcuno dovrà spiegare le motivazioni per le quali il Comune di Allumiere non ha comunicato ai Comuni che ne hanno fatto richiesta i nominativi di queste due persone.

Questa ulteriore grave rilevanza si somma al fatto che Andrea Mori, presidente della commissione del concorsone di Allumiere risulta il solo ad aver firmato il verbale del 16 luglio 2020 che riguarda la composizione della prima fortunatissima batteria di nomi che sono finiti tutti in Pisana e al Comune di Guidonia.

Continua a leggere
1 Comment

1 Comment

  1. Anonymous

    11 Maggio 2021 at 9:50

    Beh, certo che gran giornalismo, se non fosse che il soggetto in questione è stato chiamato nella giornata del 31 dicembre perchè due hanno rifiutato la chiamata all’ultimo…ma questo nn vi fa gioco, a voi piace fare gossip, a qyalunque costo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

In evidenza

Turismo lento, Bracciano, Trevignano e Formello: la Regione Lazio finanzia i luoghi della cultura

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Califano (Pd): “Quest’anno, dopo le restrizioni dovute alla pandemia, assume ancora più valore il finanziamento regionale per i luoghi della cultura che abbiamo messo in campo”

BRACCIANO (RM) – “Musei e archivi storici racchiudono la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni. Uno scrigno all’interno del quale riscoprire le nostre origini, ciò che siamo e siamo stati. Ma anche un’importante testimonianza delle bellezze dei nostri territori e un volano per dare finalmente ali a quel turismo lento su cui stiamo puntando per valorizzare i Comuni e i territori della Provincia.” Dichiara la Consigliera regionale Pd Michela Califano.

VIDEO SERVIZIO SUL TURISMO LENTO TRASMESSO A OFFICINA STAMPA

“Ecco perché quest’anno, – prosegue – dopo le restrizioni dovute alla pandemia, assume ancora più valore il finanziamento regionale per i luoghi della cultura che abbiamo messo in campo. Un modo per poter riprendere a vivere questi luoghi, visitare una mostra, partecipare a un’attività didattica, tornare a studiare nelle sale biblioteche e negli archivi storici delle reti regionali. A fronte di questo sono davvero soddisfatta che alcuni dei più bei luoghi dei Comuni di Bracciano, Trevignano Romano e Formello siano rientrati in questo avviso pubblico. In particolare saranno finanziati con 6300 euro a testa l’Archivio Storico Comunale “PaoloGiordano Orsini” di Bracciano e il Museo civico. Con 7mila euro ciascuno l’Archivio Storico Comunale e il museo civico etrusco-romano di Trevignano Romano. Uguale investimento – conclude – per l’Archivio Storico Comunale di Formello e il Museo dell’Agro Veientano. Dopo la grande campagna di vaccinazione ora vogliamo tornare a vivere. “

Continua a leggere

Ambiente

Ambiente, mancano 72 giorni al DE-Day: Deflusso Ecologico sempre più vicino

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: 2 minutes
image_pdfimage_print

Francesco Vincenzi, presidente Anbi: “Sarà un capestro per molti territori italiani. Il governo chieda una moratoria alla Ue”

“Si dia incarico ad ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di redigere le proposte da presentare in sede comunitaria per modificare la normativa europea sul Deflusso Ecologico che, a partire dal prossimo 1 Gennaio, prevede un maggiore rilascio di portata nei fiumi, riducendo fortemente i prelievi per innervare idricamente il territorio e causando così gravi danni all’ambiente ed all’economia locali, ad iniziare dall’agricoltura, che produce cibo”: a reiterare la richiesta è Francesco Vincenzi,  Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), recentemente audita anche in Commissione Agricoltura del Senato.

“Siamo fortemente preoccupati per il trascorrere dei giorni verso un inizio d’anno, che rischia di rappresentare una data capestro per vaste aree del Paese come la Pedemontana Veneta dove, in provincia di Treviso, tre anni di sperimentazioni permettono di indicare, in 530 milioni di euro, i danni che arrecherebbe la prevista riduzione di prelievi dal fiume Piave, poiché ne conseguirebbe un calo del 70% nella presenza d’acqua all’interno del reticolo idraulico, comportando insostenibili riduzioni nell’irrigazione, ma anche nella produzione di energia idroelettrica, senza considerare le conseguenze ambientali e turistiche – aggiunge il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Non andrebbe meglio per le aree afferenti al fiume Brenta, né per molti altri territori italiani, cresciuti grazie agli apporti di corsi d’acqua ormai sempre più simili a torrenti e con portate ben diverse dalla realtà dei grandi fiumi del Nord Europa, cui perlopiù guardano le scelte operate a Bruxelles.”

“Di fronte a questo scenario – indica ancora il Presidente di ANBI –  è indispensabile che il Governo chieda alla U.E., sulla base dei dati in possesso, la prevista moratoria sull’applicazione del Deflusso Ecologico per evitare di indebolire la resilienza delle comunità locali di fronte ad una situazione climaticamente già difficile. E’ necessario adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla Direttiva Quadro Acque, ma servono tempo e risorse.  Nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno avuto ammessi progetti esecutivi per 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma sul capitolo acqua ci sono disponibili solo 520 milioni; ciò significa che bisogna già guardare oltre, programmando nuove investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio ad iniziare da un Piano Nazionale Invasi, fatto soprattutto di bacini medio-piccoli, capaci di superare la sindrome del Vajont in una logica di multifunzionalità, perché la crisi climatica non ammette ulteriori ritardi.”

“Condividendo l’obbiettivo del benessere dei corpi idrici, cui i Consorzi di bonifica concorrono con la progressiva riduzione dei prelievi irrigui grazie alle moderne tecnologie e ad una continua ricerca agronomica, va evidenziato che l’applicazione attualmente prevista del Deflusso Ecologico non migliorerebbe, ma anzi peggiorerebbe la qualità delle acque interne, creando difficoltà all’equilibrio ambientale del nostro Paese. Non si possono omologare i territori di una realtà articolata come l’Italia, che fa della distintività, una caratteristica ammirata nel mondo” conclude il DG di ANBI.

Continua a leggere

In evidenza

Apple Watch Series 7 arriva nei negozi italiani

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Reading Time: < 1 minute
image_pdfimage_print

Apple Watch Series 7 è finalmente arrivato in Italia. Dopo una settimana di prevendita, infatti, il dispositivo arriva nei negozi del Belpaese. Disponibile con cassa da 41 mm e 45 mm, lo smartwatch ha uno schermo quasi del 20% più grande del precedente, nonostante l’ingombro resti praticamente lo stesso, grazie alla riduzione delle cornici intorno al quadrante. Series 7 è più robusto, con un cristallo anteriore resistente agli urti ed è il primo della famiglia di smartwatch di Apple con resistenza alla polvere di grado IP6X e all’acqua fino a 50 metri. Apple Watch Series 7 introduce cinque nuove finiture per la cassa in alluminio: mezzanotte, galassia, verde, un nuovo blu e (PRODUCT) RED. Inoltre, è disponibile anche una nuova gamma di colori e stili per i cinturini. I modelli in acciaio inossidabile sono disponibili in argento, grafite e oro, in aggiunta ad Apple Watch Edition in titanio naturale e nero siderale. Il design è stato perfezionato con angoli più smussati e arrotondati, con lo stesso schermo touch che adesso è dotato di un bordo rifrangente, in modo che i quadranti e le app a tutto schermo sembrino un tutt’uno con la curvatura della cassa. La batteria offre sempre un’autonomia di 18 ore, a cui si aggiunge una velocità di ricarica del 33% superiore. Resta il focus sul benessere: battito cardiaco, monitoraggio del sonno, dei livelli di ossigeno nel sangue e dell’ECG, oltre che le novità introdotte da Fitness+, un servizio creato proprio intorno ad Apple Watch, con tre mesi di accesso gratuito dalla prima attivazione. I prezzi del nuovo orologio partono dai 439 euro per il modello da 41 mm e 469 euro per il 45 mm, a salire poi per le versioni con connessione dati indipendente via e-sim, oltre al Wi-Fi.

F.P.L.

Continua a leggere

I più letti