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Economia e Finanza

CONFINDUSTRIA: L'ECONOMIA ITALIANA NON DECOLLA

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Tempo di lettura 2 minuti Sul sistema Italia pesa come un macigno il 'cancro' dell'evasione fiscale, che brucia 122,2 miliardi nel 2015

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Redazione

L'economia italiana non "decolla", la crescita e' piu' lenta delle attese e sul sistema Italia pesa come un macigno il 'cancro' dell'evasione fiscale, che brucia 122,2 miliardi nel 2015, il 7,5% del Pil. Il Centro studi di Confindustria traccia un consuntivo di fine anno poco rassicurante dell'economia italiana e malgrado qualche elemento positivo come la ripresa dell'occupazione (ci saranno 650 mila nuovi posti in tre anni, stima viale dell'Astronomia) certifica di fatto quello che l'Istat e lo stesso governo hanno ammesso qualche settimana fa: il segno piu'' davanti al Pil c'e', ma la ripresa e' ancora molto timida. Il quadro fa dire al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan che "c'e' una ripresa ma debole, non un'accelerazione. Viviamo in un mondo post recessione e io sono tra quelli che ritengono che l'ipotesi di stagnazione secolare non sia cosi' peregrina". Il Centro studi dell'associazione degli Industriali mette nero su bianco insomma che l'Italia crescera' dello 0,8% quest'anno (e non piu' dell'1% come ci si aspettava a settembre) e dell'1,4% nel 2016. Un passo piu' deciso e' previsto nel 2017, con il Pil a +1,7%. Salvo che pero' la variabile terrorismo non assesti una ulteriore spallata alle speranze di ripresa. "Le ragioni per cui non si riesce a prendere il vento favorevole sono legate al fatto che ci sono comportamenti piu' prudenti, si tende a essere meno risoluti – spiega Il Csc – c'e' un tasso di risparmio molto basso, che e' ai minimi storici. Per noi resta un mistero questo rallentamento. Pensiamo comunque che nel corso di questo autunno ci sia una ripresa di slancio legati ai giudizi sugli ordini delle imprese che producono beni di consumo"

Quel che e' certo, ribadisce Confindustria, e' che i pesi che tradizionalmente l'Italia si porta alle caviglie non facilitano il recupero: un fisco vorace e una evasione fiscale da capogiro. Secondo una simulazione del Csc, una famiglia di due lavoratori dipendenti con un figlio in eta' scolare destina il 54,9% del reddito al pagamento dei contributi sociali e delle imposte, dirette e indirette. Quanto all'evasione fiscale e contributiva, certifica Confindustria, ammonta a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del Pil. Solo la Grecia fa peggio di noi. Se si riuscisse a dimezzare questo fenomeno, secondo gli industriali, si potrebbe arrivare ad un 3,1% di maggiore Pil e in oltre 335mila occupati aggiuntivi. Un dato positivo viene invece dall'occupazione: per Confindustria la domanda di lavoro in Italia "e' ripartita" e nel triennio fino al 2017 saranno creati 650 mila posti di lavoro che portano a 815 mila il totale da quando sono ricominciati ad aumentare", ovvero dal 2014. Il recupero e' frutto dell'azione del governo, riconosce viale dell'Astronomia, secondo cui "sull'andamento dell'occupazione hanno avuto certamente un ruolo importante l'introduzione degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo determinato e le regole previste dal Jobs Act". Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, chiede un colpo di reni: "L'Italia continua in una fase di stentata crescita, migliora la percezione e l'ottimismo di consumatori e imprese ma lo scatto netto, bruciante, che lascia sul posto il passato e la crisi per agganciare una crescita stabile, quello ancora non c'e'", conclude.

Economia e Finanza

Parma, fiera della meccanica e della subfornitura spostata a maggio

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La decisione per offrire maggiore sicurezza a visitatori ed espositori

La prima edizione della manifestazione fieristica “Mecfor”, inizialmente prevista dal 24 al 26 febbraio 2022 nel quartiere fieristico di Parma, si riposiziona nella seconda metà di maggio 2022 per offrire maggiore sicurezza a visitatori ed espositori. Le date esatte saranno definite a breve in ragione dei calendari fieristici internazionali tuttora in fase di discussione a causa dell’emergenza pandemica.

Mecfor, sarà la prima novità fieristica del 2022 dedicata a due comparti strategici per il Paese, nonché strettamente correlati, come Meccanica e Subfornitura, che rappresentano il 50% del settore manifatturiero italiano.

Mecfor è organizzata da Fiere di Parma, storica organizzatrice del Salone della Subfornitura, dedicato all’esternalizzazione di attività nel campo della meccanica, ma anche elettronica, plastica e altro, e da Ceu – Centro Esposizioni Ucimu, organizzatore delle principali fiere internazionali di macchine utensili e lavorazione dei metalli come Bimu e Lamiere.

La fiera è composta da tre saloni, distinti ma integrati: “Revamping”, il mercato delle macchine utensili ammodernate e aggiornate; “Turning”, dedicata principalmente al tornio; “Subfornitura”, di cui già si è detto. Mecfor avrà a disposizione per la sua prima edizione oltre 24.000 mq del quartiere fieristico di Parma.

Un Salone di particolare interesse sarà Revamping: verrà mostrato come le macchine utensili possano, se opportunamente retrofittate, avere una seconda vita. Saranno esposte macchine non solo economicamente convenienti, ma anche di qualità standard prevista da Industria 4.0. Inoltre, si risponde così alle esigenze di produzione sostenibile in linea con l’approccio dell’economia circolare, che si sta facendo sempre più strada anche nel mondo dell’industria pesante.

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Economia e Finanza

Covid, in arrivo ristori per i settori chiusi dal governo. Sostegni anche per il turismo

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I ristori andranno “ai settori chiusi dai provvedimenti del governo” per l’emergenza Covid. Lo prevede, secondo quanto annuncia la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore, il prossimo decreto legge. A beneficiare degli aiuti, “a fondo perduto e a forfait”, saranno quindi, precisa, “sale da ballo, discoteche, ma anche sport e cinema e più in generale il settore spettacolo, che hanno avuto una riduzione significativa di entrate”.

In gioco almeno un miliardo di euro – La sottosegretaria illustra al “Messaggero” il piano del governo per gli aiuti, spiegando che “c’è uno spazio certo di un miliardo, al netto della questione caro-bollette. Ma credo che alla fine sarà di più”. L’intervento messo in cantiere riguarda, aggiunge Sartore, i primi tre mesi dell’anno.

Aiuti anche al turismo – “Per lo sport è stata decisa una minore capienza – continua -. I cinema e i teatri sono aperti ma sono oggettivamente in sofferenza”. Le misure di sostegno riguarderanno anche il turismo per cui, chiarisce, “già con l’ultima manovra è stato stanziato un fondo di 150 milioni di euro”.

Mogol chiede nuovi aiuti per lo spettacolo – Un appello “per l’urgentissima adozione di nuovi provvedimenti di sostegno economico” a favore di autori, artisti e lavoratori dello spettacolo è quello rivolto dal presidente della Siae, Giulio Rapetti Mogol, al premier Mario Draghi e al ministro della Cultura Dario Franceschini, alla luce della nuova ondata di contagi che sta mettendo a dura prova un settore che ha già pagato un prezzo altissimo durante l’emergenza sanitaria. “Gli eventi di musica, cinema e spettacolo, fonte di felicità per gli italiani, non possono più aspettare”, è l’allarme lanciato.

Ammortizzatori – Riguardo alla richiesta, da parte di alcuni settori, della proroga della Cassa Covid, la sottosegretaria spiega: “Dal primo gennaio è entrata in vigore la riforma degli ammortizzatori sociali. Anche le piccole imprese hanno 13 settimane di Cig da utilizzare”. Ancora in fase di valutazione però il rifinanziamento della Cassa Covid, come chiesto dai sindacati.

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Costume e Società

Flormart, nel 2022 la fiera del florovivaismo torna alla sua data tradizionale di settembre

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La decisione presa per assicurare la presenza dei buyer internazionali – Convegno fisico e digitale il 9 febbraio 2022 a Padova sulle principali tematiche del comparto

PADOVA – La 71° edizione di Flormart, storica fiera internazionale del florovivaismo, del verde e del paesaggio, si terrà a Padova nelle sue date tradizionali dal 21 al 23 settembre 2022, cancellando la Special Edition prevista dal 9 all’11 febbraio 2022.

La decisione è stata presa dagli organizzatori per garantire la presenza di buyer internazionali, attualmente messa in forse dal permanere dell’emergenza pandemica e per assicurare la massima sicurezza sanitaria a espositori e visitatori. Flormart ha già attivato, anche in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, un programma per favorire l’incoming di operatori top del settore provenienti da Europa centrale, Europa dell’est, Paesi del Medio Oriente e dell’area mediterranea.

Nella road map che porterà all’inaugurazione della fiera a settembre, data storica di Flormart, si inseriranno varie iniziative, la prima un convegno phygital che si terrà in Fiera a Padova il 9 febbraio 2022, alla presenza dei principali attori del comparto. Temi principali del convegno saranno l’importanza del florovivaismo e del verde per la transizione ecologica, l’inserimento del settore nel PNRR, la cultura e la gestione del verde urbano, il potenziamento dell’export del florovivaismo made in Italy (seguirà comunicato).

Flormart è la fiera storica del settore, organizzata per la prima volta nel 1974 e giunta alla sua 71° edizione. Rappresenta da sempre la vetrina internazionale del florovivaismo e il momento di business matching tra chi produce le piante, i materiali, gli arredi, i mezzi di produzione e gli utilizzatori, vivaisti, grandi centri di giardinaggio, costruttori del verde, enti pubblici, gruppi immobiliari italiani ed Europei, i buyer italiani e esteri. A partire dal 2021 un accordo decennale con Padova Hall ha dato vita ad una partnership che affida l’organizzazione di Flormart a Fiere di Parma ma che mantiene la manifestazione ancorata alla città di Padova e al suo quartiere fieristico attraversato da un profondo progetto di rinnovamento.

Il comparto florovivaistico italiano rappresenta in termini di valore circa il 5% della produzione agricola nazionale, con un fatturato di circa 2,6 miliardi di euro (elaborazione Crea su ISTAT, 2020). La produzione è composta per il 52% dal comparto piante in vaso e dal vivaismo (alberi e arbusti) e per il rimanente da fiori e fronde freschi recisi. Da sola l’Italia rappresenta circa il 15% della produzione dell’Europa comunitaria. L’export è cresciuto del 33,14%, a valore, nei primi 6 mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati ICE).

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