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CONTIGLIANO, PROPOSTA DI DELIBERA DELLA MINORANZA: VOGLIONO CHE RIETI LASCI IL LAZIO PER L'UMBRIA

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[PROPOSTA DI DELIBERA ACCORPAMENTO PROVINCIA DI RIETI]

 

"Ampliare l’Umbria con Rieti è vantaggioso anche per le aree più distanti e di confine: l’asse mediano L’Aquila, Rieti, Terni Perugia se da un lato va completamente costruito sul piano politico e amministrativo, sul piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie è sicuramente più avanti di quanto non lo sia quello con la Capitale."

 

Redazione

Contigliano (RI) – I consiglieri di minoranza,lo scorso 19 ottobre, hanno presentato al Comune di Contigliano la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, per affrontare una serie di tematiche di carattere locale e territoriale, tra le quale spicca quella relativa al riordino delle province e l'accorpamento della provincia di Rieti ad altri territori. "Si prende atto che con la L.135/2012 all’articolo 17 prevede l’obbligo del riordino delle Province, – Scrivono i consiglieri Nella Melchiorri, Roberto Giocondi, Danilo Renzi, Luiso Simonetti – si constata che nè le varie forze politiche e nè tantomeno le organizzazioni di rappresentanza degli enti amministrativi, sono state in grado di frapporre argomentazioni tali e sufficienti per scongiurare l’applicazione di tali norme (punitive soprattutto per i soggetti più deboli) e si ricorda che il Comune di Contigliano con voto unanime ha approvato in data 4 settembre 2012 un Ordine del Giorno teso a ribadire la netta contrarietà al superamento della Provincia di Rieti fornendo al contempo indicazioni per una complessiva riorganizzazione degli assetti Istituzionali, basata sul rafforzamento delle funzioni dei Comuni, dei compiti di governo di area vasta delle Province, sull’incremento dei processi di decentramento amministrativo da parte delle Regioni, nonché sulla soppressione di tutte le altre forme Istituzionali “gemmate” sul territorio nel corso degli ultimi venti anni. – I Consiglieri proseguono -Si ricorda, inoltre, il dettato dell’articolo 132 della Costituzione della Repubblica  Italiana che  recita: “Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra” Lo stesso CAL del Lazio, espressione delle Autonomie Locali,  si è espresso " ritenendo illegittima una decisione che non tenga conto della volontà delle comunità locali, uniche depositarie della sovranità in ordine all'appartenenza ad una provincia …". Si ritiene che essere aggregati in maniera marginale ad altri territori estranei alle caratteristiche culturali, sociali, economiche, geomorfologiche della Provincia di Rieti,  e per di più con inefficienti collegamenti stradali e ferroviari, non rappresenta affatto la soluzione migliore per rafforzare quell’identità territoriale e sociale che tutt’ora non si è sufficientemente consolidata . Si propone l'ampliamento della Regione Umbria con l'accorpamento della intera provincia di Rieti con le seguenti motivazioni:
1.    La Provincia di Rieti rappresenta una terra di confine, con tutti i limiti e i vantaggi che questo comporta, e se i limiti sono ampiamente noti i  vantaggi sono rappresentati dal fatto che  essere al confine significa poter dialogare con maggiore facilità di altri con altre città e altre regioni,  assorbendone  le contaminazioni positive e che nessuna riforma dei confini Istituzionali potrà mai modificare gli attuali confini geografici;
2.    Tutte le relazioni in essere, gli scambi commerciali, economici, culturali, non subiscono nessuna variazione al variare dell’assetto amministrativo e dunque il ragionamento che va fatto con le popolazioni maggiormente di confine è semplicemente quello relativo alla individuazione della migliore soluzione  istituzionale e amministrativa  che risulti utile per il  destino  del territorio  e delle future generazioni;
3.    Un’opzione che punti all’ampliamento della regione Umbria inglobando il territorio dell’ex Provincia di Rieti, significa anche rafforzare il peso specifico e le ragioni sociali ed economiche delle popolazioni che ancora vivono nelle porzioni centrali di questa Nazione rendendo così politicamente più forte il diritto al futuro per territori che non hanno solo paesaggio e natura da offrire, ma anche saperi, competenze, economie;
4.    Le Regioni Abruzzo e Marche, nonché la stessa provincia di Viterbo doverosamente contemplano nella propria vicenda di governo, le specifiche ragioni ed esigenze delle  economie “marine”; pertanto, basta riflettere un attimo sul sistema economico e infrastrutturale che in quei territori è rappresentato dalla costa, per chiedersi quale peso specifico potrebbero aggiungere i   2700 kmq reatini, fatti per due terzi da montagne;
5.    Ampliare l’Umbria con Rieti è vantaggioso anche per le aree più distanti e di confine: l’asse mediano L’Aquila, Rieti, Terni Perugia se da un lato va completamente costruito sul piano politico e amministrativo, sul piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie è sicuramente più avanti di quanto non lo sia quello con la Capitale. E’ sicuramente più semplice migliorare una ferrovia esistente che costruirne una nuova, come è più semplice immaginare la fine dei lavori sulla Terni Rieti Avezzano che pensare all’apertura dei cantieri sulla Salaria per Roma.
6.    La dimensione demografica dei rispettivi centri abitati, le caratteristiche rurali di gran parte del territorio, la presenza della piccola e media impresa, le eccellenze universitarie e sanitarie, la qualità dell’ambiente, del paesaggio e dell’agroalimentare, portano a  riflettere sulle “contaminazioni” che possono scaturire da un nuovo assetto istituzionale all’interno di una regione Umbria  più grande e più ricca;
7.    Nelle ipotesi avanzate di “nuovo Lazio” la produzione normativa dovrà fronteggiare ancora il peso specifico esercitato da Roma o dalla stessa Area Metropolitana, e questo al di là delle cessioni di sovranità legislativa che si potranno determinare; al contrario l’Umbria “allargata” nella propria azione legislativa continuerebbe a far fronte ad un territorio largamente omogeneo e questo anche al netto degli inesauribili campanilismi italiani.
Fattivamente, si ritiene che il presente atto possa costituire l’indirizzo politico e piano d’azione dell’intero Consiglio Comunale come rappresentante della volontà e degli interessi dei cittadini amministrati.
Inoltre, si chiede l’istituzione di un'apposita Commissione Consiliare Speciale a cui sia delegata ogni iniziativa necessaria per l’attuazione del presente Ordine del Giorno, tra cui la realizzazione di iniziative necessarie per attivare un coordinamento con i comuni limitrofi e con il comune capoluogo di provincia e l'avvio di una fase di informazione della popolazione, propedeutica all’eventuale indizione di apposita consultazione referendaria ai sensi dell’art.132 della Costituzione.
 

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Rieti

Rieti, colpo al supermercato: in manette 2 georgiani

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Nella serata di ieri 15 novembre, i militari delle Stazioni Carabinieri di Poggio San Lorenzo e Orvinio, nell’ambito di normali servizi di controllo del territorio, hanno tratto in arresto due soggetti di nazionalità georgiana, K. M. classe ‘73 e L. S. classe ‘94, in flagranza di reato perché responsabili di furto all’interno di un supermercato.
In seguito a segnalazione pervenuta alla Centrale Operativa nel pomeriggio, i militari sono intervenuti presso l’esercizio commerciale denominato “Tigre” sito in Poggio Moiano, loc. Osteria Nuova, dove era stato notato un soggetto sospetto. Giunti sul posto i militari hanno effettivamente rintracciato un uomo, che era stato bloccato mentre tentava di allontanarsi dall’esercizio commerciale nascondendo sotto i propri abiti alcune bottiglie di super alcolici.
Nel corso dei successivi accertamenti, svolti nell’immediatezza dei fatti, i militari sono riusciti a rintracciare nei paraggi un complice, il quale attendeva nascosto in auto. Nel corso della perquisizione personale e veicolare condotta, è stato possibile rinvenire più di trenta bottiglie di
super alcolici, occultate dentro alcuni zaini, all’interno dell’autovettura. I militari dell’Arma, nello sviluppo dell’attività investigativa incentrata anche sull’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, hanno verificato che i due soggetti si erano resi responsabili anche di un altro furto perpetrato nel primo pomeriggio in Rieti, all’interno del supermercato “Tigre” di viale
Matteucci, da dove i due avevano asportato le bottiglie di alcolici, poi rinvenute nel corso della perquisizione.
Sulla scorta di quanto accertato i due soggetti, che sono risultati entrambi gravati da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso e tentato furto.
Su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Rieti, entrambi sono stati ristretti presso la casa Circondariale di Rieti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La refurtiva recuperata, del valore complessivo di circa mille euro, è stata sottoposta a sequestro, anche al fine di verificare con precisione se sia provento di altri furti perpetrati nella stessa giornata presso altri esercizi commerciali.

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Costume e Società

Debora Caprioglio a Montopoli per “Piccoli Comuni incontrano la cultura”

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RIETI – Debora Caprioglio è la protagonista di CALLAS D’INCANTO, scritto e diretto da Roberto D’Alessandro, la storia di Bruna, fedele governante di Maria Callas, al suo servizio dal 1953 al 1977, in scena il 16 novembre ore 21 al Teatro S. Michele Arcangelo di Montopoli nell’ambito degli appuntamenti gratuiti pensati per la provincia di Rieti di Piccoli comuni incontrano la cultura. Progetto della Regione Lazio realizzato da ATCL in collaborazione con LazioCrea vede per ogni tappa il supporto dei Comuni ospiti, attivando un percorso virtuoso di sostegno alla cultura.

Bruna, è stata l’ombra della Callas e come una Vestale, ne custodisce la memoria, i ricordi, l’idea di una donna che ha rappresentato tutta la sua esistenza, per la quale la sua vita ha avuto ed ha ancora una ragione che va al di là del semplice esistere. Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza davanti alla quale non è possibile valutare il genio, del quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l’immensità di pensiero, la vastità delle imprese.

Così ascoltiamo la storia che ci racconta e ci troviamo al suo fianco a spiare quasi con vergogna i palpiti di quel cuore, la sua felicità, il suo tormento, tutta la tristezza del mondo. Cos’è un mito?

Nelle religioni, è la narrazione sacra di gesta e origini di Dei ed Eroi. Può essere l’esposizione di un idea sotto forma allegorica: il mito della caverna in Platone. Può essere un utopia, illusione: la sua fortuna è solo un mito. Per estensione è l’immagine idealizzata di un evento o di un personaggio che svolge un ruolo determinante nel comportamento di un gruppo umano. Una leggenda.

Maria Callas è tutto ciò. La sua statura artistica ha diviso il mondo dell’opera in prima e dopo la Callas. La sua capacità di interpretazione ha strappato la scena operistica all’affettazione dei gorgheggi fini a se stessi, ed è riuscita a dare un armonia ai personaggi del melodramma, mostrando sui palcoscenici di tutto il mondo un anima in una voce. La Callas nel nostro racconto non è una voce in una donna, bensì una donna con una voce. Così la sua vita aldilà della legenda si consumò nella tragedia, vissuta in maniera totale da eroi. Esattamente questa dimensione mitica ha Bruna della Callas. La racconta con fervore e passione quasi religiosa, soffermandosi maggiormente sul tormento della sua anima. Una grande storia d’amore, dopo l’incontro con Aristotele Onassis.

La loro relazione, ed il triste epilogo concorrono ancora di più a dare alla vicenda una sacralità mitica che pare sussurrarci a tutti come la felicità non è di questa terra se due dei come loro non hanno potuto essere felici. Loro erano imperscrutabili, ignoti anche al fato che ineluttabilmente, senza clemenza, si attua. Bruna durante tutto lo spettacolo attende il ritorno della sua Madame.

L’aspetterà per sempre, perché si sente come la tessera di un puzzle che completa un mosaico. Alla fine il desiderio di vedere entrare Maria Callas si fa irresistibile: “Madame – cioè la signora Callas non c’è, sta per arrivare.” La divina non può entrare. Il suo corpo non è più tra noi anche se lei è ancora in mezzo a noi come un idea, una legenda, un mito.. per una serata d’incanto.

Il progetto PICCOLI COMUNI INCONTRANO LA CULTURA della Regione Lazio realizzato da ATCL in collaborazione con LazioCrea, è pensato per 47 piccoli comuni, comunità al di sotto di 5000 abitanti, per il quale si sono sviluppate tante importanti collaborazioni: Teatro di Roma, Conservatorio di Santa Cecilia, Roma Lazio Film Commission, Progetti Speciali-ABC della Regione Lazio, ma soprattutto tutte le amministrazioni locali. Per poco più di 2 mesi, dal 28 settembre al 30 novembre, l’intero territorio sarà attraversato da concerti, spettacoli, attività per bambini, danza, incontri per un totale di 25 compagnie, 110 tra attori e tecnici, 20 tra studiosi e scrittori: un caleidoscopico calendario di eventi che disegnerà un itinerario “fantastico” di riscoperta del piccolo/grande territorio.

I Comuni coinvolti nelle 5 Province: BARBARANO ROMANO, BASSIANO; CALCATA, CAMERATA NUOVA, CAMPOLI APPENNINO, CANEPINA, CANTALICE, CAPRANICA PRENESTINA, CARBOGNANO, CASPERIA, CASTEL SAN PIETRO ROMANO, CASTELFORTE, CASTROCIELO, CELLENO, CERRETO LAZIALE, COLLEVECCHIO, COLONNA, CONTIGLIANO, FILACCIANO, FONTANA LIRI, GERANO, GIULIANO DI ROMA, GRADOLI, GUARCINO, MAENZA, MONTOPOLI DI SABINA, NORMA, ORIOLO ROMANO, PIANSANO, PICINISCO, POGGIO BUSTONE, POGGIO MOIANO, POLI, POSTA FIBRENO, PROSSEDI, ROCCA GIOVINE, ROCCA MASSIMA, ROCCA SANTO STEFANO, ROCCASECCA DEI VOLSCI, ROIATE, SAMBUCI, SAN DONATO VAL DI COMINO, SAN GIORGIO A LIRI, SANT’APOLLINARE, SANT’ORESTE, VALLERANO, VICOVARO.

Castello Baronale

Piazza del Duomo, Maenza

info

ingresso gratuito

www.atcllazio.it

info@atcllazio.it

tel. 06 45426982



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Redazione Lazio

Sgominata banda di rapinatori e narcotrafficanti tra Roma e Rieti

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Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito – nelle province di Roma e Rieti – un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del locale Tribunale nei confronti di 9 persone (8 in carcere e 1 ai domiciliari), responsabili della pianificazione di furti e rapine ai danni di Istituti di credito ed esercizi commerciali, nonché parallelamente coinvolte in attività di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato il gruppo riconducibile a Lorenzo SARACCHINI (classe 1954), pluripregiudicato affermatosi nel panorama criminale romano poiché coinvolto, nel corso degli anni, in notori fatti di cronaca: tra questi, in particolare, la rapina commessa nel marzo 2010 allorquando, membro di un commando di 5 uomini armati e travisati – composto, tra gli altri, da Lucio RUSSO (classe 1959) e Daniele RUSSO (classe 1975) – aveva preso d’assalto una villa nel quartiere EUR, sequestrando le vittime e pretendendo la consegna del denaro e dei beni di valore. In seguito a quel delitto, era fuggitoin Spagna, dove, nel 2012, veniva rintracciato ed estradato in Italia.

Come ricostruito nel corso delle indagini, SARACCHINI ha continuato a pianificare meticolosamente l’esecuzione di reati della specie, che non sono stati portati a compimento grazie all’intervento delle Fiamme Gialle.

È il caso della rapina sventata il 2 ottobre 2017 all’Ufficio postale Lido di Ostia, dove furono tratti in arresto i suoi due complici, Giovanni COSTA (classe 1953) e Carlo BOSCHETTO (classe 1953), mentre, nel giorno notoriamente dedicato al pagamento delle pensioni, si dirigevano verso l’obiettivo a bordo di un’auto rubata, parzialmente travisati e armati di pistole.

SARACCHINI, in quel momento uscito indenne dall’azione repressiva, si riorganizzava con i vecchi sodali Lucio RUSSO e Daniele RUSSO, nonché avvalendosi di Giuseppe SANTANASTASI (classe 1956), per realizzare un furto ai danni di un laboratorio di preziosi sul Lungotevere dei Mellini della Capitale.

Il piano prevedeva di agire di notte e forzare la cassaforte dopo essersi introdotti all’interno dell’esercizio commerciale attraverso un foro praticato nel solaio dell’appartamento disabitato sovrastante: anche in questo caso, nonostante la perforazione fosse quasi stata completata in una sola nottata, il delitto non si perfezionava per un imprevisto sopralluogo del custode dell’abitazione e l’arrivo dei militari.

Le investigazioni hanno poi consentito di dimostrare come i reati contro il patrimonio non costituissero l’unico settore criminale di interesse, essendo affiancato dal remunerativo commercio di stupefacenti, per il quale SARACCHINI si avvaleva di ulteriori complici, Silvano EUSEPI (classe 1955), Silvano CERRONI (classe 1944) e Angelo PAPPALARDO (classe 1955).

Anche in questo ambito, l’intervento dei Finanzieri consentiva di arrestare, nel novembre 2017, CERRONI ed EUSEPI, trovati in possesso di circa un chilogrammo di cocaina che il primo, su indicazione di SARACCHINI, aveva prelevato da un fidato fornitore per recapitarlo presso il laboratorio fotografico del secondo, a sua volta incaricato di “tagliare” il narcotico per aumentarne il quantitativo prima dell’immissione sulla piazza romana.

Nei confronti degli indagati SARACCHINI Lorenzo, RUSSO Daniele, RUSSO Lucio, BOSCHETTO Carlo, COSTA Giovanni, EUSEPI Silvano, CERRONI Silvano e PAPPALARDO Angelo è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti di SANTANASTASI Giuseppe è stata applicata la misura degli arresti domiciliari.

L’operazione odierna testimonia l’impegno quotidianamente profuso dalla Guardia di Finanza per la tutela della legalità nonché il contrasto ai traffici illeciti e alla criminalità.

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