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Latina

CORI – GIULIANELLO: PARTE IL PROGETTO DI RACCOLTA E DISTRIBUZIONE DEL SUPERFLUO

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Tempo di lettura 2 minuti XIII giornata nazionale di raccolta del farmaco: ottima la risposta dei cittadini

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Redazione

Cori – Giulianello (LT) – I cittadini di Cori e Giulianello hanno donato (sabato 9 febbraio) oltre 200 prodotti da banco (che non necessitano di prescrizione medica) recandosi presso le due farmacie comunali che hanno aderito alla XIII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco (Farmacia Nobili Fernando e Farmacia Villani Marcello), organizzata come ogni anno dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Compagnia delle Opere – Opere Sociali. Un dato ancor più rilevante alla luce del fatto che in Provincia di Latina hanno aderito in tutto solo 20 farmacie, nessun’altra dei Comuni Lepini oltre a Cori (6 Aprilia, 2 Cori, 1 Itri, 7 Latina, 1 Minturno, 1 Sabaudia, 1 San Felice Circeo, 1 Santi Cosma e Damiano).

All’iniziativa ha partecipato attivamente, con 5 suoi volontari, anche l’associazione «Istituto per la Famiglia» Onlus – sez. 405 di Cisterna di Latina, che martedì 12 febbraio inaugurerà una sua sede operativa a Cori, in via Lago Vetere, presso i locali dell’ex Mattatoio comunale. Uno sportello di assistenza alle famiglie indigenti del territorio che cercherà di rispondere alle loro necessità, non solo alimentari, ma anche di abbigliamento, cura ed igiene. Prenderà così il via il progetto di raccolta e distribuzione del superfluo, promosso dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Cori e fondato su tre pilastri: solidarietà, sostenibilità, lotta agli sprechi. Una valida alternativa per gestire le povertà e i disagi sociali sempre più diffusi in un momento in cui le risorse scarseggiano e le necessità aumentano. Un servizio aggiuntivo e non sostitutivo di quello prestato dalle altre realtà associazionistiche locali.
Si tratta di trasformare lo spreco in risorsa attraverso il recupero per fini sociali dei prodotti invenduti di qualunque genere, ma ancora perfettamente integri e di qualità. Sono quei prodotti che ogni giorno non possono essere rimessi in vendita per svariati motivi, pur essendo perfettamente commestibili ed utilizzabili. In tal modo questa merce verrebbe anche sottratta a un prematuro smaltimento in discarica. La sua realizzazione è affidata ad una rete dinamica e solidale tra mondo profit e non che chiamerà in causa produttori e commercianti locali che, in stretto raccordo con l’Ente e la Onlus, potranno mettere il proprio invenduto a disposizione dei bisognosi.

Il servizio di raccolta dei prodotti presso negozi, market e attività commerciali di Cori e Giulianello sarà garantito dai volontari dell’IPF Onlus, facilmente riconoscibili. Le donazioni verranno poi custodite nel punto deposito di via Lago Vetere, e sarà la stessa associazione «Istituto per la Famiglia» Onlus – sez. 405 a provvedere alla distribuzione del materiale, con particolare attenzione a famiglie fragili a maggior rischio emarginazione e persone senza fissa dimora. Saranno i Servizi Sociali di Cori ad identificare gli aventi diritto a tali donazioni, verificandone anche l’effettivo stato di bisogno. In tal modo il Comune sarà garante sia dei donatori che dei beneficiari, nonché dell’operato della Onlus intermediaria.
 

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Castelli Romani

Via Appia candidata a Patrimonio Mondiale Unesco

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Il progetto, promosso direttamente dal Ministero della Cultura attraverso i suoi uffici centrali e periferici, coinvolge 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città Metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 Università italiane e straniere

E’ stato firmato a Roma, alle Terme di Diocleziano, il Protocollo di intesa per la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

L’antica strada consolare, circa 900 chilometri di tracciato da Roma a Brindisi inclusa la variante traianea, rappresenta non solo il prototipo del sistema viario romano, ma è anche simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa.

Alla cerimonia, sono intervenuti, tra gli altri, il Sottosegretario al MiC, Gianmarco Mazzi; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori; l’assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci; la delegata alle politiche culturali della Regione Puglia, Grazia Di Bari e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor.

Il Protocollo d’intesa è stato presentato dalla dirigente dell’ufficio Unesco del MiC, Mariassunta Peci, dalla coordinatrice scientifica della candidatura, Angela Maria Ferroni. Ad aprire i lavori è stato il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger.

Il progetto, promosso direttamente dal Ministero della Cultura attraverso i suoi uffici centrali e periferici, coinvolge 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città Metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 Università italiane e straniere.

Il ministero sta investendo nel restauro e nella valorizzazione di evidenze archeologiche e architettoniche situate lungo il percorso della Via Appia. L’obiettivo è coniugare le ragioni della conservazione e valorizzazione di questo importante patrimonio con lo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti. Quest’ultimo elemento si rivela fondamentale anche per la crescita sociale ed economica di molte delle zone coinvolte che, spesso, sono aree interne e quindi fuori dai grandi circuiti turistici.

“La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo – ha detto il sottosegretario Mazzi. “Il ministero ha già investito 19 milioni di euro in restauri, conservazione e per la preparazione del fascicolo. Speriamo di farcela. Quando gli italiani giocano uniti, nessun risultato è impossibile”.

Il 20 gennaio la candidatura sarà valutata dal Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana Unesco. A seguire, la richiesta sarà inviata a Parigi.

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Cronaca

Cori, scomparso l’ex sindaco Serafino Marafini: proclamato il lutto cittadino

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Ieri, 4 gennaio 2023, è venuto a mancare Serafino Marafini, già sindaco di Cori dal 1978 al 1980 e poi dal 1991 al ’94. In segno di cordoglio per la scomparsa, è stato proclamato il lutto cittadino nella giornata in cui avranno luogo le esequie, sabato 7 gennaio alle ore 11 nella chiesa di San Francesco: bandiere a mezz’asta nelle sedi comunali e l’invito agli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche in concomitanza con il passaggio del feretro. Il sindaco Mauro De Lillis parteciperà ai funerali con una delegazione del Comune e il Gonfalone Comunale.
Classe 1934, primo cittadino in due occasioni, a lungo vicesindaco tra il ’60 e il ‘78 con i sindaci Franco Luberti e Romolo Palombelli, è stato l’amministratore per antonomasia per oltre un trentennio nel suo Comune, tra gli anni ‘60 e i primi anni ’90.
Politicamente nasceva socialista, aderendo poi al PSIUP e quindi al PCI, infine al PDS e al PD: la sua competenza spaziava nei vari ambiti della vita amministrativa, di cui aveva grande conoscenza.
Nel suo far politica e attività amministrativa si è trovato spesso in tandem con Romolo Palombelli. Nel 1985, in rotta col PCI, diede vita alla quarta lista che spaccò la sinistra corese, ma nel 1989 la rottura venne riassorbita e il duo Palombelli-Marafini tornò al vertice della città. Ha rappresentato un’epoca nel governo cittadino, come uomo delle competenze amministrative non tanto legato alle ideologie (seppur di chiara identità di sinistra), ma soprattutto alle cose da fare, sempre ponendosi come amministratore a servizio non di una parte politica, ma dell’interesse generale.
Competenze professionali, politiche e umane che gli derivarono anche da una assai lunga esperienza che lo vide, tra l’altro, dal 1960 ragioniere generale del Comune di Sezze; poi al Coreco (comitato regionale di controllo, cui erano attribuite appunto funzioni di controllo sugli atti degli enti locali), dove si fece conoscere ed apprezzare per il supporto che sempre prestava ai Comuni con grande spirito di servizio; ancora, nel 1980 chiamato a fare formazione alla nuova classe dirigente nel Comune di Norma, dove il PCI aveva vinto le elezioni.
“Con la sua scomparsa – commenta commosso il sindaco di Cori, Mauro De Lillis – preceduta da tante altre, viene meno tutta una generazione di uomini che hanno dato tanto alla politica e alla vita amministrativa cittadina, viene meno un pezzo di storia della nostra comunità. Ho ritenuto doveroso, interpretando il comune sentimento della popolazione, proclamare il lutto cittadino, in segno di profondo rispetto e di partecipazione al dolore di tutta la comunità per la sua perdita. Giungano alla famiglia il cordoglio e la vicinanza di tutta l’amministrazione comunale e dei dipendenti”.



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Cronaca

Cori, lo storico barbiere Ettore Neri va in pensione: per lui una targa e il ringraziamento dell’amministrazione

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Dopo 62 anni di attività, va in pensione lo storico barbiere di Cori, Ettore Neri. A 72 anni, dopo aver tagliato barba e capelli a generazioni di coresi (prima a piazza Signina poi in via della Repubblica e da 20 anni in via San Nicola), potrà ora godersi un po’ di libertà e la meritata pensione.
 
Il sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis, e la delegata alle Attività Produttive, Annamaria Tebaldi, hanno voluto fargli visita nel suo salone per ringraziarlo di oltre mezzo secolo di lavoro, salutarlo ufficialmente a nome della comunità e consegnargli una targa in cui se ne ricorda “l’attività svolta con grande professionalità, amore e cura dei propri clienti. Con stima e gratitudine”.
 
Ettore Neri ha iniziato a lavorare all’età di 9 anni – prima ovviamente come dipendente e poi, una volta cresciuto, come titolare del suo salone – talmente piccolo da dover salire su uno sgabello per arrivare a fare la barba ai clienti. “All’epoca – ricorda Ettore – si lavorava tutti i giorni, anche di domenica”. Una passione quella per il suo lavoro, cui ha dedicato una vita intera, sempre con grande senso del rispetto e disponibilità verso il cliente, continuando anche adesso a presentare il suo servizio alle persone malate o ricoverate in ospedale. La tradizione, comunque, non si interrompe e già continua con il figlio Antonio, da tempo affermato parrucchiere per donne.
 
 
 



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