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Cronaca

Corona virus cinese: è corsa per trovare il vaccino

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E’ di 132 morti e circa 6mila persone infettate l’ultimo bilancio ufficiale del coronavirus cinese. Rallentano i contagi giornalieri: 600 in meno ieri rispetto a due giorni fa. Ma hanno già superato quelli per la Sars nel 2002-2003. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il loro primo caso. Duecento giapponesi sono rientrati stamani con un volo charter da Wuhan a Tokyo. Oggi ne decolla uno da Parigi. Stamani vertice alla Farnesina sulle linee guida per il rientro degli italiani.

La British Airways ha deciso di sospendere tutti i voli da per la Cina
per via dell’epidemia causata dal nuovo coronavirus. Lo riporta Sky News. La decisione ha effetto immediato.

I casi di coronavirus confermati nella giornata di ieri sono 1.459, meno dei 2.077 registrati nella giornata di lunedì, a segnalare un possibile inizio del rallentamento del contagio. I casi sospetti si attestano a 9.239. Sono 103 le persone che hanno superato l’infezione e che sono state dimesse dopo il ricovero ospedaliero. Nel conteggio della cosiddetta Grande Cina – includendo Hong Kong, Macao e Taiwan – i casi confermati sfiorano le 6.000 unità, a quota 5.997.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il loro primo caso del nuovo coronavirus cinese. Tre nuovi casi di Coronavirus sono stati accertati in Baviera. Lo rende noto un portavoce del ministero della Salute del Land Monaco, secondo quanto riporta la Dpa. I casi sono collegati al primo paziente, ricoverato a Monaco. Tutti e quattro lavorano per la stessa impresa nel distretto di Starberg. I tre pazienti verranno ricoverati nella clinica di Monaco Schwabing, dove saranno tenuti sotto osservazione medica, in isolamento. Si tratta della stessa struttura in cui si trova il primo 33enne risultato infetto, dopo il contagio avvenuto nel contatto con una cinese, ospite della impresa Webasto, per una sessione di aggiornamento. La donna non aveva sintomi quando ha contagiato i suoi colleghi. Veniva da Shangai, dove è ritornata nei giorni scorsi, ma i suoi genitori sono di Wuhan, la città infestata dal virus.


Stretta di Apple in Cina a causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus. Il Ceo Tim Cook ha annunciato che uno degli store della Casa di Cupertino è stato chiuso, mentre nei rimanenti è stato tagliato l’orario di apertura. E’ pronto poi un piano di restrizione dei viaggi del proprio personale se la situazione dovesse peggiorare. Apple produce la gran parte dei suoi iPhone in Cina.

La United Airlines ha deciso di sospendere i voli da alcune città della Cina verso gli Stati Uniti, come misura preventiva contro la diffusione del coronavirus. Le città interessate sono Pechino, Shanghai e Hong Kong. Al momento si tratta della misura più drastica presa da una compagnia aerea americana da quando il virus ha iniziato a diffondersi al di là confini cinesi. Le altre principali compagnie aeree americane, tra cui Delta e American Airlines, al momento si sono limitate ad offrire ai propri passeggeri la possibilità di cambiare il biglietto aereo gratuitamente.

Le autorità sanitarie degli Stati Uniti stanno tentando di sviluppare un vaccino contro il coronavirus
che ha avuto origine in Cina. Lo hanno riferito fonti ufficiali. “Abbiamo già cominciato, insieme con diversi nostri collaboratori”, ha detto Anthony Fauci del National Institutes for Health. Si tratta di un processo lungo e che presenta incertezze, ha spiegato Fauci, “ma stiamo procedendo come se si dovesse produrre un vaccino. In altre parole, stiamo considerando lo scenario peggiore, ovvero che si verifichi una ulteriore diffusione”.

Le autorità sanitarie cinesi affermano che la trasmissione avviene principalmente per via aerea ma anche tramite il contatto. Questa informazione è stata rivelata in un piano sanitario per la diagnosi e il trattamento della polmonite causata dal nuovo coronavirus, pubblicato oggi dalla Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Rispetto alla versione precedente, il piano aggiunge tre caratteristiche epidemiologiche del virus, affermando che la principale fonte di infezione al momento sono le persone a loro volta infettate dal virus.

Esclusa per gli italiani l’idea di un “trasferimento via terra, che implica quarantene piuttosto complesse”, la Farnesina “sta valutando insieme anche con altri soggetti tra cui l’istituto Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze l’idea di un trasferimento aereo“, che comunque “sarà complesso”, ha detto il capo dell’Unità di Crisi Stefano Verrecchia, a Unomattina. “Siamo sempre in contatto con i connazionali – ha proseguito – che sono circa una settantina in buone condizioni di salute”.

Successivamente Verrecchia è intervenuto alla Vita in Diretta su Ra1 spiegando che per il rimpatrio volontario degli italiani “ci sono procedimenti che devono essere ancora attuati e che non dipendono interamente da noi, ma facciamo il massimo per fare il prima possibile”. E ha aggiunto che si è “optato per organizzare un trasferimento aereo” anche in collaborazione con altri paesi europei che si trovano nella stessa situazione.

I voli privati dalla Cina in arrivo in Italia “atterreranno negli scali sanitari”, riferisce il ministero della Salute, dopo l’incontro odierno della task-force coronavirus (2019-nCoV). In particolare è stato deciso di convogliare verso l’aeroporto sanitario di Roma Fiumicino gli eventuali voli privati in arrivo dalla Cina destinati allo scalo di Ciampino. Si sta procedendo per estendere la stessa misura agli altri aeroporti italiani e consentire l’atterraggio dei voli dalla Cina solo a Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Il presidente di Ferderalberghi Bernabò Bocca lancia l’allarme sul turismo: “Penso che purtroppo il peggio debba ancora venire”.

Nuovo caso sospetto in Romania: una passeggera atterrata a Cluj-Napoca, proveniente da Varsavia, è stata presa in consegna agli arrivi dall’equipe medica dell’aeroporto. E il coronavirus allarma anche New York dove l’allerta è massima. Gli ospedali della metropoli sono mobilitati per prevenire un’eventuale diffusione dell’epidemia, con controlli serratissimi su tutti i pazienti che sono stati di recente a Wuhan. Al momento in tutto lo stato di New York sono stati esaminati nove casi sospetti, due dei quali in città: quattro sono risultati negativi, mentre gli altri cinque sono in attesa del responso.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha ammesso l’errore e ha dichiarato che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è “elevato”, non “moderato” come aveva scritto negli ultimi rapporti. In quello più recente, infatti, l’organismo dell’Onu rileva un rischio “molto alto in Cina, alto a livello regionale e alto a livello globale”. In una nota aggiunge che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto “erroneamente” che il rischio era “moderato”, ha spiegato la portavoce Fadela Chaib.

L’Oms non raccomanda l’evacuazione dei cittadini di altri Paesi dalla Cina e invita la comunità internazionale a “mantenere la calma e a non reagire in maniera eccessiva”.

E’ previsto per dopodomani un primo rimpatrio di cittadini francesi da Wuhan. “Un primo aereo di rimpatrio partirà domani da Parigi per rientrare probabilmente giovedì, con persone che non presentano sintomi”, ha dichiarato il segretario di Stato ai Trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, ai microfoni di CNews. Djebbari ha aggiunto che ci sarà successivamente un “secondo volo”, con date ancora da determinare, “con persone potenzialmente affette dal virus”

In considerazione dell’epidemia del nuovo coronavirus, i cittadini cinesi sono invitati a evitare i viaggi all’estero per garantire “salute e sicurezza” di cinesi e stranieri. E’ il messaggio della National Immigration Administration cinese, secondo cui la riduzione dei movimenti trans-frontalieri può aiutare a prevenire e controllare la diffusione della polmonite causata dal coronavirus 2019-nCoV, il cui focolaio è stato trovato a Wuhan. In una nota, l’amministrazione chiede di “spostare i viaggi all’estero non necessari”.

Intanto la Fondazione di Bill e Melinda Gates ha deciso di donare 10 milioni di dollari alla lotta contro il nuovo coronavirus. Lo ha annunciato il milionario americano. Metà della cifra sarà destinata alla Cina, l’altra metà all’Africa Centers for Disease Control and Prevention. “La somma sarà spesa “per aiutare i soccorritori in prima linea in Cina e in Africa a contenere la diffusione del nuovo virus”, è scritto in un comunicato della fondazione.

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Cronaca

Reggio Calabria, favoreggiamento e agevolazione mafiosa: il Tribunale della Libertà ordina la scarcerazione dell’infermiere Giuseppe Rao

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REGGIO CALABRIA – Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria (dott. Antonino Genovese, presidente, e dott.ri Claudia Venturini e Angela Mannella, a latere), in accoglimento del riesame proposto dagli avvocati Antonino Napoli e Tiziana Desantis, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Giuseppe Rao e ne ha disposto la sua immediata scarcerazione.

Con l’ordinanza genetica il Giudice per le Indagini Preliminari di Reggio Calabria aveva disposto l’applicazione della misura cautelare nei confronti di RAO Giuseppe, per la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di favoreggiamento dell’allora latitante Giovanni Sposato, reato aggravato dall’agevolazione mafiosa, ascrittogli in concorso con FUCILE Antonino, SPOSATO Giovanni cl. 1990 e SPOSATO Giovanni cl. 1991.

In particolare, la D.D.A. di Reggio Calabria ha contestato ai predetti correi di avere favorito la latitanza di Sposato Giovanni cl. 68, consentendogli di eludere le investigazioni e di sottrarsi alle ricerche dell’Autorità volte a dare esecuzione alla misura custodiale disposta, nei suoi confronti, nel procedimento Terramara Closed. Agli indagati la Procura Distrettuale ha, altresì, addebitato l’aggravante dell’agevolazione mafiosa ritenendoli non parteci del sodalizio associativo ma consapevoli della caratura criminale del ricercato, dei suoi pregressi giudiziari per mafia, del ruolo da lui ricoperto nell’ambito della cosca Zagari-Sposato-Fazzalari, e della circostanza che egli si stesse sottraendo ad un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. del capoluogo reggino.

In merito alle condotte attribuite a Giuseppe RAO, infermiere presso il reparto di cardiologia dell’Ospedale di Polistena, gli inquirenti hanno ritenuto che lo stesso rimanendo in constante contatto con Fucile Antonino (l’individuo che secondo la tesi accusatoria aveva gestito, in prima persona, la latitanza dello Sposato, mettendogli persino a disposizione un immobile di sua proprietà sito in Contrada San Nicola Latinis di Taurianova), avrebbe garantito al ricercato in ogni momento – anche quando non era in servizio presso il suindicato nosocomio – consulti sanitari, cure non doverose né urgenti; organizzato dall’esterno visite mediche per il latitante e, durante il di lui ricovero, si sarebbe attivato affinché lo stesso, attinto da misura cautelare e sottoposto a controllo/piantonamento di PG, ricevesse tutte le necessarie cure, impegnandosi, altresì, a veicolare le informazioni destinate ai sodali; “ciò al fine di garantire allo SPOSATO il mantenimento della sua capacità gestionale pur nella precaria situazione di malattia e latitanza in cui si trovava”.

In particolare il Pubblico Ministero presso la DDA di Reggio Calabria ed il GIP avevano ritenuto che anche nel periodo precedente al 7 giugno 2018 il RAO avesse collaborato con Fucile per garantire l’irreperibilità di SPOSATO Giovanni cl. ’68 e che nel “progetto originario, poi fallito, il 7 giugno 2018 Sposato Giovanni, grazie all’ausilio prestato dall’infermiere professionale presso il Reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Polistena, Rao Giuseppe (che nel periodo precedente si era posto a sua disposizione in relazione a qualsivoglia esigenza sanitaria), aveva solo deciso di farsi controllare da un sanitario, ricevere le necessarie cure e poi tornare nel covo dove si nascondeva, per sottrarsi all’esecuzione del provvedimento restrittivo da cui era stato raggiunto”. 

La difesa dopo aver argomentato in ordine ai rapporti tra FUCILE e RAO, evidenziando che tra gli stessi vi erano meri rapporti lavorativi, ed al fatto che Gianni Sposato il 7 giugno 2018 aveva assunto la decisione di costituirsi proprio in occasione del suo accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Polistena ha, altresì, ove disattese le prime argomentazioni, dimostrato che il primo contatto il 7 giugno 2018 tra il RAO e un collega del medesimo presidio ospedaliero sia avvenuto alle ore 18:37  quando ormai lo Sposato era stato tratto in arresto dal personale del Commissariato di Polizia di Cittanova così come non può ravvisarsi alcun reato di favoreggiamento neppure riguardo l’eventuale l’interessamento dimostrato dal RAO – su sollecitazione di Fucile Antonino – nei giorni 8 e 9 giugno 2018 in ordine allo stato di salute dell’ormai ex latitante “Gianni” Sposato né tantomeno vi è la prima che il RAO fosse stato latore di alcun messaggio tra lo SPOSATO e gli altri sodali poiché non lo ha mai incontrato in ospedale.

Il Tribunale del Riesame accogliendo le argomentazioni dei difensori del Rao, Avvocati Antonino Napoli e Tiziana Desantis e dissentendo da quelle del P.M.D.D.A. dott.ssa Giulia Pantano, ha annullato l’ordinanza impugnata rimettendo in libertà l’infermiere.

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Costume e Società

Crispiano: successo per Terra e Sangue, l’opera teatrale ispirata al brigante Pizzichicchio

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Con l’avvio della 2° edizione dell’opera teatrale “Terra e Sangue” prosegue l’impegno culturale per la promozione del patrimonio del territorio di Crispiano.

Ha riscosso un grande successo, con applausi a scena aperta, l’opera teatrale “Terra e Sangue” ispirata al brigante Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio.

Oltre 55 attori, musicisti e comparse hanno rievocato storia e saccheggi delle Masserie del briganti, fenomeno diffusissimo nel territorio crispianese, nella provincia di Taranto,

Lo spettacolo è andato in scena per quattro sere consecutive dal 6 al 9 agosto nella suggestiva e affascinante location della Masseria Fogliano.

Grandi applausi per gli attori protagonisti, tutti rigorosamente crispianesi, che si sono immedesimati nei personaggi dell’epoca, facendo rivivere al pubblico presente il periodo del brigantaggio tra il 1860 e il 1864.

Varie le figure interpretate, tra tutte spiccano quelle del Sergente Romano, di Crocco, di Don Ciro Annichiarico e di Cosimo Mazzeo in arte Pizzichicchio interpretato dal bravissimo giovane Leonardo Bello.

Lo spettacolo è terminato con la scena della cattura degli ultimi briganti alla storica Masseria Belmonte della famiglia della madre del prefetto crispianese Francesco Tagliente presente alla prima serata dello spettacolo.

Allo spettacolo hanno assistito tra gli altri il Sindaco di Crispiano, Luca Lopomo, l’Assessore Aurora Bagnalasta delegata ai Servizi Sociali, alla Cultura e allo Spettacolo e alle Pari Opportunità, Luca Lazzaro presidente Confagricoltura Puglia e proprietario della Masseria Fogliano, l’imprenditrice Lucia Cavallo presidente del Gal Magna Grecia, Concetta Vitale autrice della ricerca storica e la redazione dei testi.

Pino Spadavecchia, ha curato l’audio e le luci mentre gli splendidi costumi sono stati realizzati dalla sartoria della Pro Loco di Crispiano.

Al termine della rappresentazione ha preso la parola Luciano Paciulli presidente Pro Loco Crispiano organizzatrice dello spettacolo che dopo aver ringraziato gli enti istituzionali e associativi per aver creduto in questa nuova edizione, ha rivolto un plauso a tutti i componenti del nuovo cast.

Il Sindaco Luca Lopomo si è detto orgoglioso e contento del risultato ottenuto dalla compagnia crispianese ed ha confermato di riproporre lo spettacolo anche nei prossimi anni nelle varie e bellissime masserie di Crispiano: “Vogliamo che questo spettacolo diventi una sorta di appuntamento fisso dell’estate crispianese e pugliese, riproponendolo ogni anno in una delle diverse masserie di Crispiano”, ha dichiarato il Sindaco Lopomo.

“Il Comune di Crispiano negli ultimi tempi sta diventando un centro di cultura che si impegna per tenere vivi quei valori fondanti di un ordinamento, che grazie a voi viene mantenuto alto”, ha concluso poi il Prefetto Tagliente, omaggiando i protagonisti. Giampiero Laera

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Cronaca

Coronavirus, la curva dei contagi torna a salire: nel Lazio 45 casi e un decesso

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Crescono ancora i contagiati dal Coronavirus, secondo i dati del Ministero della Salute, nelle ultime 24 ore: sono 574 rispetto ai 523 di ieri. Per avere un aumento più alto di nuovi positivi bisogna risalire al 24 giugno, quando furono 577. In Veneto (127) e Lombardia (97) gli incrementi più consistenti. Complessivamente sono 252.809 le persone che hanno contratto il Covid. In calo, invece, i morti: sono 3, contro i 6 di ieri. Solo in Valle d’Aosta e Molise non si sono registrati nuovi casi.

Sono 14.249 le persone attualmente positive al Covid, 168 in più di ieri. In aumento anche i pazienti in isolamento domiciliare (13.422, con una crescita di 182 rispetto a ieri) ed in terapia intensiva (56, uno in più di ieri), mentre calano i ricoverati con sintomi (771, 15 in meno). E’ quanto emerge dai dati diffusi dal ministero della Salute. Complessivamente, le persone dimesse o guarite dal virus sono 203.326, 403 in più rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 46.723 tamponi, 4.465 in meno rispetto al giorno precedente.

Nel Lazio oggi si registrano 45 casi e un decesso

Di questi 22 casi sono di importazione o riguardano giovani di rientro dalle vacanze: sei i casi di rientro da Malta, cinque da Romania, due casi da Corfù e uno da Grecia, due casi da Ibiza, due casi da Croazia, un caso da Ucraina, un caso da Azerbaigian, un caso da Stati Uniti e un caso da Londra.

I drive-in lavorano a pieno regime per i rientri da Grecia, Spagna, Malta e Croazia. Arrivate al Numero Verde 800.118.800 oltre 5 mila chiamate. Il servizio è stato potenziato da parte dell’Ares 118.

Nella Asl Roma 1 sono dieci i casi nelle ultime 24h e tra questi sei sono casi di rientro: due da Corfù (Grecia), un caso da Ibiza, uno da Ucraina, uno da Londra e uno da Azerbaigian. Altri tre casi sono contatti del cluster della comitiva di rientro da una gita a Capri a luglio.

Nella Asl Roma 2 sono dieci i casi nelle ultime 24h e tra questi quattro casi sono un cluster di rientro dalla Romania avviato il contact tracing internazionale. Un caso di rientro da Ibiza, un caso di rientro da Malta e un caso di rientro da un viaggio scolastico in Grecia.

Nella Asl Roma 3 sono sette i casi nelle ultime 24h e tra questi cinque casi hanno un link con un caso già noto e isolato. Altri due casi sono un uomo di 32 anni contatto di un caso con cui ha effettuato un viaggio a Malta e un caso di un uomo di 29 anni di rientro da Croazia.

Nella Asl Roma 4 sono quattro i casi nelle ultime 24h e tra questi un caso di una ragazza di 18 anni di rientro dalla Croazia, due casi sono una donna di 30 anni e un uomo di 38 anni contatti di un caso noto e isolato a Civitavecchia.

Nella Asl Roma 5 sono tre i casi nelle ultime 24h e tra questi un caso di una donna di rientro da Malta avviato il contact tracing internazionale.

Nella Asl Roma 6 sono sei i casi nelle ultime 24h e tra questi un uomo di 27 anni di rientro da Malta, una donna con un link familiare ad un caso di rientro da Malta. Un caso di un uomo di 27 anni con un link ad un caso di rientro da Malta e un caso di un uomo di 73 anni individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Infine per quanto riguarda le province si registrano cinque casi e zero decessi nelle ultime 24h.

Nella Asl di Latina sono due i casi e tra questi un caso di un ragazzo con un link familiare a casi di rientro dalla Romania. Un caso di un ragazzo di Gaeta con un link ad un caso già noto e isolato. Sono due i casi nella Asl di Frosinone e tra questi il caso di un bambino di 8 anni con link familiare a casi già noti e isolati. Un caso nella Asl di Viterbo e si tratta di un uomo di 30 anni di nazionalità USA, in corso il contact tracing internazionale.

A Ladispoli e Nettuno le amministrazioni comunali hanno disposto il divieto di accensione dei falò in spiaggia. Il Comune di Nettuno ha disposto il divieto di accesso e transito sull’arenile dalle ore 21 di oggi, e il contestuale divieto di balneazione dalle ore 19, fino alle 9,30 del 15 agosto. In regime ordinario resta consentita l’apertura delle attività di ristorazione. E’ inoltre severamente vietata l’accensione di falò e fuochi di ogni genere in spiaggia. 

“La prossima settimana si cercherà di condividere una scelta rigorosa con tutte le regioni”

Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia in un colloquio con La Stampa incentrato su una nuova possibile stretta sui locali della movida, discoteche (che – dice – non si sarebbero dovute riaprire) e stabilimenti balneari. Boccia è “convinto che dopo Ferragosto si arriverà alla chiusura in tutte le regioni”, ma non è escluso che si possa fare prima.  “Si è avuta molta più attenzione ad aprire le discoteche a giugno che ad altro. Questa per noi è una scelta non accettabile. Non abbiamo nulla contro le discoteche, ma se hai chiesto a un Paese di stare chiuso in casa, se hai chiuso le aziende, speso miliardi e miliardi per pagare la cassa integrazione alle persone per non lavorare, poi non puoi per pura propaganda, per rispondere a qualche lobby che ti sta vicina, riaprire le discoteche e infischiartene delle ricadute che avrà questa scelta”. Lo ha detto la ministra Teresa Bellanova a Lecce, presentando la lista di Italia Viva a sostegno del candidato presidente della Regione Puglia, Ivan Scalfarotto. 

Stretta dell’Emilia-Romagna sulle discoteche per evitare un rialzo dei contagi di Sars-Cov2. Una nuova ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini prevede di dimezzare la capienza per gli ingressi (sarà ridotta del 50%) e stabilisce l’obbligo di indossare sempre la mascherina. Disposta anche la eventuale chiusura immediata del locale non appena accertate le infrazioni. Il provvedimento è in vigore dalle 13 di domani, Ferragosto, e vale per quelle all’aperto ora in esercizio in regione. Quelle al chiuso infatti non hanno mai riaperto dopo il lockdown. La stessa cosa in Veneto. Nuova ordinanza della Regione del Veneto per contrastare il Coronavirus:prevede che il numero massimo di persone che possono entrare non sia superiore al 50% della capienza massima normalmente autorizzata. Include, inoltre, l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso, va ricordato, solo in presenza di piste all’aperto. È prevista, poi, è la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando ad ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall’ordinanza.Nella Riviera romagnola invece spiagge ‘sold out’. E il must dell’estate 2020 sono le cene in riva al mare

Non ci stanno però i gestori delle discoteche. “Ancora una volta si colpisce un settore che viene identificato come un luogo in cui tutti mali della società convivono. Adesso ci è stato affibbiato il ruolo degli untori, ci è stato affibbiato anche quello. Prima drogavamo i ragazzi, li ubriacavamo, adesso li contagiamo nonostante non ci sia un solo caso di ragazzo o ragazza che si sia contagiato nei nostri locali”. Così il presidente del Silb-Sindacato Italiano Locali da Ballo Emilia-Romagna, Gianni Indino, commenta l’ordinanza con cui la Regione prevede di dimezzare la capienza per gli ingressi in discoteca e stabilisce l’obbligo di indossare sempre la mascherina.”Non siamo il capro espiatorio per niente e per nessuno. C’è qualcuno che ci porta come fossimo uno scalpo e ci dà in pasto all’opinione pubblica”.

La Calabria, d’intesa con il governo ha chiuso i locali da ieri. In Piemonte invece si balla. E’ quanto prevede l’ultimo decreto regionale, il n.85 del 10 agosto scorso, che richiama le Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative della Presidenza del Consiglio dei ministri. Al comma 33, il decreto regionale stabilisce che l’apertura di sale da ballo, discoteche e locali assimilati sia consentita “con attività di ballo svolte esclusivamente in spazi esterni”. Rafforzati i controlli in vista del Ferragosto.

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