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Salute

Coronavirus, istruzioni per l’uso: come si manifesta?

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Febbre, tosse, respiro affannato: sono questi i principali sintomi causati dal coronavirus 2019-nCoV. Come gli altri virus della grande famiglia cui appartiene, quella dei coronavirus, anche questo colpisce le vie respiratorie e le principali difese sono quindi le stesse che valgono per altre malattie respiratorie infettive, come è avvenuto in passato, per esempio per la Sars comparsa nel 2002-2003 e per la pandemia di influenza del 2009, e come avviene ogni anno quando circolano i virus responsabili dell’influenza stagionale.

Al momento, rilevano i centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc), nella maggior parte dei casi il nuovo coronavirus sembra provocare sintomi di entità non grave simili a quelli dell’influenza e le persone più vulnerabili sembrano essere le più anziane, già con altre malattie.

La prima regola, suggeriscono gli esperti, è lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi; se questo non è possibile un’alternativa è un disinfettante che contenga almeno il 60% di alcol. E’ importante evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani sporche, così come vanno evitati contatti con persone che hanno l’infezione o, se non si possono evitare, mantenere la distanza di circa due metri.

Nel caso in cui si dovessero accusare i sintomi bisogna rivolgersi al medico o chiamare il numero verde 1500 recentemente potenziato dal ministero della Salute, e seguire le indicazioni. Nel frattempo è bene stare a casa, evitando contatti con i familiari. Quando si starnutisce usare sempre un fazzoletto e gettarlo via, o in alternativa l’incavo della manica piegando il braccio all’altezza del gomito; è anche opportuno pulire e disinfettare gli oggetti che si toccano più frequentemente.

In ogni caso le misure di prevenzione vanno messe in pratica e sono la prima difesa, considerando che attualmente non esistono farmaci antivirali specifici per combattere il coronavirus 2019-nCoV e ovunque gli esperti di malattie infettive raccomandano di rivolgersi al medico al primo sospetto di essere stato a contatto con una persona con l’infezione. Non esiste attualmente nemmeno un vaccino, anche se diverse aziende e centri di ricerca nel mondo hanno cominciato a lavorare in questa direzione.

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Regione Lazio, Marinelli (Pd): “Sistema sanitario tra i migliori in Italia”

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di Azzurra Marinelli*

I dati che tutti i pomeriggi, pubblico sulla pagina del Pd di Nemi, sull’andamento del virus nel Lazio, dimostrano che il sistema sanitario della nostra regione, (grazie in primis al senso civico dei cittadini che rispettano le regole) e’ tra i migliori di Italia. Continuiamo così!

La Regione Lazio insieme alla Lombardia, sono le due regioni più popolose d’Italia, con Milano e Roma tra le città più trafficate d’Europa.

Purtroppo la Regione Lombardia è stata colpita in modo feroce dal covid-19 e a tutti i lombardi mando un abbraccio fortissimo e le più sentite condoglianze per la morte di tante, troppe persone.

La nostra regione, ha preso immediatamente sul serio il problema, anche guardando alle tristi notizie che arrivavano dal nord e predisposto in modo eccellente, un piano di contenimento senza uguali.

Oggi il Sistema sanitario regionale mette a disposizione 2 mila posti letto di degenza ordinaria e 450 posti di terapia intensiva di fatto raddoppiando il numero delle terapie intensive e andando oltre la previsione nazionale del 50%.

Gli ospedali HUB sono destinati a gestire i casi di maggior impegno clinico e assistenziale, gli ospedali SPOKE sono strutture destinate alla gestione di casi COVID-19 a minor impegno e collegati con l’HUB di riferimento per la consulenza infettivologica.

Sono state costituite 9 aree di afferenza

Area A – Hub: Gemelli- COVID 2 Columbus e Spoke: Villa Aurora, IDI, San Paolo di Civitavecchia; Area B – Hub: A.O. Sant’Andrea e Spoke: San Filippo Neri, San Pietro Fatebenefratelli e ospedale di Palestrina; Area C – Hub: COVID 4 Tor Vergata e Spoke: ospedale Pertini, Nuova Annunziatella, Regina Apostolorum di Albano e Ospedale dei Castelli; Area D – Hub: Policlinico Umberto I COVID 5 Eastman e Spoke: ospedale Vannini; Area E – Hub: COVID 1 Spallanzani e Spoke ospedale militare del Celio, COVID 3 Casal Palocco, San Camillo Forlanini, Campus Bio-Medico, Israelitico e ospedale Grassi di Ostia; Area F – Hub: Santa Maria Goretti di Latina e Spoke: presidio Di Liegro di Gaeta; Area G – Hub: ospedale Belcolle di Viterbo; Area H – Hub: ospedale De Lellis di Rieti; Area I –Belcolle di Viterbo; Area I – Hub: ospedale Spaziani di Frosinone.

Attivo all’ospedale di Genzano il servizio di screening a mezzo tamponi in supporto e alleggerimento delle strutture romane. Per ora i tamponi sono previsti per il personale sanitario e per chi lavora a contatto con il pubblico.

La Regione ha inoltre attivato servizi gratuiti di supporto psicologico on line.

*Segretaria PD Nemi

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Coronavirus, malati sviluppano anticorpi grazie al plasma dei guariti

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Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia, Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia. 

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Covid-19, attenzione alla mascherina “psicologica” non difende dal virus: ecco come riconoscerle

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Mascherine e marcatura CE si dividono in tre famiglie principali. Di seguito uno schema delle mascherine protettive con o senza marchio CE

La mascherine bianche non necessitano di marcatura CE, sono prodotti generici

Servono a respirare aria meno fredda, quindi proteggono da colpi di freddo e da polveri grossolane. Non sono considerati quindi DPI (dispositivi di protezione individuale). Sono un placebo (supporto psicologico), quindi sempre utili. Tutto ciò che evita la psicosi collettiva ed il panico, che sono un pericolo più grande del virus, è utile.

Le mascherine con obbligo di marcatura CE – Mascherine come dispositivo medico

Le mascherine utilizzate in ambito medico servono per proteggere l’ammalato ed il personale medico dal reciproco contagio, dato che sono a stretto contatto e si possono trasmette piccole parti di saliva o altri liquidi corporali. Queste mascherine in quanto dispositivo medico, hanno obbligo di marcatura CE e fungono da barriera meccanica. Rappresentano una piccola protezione ed un buon placebo (supporto psicologico) ma non si pensi di entrare in un focolaio di coronavirus ed essere protetti da questa mascherina. Non ha particolari caratteristiche di ermeticità e deve rispettare la norma UNI EN 14683:2019, che ne indica le prestazioni.

Le mascherine con obbligo di marcatura CE – Come dispositivo di protezione individuale (DPI)

Le mascherine utilizzate come dispositivo di protezione individuale hanno l’obbligo di marcatura CE. Come tutti i DPI sono destinate a proteggere personale operativo, sanitario od operatori in qualsiasi altro ambiente di lavoro. Offrono protezione delle vie respiratorie dall’entrata di particelle più o meno grandi di sostanze nocive o che possono essere veicolo di sostanze nocive.

Queste mascherine devono essere obbligatoriamente presenti in tutti gli ambienti di lavoro dove esiste il pericolo di respirare sostanze moderatamente pericolose. Devono rispettare il Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale e le norme:

  • UNI EN 149:2009
  • UNI EN 13274-7:2019
  • e tutte quelle ad esse collegate.

In quanto DPI rientrano nella categoria II o III in base al grado di protezione offerto, mai nella categoria I.

Tutti i DPI di categoria superiore alla prima, quindi tutte le mascherine protettive DPI, oltre al marchio CE, devono riportare un numero di 4 cifre, che indica l’organismo che ha eseguito i test ed il simbolo che indica il grado di protezione.

I gradi di protezione delle mascherine come DPI sono 3:

  • FFP1,
  • FFP2,
  • FFP3

Essi indicano quanto queste mascherine proteggono dalla penetrazione di “corpi” estranei. I test su questi DPI misurano vari parametri, come:

  • l’ermeticità,
  • la depressione che si crea all’interno, che condiziona la facilità respiratoria,
  • le dimensioni delle particelle che vengono fermate da tali protezioni
  • ed altri parametri.

Le mascherine DPI forniscono certamente una protezione maggiore rispetto a quelle che sono dispositivo medico, ma per essere efficaci necessitano di essere accompagnate da altri DPI, come tuta, guanti, occhiali ed essere con questi altri DPI, completamente sigillate.

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