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Roma

"Cose mai viste": a Nemi c'è un centro immondizia nel cuore del Parco

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La situazione è sempre più grave ma nessuno finora ha mosso un dito

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di Chiara Rai

 

NEMI (RM) – Uno scempio sotto gli occhi di tutti e nulla si muove. È esattamente dal 14 luglio che su queste colonne è stato denunciato per la prima volta il fatto che a circa 50 metri da un pozzo che serve acqua potabile c’è un’area recintata con un cancello quasi sempre aperto dove dimorano rifiuti di ogni genere e che è diventato un vero e proprio punto di conferimento della “monnezza” per i residenti dei Comuni limitrofi.

 

Chi non paga la Tari e non differenzia i rifiuti a casa propria sa che c’è sempre un posto sicuro dove andarli a gettare: in via della Radiosa proprio vicino lo stadio di Nemi, a pochi metri da un pozzo dell’acqua e non distante dal famigerato modulo della protezione Civile in totale stato di abbandono.


Tutte le autorità di garanzia e controllo, le forze dell’ordine, l’ufficio Tecnico e persino la Procura sono state messe al corrente di questa annosa situazione. E nonostante la legge vieti espressamente che vengano gestiti rifiuti in prossimità di un pozzo che serve  acqua alla popolazione, fino a 200 metri di distanza, l’area non è stata ancora sequestrata.

 

Incredibile. Ripetiamo: c’è una legge che vieta che rifiuti vengano gestiti in prossimità dei pozzi dell’acqua e questo scempio a via della Radiosa è ancora lì.


Il paradosso tutto italiano è che adesso c’è la caccia al termine più giusto per disfarsi di questa faccenda in maniera indolore: centro di stoccaggio, isola ecologica ufficiosa, centro smistamento rifiuti, appoggio momentaneo dell’immondizia. Tutti escamotage linguistici per procrastinare una situazione che non può esistere. Forse qualche “arrangione” e benpensante pensa che potrà continuare a fare i suoi comodi se definisce ”centro di stoccaggio” dei cassonetti strabordanti di sudicia immondizia dentro un’area recintata e non autorizzata insieme ad altri rifiuti ammassati.


Il giorno che la Regione darà il via libera ad un’isola ecologica a 50 metri da un pozzo, perché di fatto l’attuale amministrazione ha già inoltrato la richiesta – no, non è uno scherzo – allora smetteremo di parlare di tutela ambientale e di salute pubblica. Pensavamo che la situazione fosse in via di risoluzione, infatti ci eravamo affrettati ad immortalare la diminuzione di cassonetti nell’area. Tutto lasciava pensare che l’area “abusiva” fosse in procinto di essere smantellata. Perché diciamo “abusiva”? Perché in via della Radiosa a Nemi, non dovrebbe esistere un’area del genere nel cuore del Parco dei Castelli Romani: ci sono frigoriferi ormai divenuti rottami, divani, elettrodomestici, ingombranti, biciclette.


C’è di tutto e il Parco dei Castelli Romani nonostante sia stato messo al corrente di questa situazione non muove un dito e sul suo sito internet continua a propinare notizie di salvaguardia ambientale: accordi su valorizzazioni dell’ambiente e dulcis in fundo le visite guidate denominate “cose mai viste”. Vergogna! Proprio così, sono “cose mai viste” in paesi civili dover camminare tra frigoriferi e buste di plastica. E non mi si venga a dire che non è competenza del Parco dei Castelli Romani garantire la salvaguardia ambientale perché allora non si capisce il motivo dell’esistenza di quest’Ente che sensibilizza al rispetto del territorio naturale protetto e sembra chiudere gli occhi, almeno per il momento, di fronte questo scempio più volte denunciato.

 

I residenti non fanno un fiato, forse a loro sta bene mettere a rischio contaminazione l’acqua che esce dai rubinetti delle case. Il Comune è al corrente, i Carabinieri sono al corrente, la Forestale è al corrente, Il Parco è al corrente, la Polizia è al corrente, la Municipale è al corrente, il Noe, la Regione è al corrente ma nulla si muove.

 

Signori e signori benvenuti in Italia, il Paese dove tutto è concesso. Dimenticavamo! Per chi volesse buttare rifiuti senza pagare nulla in via della Radiosa c’è un “centro stoccaggio” spesso aperto, come si può ben vedere dalle foto scattate giovedì 29 settembre 2016. Non perdete tempo è gratis e nel frattempo potete ammirare le bellezze del Parco Regionale dei Castelli Romani: cose mai viste. Ovviamente "l'invito" è una chiara provocazione anche perchè c'e' un'ordinanza "spammata" su tutti i cassonetti di Nemi che ben indica i divieti e le pesanti sanzioni in caso a qualche prode contravventore venisse l'idea di avvicinarsi da noantri.

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

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Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

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ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

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Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

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ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

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