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Redazione Lazio

COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – OTTAVA PARTE – VERSO L’EPILOGO

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Giorgio Da Ros l’amministratore unico di Cotral Patrimonio ha personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in condizioni di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri tabella è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

 

di Chiara Rai

Cotral – L'inchiesta – Mentre ci avviciniamo a consegnare i nostri tabella inchiesta raccolti in un dossier alla Procura della Repubblica, supportati ovviamente da tutta la documentazione necessaria, sulla gestione a nostro dire fuori controllo di Cotral Spa, attendiamo di visionare il bilancio ufficiale del 2013, che dal Cda Cotral fanno sapere con enfasi che chiude in attivo ma già siamo in possesso di dati che sembrano far emergere alcune contraddizioni.

Del resto non sarebbe il primo caso che un ente a partecipazione pubblica ha di questi problemi. I conti vanno fatti quadrare e a volte le magagne non sono neppure così nascoste. Ma questo è un argomento su cui torneremo nello specifico nelle prossime puntate. Mentre continua il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci di Cotral spa a metà giugno in occasione della quale decadrà l’attuale Cda Cotral, nella speranza che le istituzioni si rivolgano a dirigenti giovani, con titoli e curricula meritevoli e non riciclino i soliti noti come avvenuto ad esempio con il pensionato di 72 anni, tale Giorgio Da Ros, messo come amministratore unico a Cotral Patrimonio e con un contratto triennale nonostante Cotral Patrimonio debba confluire nell’agenzia della mobilità regionale entro pochi mesi, torniamo a parlare di dirigenti e fortuite e casuali manovre che li riguardano.

Alla luce di tutto quanto emerso (stipendi d’oro, accordi milionari, manutenzioni esterne a rischio frode, elevato rischio di doppie fatturazioni, depositi Cotral occupati, apparecchiature pagate oltre 10 milioni di euro che non si sà dove sono finite, dirigenti super pagati, liquidazioni non dovute ma date ugualmente, affidamenti diretti senza gara d’appalto) senza smentite ma solo con minacce di querele a nostro carico, ci chiediamo come sia stato possibile che nessuno si sia accorto di questo modus operandi ai limiti dell’illecito di gestire l’azienda e come sia potuto risultare “tollerabile” che taluni signori abbiano potuto agire impunemente, facendo spesso e volentieri i propri interessi a spese e discapito dell’azienda e arrecando così un evidente danno di immagine alla stessa, non solo sotto il profilo della legalità, ma anche un grave danno economico e non ultimo un riverbero impressionate sul servizio ridotto ai minimi storici.

Per spiegare questo, oggi, ci soffermiamo su alcuni nodali accadimenti che a nostro dire si sono rivelati strategici per lasciare terreno fertile a quella maniera di agire di cui si è appena parlato e che è sostanzialmente il contenuto cruciale delle nostre inchieste che ogni volta vi riproponiamo alla fine di ciascuna puntata con la speranza che a qualcuno venga l’idea di voler fare chiarezza in quest’oceano profondo e per certi aspetti torbido.

La precondizione per poter agire indisturbati era la cacciata dei tre dirigenti, gli unici che avrebbero potuto contrastare questa maniera di gestire l’azienda. Non lo diciamo noi soltanto ma lo testimoniano le stesse intercettazioni ambientali dell’attuale Amministratore Delegato Vincenzo Surace quando non sapendo di essere registrato, sostanzialmente si confida con l’allora dirigente d’ingegneria (che stava per essere cacciato anch’egli) Giuseppe Cherubini. In queste confessioni è chiarissimo come funziona il criterio di licenziamento.

A tal fine ne riporteremo soltanto uno stralcio da cui si capisce benissimo l’intento: “Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete – dice Surace – perché ci stanno creando troppi problemi’ io ho capito che non dovevo farlo, perché sono loro che volevano mandarli via, ma si ricompattavano, quindi come vedi uno può pensare ‘forte Maccauro, ma forte un par de palle!’ Allora, io ho accettato questa situazione perché nel frattempo era partita quest’altra,per cui vabbè… dopodiché anziché andare via e magari qualcosa poteva essere trattata andranno via malamente, forse, ma non perché questo lo deciderò io, difatti oggi hanno deciso proprio questo”.

Oltre alle intercettazioni ambientali ci sono dei pezzi di carta che chiaramente fanno capire come le indicazioni dei dirigenti remino contro le decisioni e indirizzi del Consiglio di Amministrazione, come nel caso che vede Vincenzo Surace e il consigliere di amministrazione Giovanni Libanori firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl. Questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING (ovvero dal dirigente poi licenziato Giuseppe Cherubini, l’interlocutore di Vincenzo Surace nelle intercettazioni ambientali per intenderci) essendo, di fatto, il Diving gestore del contratto con Cometa srl. Il responsabile DIVING in questione che di fatto non ha dato il benestare per l’intera cifra alla data del 21 febbraio 2012, fato vuole, è stato licenziato a marzo del 2012 e la Cometa successivamente è stata pagata.

La seconda precondizione che ha fatto proliferare questa maniera di gestire l’azienda di trasporto pubblico del Lazio su gomma è quella di avere come “controllore” un assessorato da cui finora è non è emersa alcuna posizione ufficiale, alcun richiamo ma anzi sembrerebbe quasi ci fosse una tacita accettazione rispetto alle spiegazioni del suo referente aziendale istituzionale, Ha chiesto Michele Civita gli atti a supporto delle tesi che gli sono state argomentate? Appare quindi sconcertante che l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio Michele Civita, dopo tutto quanto emerso fin’ora e dopo le sollecitazioni avanzate da questo stesso quotidiano ad assumere una posizione o lasciare quanto meno una dichiarazione in merito, invece, sia rimasto nel più totale silenzio. Ma cosa c’è sotto? Perché l’assessore rimane non risponde alle nostre domande e fa muro con il Cda Cotral che si trincea dietro il fatto che mi hanno querelato (ad oggi di notifiche di querele non vi è neppure l’ombra) e per questo motivo non possono rispondere? A tal proposito riproponiamo l’audio della telefonata alla segreteria dell’assessorato di Michele Civita in Regione – [ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA TELEFONATA CON LA SEGRETERIA DELL'ASSESSORE REGIONALE AI TRASPORTI MICHE CIVITA ] 

D’altronde Cotral è il grande spettatore rispetto la nostra inchiesta. Resta il fatto che toccherà agli organi competenti intervenire in questa ingarbugliata questione. Noi abbiamo semplicemente aperto il vaso di pandora (così come fatto con altre diverse inchieste giornalistiche) perché dall’interno dell’Azienda sono arrivate segnalazioni e documentazioni che mai nessuno dei vertici avrebbe pensato potessero “uscire” per essere messe a conoscenza della collettività che paga gli interessi della politica a proprie spese e in cambio riceve anche dei gravosi disservizi.

A proposito di non difendersi, è notizia molto recente, parliamo di poco più di dieci giorni fa, che proprio il dirigente Giorgio Da Ros che abbiamo poc’anzi menzionato, e cioè l’amministratore unico di Cotral Patrimonio, abbia personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in grado di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri tabella è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

Caso singolare è che non sempre, anzi a discrezione, la nostra testata viene messa in rassegna stampa dell’azienda. Un giorno c’è e due no. Insomma Da Ros mette a conoscenza Vincenzo Surace: come mai i due, che sono agli antipodi politicamente, hanno unità di intenti da loro reciprocamente condivise e questo irrefrenabile bisogno di oscurare le nostre inchieste? Che hanno da nascondere? Che c’è sotto?

Fatte queste doverose premesse cioè il licenziamento dei tre e il, a nostro dire, pressappochismo Istituzionale, il Cda si è attorniato di alcuni dirigenti aziendali che tornando apicali, hanno conseguentemente tenuto atteggiamenti astiosi nei confronti dei tre dirigenti messi alla porta e silenti hanno fatto il loro dovere impartitigli. Chi sono questi? Oltre a Surace e Blasucci (a proposito quest’ultimo rimane senza incarico e superstipendiato con 160 mila euro l’anno più premio di produzione) ce ne sono altri, che agiscono in ombra e che sono come i vestiti a cipolla, funzionali per ogni clima.

Spicca tra questi l’attuale capo del personale Carlo Arcangeli, da sempre capo dell’esercizio e della manutenzione eppur, sembrerebbe senza laurea (pare che sia diplomato in quel di Viterbo 43 anni fa), assunto come bigliettaio in Cotral, ha avuto una carriera folgorante tanto che viene nominato direttore industriale perché, nell’immaginario dei vertici aziendali, essendo solo diplomato non avrebbe potuto ricoprire la carica di direttore di esercizio. Ma in realtà avrebbe potuto farlo perché ne avrebbe avuti i requisiti.

Questa presunta errata convinzione ha permesso che l’azienda Cotral restasse diversi anni senza la figura obbligatoria per legge del direttore di esercizio. E perciò, resta il fatto che ad Arcangeli gli è stata cucita addosso questa nuova qualifica di direttore industriale cioè di fatto a capo della manutenzione e dell’esercizio.

La moglie di Arcangeli, lì in Cotral, ha partecipato e vinto ad un concorso interno per un livello superiore per un posto a via Alimena. Al concorso non avrebbero potuto partecipare concorrenti non residenti a Roma. Fato vuole che grazie probabilmente ai suoi forti affetti invece, vi ha partecipato, l’ha vinto, ma a Roma non vi ha quasi mai messo piede ma risulta essere in sovrannumero all’impianto di Viterbo. Troppo strapazzo provare a fare la vita del pendolare, magari dando proprio il buon esempio e utilizzando i mezzi di tarsporto pubblico Cotral per recarsi a lavoro. Il figlio di Arcangeli, sempre in Cotral, ha vinto un concorso interno per livello superiore: quando ha partecipato, caso ha voluto, sono stati modificati i criteri di partecipazione vigenti da sempre (come l’anzianità di azienda per esempio). Arcangeli, già parente del proprietario della società privata che prende concessioni regionali del trasposto nel viterbese, in concorrenza con Cotral, ha ricoperto in Cotral un ruolo eticamente incompatibile e comunque ai limiti della liceità. Tra l’altro in qualità di capo della manutenzione (capo anche dell’ingegnere licenziato) risulta essere colui che ha stabilito il fabbisogno organico necessario e perciò il numero di operai da assumere.

Ma Vincenzo Surace che parlava di quantità enorme di operai, non sembra averlo neppure sfiorato. Il dirigente Arcangeli, quando viene sostituito da Domenico De Vincenzi e dall’allora Ad Cervi, inserendo una nuova ingegnera con tutti i requisiti (da lui mai posseduti) e fuori dai giochi, improvvisamente si ammala per un problema agli occhi e conseguentemente può recarsi al lavoro solo per qualche ora al giorno. La dirigente appena nominata viene ricostituita solo dopo un anno da Vincenzo Surace che poi la licenzia e ripristina Arcangeli. Da quel momento Arcangeli sembra guarire dal problema agli occhi che lo attanagliava e, riacquistata la vista ottimale, risulta presente in azienda dalla mattina alla sera perché, tra l’altro Vincenzo Surace lo nomina anche capo del proprio piano industriale.

Piano industriale aleatorio, delle cui linee guida, Surace e Arcangeli ripetono all’unisono che ci sono circa 300 autisti di troppo, dichiarazioni che si ribaltano non appena s’insedia l’assessore regionale ai Trasporti Michele Civita.

E allora, sempre fato vuole, che gli autisti diventino in realtà effettivamente “pochi”. Poi, per fare spazio a chi non ne ha abbastanza, Arcangeli viene nominato capo del personale e il dirigente Turriziani, amico di Surace con laurea breve in economia, viene nominato direttore di esercizio mentre in precedenza dirigeva una piccola azienda.

Il dirigente Turriziani cui si è fatto il dovuto “spazio” è tra i più pagati in Cotral (170 mila euro più 20 per cento di bonus annuo circa) e stranamente non risulta pubblicata la graduatoria dalla quale è stato scelto.

Egli è protagonista di un piccolo aneddoto che certamente non fa emergere la sua simpatia nei confronti degli autisti: qualche giorno fa una donna autista è stata aggredita e anziché chiedere più tutela e portare lei la solidarietà, uno dei vice di Turriziani, responsabile della direttrice Roma – Latina di nome Petrolini, e già tra l’altro braccio destro di Arcangeli quando era all’esercizio, scrive una mail nella quale esprime il timore che questa autista, ripetiamo aggredita, possa approfittarne per chiedere il trasferimento e avvicinarsi a casa. Eticamente deplorevole? Pensiamo di sì.

Se Petrolini che dirige la direttrice Roma – Latina è così eticamente opinabile, certo non si respira aria migliore dalle parti della direttrice Roma – Rieti dove il suo corrispettivo signor Petrucci è famoso per avere un proprio figlio a capo locale nel suo stesso impianto ed è famoso anche per essere legato nella gestione del servizio al suo sindacato.

Torniamo ai dirigenti. L’altro è l’ex Ad Ricevuto, ora nonostante sia indagato come i tre licenziati è stato promosso (senza laurea e diplomato forse alle serali ) a capo delle manutenzioni e degli ingegneri.

Sempre tra i dirigenti apicali c’è Fernando Tanzi, il dirigente di amministrazione e finanze. Super pagato e, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, autoproclamatosi super professionista. I suoi bilanci sembrano essere come i famosi abiti a cipolla di cui parlavamo.

L’assurdo, e sono dati che consegneremo alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, è che Tanzi è assistito da una società di controllo e gestione alla quale, in affidamento diretto e quindi senza gara ovviamente, vengono erogati circa 700 mila euro l’anno.

Perché tale dispendio di soldi? Neanche il bilancio degli Usa ha consulenti così costosi. Per completezza di informazione, questo dirigente è quello che ha fatto parte della commissione definita “illegale” dai tre licenziati presieduta da Blasucci per accusare i tre dirigenti: lui ha firmato con gli altri quel verbale di accusa dove si dice che la commissione d’esame stabiliva il numero degli assumendi. Falso ovviamente. Perché Tanzi sa bene che solo l’Ad con deliìbera del Cda avrebbe potuto impartire al suo servizio un aumento di spesa per le assunzioni.

Ma ci sono ancora anomalie nel suo servizio. Sotto di lui c’è il dirigente Di Vittorio, responsabile del controllo di gestione ovvero: il controllore dipende dal controllato. Assurdo! Ma anche a calare, non è che andiamo meglio: due nomi su tutti i quali in tema di guardaroba a cipolla ne avrebbero a iosa e sono Riccardo Rocchi e Alessandro Di Cori. Chi sono costoro? Il primo Cgil e Pd da sempre, rimane folgorato sulla strada di “Nanni”. Con l’avvento di Giovanni Libanori questo abbandona tutto e tutti. I due al seguito di Luciano Ciocchetti (quest'ultimo oggi fuori dai giochi anche in Europa dopo il salto repentino in Forza Italia che non solo lo ha imbarcato in estremis ma lo ha anche candidato alle europee), fondano il circolo locale dell’Udc di cui Rocchi diventa il segretario.

Rocchi riceve con il benestare di Giovanni Libanori, il ruolo di capo della disciplina da Vincenzo Surace mostrando tutto il proprio sentimento nei confronti degli autisti, che vanno comunque “disciplinati” per dimostrare sostanzialmente chi è che detta le regole in casa.

Ovviamente non riuscendo a diventare dirigente e rimanendo dunque presumibilmente deluso “assai” da qualche promessa troppo grande per essere esaudita, dopo essere stato utilizzato come i vestiti a cipolla buoni per ogni occasione, e ormai finita la folgorazione di Nanni e non esistendo più l’Udc, Rocchi cosa fa? Caso vuole, tornato il centrosinistra alla Regione Lazio, si iscrive di nuovo al Partito Democratico e torna alla vecchia fiamma.

L’altro, Di Cori, è il segretario del circolo Pd, nonché segretario della commissione d’esame degli operai. Una volta licenziati i tre, egli si ammala improvvisamente per tre mesi. Poi, una volta rientrato, si mette tranquillamente al servizio del Cda.

Si pensi che è da sempre un uomo diciamo fortunatissimo. Con uno scambio di azienda, da Metro approda a Cotral: egli agente di stazione alla metropolitana viene trasformato, con un tocco di bacchetta magica, in amministrativo al livello più alto per poter essere scambiato con pari livello di Cotral e andare a fare l’amministrativo a via Alimena, abbandonando turni pesanti ed amici che si guadagnano il pane senza, chiamiamoli così, colpi di fortuna. Pur non operando politicamente (nella documentazione non abbiamo alcuna presa di posizione del circolo contro l’azienda gestita così) egli rimane comunque segretario del circolo: forse per attenuare le voci di protesta degli autisti sulla loro condizione di vita e sul disservizio?

Addirittura la commissione di garanzia del Pd di Roma annulla per brogli il congresso di quel circolo. Lui fa finta di niente e, fortunatissimo, rimane sempre lì.

Oggi risulta distaccato presso una consigliera regionale non dei trasporti e si pensi, nota di redazione, è stato uno tra i pochissimi a fare richiesta di non ricevere più notizie dal nostro giornale: non vuole saperne delle nostre inchieste altrimenti dovrebbe prendere posizione ma evidentemente non può e non vuole e noi si rispetta il suo desiderio.

Di questi esempi ce ne sarebbero tanti. Sono molti gli uomini con abiti a cipolla e fortunatissimi e diciamo che via Alimena a tal proposito ne è punto nevralgico.

Cotral è un corpo sano invece che vive la propria vita negli impianti dove non ci sono amministrativi ma dove ci sono tutti coloro che lavorano all’esercizio e alle manutenzioni e che sono lontani da questo singolare e dispendioso meccanismo. Dove c’è una grande famiglia e si parla soprattutto di lavoro e non di carriera e dove ogni mattina ci si alza e si lavora sodo per portare “risultati” concreti.

Che esista ancora l’isola che non c’è?

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Metropoli

Fiano Romano, domenica c’è l’open day per la dose buster

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L’Amministrazione Comunale in continuità con le azioni finora concretizzate al fine di contenere l’epidemia da SARS-Cov-2 in corso, organizza e promuove, in collaborazione con la ASL RM4, con i medici e gli infermieri del territorio, nonché con i volontari e le associazioni del territorio (Nonni Civici, Associazione Nazionale Carabinieri, Croce Rossa) una giornata dedicata alla vaccinazione della cosiddetta terza dose (booster) per la fascia minorenni 12-17 e per gli over 18.<<Sono molto soddisfatto>> – ha dichiarato Flavio Di Muzio, assessore alle Politiche Sociali e alla Sanità – <<del cammino intrapreso dal Comune per restare accanto alle famiglie e per facilitare in ogni modo, e con interventi specifici e mirati, la ripresa della Comunità in questo momento storico così difficile>>.<<Iniziative di questo tipo sono molto importanti perché mettono in evidenza la grande collaborazione con le Istituzioni e le associazioni locali in un momento di grande stress per tutto il settore sanitario>> ha dichiarato il Direttore Generale della Asl Roma 4, Cristina Matranga.Anche il Sindaco, Davide Santonastaso, ha mostrato piena soddisfazione per l’organizzazione della giornata ringraziando tutti coloro che si sono messi a disposizione per la riuscita dell’iniziativa: <<resto sempre piacevolmente colpito dalla pronta riposta dei professionisti, delle associazioni e dei volontari, nonché delle istituzioni competenti agli inviti e appelli che l’Amministrazione lancia per affrontare al meglio la situazione in corso. Il Comune è riuscito già ad organizzare diverse iniziative, grazie a chi ha messo a disposizione gratuitamente le proprie competenze e il proprio tempo. Il motto dell’open day è “Vaccinati! C’è un mondo che ti aspetta” perché crediamo fortemente nella ripresa e nel mettere, soprattutto, i nostri giovani in condizione di poter vivere la quotidianità studiando, praticando sport, coltivando passioni senza mai abbandonare sogni e progetti a causa di un virus che ha scompaginato il corso della vita di ognuno  di noi>>.

QUANDO L’open day si terrà il 30 gennaio presso il Palazzetto dello Sport, dalle ore 9:30 alle ore 19:00 fino ad esaurimento vaccini previsti. Saranno somministrate terze dosi “booster” con vaccino Spikevax (Moderna) per gli over 18 e vaccino Cominarty (Pfizer/BioNTech) per i ragazzi 12-17 anni che hanno superato almeno i 4 mesi dalla seconda dose.

PERCHÉLa vaccinazione contro il virus SARS-Cov-2, attualmente, rappresenta l’unico strumento in grado di ridurre il tasso di ospedalizzazione e, di conseguenza, l’occupazione di posti letto ordinari e di terapia intensiva. L’attuazione di una vaccinazione completa, attraverso la cosiddetta terza dose (dose booster), in un lasso di tempo ristretto è sicuramente una metodica che potrebbe ridurre fortemente, sul territorio di Fiano Romano e dei comuni limitrofi, il numero di contagi, il numero di malati con sintomi moderati-gravi e le ospedalizzazioni. Dai recenti dati messi a disposizione dagli organi competenti, è noto che la terza dose è in grado di favorire una maggiore protezione nonché una durata maggiore di immunizzazione.

OBIETTIVO Tale giornata vuole essere un sostegno al sistema sanitario, di recente sotto pressione nelle ultime settimane per l’esplosione dei contagi, favorendo una decongestione dei centri vaccinali limitrofi. L’obiettivo principale è quello di raggiungere, nel minor tempo possibile, la più larga platea di vaccinandi che hanno già superato i 4 mesi dalla seconda dose.

DOCUMENTI da presentare e indicazioni utiliL’accesso al palazzetto sarà consentito previa esibizione di green pass valido che servirà anche ad attestare la pregressa vaccinazione. Sarà necessario portare con sé: tessera sanitaria e documento di identità, entrambi in corso di validità. I minori dovranno essere accompagnati da un solo genitore; oltre ai documenti sopracitati sarà necessario presentare delega dell’altro genitore con fotocopia del documento.

Dal sito www.comune.fianoromano.rm.it è possibile scaricabile il consenso informato da consegnare in fase di registrazione e che dovrà essere preventivamente compilato in ogni sua parte prima dell’accesso al Palazzetto. Si consiglia, infine, di indossare abiti comodi (esempio: tuta da ginnastica) per facilitare l’operato del personale addetto alla vaccinazione.

Saranno esclusi dalla vaccinazione coloro che hanno contratto il COVID prima dei tre mesi precedenti e, ovviamente, coloro che hanno già eseguito la terza dose vaccinale.L’Amministrazione Comunale ringrazia la ASL RM4, i medici e il personale infermieristico, le associazioni e i volontari che presteranno servizio all’open day a titolo gratuito e tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione dell’iniziativa.

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Castelli Romani

Marino, nuovo decoro al sito della Memoria a Villa Desideri

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Si è tenuta in forma essenziale, a causa delle prescrizioni anti Covid, la cerimonia commemorativa in occasione del Giorno della Memoria che ricorre oggi 27 gennaio.La delegazione comunale ha visto presenti il Sindaco Stefano Cecchi e la Giunta comunale quasi al completo insieme ad alcuni Consiglieri Comunali e rappresentanti della politica locale.Accompagnato dal Comandante F.F. della Polizia Locale Monica Palladinelli, il Sindaco ha scoperto la nuova targa installata presso l’Ulivo della Memoria nell’aiuola prospiciente la Biblioteca Civica “V. Colonna”.Successivamente l’omaggio di una corona di margherite gialle a ricordo della stella gialla di David che i nazisti obbligavano agli ebrei a cucirsi sui vestiti.“Sebbene sia stata una cerimonia semplice, scoprire la targa è stato come confermare a tutta la comunità che il ricordo è vivo, lucido, presente e indelebile anche qui sul nostro territorio.”

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Roma

Roma, Santori (Lega): “Valorizzare sampietrini. Cantieri infiniti!”

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“I sampietrini romani sono un patrimonio unico che la città non riesce a valorizzare e custodire come dovrebbe. I cantieri sono infiniti, le strade restano chiuse per mesi e quando riaprono sono già piene di toppe, il commercio è ridotto al lumicino. Disabili bloccati, passi carrabili ostruiti da ruspe e camion, negozi chiusi”. Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega e segretario in aula Giulio Cesare Fabrizio Santori, a margine della riunione odierna della commissione capitolina Lavori Pubblici di cui è componente. “Vogliamo saperne di più sul destino dei sampietrini rimossi dalle strade romane, faremo un sopralluogo per controllare i depositi nei quali sono custoditi. Chi conta gli storici blocchetti romani, chi li custodisce e chi li cataloga, soprattutto quando restano ammucchiati agli angoli delle strade. Sono una ricchezza”, afferma Santori, che annuncia sull’argomento una mozione in Assemblea capitolina. “Incuria e abbandono la fanno da padroni, basta guardare via Nazionale, dove dopo gli interventi il fondo stradale è di nuovo pieno di rattoppi, e via Baccina, ridotta a una discarica a cielo aperto, mentre degli operai che avrebbero dovuto completare i lavori non c’è più traccia. Via dei Cerchi e viale Aventino sono ormai ostaggio dei cantieri, le ciclabili un miraggio, la viabilità un incubo, e in questa triste danza di incompetenza e faciloneria Roma sprofonda quotidianamente nel caos”, conclude Santori.

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