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Redazione Lazio

COTRAL: APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SECONDA PARTE. TRA OFFICINE PRIVATE E “BUONEUSCITE” D’ORO NON DOVUTE… L’INCHIESTA CONTINUA

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Il reportage video e fotografico de L'osservatore d'Italia presso una officina privata piena zeppa di mezzi Cotral

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di Chiara Rai

L'inchiesta su Cotral – Le manutenzioni, i soldi pubblici e i privati che ruotano attorno all’azienda di trasporto del Lazio Cotral sono ancora al centro della nostra inchiesta “Apriamo il vaso di pandora”, vaso che, a questo punto, è stato ampiamente aperto e adesso continuano a fuoriuscire elementi molto importanti che sostanzialmente attestano una politica che, a nostro giudizio, si distingue per i molti sprechi nonché per una gestione opinabile che pesa sulle spalle degli utenti.

Questa volta siamo andati a visitare l’officina del privato Pennesi che si trova a Roma a due passi dal Grande Raccordo Anulare in via Salvatore Barzilai. Lì sostano numerosi mezzi Cotral, alcuni sono parcheggiati anche in strada e c’è anche un via vai di furgoni della “Cotral” che solitamente trasportano pezzi di ricambio.

Circa tre anni fa, Cotral aveva acquistato cinque furgoni attrezzati per fare internamente il soccorso in linea dei bus adibiti al trasporto pubblico,  attraverso la reperibilità del suo personale  e limitare la chiamata dei fornitori solo al rimorchio e o rimozione del pulmann.

Oggi i soccorsi sono espletati molto spesso e volentieri dalle officine private. Dunque, con i furgoni attrezzati, come risulta chiaramente dalle immagini, gli operai Cotral vanno spesso a fare visita alle officine dei privati.

 Non sarà forse che i pezzi di ricambio vengono forniti dal magazzino centrale Cotral e utilizzati da manodopera esterna?  E’ da evidenziare che ai manutentori interni alla Cotral è stato bloccato il limite annuale di  straordinario.

Quanto spende l’azienda per i soccorsi?  Un soccorso in linea costa alla Cotral oltre mille euro. Belle cifre se, comunque, calcoliamo che le due officine che abbiamo immortalato con all’interno mezzi Cotral, hanno fatturato negli ultimi anni alla società di trasporto numeri che molti di noi definirebbero da capogiro.

Perché non è stata indetta una gara pubblica e quei mezzi Cotral si trovano li dentro? Ancora una volta parliamo di soldi pubblici che vengono spesi in una maniera, ripetiamo, veramente opinabile. Cotral potrebbe espletare tutti questi servizi al suo interno, anche perché di fatti possiede officine che sono vere e proprie eccellenze come quella di Latina ma che, purtroppo, non assorbono tutto il lavoro che potrebbero.

 In poche parole di soldi ne escono molti sia che si tratti di affidamenti diretti sia che si parli di “buone uscite” non dovute ma date ugualmente e a discrezione dell’attuale amministrazione di Vincenzo Surace.

Veniamo al caso in particolare:

Come e a quale scopo vengono impiegati i soldi dei cittadini? Centinaia di migliaia di euro che avrebbero potuto essere risparmiati. In questo caso, sembrano esserci figli e figliastri. Ma vediamo nei particolari.

Compito della Regione Lazio sarebbe quello di prendere celeri provvedimenti. Ma su questo punto torneremo più dettagliatamente rivolgendo delle domande pubbliche e dirette all’assessore regionale competente che è Michele Cvita.

Prima gli risolve il contratto e poi lo manda a casa con 200 mila euro non dovuti. L’attuale Amministratore Delegato Vincenzo Surace si comportò così con l’ormai ex dirigente Pasqualino Sigillino il quale era responsabile manutenzioni Cotral e rispondeva direttamente a Surace stesso.

 Ma veniamo ai 200 mila euro di soldi pubblici impiegati per mandare a casa l’ex dirigente.

Con proposta di deliberazione del 21 maggio 2013 l’amministratore delegato Cotral Vincenzo Surace avvia la risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato del dirigente aziendale Pasqualino Sigillino a causa della “macromodifica della struttura aziendale”.  In tale proposta di deliberazione si fa esplicito riferimento al fatto che “nel caso di specie, il Dirigente non si trova nella condizione per la quale sarebbe prevista la ulteriore somma rapportata all'età del dirigente, in quanto ha superato il 59 esimo anno di età”.  In soldoni significa che non sarebbe dovuta nessuna “buonauscita”.

 In pratica con la risoluzione del contratto comunicata nei modi e tempi, Sigillino per legge non avrebbe avuto nulla a che pretendere da Cotral e invece… cosa succede?  Succede che nonostante la premessa di cui sopra, Cotral decide ugualmente di corrispondere una somma lorda di € 200.000,00 (duecentomila) all’allora responsabile manutenzioni Pasqualino Siggillino,  con tanto di apposito atto transattivo di conciliazione con finalità, appunto la risoluzione del rapporto di lavoro.

Quest’uscita di 200 mila euro di soldi pubblici, è bene ricordarlo, è nient’altro che il frutto di una risoluzione consensuale e quindi, a dire dell’azienda Cotral, senza rischi che il dirigente impugni il "licenziamento" con conseguenti ed eventuali costi in caso di soccombenza aziendale. Peccato però che è la stessa Cotral ad asserire che “il Dirigente non si trova nella condizione per la quale sarebbe prevista la ulteriore somma rapportata all'età del dirigente, in quanto ha superato il 59 esimo anno di età”.

Ma vediamo ancora più nello specifico questo caso che comunque vede coinvolti sia l’amministratore delegato Vincenzo Surace che l’ex responsabile manutenzioni Pasqualino Siggillino il quale aveva a che fare proprio con i temi affrontati nella prima parte dell’inchiesta.

E in termini più comprensibili era colui che si occupava, tra l’altro, dell’affidamento a terzi dei servizi di manutenzione meccanica (manodopera e ricambi) degli autobus appartenenti alla flotta Cotral Spa.

Tra l’altro il tema della manutenzione Cotral è sotto i riflettori dell’inchiesta de L’osservatore d’Italia. Dunque, perché ad un mese dal compimento dei 66 anni è stato “premiato” incredibilmente e inspiegabilmente il dirigente Pasqualino Siggillino con 200 mila euro? Per quale motivo è successo ad un solo mese dal pensionamento? 

E tutto, inspiegabilmente, senza la benché minima opposizione, neppure da parte dell’assessore regionale Michele Civita. La società Cotral è sottoposta a controllo analogo (ovvero la Regione che è proprietaria di Cotral ha il dovere diritto di controllare le azioni intraprese dall’azienda al fine di porne, eventualmente rimedio). Ma la Regione Lazio, nel caso appena esposto, non è intervenuta.

Addirittura, lo studio legale  interpellato da Cotral, in una comunicazione di aprile 2013, scrive direttamente a Vincenzo Surace comunicandogli, tra l’altro, che in merito alla risoluzione dei rapporti di lavoro con alcuni dirigenti tra cui Siggillino e Di Prete, per quanto riguarda Siggillino “ad eccezione del preavviso, al dirigente ultrassessantacinquenne in caso di licenziamento immovitato, non è dovuta la indennità supplementare così come disciplina l’articolo 19 del CCNL”.

Dunque sostanzialmente la Cotral ha anche la rassicurazione dei propri legali ma… ciononostante procede con la “buona uscita” di 200 mila euro.

La commissione di certificazione dell’Università Roma Tre nel verbale di conciliazione, ripercorre l’escursus della vicenda dove è ben evidenziata la contraddizione nell’azione della società Cotral:  L’11 ottobre 2012 la società comunica a Pasqualino Siggillino la risoluzione del rapporto di lavoro. Il 4 dicembre 2012 Siggillino impugna il licenziamento contestando i motivi alla base dello stesso.  Paradossalmente Cotral che cosa fa? Ribadisce la LEGGITTIMITA’ del licenziamento ritenendo infondate le contestazioni di Siggillino. 

E poi, ecco che Siggillino, ad un certo punto, manifesta l’interesse a risolvere il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2013 a fronte però di una “incentivazione all’esodo”.  Ma se il licenziamento è legittimo perché accordarsi su una “incentivazione all’esodo” non dovuta pari a 200 mila euro di soldi pubblici?

Per l’ex dirigente Di Prete, ad esempio, non è affatto funzionato come per Sigillino ma è andata esattamente al contrario: Di Prete, il quale non era responsabile manutenzioni bensì responsabile della sicurezza, non ha ricevuto alcuna “buona uscita” e quando si è opposto alla risoluzione del rapporto di lavoro addirittura ad averla vinta è stata Cotral in quanto di fatto, come per Siggillino, a Di Prete non spettava alcuna “buonauscita”.

Perché questa diversità di trattamento? E’ lecito tutto questo? E in tutto ciò quale posizione ha preso l’assessore alle Politiche del territorio, Mobilità, Rifiuti Michele Civita? Ha vigilato al fine di limitare l’impiego di 200 mila euro di soldi pubblici?

Intanto, le officine dei privati sono piene di mezzi Cotral, il servizio all’utenza è ai minimi storici i reclami sono aumentati e alcuni dirigenti hanno oltre che stipendi anche “incentivazioni all’esodo” davvero d’oro. E l'inchiesta continua.

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Roma

Roma, con l’auto rubata il 13 gennaio scorso ingaggia un inseguimento con i carabinieri: in manette un 42enne romano

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno sottoposto a fermo di P.G. un 42enne romano, già conosciuto alle forze dell’ordine, con l’accusa di rapina.

I militari lo hanno incrociato alla guida di una Ford Fiesta, in via Tiburtina all’angolo con via Casale di San Basilio e alla loro vista, ha tentato una brusca manovra evasiva nel tentativo di non incappare nel controllo.

Quell’atteggiamento ha fortemente insospettito i Carabinieri che hanno deciso di seguire l’auto, ingaggiando un breve inseguimento terminato dopo poche centinaia di metri.

Fermato il fuggitivo, i militari hanno avviato gli accertamenti, scoprendo che l’auto su cu stava viaggiando era provento di una rapina, denunciata presso i Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro, messa a segno il 13 gennaio scorso nella zona di via Cola di Rienzo. Quel giorno, un uomo aveva avvicinato il proprietario dell’auto mentre la stava riprendendo in un parcheggio e, dopo averlo minacciato con un coltello, si era fatto consegnare le chiavi del veicolo fuggendo a tutta velocità.

La vittima della rapina, contattata dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile ha riconosciuto – senza ombra di dubbio – il guidatore spericolato come l’autore della rapina ai suoi danni.

Per il 42enne, accusato di rapina, sono scattate le manette ai polsi e il trasferimento nel carcere di Rieti. Nel corso dell’udienza di convalida, il fermo è stato convalidato e il Gip del Tribunale di Roma ha confermato la custodia cautelare in carcere per il rapinatore.  

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Roma

Roma, San Giovanni: da fuoco ai cassonetti dei rifiuti: arrestato 60enne senza fissa dimora

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ROMA – Questa notte, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato un italiano di 60 anni, senza fissa dimora e con precedenti, con l’accusa di danneggiamento a seguito di incendio.

I Carabinieri, su segnalazione giunta al numero di emergenza 112, sono intervenuti in pochi minuti in via Boiardo, dove hanno sorpreso l’uomo mentre stava incendiando un cassonetto dei rifiuti, subito dopo averne già incendiato un altro, utilizzando un accendino.

Le fiamme, che hanno danneggiato anche le auto parcheggiate nelle immediate vicinanze, sono state domate grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco.

L’uomo dopo l’arrestato è stato portato in caserma e trattenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

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Roma

Roma, laghetto dell’Eur: carabinieri arrestano pusher di cocaina

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In casa nascondeva altre dosi di “polvere bianca” e 21.500 euro in contanti

ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma E.U.R. hanno arrestato un romano di 28 anni, pregiudicato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’uomo è stato notato dai militari in viale America, dal lato del laghetto, mentre stava contrattando con un suo “cliente” – un romano di 49 anni – il prezzo per la cessione di una dose di cocaina.

Interrotta la trattativa, i Carabinieri hanno fatto scattare la perquisizione nell’abitazione dello spacciatore, dove sono stati rinvenuti e sequestrati altri 20 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e la somma in contanti di oltre 24.500 euro, ritenuti provento della sua attività illecita.

Per il 28enne sono scattate le manette ai polsi e il trasferimento agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, mentre l’acquirente è stato segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntore di droghe.

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