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Cotral, licenziamenti illegittimi: Maccauro, Cherubini e De Gregorio assolti perchè il fatto non sussiste

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Assolti perché il fatto non sussiste. Questo l’epilogo di un grande ciclone giudiziario che ha scatenato l’allora Amministratore delegato Cotral Vincenzo Surace, nominato nel 2011 dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il quale ha licenziato gli allora dirigenti Vincenzo Maccauro ex capo del Personale, Giuseppe Cherubini ex dirigente Ingegneria e manutenzione e Daniela De Gregorio ex direttrice d’Esercizio con l’accusa di aver pilotato 280 assunzioni in Cotral. Tra gli assolti anche l’ex Ad Antonio Ricevuto.

Chiara Rai commenta la notizia appena appresa dell’assoluzione dei tre dirigenti a Officina Stampa del 12 Luglio 2018

Il licenziamento di Maccauro arrivò con una maggioranza di tre voti su 5

Oltre all’Ad Surace gli altri due componenti di maggioranza che vollero a tutti i costi il licenziamento furono: Adriano Palozzi, ora in carcere per corruzione (secondo Parnasi era sempre alla ricerca di tangenti), allora già rinviato a giudizio per peculato e per un altro caso di abuso d’ufficio e Giovanni Libanori indagato per la presunta truffa delle manutenzioni Cotral e sotto inchiesta anche per aver lasciato la gestione del servizio dopolavoro Cotral Metro ai sindacati senza alcuna gara ne controlli. Sempre riguardo Adriano Palozzi la Guardia di Finanza ha acquisito una lettera con la quale l’ex presidente Cotral concedeva al grande accusatore di Maccauro, tale Blasucci la somma di 650mila euro. Oggi un processo per capirne le ragioni. E’ in prigione anche Luca Gramazio, mafia capitale, dal quale l’ Ad Surace fece partire la sua caccia al “comunista”. Come da intercettazioni ambientali. Vincenzo Surace a sua volta è accusato d’abuso d’ufficio per l’allontanamento degli ex dipendenti.

Licenziamenti che poi si sono verificati illegittimi

Di fatto tutta questa questione si è rivelata un piano zoppo che ha causato non solo danni all’Ente ma anche anni di fango gettato addosso ai dirigenti licenziati. Con tutta probabilità il fine era silurare elementi scomodi. Ci sono delle intercettazioni pubblicate dal Corriere della Sera che hanno alzato il velo su questi ordini impartiti dalla politica.

Messi alla porta prima di essere indagati

L’allontanamento dei dirigenti parte il 22 settembre del 2011 con la sospensione dell’allora capo del Personale, decisa prima dell’apertura dell’inchiesta sulle presunte assunzioni. Quando arriva l’allontanamento i dirigenti non sono ancora indagati ma vengono comunque messi alla porta nonostante per altri componenti del Pd è valsa la teoria della presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Per i tre dirigenti invece, non si è aspettato neppure che fossero indagati. Che si tratta di rimozioni pilotate lo dimostrano alcune intercettazioni ambientali realizzate a febbraio del 2012 da Cherubini durante un colloquio con Surace, prima del congedo imposto dall’azienda: l’Ad giustifica le sue mosse con l’esistenza di uno spoil system romano e sostiene con l’interlocutore di aver ricevuto l’ordine di mandarli via. Inoltre, Surace fa anche intendere che l’operazione sia decisa al vertice, quando fa riferimento a richieste provenienti “dalla politica…”. Poi l’Ad aggiunge che per il successo dell’operazione sarà necessaria l’attivazione degli “avvocati penalisti”, come poi successo.

Il dossier Cotral de L’Osservatore d’Italia

L’Osservatore d’Italia ha scoperchiato un vaso di pandora che ha fatto tremare le stanze della Cotral grazie ad un dossier che non è rimasto scalfito neppure da una denuncia di un ex dipendente che avrebbe voluto essere risarcito da un quotidiano che ha fatto della libera e sana informazione una bandiera. Adesso la Cotral dovrà risarcire i danni materiali e morali provocati a Maccauro, Cherubini e De Gregorio. I tre ex dirigenti sono persone perbene che questo giornale non ha mai voluto condannare mediaticamente neppure quando tutto il vento era loro avverso.

Il dossier su Cotral de L’Osservatore d’Italia

Ora si renda giustizia a queste persone

E oggi, con gli accusatori in carcere o a processo per fatti gravi e con l’assoluzione piena di Maccauro e co. non dovrebbero dunque esserci problemi affinchè Amalia Colaceci, attuale presidente Cotral, concili e renda giustizia a Maccauro. D’altronde si parla dei dirigenti più autorevoli e prestigiosi di Cotral e tra l’altro l’ex capo del Personale è stato il più ben voluto tra gli autisti. Fu infatti la stessa Colaceci a produrre sul proprio Facebook con le intercettazioni ambientali, rivendicando l’innocenza di questi. La stessa Colaceci, forte dei pareri penalizzati e del lavoro, interni ed esterni, si era attivata per il loro reintegro (come fatto di giustizia e necessità aziendale). Poi però, su pressione di qualcuno? Il suo lavoro si bloccò.

Nemi: ancora un'altra informazione di garanzia per Giovanni Libanori

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Salute

Cina, virus 2019-nCoV. 56 morti e 2mila contagiati: il ministro della Salute riunisce a Roma i rappresentanti delle Regioni per fare il punto e coordinare la prevenzione

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Il coronavirus non si ferma, anzi accelera il contagio e l’ultimo bollettino ‘di guerra’ parla di 56 morti e quasi duemila contagiati. C’è una prima vittima a Shanghai e una delle maggiori piazze finanziarie mondiali trema per il possibile contagio con 40 casi accertati. Dopo Pechino, Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong hanno proclamato lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. Chiude Disneyland Hong Kong, gli americani avviano l’evacuazione dei propri connazionali, la Peugeot quella del proprio staff. Intanto un malato è sotto osservazione a Toronto, in Canada. Un caso sospetto anche in Austria. Il presidente Xi Jinping ha ammesso che la situazione è ‘grave’ e l’epidemia del coronavirus ‘accelera’. Ma assicura: ‘Ce la faremo’.

Il ministro della Sanità della Cina, Ma Xiaowei, ha affermato che la capacità di diffusione del coronavirus sembra diventare più forte e che non sono ancora chiari i rischi della sua mutazione. In una conferenza stampa, Ma ha affermato che il periodo di incubazione è tra 1 e 14 giorni ed è probabile che il numero di casi continui ad aumentare. 

E’ stato registrato in Vietnam il primo caso di trasmissione del coronavirus 2019-nCoV da uomo a uomo finora avvenuto al di fuori della Cina. Lo rende noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). “Si tratta di un caso confermato in Vietnam, che non aveva precedenti di viaggio in nessuna parte della Cina, ma – si legge nella nota dell’Oms – era un familiare di una persona che aveva visitato Wuhan”. Ciò, rileva l’organizzazione internazionale, “suggerisce un esempio di trasmissione uomo a uomo avvenuta in Vietnam”.

Mascherine prima di entrare in chiesa, niente acqua santa all’ingresso, microfoni ripuliti subito dopo il loro uso, nello scambio della pace si annuisce con la testa ma nessuna stretta di mano e soprattutto il sacerdote deve lavarsi le mani prima e dopo l’Eucarestia, usare mascherine chirurgiche e posizionare l’ostia “delicatamente sul palmo della mano” evitando il più possibile il contatto fisico diretto. La diocesi di Hong Kong prende le contromisure per evitare la diffusione del coronavirus in vista delle celebrazioni delle messe domenicali di oggi. Lo scrive il Sir. “Tutti i sacerdoti, il personale cerimoniale e i membri della chiesa devono seguire queste linee guida per garantire il benessere pubblico e ridurre al minimo la possibilità che il nuovo virus si diffonda nella comunità”, è l’invito della diocesi che chiede anche di tenere aperte porte e finestre delle chiese per consentire, raccomanda di pulire regolarmente i pavimenti della Chiesa, inginocchiatoi e stanze delle confessioni.

C’è un caso sospetto di coronavirus a Vienna. Si tratta di un’assistente di volo cinese che il 24 gennaio è arrivata nella capitale austriaca e che nei giorni precedenti è stata a Wuhan. La donna si trova ora in isolamento nell’ospedale Kaiser Franz Josef dopo essere stata ricoverata ieri sera con sintomi influenzali. “Non possiamo escludere che si tratti di coronavirus”, comunica il direttore medico degli ospedali viennesi Michael Binder in una nota.

La Cina ha annunciato un divieto temporaneo al commercio di animali selvatici mentre il Paese lotta per contenere l’epidemia di coronavirus che si ritiene sia stato generato in un mercato che vendeva animali selvatici come cibo. L’allevamento, il trasporto o la vendita di tutte le specie di animali selvatici è vietato “dalla data dell’annuncio fino alla fine della situazione epidemica nazionale”, si legge in una direttiva congiunta di tre agenzie di alto livello, tra cui il ministero dell’Agricoltura.

Il paese più popoloso del mondo negli ultimi giorni ha adottato misure draconiane per arginare il diffondersi di un virus, simile alla Sars (che provocò centinaia di vittime in 2 anni), che ha già infettato quasi 2.000 persone e ne ha uccise 41 dalla sua prima apparizione in un mercato ittico di Wuhan, il 31 dicembre scorso. E che potrebbe diffondersi anche attraverso persone senza sintomi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica inglese The Lancet. Per fare il punto della crisi, il presidente Xi ha riunito un comitato d’emergenza dei vertici del governo. E pur assicurando che il paese è in grado di “vincere questa battaglia”, ha ammesso che “l’epidemia accelera“, quindi bisogna moltiplicare gli sforzi.

Così le celebrazioni del Capodanno lunare, le più sentite nel paese, sono state praticamente annullate per 56 milioni di persone. Il cordone sanitario, infatti, è stato esteso a 18 città nella provincia di Hubei, con restrizioni che includono la chiusura dei collegamenti per il trasporto pubblico e l’accesso alle autostrade. A livello nazionale sono scattate le procedure per identificare i casi sospetti su treni, autobus e aerei. Da lunedì, inoltre, scatterà la sospensione dei tour organizzati all’estero, mentre il blocco per i tour interni è già in vigore. A Wuhan, intanto, l’atmosfera è spettrale. Nella metropoli da cui tutto è cominciato, è che è stata la prima ad essere isolata, non circolano più i mezzi pubblici ed adesso è stato disposto il bando alle auto in centro. Le strutture sanitarie sono vicine al collasso, tanto che proseguono senza sosta i lavori per realizzare un ospedale ex novo, il primo dedicato al coronavirus, entro il 3 febbraio. E le autorità hanno annunciato che ne verrà costruito un altro, con ancora più posti letto, sempre in tempi record. Nel frattempo, in città sono arrivati 450 medici militari per dare una mano al personale locale. 

L’attenzione resta alta anche in Italia, nonostante i due falsi allarmi a Parma e Bari. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha riunito a Roma i rappresentanti delle Regioni per fare il punto e coordinare la prevenzione.

L’italiano a Wuhan: bloccato qui, città spettrale

Tra i milioni di cittadini isolati, ci sono anche una ventina di italiani, tra residenti, studenti e turisti, che si trovano a Wuhan. Tra loro, Lorenzo Di Berardino, studente abruzzese rimasto bloccato dentro un campus universitario, che racconta all’Ansa di una città spettrale, letteralmente deserta.

L’origine del nuovo virus

Il virus 2019-nCoV è arrivato all’uomo dai serpenti: sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all’uomo. Lo indica l’analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.

Come già accaduto con l’aviaria e la Sars, anche questa volta l’indice è puntato sui mercati di animali vivi, molto comuni in Cina dove, accanto agli animali allevati, si vendono animali selvatici come, appunto, serpenti e pipistrelli. E ora è quindi chiaro che il 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di un altro che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.

In 3 mesi il test di un vaccino

Sono almeno cinque i team internazionali coinvolti nell’impresa di mettere a punto un vaccino contro il nuovo virus cinese, con l’obiettivo di ottenere il prima possibile quello che normalmente richiede almeno due o tre anni di lavoro. I primi test sull’uomo potrebbero arrivare in tempi record, “meno di tre mesi, a fronte dei 20 del vaccino sperimentale per la Sars”. A dirlo è uno dei massimi esperti di immunologia, Anthony S. Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health, l’agenzia del governo degli Stati Uniti responsabile della ricerca e della salute pubblica.

“I progressi della tecnologia collegati alla Sars hanno notevolmente compresso i tempi per il suo sviluppo”, scrive Fauci nel suo ultimo saggio pubblicato sulla rivista scientifica Jama. Nel testo si sottolinea come gli attuali studi stiano sviluppando antivirali e test diagnostici per rilevare rapidamente l’infezione partita da Wuhan. E, soprattutto, come stiano adattando gli approcci utilizzati con la Sars, per lo sviluppo di vaccini candidati. La ricerca vede impegnate equipe di esperti del National Institutes of Health, dell’Università del Queensland, in Australia, e delle aziende statunitensi Moderna Therapeutics e Inovio Pharmaceuticals. Ognuno dei team principali verificherà un approccio diverso allo sviluppo del vaccino, mentre a finanziare gli studi è la Coalizione per la preparazione alle epidemie e l’innovazione (Cepi).

In un’iniziativa indipendente, anche Novavax, che ha già lavorato sulla Sars, si è messa al lavoro per studiare un’immunizzazione contro il coronavirus cinese. Così come ha dichiarato di essere intenzionata a fare anche l’Agenzia federale russa per la tutela dei consumatori e della salute. Per ora, il primo beneficio lo hanno avuto le aziende coinvolte, che hanno visto salire con percentuali a due cifre le loro quotazioni in Borsa.

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Il presidente Mattarella rende omaggio alla memoria di Alcide De Gasperi

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato questa sera a Trento la mostra dedicata ad Alcide De Gasperi a palazzo Thun.

Dopo aver partecipato alle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich a Mariapolis, il presidente ha voluto rendere omaggio alla memoria dello statista trentino accompagnato dalla figlia di De Gasperi, Maria Romana, dal sindaco Alessandro Andreatta e dal commissario di Governo Sandro Lombardi.

Nella breve visita, il presidente si è soffermato sugli oggetti personali, le fotografie, i documenti che compongono l’esposizione permanente e ha firmato il Libro d’onore del Comune di Trento, riservato agli ospiti illustri della città, terzo presidente a  porre la firma dopo Giuseppe Saragat e Carlo Azelio Ciampi. Al termine della  visita con una breve ma intensa cerimonia il Sindaco Alessandro Andreatta ha consegnato al Presidente il Sigillo maggiore, la massima onorificenza concessa dalla città di Trento. L’antico sigillo maggiore è appeso ad una pergamena che porta la data 27 giugno 1422. Si tratta di un sigillo di 36 millimetri che reca l’iscrizione “ Silgillum secretum comunis Tridenti” e rappresenta la conferma dell’autonomia goduta dal comune di Trento nei confronti del principe vescovo tridentino.

Ad attendere, all’esterno di Palazzo Thun, una piccola folla di persone che ha applaudito con affetto il Presidente.

La mostra, promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con il Comune di Trento, ricostruisce la dimensione pubblica e privata di De Gasperi ed è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’allestimento restituisce l’idea di un archivio familiare in una forma stilizzata, contemporanea, che valorizza i documenti esposti in originale. Oggetti, biglietti, appunti, donati alla Fondazione Museo storico del Trentino da Maria Romana De Gasperi, trovano posto nella sala, dove è visibile, tra l’altro, l’edizione originale della Carta Costituzionale.

Le fotografie vengono mostrate nel loro formato originale, alcune stropicciate, altre con i promemoria dei familiari, per diventare oggetti a loro volta capaci di far entrare il visitatore, quasi fisicamente, all’interno della casa di Alcide, della moglie Francesca e delle loro figlie.

Il montaggio di alcuni filmati ufficiali dell’Istituto Luce, uniti ad altri girati da trentini che con le loro cineprese amatoriali hanno documentato un conterraneo diventato famoso, dà nuova vita ad Alcide De Gasperi, e restituisce al pubblico il sapore degli anni cinquanta del XX secolo.

Separata ma ben visibile ai visitatori, è possibile ammirare la scrivania personale utilizzata quotidianamente da Alcide De Gasperi nell’abitazione di via Bonifacio VIII a Roma (ora via Alcide De Gasperi) fino alla sua scomparsa.

Oltre alla tradizionale visita guidata per tutte le fasce d’età, l’Area educativa della Fondazione Museo storico del Trentino valorizzerà lo Spazio De Gasperi inserendolo in più ampi progetti per le scuole, relativi alla storia dell’autonomia trentina e della costituzione della Repubblica italiana. Le attività si svolgeranno nella sala interrata, dove sono predisposte delle grandi riproduzioni fotografiche e un montaggio di interviste a storici che ricostruiscono la vicenda biografica e politica di Alcide De Gasperi.

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Salute

Virus cinese, le vittime salgono a 41: tre casi in Francia

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La Cina ha ordinato misure a livello nazionale per identificare i casi sospetti del coronavirus su treni, aerei e autobus poiché il bilancio delle vittime e il numero di pazienti è aumentato in maniera spropositata: 41 le vittime, 15 i decessi nelle ultime ore. Pechino ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l’infezione, precisando che i provvedimenti riguardano ora 56 milioni di persone.

Un primo caso del coronavirus è stato confermato in Australia, ultimo Paese in ordine di tempo ad essere raggiunto dal contagio. Il paziente, un uomo sulle cui generalità non sono stati diffusi dettagli, era giunto una settimana fa a Melbourne da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia. Secondo il responsabile della sanità pubblica australiana, Brendan Murphy, le autorità dello Stato di Victoria ha applicato “strettamente i protocolli, e messo il paziente in isolamento”.

Tre casi di coronavirus confermati in Francia: sono i primi in Europa. Lo annuncia il governo francese. Un caso è a Bordeaux, nel sud-ovest, l’altro a Parigi, ha annunciato in tv la ministra della Salute, Agnes Buzyn. “Il paziente di Bordeaux ha 48 anni – ha detto la ministra – è rientrato dalla Cina, dove è passato da Wuhan. Si è fatto visitare ieri. Da ieri è ricoverato in una camera isolata. E’ stato in contatto con una decina di persone dopo il suo arrivo in Francia”. L’uomo è di “origini cinesi”, ma residente in Gironda, la regione di Bordeaux. Si trovava in Cina per motivi professionali. Si sa poco del paziente ricoverato a Parigi, all’ospedale Bichat, a parte il fatto che anche lui è rientrato dalla Cina.

Si tira un sospiro di sollievo non solo a Bari ma probabilmente anche a Parma per due donne rientrate da Wuhan, in Cina, e ricoverate per sintomi sospetti che hanno fatto scattare tutte le procedure e le analisi legate al nuovo coronavirus cinese. Nel primo caso, barese, i test sul coronavirus hanno dato esito negativo. Mentre nel caso di Parma per ora è stata accertata nella paziente la presenza di virus influenzale di tipo B: le analisi proseguono ma la donna sta bene, sta già migliorando e i medici sono ottimisti.

In Cina, nel frattempo, sono saliti ad 897 i casi accertati di contagio del nuovo coronavirus nCOV-2019, mentre i morti si sono attestati a quota 41. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente il Paese, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

Tredici, intanto, le città dov’è stato imposto lo stop ai trasporti pubblici: Xianning, Xiaogan, Enshi, Zhijiang, Jingzhou, Huangshi, Qianjiang, Xiantao, Chibi, Ezhou, Huanggang e Lichuan, oltre alla città epicentro dell’epidemia, Wuhan, nella provincia dell’Hubei, portando così ad oltre 41 milioni il numero di cittadini coinvolti dalle misure per contrastare l’emergenza. In molte città è stata disposta anche la chiusura di luoghi aperti al pubblico come teatri o locali. Chiusi, ad esempio, i ristoranti McDonald a Wuhan, Ezhou, Huanggang, Qianjiang e Xiantao. Così come, a partire da domani, ha deciso di chiudere temporaneamente i battenti Disneyland Shanghai. Anche a Pechino la forte preoccupazione per la diffusione dell’epidemia ha indotto le Autorità ad adottare misure drastiche: la Città proibita è stata chiusa e tutti i festeggiamenti per il Capodanno cinese annullati. Stop alle celebrazioni anche nella regione semi-autonoma di Macao. Interdette, infine, alcune sezioni della Grande Muraglia.

L’italiano a Wuhan: bloccato qui, città spettrale

Tra i milioni di cittadini isolati, ci sono anche una ventina di italiani, tra residenti, studenti e turisti, che si trovano a Wuhan. Tra loro, Lorenzo Di Berardino, studente abruzzese rimasto bloccato dentro un campus universitario, che racconta all’Ansa di una città spettrale, letteralmente deserta.

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Il virus 2019-nCoV è arrivato all’uomo dai serpenti: sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all’uomo. Lo indica l’analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.

Come già accaduto con l’aviaria e la Sars, anche questa volta l’indice è puntato sui mercati di animali vivi, molto comuni in Cina dove, accanto agli animali allevati, si vendono animali selvatici come, appunto, serpenti e pipistrelli. E ora è quindi chiaro che il 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di un altro che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo.

In 3 mesi il test di un vaccino

Sono almeno cinque i team internazionali coinvolti nell’impresa di mettere a punto un vaccino contro il nuovo virus cinese, con l’obiettivo di ottenere il prima possibile quello che normalmente richiede almeno due o tre anni di lavoro. I primi test sull’uomo potrebbero arrivare in tempi record, “meno di tre mesi, a fronte dei 20 del vaccino sperimentale per la Sars”. A dirlo è uno dei massimi esperti di immunologia, Anthony S. Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive (Niaid) del National Institutes of Health, l’agenzia del governo degli Stati Uniti responsabile della ricerca e della salute pubblica.

“I progressi della tecnologia collegati alla Sars hanno notevolmente compresso i tempi per il suo sviluppo”, scrive Fauci nel suo ultimo saggio pubblicato sulla rivista scientifica Jama. Nel testo si sottolinea come gli attuali studi stiano sviluppando antivirali e test diagnostici per rilevare rapidamente l’infezione partita da Wuhan. E, soprattutto, come stiano adattando gli approcci utilizzati con la Sars, per lo sviluppo di vaccini candidati. La ricerca vede impegnate equipe di esperti del National Institutes of Health, dell’Università del Queensland, in Australia, e delle aziende statunitensi Moderna Therapeutics e Inovio Pharmaceuticals. Ognuno dei team principali verificherà un approccio diverso allo sviluppo del vaccino, mentre a finanziare gli studi è la Coalizione per la preparazione alle epidemie e l’innovazione (Cepi).

In un’iniziativa indipendente, anche Novavax, che ha già lavorato sulla Sars, si è messa al lavoro per studiare un’immunizzazione contro il coronavirus cinese. Così come ha dichiarato di essere intenzionata a fare anche l’Agenzia federale russa per la tutela dei consumatori e della salute. Per ora, il primo beneficio lo hanno avuto le aziende coinvolte, che hanno visto salire con percentuali a due cifre le loro quotazioni in Borsa.

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