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Cronaca

COTRAL: STOP AI PREMI AI DIRIGENTI. GRAZIE NICOLA ZINGARETTI!

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Su questo punto specifico è stato precedentemente e obbligatoriamente sottoposto al controllo analogo della Regione Lazio che di fatto non lo ha approvato

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Bene così, un ottimo intervento del governatore del Lazio Nicola Zingaretti e per noi de L’Osservatore d’Italia che abbiamo sollevato la questione insieme a testate di prestigio come IL TEMPO e grazie alla sollecitazione tempestiva del presidente di ASSOTUTELA che attraverso il nostro quotidiano ha lanciato un appello a Nicola Zingaretti, nonchè del Comitato Pendolari Reatini insorto pochissime ore dopo la pubblicazione della notizia dei premi di produzione ai dirigenti da parte di Cotral.

 

di Chiara Rai

Cotral – Sventato un ulteriore sperpero di soldi pubblici. Nicola Zingaretti interviene con una nota e conferma che non verrà erogato nessun premio ai dirigenti confermando la linea verso il risanamento dell’azienda.

In una nota il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti ringrazia il presidente di Cotral S.p.A., Domenico De Vincenzi, per la sua nota in cui chiarisce in maniera categorica che non sono previsti premi di produttività a dirigenti dell'Azienda: “Continua il risanamento del Cotral e di tutte le altre società regionali – asserisce il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – con un solo obiettivo: tagliare i costi della politica e le poltrone senza mai intaccare, però, i servizi ai cittadini".

Un grande intervento di Nicola Zingaretti che di fatto ha bloccato un punto convocato all’ordine del giorno dal presidente De Vincenzi. Infatti, dagli uffici interni giunge notizia che l’ordine del giorno convocato per martedì 16 settembre su questo punto specifico è stato precedentemente e obbligatoriamente sottoposto al controllo analogo della Regione Lazio che di fatto non lo ha approvato restituendo al mittente un sonante diniego.

Intanto Domenico De Vincenzi il quale non può smentire e non smentisce l’inserimento nell'ordine del giorno del Cda del provvedimento per il pagamento del premio di produttività, asserisce al contempo che suddetto provvedimento “non è stato mai approvato”.

Di fatto è all’ordine del giorno del Cda del 16 settembre 2014 e non verrà approvato grazie all’intervento della Regione Lazio che ha scongiurato questo ennesimo scialacquio.

Inoltre Domenico De Vincenzi asserisce che “le attuali condizioni economiche dei dirigenti sono rimaste invariate dal 2007”. E ci mancherebbe altro che venissero variate, parliamo già di stipendi d’oro che per i cinque apicali si aggirano intorno ai 150 mila euro annui e gli altri intorno dai 90 ai 110 euro. E’ forse poco?

Bene così, un ottimo intervento del governatore del Lazio Nicola Zingaretti e per noi de L’Osservatore d’Italia che abbiamo sollevato la questione insieme a testate di prestigio come IL TEMPO e grazie alla sollecitazione tempestiva del presidente di ASSOTUTELA che attraverso il nostro quotidiano ha lanciato un appello a Nicola Zingaretti, nonchè del Comitato Pendolari Reatini insorto pochissime ore dopo la pubblicazione della notizia dei premi di produzione ai dirigenti da parte di Cotral.

Sicuramente una soddisfazione dal punto di vista dell’informazione al cittadino: i soldi pubblici devono essere impegnati per i servizi all’utente e non per gli stipendi d’oro degli “apicali” ovvero dei dirigenti ai vertici che come abbiamo già asserito sono cinque.

Repetita Iuvant, Nicola Zingaretti, stavolta, con la sua tempestività ha costretto Cotral a fare marcia indietro su questo ennesimo scandalo.

E a onor del vero ci risulta che gli stessi uffici regionali preposti al controllo degli atti del Cda di Cotral già avevano respinto tale tentativo e nonostante ciò è stato reinserito all’ordine del giorno di martedì prossimo venturo. Importante è che l’inserimento di questo punto all’odg non è dovuto per legge perché questo punto compariva già all’ordine del giorno di un cda di tre mesi orsono. Ora si auspica si cambi strada al più presto affinché i danni perpetrati in Cotral non diventino irreparabili.

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Cronaca

Milano, arrestati i 10 componenti della banda criminale dei bancomat

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Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro

MILANO – Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, a conclusione di una lunga attività di indagine, hanno arrestato i dieci componenti della banda criminale responsabile di aver assaltato diversi sportelli bancomat in tutta Italia.

In manette 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di furti di denaro contante presso gli sportelli ATM di istituti di credito su tutto il territorio nazionale mediante assalto con miscela esplosiva, riciclaggio ed altro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo e dirette dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disarticolare un sodalizio, i cui capi ed organizzatori abitano e sono cresciuti nel quartiere “Pilastro” di Bologna, specializzato nella realizzazione di assalti notturni in danno di sportelli bancomat.

Le violente esplosioni causate per scardinare gli sportelli bancomat hanno spesso provocato ingenti danni alle strutture e in alcuni casi con conseguenze di inagibilità ad interi edifici.

Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro.

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Cronaca

Emilio Orlando, una firma della cronaca sull’Albo dei Giornalisti

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Il giornalista Emilio Orlando figura nuovamente nell’albo dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio come pubblicista dopo che nel 2019 il suo nominativo non compariva nell’elenco dell’Ordine dei Giornalisti.

A quanto risulta oggi la sua posizione di iscritto è regolare. Emilio Orlando svolge attività giornalistica principalmente su casi di cronaca nera e di giudiziaria e spesso è ospite di trasmissione televisive.

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Cronaca

Antonio Catricalà: si suicida con un colpo di pistola l’ex presidente dell’Antitrust

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Antonio Catricalà, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex Garante dell’Antitrust, è stato trovato morto nella sua abitazione a Roma, nel quartiere Parioli.

Catricalà, secondo quanto si apprende da fonti investigative, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola. Sul posto è presente la Polizia e la Scientifica.

Catricalà aveva 69 anni, dal 2017 era presidente del cda della società Aeroporti di Roma e nei giorni scorsi era stato nominato presidente dell’Igi, l’Istituto grandi infrastrutture.

Il pm di turno Giovanni Battisti Bertolini si è recato in via Antonio Bertoloni nel quartiere Parioli.

L’Aula del Senato ha rispettato un minuto di silenzio, su invito della presidente Elisabetta Casellati, in memoria di Antonio Catricalà.

Casellati, al termine della commemorazione di Franco Marini, ha informato che “è venuto a mancare” l’ex sottosegretario, esprimendo “il cordoglio personale e dell’Assemblea” alla famiglia.

Molti i messaggi di cordoglio alla famiglia dell’ex presidente dell’Antitrust

“Grande amico, grande servitore dello Stato, Antonio Catricalà lascia un incolmabile vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto l’onore e il privilegio di lavorare con lui”, scrive su Facebook il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, aggiungendo che “è un dolore fortissimo”.

“Siamo sgomenti, sconvolti e addolorati per la morte di Antonio Catricalà. Fine giurista, uomo di Stato che ha saputo rappresentare le Istituzioni con disciplina e onore. Mancherà profondamente alla comunità politica di Forza Italia, mancherà all’Italia. Alla famiglia le più sentite condoglianze”, scrive in una nota Giorgio Mule’, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

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