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Salute

Covid-19, scoperto il gene IGHV3-53 e il vaccino diventa sempre più realtà

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Individuato negli anticorpi umani contro il nuovo coronavirus un gene cruciale per il vaccino: e’ presente in 294 anticorpi analizzati nell’istituto californiano Scripps, e’ uno dei piu’ frequenti e riesce a intercettare il sito in cui la prima principale arma del SarsCoV2, la proteina Spike, si lega al recettore Ace, sulla superficie delle cellule umane. Pubblicata sulla rivista Science, la scoperta promette di accelerare la ricerca di un vaccino efficace contro la pandemia di Covid-19.

L’ottimismo dei ricercatori, coordinati da Yuan Meng, del Laboratorio di Biologia Computazionale dello Scripps, e’ nel fatto che per la prima volta viene fornito alla ricerca sul vaccino un tassello essenziale: quello relativo alle caratteristiche molecolari che contribuiscono a rendere piu’ efficace la risposta degli anticorpi. Sono numerosi i vaccini ormai entrati nella fase della sperimentazione clinica, ma nessuno aveva finora potuto sfruttare un’informazione come questa.

Il gene appena scoperto si trova in ben 294 anticorpi che impediscono alla proteina Spike di legarsi al recettore Ace, si chiama IGHV3-53 e ha un basso tasso di mutazioni. Osservando in azione sul recettore Ace due anticorpi con questo gene, i ricercatori ne hanno studiato la struttura a livello molecolare per scoprire il segreto della loro efficienza e poterlo riprodurre in nuovi candidati vaccini.

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Salute

Vaccino anti Covid 19: Commissione Europea prenota 300 milioni di dosi dalla farmaceutica Sanofi

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300 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19 sono state prenotate dalla Commissione Europea, che venerdi ha concluso un accordo preliminare con la casa farmaceutica francese Sanofi per l’acquisto del futuro vaccino contro il Covid-19, con opzione di acquisto per tutti i 27 Stati membri dell’Ue.

Una volta che il vaccino si sarà dimostrato sicuro ed efficace contro il virus, la Commissione Europea pagherà a Sanofi le 300 milioni di dosi

L’azienda francese si è impegnata a fornire il vaccino per l’inizio del 2021. Per assicurarsi una riserva sufficiente di dosi di vaccino, la Commissione prosegue comunque trattative di acquisto anche con altre case farmaceutiche. “Garantiamo un rapido accesso al vaccino a tutti i cittadini europei” La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “La Commissione fa tutto ciò che è in suo potere per garantire ai cittadini europei un rapido accesso a un vaccino che sia sicuro e che li protegga dal Coronavirus.

Il passo di oggi con Sanofi è una prima importante pietra di una strategia europea per i vaccini. Presto seguiranno altri accordi. Siamo in trattative con diverse altre aziende farmaceutiche”. La corsa al vaccino continua Proprio venerdi Sanofi e la casa farmaceutica britannica GlaxoSmithKline (GSK) hanno siglato un accordo anche con gli Stati Uniti per 100 milioni di dosi, dopo averne firmato un altro, mercoledi scorso, con il Regno Unito per 60 milioni di dosi. Lo stesso Regno Unito aveva già siglato in precedenza contratti di acquisto con altre quattro case farmaceutiche.

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Vaccino Moderna anti Covid, funziona sui macachi: al via la sperimentazione su 30mila volontari sani

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Sembra funzionare nei macachi il vaccino anti Covid-19, sviluppato dall’azienda americana Moderna con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) degli Stati Uniti, diretto da Anthony Fauci.

Sperimentato in questi primati non umani, il vaccino ha indotto la produzione e una potente attività degli anticorpi neutralizzanti, una rapida protezione nelle vie respiratorie e protetto da lesioni polmonari, secondo i dati pubblicati sul New England journal of medicine.

Il 27 luglio i National Institute of Health, di cui il Niaid fa parte, hanno annunciato l’avvio della fase 3 della sperimentazione di questo vaccino in 89 siti americani su circa 30.000 volontari sani.

Il gruppo di ricercatori guidato da Barney S. Graham, il vicedirettore del Centro per la ricerca dei vaccini presso l’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, ha somministrato ai macachi rhesus due dosi di vaccino a due diversi dosaggi e poi i macachi sono stati infettati con il virus.

Quello sviluppato da Moderna è un vaccino ad Rna modificato 

I test hanno evidenziato la capacità del vaccino di indurre una marcata risposta immunitaria, con la produzione di anticorpi neutralizzanti in grado di contrastare il coronavirus. “Oltre a questo, si è visto che il vaccino ha indotto la risposta delle cellule linfocitiche, che aggrediscono il virus e aiutano a produrre gli anticorpi, e che protegge da lesioni polmonari. Si tratta di dati positivi, il vaccino sembra funzionare bene”, ha commentato il virologo Giorgio Palù, past president della Società europea di virologia e docente dell’università di Padova. E’ bene però ricordare, nota Palù, che se anche questo vaccino fosse disponibile per novembre, “da noi non verrebbe comunque somministrato su larga scala, cioè a tutti. Sarà infatti dato prima ai soggetti più a rischio, come medici e infermieri, in via sperimentale, come fatto con il vaccino per Ebola. Perchè arrivi a tutti bisognerà aspettare altri 2-3 anni”.

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Coronavirus, svolta: isolati gli anticorpi che combattono la pandemia

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Aprono a nuovi farmaci e vaccini. Isolati gli anticorpi che ad ora mostrano di essere i più efficaci contro il nuovo coronavirus, fra tutti quelli prelevati dai malati di Covid-19. Identificati alla Columbia Univesity di New York e pubblicati sulla rivista Nature, potrebbero potenzialmente essere prodotti si larga scala e dare una spinta alla ricerca di nuovi farmaci e vaccini. Lo indicano i test finora condotti sugli animali, ma i dati definitivi potranno arrivare dai test sull’uomo.

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