Connect with us

Salute

Covid, 4 ondata: l’Italia regge grazie alle vaccinazioni. Obiettivo accellerare la terza dose e vaccinazione dei bambini

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

Speranza: “Questa settimana decideremo con gli scienziati di allargare a ulteriori fasce d’età”

Superate in Italia i due milioni di terze dosi somministrate ma serve accelerare con i richiami. In una fase, come sottolinea lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, “di recrudescenza del virus come quella a cui stiamo assistendo a livello europeo”.

“Se i reparti ospedalieri tengono non scatteranno misure e sarà un Natale come gli altri prima del Covid. Se invece i ricoveri salgono scatteranno le misure nei territori, in base al sistema dei colori. Non abbiamo mica sospeso la legge che prevede le fasce di rischio. Con il giallo tornano le mascherine all’aperto e al ristorante c’è il limite di 4 a tavola”. Così il  ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. “Al momento non abbiamo pianificato nulla, non ci sono norme allo studio – aggiunge –  L’inverno è la stagione più insidiosa perché si sta più al chiuso, quindi il mio invito è alla prudenza totale, a indossare le mascherine e rispettare il distanziamento”. E per chi vuole viaggiare Speranza se la cava con una battuta. “Io sono per le vacanze in Italia”.

“Con i vaccini reggeremo meglio quarta ondata”

Sui rischi possibili di una quarta ondata il ministro rassicura: “La strategia ha funzionato. Vaccini, green pass e mascherine, che non abbiamo tolto mai, ci stanno mettendo in condizioni di reggere meglio la quarta ondata”. Se l’Italia sta meglio rispetto a Germania, Francia, Gran Bretagna lo si deve al “dato meraviglioso di 46 milioni e 716 mila italiani che hanno fatto almeno una dose”, nonché alla scelta del governo di allentare “molto gradualmente” le restrizioni. Speranza ribadisce poi la necessità di continuare a rispettare le regole per resistere in questa fase di rialzo della pandemia: “Al chiuso resta l’obbligo di mascherine, non ho intenzione di toccarlo. E non si tocca l’uso robusto del green pass. I numeri sono dalla nostra parte, il modello adottato sta funzionando. Regole e strategia dunque non cambiano, ma ovviamente valuteremo”.

Terza dose e vaccinazione dei bambini

La priorità del governo è accelerare con la terza dose e avviare subito la vaccinazione dei bambini, sottolinea inoltre il ministro. Quando si parte con la fascia 5/11 anni? “Il mio auspicio è dicembre, non appena l’Ema avrà approvato il vaccino e l’Aifa avrà dato il via libera per l’Italia. Gli scienziati stanno dicendo che la dose di un terzo di Pfizer è efficace e sicura. Lavoreremo con i pediatri per tranquillizzare le famiglie”. Dei 3,2 milioni di bambini di quella fascia, Speranza punta a vaccinarne almeno la metà: “Se tra i 12 e i 19 anni siamo arrivati al 70%, per i più piccoli dobbiamo arrivare almeno al 50%”.

Anche sulla terza dose è il momento di correre. “Sabato abbiamo superato i due milioni e 44 mila booster e segnato il record di 120 mila terze dosi in un giorno, non sono pochissime” osserva Speranza. “Questa settimana decideremo con gli scienziati di allargare a ulteriori fasce d’età. Penso che a sei mesi dalla seconda dose sia opportuno favorire la terza per la platea più larga possibile. Già somministrare la terza dose alla fascia tra 40 e 60 sarebbe un bel risultato. Ci atterremo al parere degli scienziati”.

L’Italia in questo momento gode di un qualche vantaggio rispetto ad altri Paesi e prosegue sulla strategia tracciata, con una campagna vaccinale di “successo”, vicina al 90% di prime dosi, con il Green pass e le misure di prevenzione e sicurezza come mascherine e distanziamento.

“Grazie alle misure e adesso ai vaccini – dice il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza – abbiamo evitato la grande ondata, quella che avrebbe saturato gli ospedali, li avrebbe congestionati, avrebbe fatto molti morti non solo a causa del Covid direttamente”, intervenuto al Festival della Scienza medica a Bologna.

La variante Delta ha sicuramente complicato le cose in questi mesi di campagna vaccinale con la sua aumentata contagiosità. Da qui la necessità, e lo ribadiscono gli esperti, da Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, al presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, che hanno partecipato al XIX Convegno nazionale di diritto sanitario alla Cattolica a Milano, di continuare a tenere a bada la circolazione del virus.

E l’Italia resta bianca

Le intensive e i ricoveri in area medica, anche se il tasso nazionale sale al 4% e al 5,3% sono lontani dalle soglie critiche del 10 e del 15 per cento di occupazione anche se l’incidenza in 13 Regioni è sopra soglia critica di 50 ogni 100mila abitanti con i valori più alti nella PA di Bolzano con 189 e in Friuli Venezia Giulia con 139,6.

Oltremanica, la Gran Bretagna vede la svolta

Gli inglesi accorciano il periodo del richiamo, da 6 a 5 mesi, per gli over 50, per rendere la campagna vaccinale più spedita e mitigare la progressiva riduzione dell’immunità, e guardano con entusiasmo all’arrivo dell’antivirale in pillola della Merck.

Per la terza dose gli anglosassoni si avviano ai 10 milioni di somministrazioni e registrano una accelerazione della discesa graduale di contagi (30.000 casi, 3.500 meno di ieri, su 900mila tamponi), altri 400.000 vaccini all’attivo, e un calo dei morti (a 155 contro i 193 di ieri e i 214 del giorno prima). Il numero uno della sanità inglese Stephen Powis dice: “Abbiamo retto all’urto”.
Un quadro in cui, anche in Italia si guarda all’antivirale e si attende l’ok da Ema e da Aifa della vaccinazione per la fascia 5-11 anni. Per i vaccini, la loro efficacia “resta elevata” contro decessi e ricoveri, mentre la Delta ne ha diminuito la protezione dall’infezione. Secondo l’Istituto superiore di sanità, efficaci al 91% nel prevenire l’ospedalizzazione, al 95% per il ricovero in terapia intensiva, e al 91% per i decessi, con variante delta prevalente, mentre l’efficacia di prevenzione dall’infezione è al 75% con la variante Delta rispetto all’89% durante la fase epidemica con variante alfa prevalente. È sempre nei non vaccinati la maggiore incidenza dei casi.
Specchio della situazione sono i dati quotidiani con 6.764 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, (stesso dato di ieri) con un calo dei decessi, 31 in 24 ore contro i 51 registrati nel bollettino di ieri. In lieve calo i ricoveri gravi, con 392 i pazienti in terapia intensiva, tre in meno rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 23 (ieri 37). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.173, ovvero 49 in più rispetto a ieri.

Gli attualmente positivi al Covid in Italia sono 93.693, 3.337 in più nelle ultime 24 ore. Il tasso di positività è all’1,37%, in leggero aumento rispetto all’1,2% di ieri, mentre sono 491.962 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia contro i 543.414 di ieri.

L’obiettivo dell’Italia, ha quindi sottolineato Rezza, è quello, attraverso il Green pass, di tenere aperte tutte le attività, in cui ci può essere maggiore affollamento, dai ristoranti, ai caffè, dalle palestre agli hotel, “diminuendo il rischio che avvengano e si manifestino focolai all’interno di queste strutture”.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Salute

Covid, preoccupazione da parte della Fondazione Gimbe: tornano a salire contagi e ricoveri in intensiva

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

Nino Cartabellotta (presidente Gimbe): “Con la circolazione virale in aumento ci si attende dal governo un piano per l’inverno”

Il Covid torna a preoccupare. Salgono i ricoveri in terapia intensiva (+21,7%) sia in area medica (+9,8%). I posti letto occupati in area critica, dal minimo di 203 il 10 novembre, sono a 247 il 17 novembre.

In area medica, dopo i 6.347 l’11 novembre, sono a 6.981 il 17 novembre. E’ quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe (11-17 novembre) che rileva un aumento del 15% di nuovi contagi (da 181mila a 208mila) e un calo nei decessi: 533 (-2,9%), di cui 23 di periodi precedenti. “Con la circolazione virale in aumento ci si attende dal governo un piano per l’inverno”, dice il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.

Anche se al momento, prosegue l’esperto, è impossibile fare previsioni sugli scenari futuri, i dati confermano una diffusa ripresa della circolazione virale, peraltro sottostimata per il largo utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’, di cui s’intravede già un impatto iniziale sui ricoveri in area medica e in terapia intensiva. Al tempo stesso assistiamo ad un calo delle somministrazioni delle quarte dosi per anziani e fragili“. Con l’arrivo dei mesi freddi e la permanenza al chiuso, anche senza considerare l’eventuale emergenza di varianti in grado di ‘scalzare’ Omicron 5, la circolazione virale è destinata ad aumentare, fa notare Cartabellotta. “E al momento, nonostante le recenti rassicurazioni del ministro Schillaci alla Camera, ad oggi – afferma il presidente di Gimbe – tutte le azioni di ‘discontinuità’ del Governo Meloni sono andate nella direzione opposta a quella suggerita dalle autorità internazionali di salute pubblica: ovvero essere preparati e pronti per affrontare eventuali nuove ondate. Si attende pertanto al più presto dall’Esecutivo il piano di preparedeness per la stagione invernale“.

In particolare sul fronte della pressione sugli ospedali, al 17 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è dell’11% in area medica (dal 6,1% della Sardegna al 30,4% dell’Umbria) e del 2,5% in area critica (dallo 0% di Basilicata, Molise e Valle D’Aosta al 4,6% dell’Emilia-Romagna). “Salgono anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – rileva Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 31 ingressi al giorno rispetto ai 25 della settimana precedente”. A partire da questa settimana il monitoraggio Gimbe sarà pubblicato ogni lunedì. 

I vaccini

Al 18 novembre sono state somministrate 4.783.386 quarte dosi, con una media di 26.704 al giorno, in calo rispetto alle 30.319 della scorsa settimana (-11,9%) e con una copertura nazionale del 25% (dall’11,4% della Calabria al 37,7% del Piemonte). Secondo Gimbe, la platea per il secondo richiamo è di 19,1mln di persone di cui 12,6 milioni possono riceverlo subito, 1,7 non sono eleggibili nell’immediato perchè guarite da meno di 120 giorni e 4,8 mln l’hanno già ricevuto. Sono 6,8mln le persone over 50 senza nemmeno una dose di vaccino.  Di questi almeno 6,08 milioni sono attualmente vaccinabili, pari al 10,5% della platea (dall’8,1% del Lazio al 14,1% della Valle D’Aosta); 0,72 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari all’1,3% della platea (dallo 0,8% della Valle D’Aosta al 2,2% del Friuli Venezia-Giulia).

Sostanzialmente stabili i nuovi vaccinati nella settimana 11-17 novembre: 1.239 rispetto ai 1.258 della settimana precedente (-1,5%). Di questi il 18,5% è rappresentato dalla fascia 5-11 anni (229, con un incremento del 10,1% rispetto alla settimana precedente). Cala tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 474 (-10,6% rispetto alla settimana precedente. Per la terza dose, alla mattina del 18 novembre sono state somministrate 40.326.299 terze dosi con una media a 7 giorni di 2.945 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,5%: dal 78,5% della Sicilia all’88,4% della Lombardia.

Sono 7,38 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster. Di questi 5,31 milioni possono riceverla subito, pari all’11,1% della platea (dal 7,1% del Piemonte al 18,9% della Sicilia); 2,07 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,3% della platea (dal 2,5% della Valle D’Aosta al 6,7% del Veneto). “Non è ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni della 5/a dose”, conclude Gimbe.

Continua a leggere

In evidenza

Endometriosi, continua il percorso verso la legge 4.0 di Michela Califano

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Importante incontro presso l’Università degli studi internazionali di Roma

“𝐸𝑛𝑑𝑜𝑚𝑒𝑡𝑟𝑖𝑜𝑠𝑖. 𝐼𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒” questo il titolo dell’evento che si è tenuto lo scorso venerdì all’Università degli studi internazionali di Roma a cura della Commissione Terza Missione di ateneo e del Centro di Ricerca DRC – Disability Research Centre.

“𝐶𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒 ” il messaggio fondamentale alla base dell’incontro.

Prezioso l’intervento del ginecologo e esperto in endometriosi Fiorenzo De Cicco Nardone che ha spiegato quelle che sono le caratteristiche principali della malattia e che ha sottolineato quanto sia importante ascoltare il proprio corpo quando manda dei segnali.

Ad intervenire anche Alessandro Frolli, neuropsichiatra infantile, docente e direttore del Centro di Ricerca sulle disabilità DRC UNINT e Michela Califano, consigliera in Regione Lazio, e prima firmataria della legge ‘Endometriosi 4.0’.

Michela Califano Consigliere in Regione Lazio e prima firmataria della proposta di legge sull’endometriosi che porta il suo nome

Di gran valore la testimonianza della studentessa Francesca Volpe che ha permesso di toccare con mano gli effetti dell’endometriosi sulla vita quotidiana e le sue ripercussioni dal punto di vista psicologico e sociale. L’impatto del dolore cronico è stato rappresentato anche attraverso la realtà virtuale, grazie ad un esperimento condotto dall’esperto Marco Borgese e che ha visto protagonista proprio la studentessa.

L’intero incontro è stato moderato da Sara Rizzo sociologa, docente e coordinatrice del Centro di Ricerca sulle disabilità DRC UNINT e da Chiara Rai, giornalista de Il Messaggero e direttore de L’Osservatore d’Italia e si è concluso con un’interessante sessione di domande e risposte.

Continua a leggere

Castelli Romani

Albano Laziale, tutto pronto per la presentazione del primo centro polivalente per giovani e adulti affetti da autismo

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 3 minuti

image_pdfimage_print
A partire dalle 9.00 alla Sala Nobile di Palazzo Savelli, sede del Comune di Albano Laziale
 
ALBANO LAZIALE (RM) – Dar vita a un Centro Polivalente per Giovani Adulti con disturbi dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi. Un’idea innovativa pronta a diventare realtà. Questo il progetto, a carattere sperimentale e innovativo per i ragazzi, le famiglie e le istituzioni territoriali, al centro di un piano mirato alla piena inclusione sociale che verrà presentato venerdì prossimo a partire dalle 9.00 alla Sala Nobile di Palazzo Savelli, sede del Comune di Albano Laziale.
 
Le attività del nuovo Centro che, come si come si legge nella deliberazione approvata lo scorso anno dalla Regione Lazio (N. 473 del 20 Luglio 2021) intende realizzare un autentico “cambio di paradigma con percorsi innovativi e partecipati di inclusione sociale della disabilità in età adulta”, saranno coordinate dalla Cooperativa Sociale Gnosis, responsabile del progetto e capofila della rete di cooperative sociali del territorio costituitasi in associazione temporanea di scopo (ATS) insieme ad altre cinque (Agricoltura Capodarco, Arcobaleno, Elma, La Castelluccia e Sorriso per Tutti).
 
Il progetto prevede anche un partenariato con diversi enti del Terzo Settore: associazione Arianna Onlus, Attivamente APS, Castelli Insieme, Polisportiva Ever Green, Famiglie e Gnosis Insieme, Insieme Contro i Pregiudizi, Make4Work, Valenza-neurodiversità-autismo-lavoro; con la cooperativa Vulcano, con la Fondazione Il Campo dell’Arte, con la SRL Demetra.
 
Si tratta di una sfida integrata che vede uniti i rappresentanti del Terzo settore in partenariato con la Asl Roma 6 e tutti i Comuni capofila dei Distretti socio-sanitari dei Castelli Romani (Grottaferrata, Marino, Albano Laziale, Velletri) e del litorale (Pomezia, Nettuno) impegnati nell’attivazione di un Centro Polivalente diffuso con sedi e strutture di riferimento dislocate su tutta l’ampia fascia territoriale coinvolta.
 
A presentare l’iniziativa nel corso del convegno in programma ai Castelli Romani interverranno a portare saluti istituzionali e primi input alla giornata: Massimiliano Borelli, sindaco di Albano Laziale, Ornella Guglielmino, responsabile della Direzione Inclusione Sociale della Regione Lazio, Tiziana Biolghini, consigliera della Città Metropolitana con delega alle Pari Opportunità, Politica Sociale, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio, membro VII Commissione Sanità, Politiche sociali, Integrazione sociosanitaria, Welfare, Chiara Mengarelli, consigliera del Comune Albano Laziale con delega ai Servizi Sanitari e Sociali, Cristiano Camponi, direttore generale Asl Roma 6, Simona Polizzano, dirigente del settore Servizi Sociali del Comune di Albano Laziale e Marco Marcocci, presidente Confcooperative Lazio.
 
Il secondo panel del convegno prevedrà quindi la presentazione specifica del progetto nelle sue numerose sfaccettature che saranno esplicate dalle cooperative sociali riunitesi nell’Ats (associazione temporanea di scopo) alla base dell’iniziativa e prevede gli interventi di Angela D’Agostino, presidente di Gnosis, cooperativa capofila, Salvatore Stingo di Agricoltura Capodarco, Cristian Nocco di Arcobaleno, Maria Pompa di Elma, Pier Francesco Milana in rappresentanza de La Castelluccia; Roberta Nuccitelli di Sorriso per Tutti.
 
Parteciperanno e porteranno il loro vitale contributo ai lavori anche Giorgio Di Dato, responsabile dell’associazione Make4work, la dottoressa Geni Lattanzio, responsabile scientifica del Progetto e la dottoressa Diana Di Pietro, direttore f.f. del Dipartimento Salute Mentale della Asl Roma 6.
 
Il terzo panel vedrà quindi in scaletta gli interventi dei rappresentanti dei distretti socio-sanitari, referenti diretti sul territorio delle famiglie e dei pazienti primi ospiti del nuovo Centro. Interverranno Paola Capoleva, direttore f.f. UOC Integrazione Socio Sanitaria e welfare di comunità della Asl Rm 6, Alessandra Mascherini del Distretto Socio Sanitario Rm 6.1; Mauro Gasperini del Distretto Socio Sanitario Rm 6.2; Simona Campi del Distretto Socio Sanitario Rm 6.3; Vincenzo Renella del Distretto Socio Sanitario Rm 6.4; Maria Teresa Agostinelli del Distretto Socio Sanitario Rm 6.5; Angela Santaniello del Distretto Socio Sanitario Rm 6.6.
 
Sono previsti quindi gli interventi di famiglie e giovani e delle realtà del Terzo Settore, partner del progetto.
 
Le conclusioni sono affidate al dottor Bruno Pinkus, responsabile clinico dei progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati di Gnosis.
 
I lavori, la cui conclusione è prevista per le 13,30 circa, saranno coordinati dal giornalista Daniele Priori.
 
L’evento sarà trasmesso in streaming sui canali social di Gnosis e tradotto nella lingua italiana dei segni (Lis). Seguirà un lunch organizzato dagli ospiti delle Comunità Gnosis presso il Work Lab di Piazza San Paolo n. 3 ad Albano Laziale.
 
 
 
 
 



Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti