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Salute

Covid, Figliuolo: virus arretra. Riportare normalità in ospedali

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La curva dei nuovi casi di Covid-19 sta scendendo in circa due terzi delle province italiane

Contagi e ricoveri in calo ma il virus circola, l’attenzione resti alta, si entra in una fase più favorevole, in cui le risorse sanitarie potranno essere ribilanciate verso la cura delle patologie gravi e la prevenzione.

Lo spiega a Repubblica il commissario all’emergenza, il gen.Francesco Figliuolo.

Senza l’accelerazione sul booster ci sarebbero state ben altre conseguenze, anche sull’economia. Una quarta dose come le precedenti per ora non è prevista: se necessario in futuro, se non ci saranno emergenze, si farà in farmacia o dal dottore. ‘Io a Sanremo? Ho gradito la battuta di Fiorello, sono contento sia tornato il pubblico’.

La curva dei nuovi casi di Covid-19 sta scendendo in circa due terzi delle province italiane, solo in alcuni casi si rileva una situazione di stasi oppure di crescita debole o frenata.

Ovunque, però, i valori dell’incidenza sono ancora elevati. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Ecco la situazione che emerge nelle province:
Dopo avere oltrepassato il picco, la curva sta scendendo in tutte le province dell’Emilia Romagna, tranne Ferrara, in tutte quelle lombarde, in tutte quelle marchigiane meno Macerata, in tutte le province piemontesi, in quelle toscane e nelle province autonome di Trento e Bolzano, ad Aosta, Pordenone, Trieste, Udine, Roma, Isernia e Nuoro;
la curva continua a scendere in tutte le province liguri e in quelle di Pescara e Teramo; si rileva una discesa debole a Chieti e Perugia;
hanno da poco superato il picco Gorizia e Macerata; sono in discesa frenata dopo aver oltrepassato il picco Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Rieti, tutte le province pugliesi, Oristano;
dopo una fase di discesa dopo il picco sono ora in debole crescita Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Campobasso, tutte le province siciliane meno Enna e Messina, dove la crescita non è debole;
in fase di stasi tutte le province venete, L’Aquila, Ferrara, Latina, Viterbo, Terni; in crescita frenata sono Matera e Frosinone; in debole crescita Potenza e Catanzaro; in crescita Crotone, Cagliari, Sassari, Sud Sardegna.
in crescita frenata sono Matera e Frosinone; 
in debole crescita Potenza e Catanzaro;
in crescita Crotone, Cagliari, Sassari, Sud Sardegna. 


Ecco di seguito l’incidenza negli ultimi sette giorni (numero di casi ogni 100.000 abitanti) nelle province italiane:

Oltre 2.000: Ferrara (2.480), Bolzano (2.423), Macerata (2.368), Forlì-Cesena (2.310), Ascoli Piceno (2.270), Fermo (2.191), Pordenone (2.085), Rimini (2.076), Gorizia (2.075), Vicenza (2.059), Ancona (2.020), Ravenna (2.016);
Fra 1.500 e 2.000: Livorno (1.963), Verona (1.910), Bologna (1.907), Pesaro e Urbino (1.889), Treviso (1.871), Padova (1.857), Belluno (1.840), Trieste (1.815), Venezia (1.806), Reggio Emilia (1.791), Udine (17.85), Savona (1.778), Ragusa (1.729), Prato (1.722), Trento (1.709), Lucca (1.697), Grosseto (1.686), Imperia (1.679), Pisa (1.670), Firenze (1.669), Parma (1.646), Genova (1.646), Rovigo (1.644), Latina (1.637), Modena (1.631), Pistoia (1.618), Matera (1.610), Biella (1.595), Arezzo (1.589), L’Aquila (1.571), Siracusa (1.541), Chieti (1.538), Teramo (1.530), Lecce (1.526), Pescara (1.520), Torino (1.502);
Fra 1.000 e 1.500: Caltanissetta (1.487), Mantova (1.483), Rieti (1.455), Roma (1.444), Salerno (1.433), Napoli (1.423), La Spezia (1.420), Viterbo (1.414), Perugia (1.376), Siena (1.374), Piacenza (1.367), Frosinone (1.360), Messina (1.335), Vercelli (1.291), Terni (1.280), Potenza (1.276), Brescia (1.260), Caserta (1.253), Foggia (1.245), Massa Carrara (1.228), Cremona (1.227), Bari (1.222), Asti (1.201), Barletta-Andria-Trani (1.193), Vibo Valentia (1.193), Brindisi (1.192), Cuneo (1.157), Pavia (1.151), Aosta (1.148), Crotone (1.145), Como (1.117), Verbano-Cusio-Ossola (1.114), Taranto (1.113), Alessandria (1.108), Novara (1.076), Varese (1.072), Monza e della Brianza (1.027), Catania (1.021), Lodi (1.020), Nuoro (1.013), Campobasso (1.005);
Fra 500 e 1.000: Milano (996), Reggio Calabria (976), Isernia (966), Bergamo (957), Benevento (952), Agrigento (914), Palermo (911), Sondrio (893), Avellino (832), Trapani (804), Cagliari (776), Lecco (771), Enna (753), Sud Sardegna (669), Catanzaro (612), Oristano (557), Sassari (554);
Meno di 500: Cosenza (165).

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Cronaca

Peste suina, la Ue chiede di dichiarare Roma zona infetta

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L’Italia “provvede affinché non siano autorizzati i movimenti di partite di suini detenuti nelle aree elencate come zona infetta e dei relativi prodotti verso altri Stati membri e paesi terzi”.

Lo prevede la Decisione di esecuzione 2022/746 della Commissione europea relativa ad alcune misure di emergenza contro la peste suina africana in Italia.

La Decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di ieri. Il provvedimento, si legge, “si applica fino al 31 agosto 2022”, e prevede l’istituzione di una zona infetta nell’area del comune di Roma che “comprenda almeno le aree elencate” nella Decisione stessa.

L’Italia deve provvedere ad istituire “immediatamente una zona infetta in relazione alla peste suina africana” che comprenda varie aree del comune di Roma. E’ quanto si legge nella Decisione di esecuzione 2022/746 della Commissione europea relativa ad alcune misure di emergenza contro la peste suina africana in Italia. La Decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di oggi ed indica nel dettaglio le zone dell’area di Roma interessate.

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Salute

Covid, Iss: aumento del rischio di reinfezione

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Sono segnalati 438.726 casi di reinfezione da Covid, pari al 3,6% del totale dei casi notificati.

Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni risulta pari al 5,8%, in aumento rispetto alla settimana precedente (5%).

Emerge dal report esteso dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia.  

Dal 24 agosto 2021 al 11 maggio 2022, rileva il report esteso dell’Iss, sono stati segnalati dunque 438.726 casi di reinfezione. L’Iss evidenzia un aumento del rischio di reinfezione in modo particolare nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi; nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni); negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

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Salute

Covid, contagi e ricoveri in calo: smaltito l’effetto Pasqua che aveva portato a una inversione di tendenza con un lieve rialzo del 3,5%

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Sono 47.039 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Martedì erano stati 62.071. Le vittime sono invece 152, rispetto a l’altro ieri una in meno.

Sono 335.275 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 411.047. Il tasso di positività è al 14%, in calo rispetto a l’altro ieri (quando era al 15,1%). Sono 371 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 5 in più rispetto a martedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 42. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.614, ovvero 81 in meno rispetto a martedì.

TORNA A SCENDERE LA CURVA DEI RICOVERI
Smaltito l’effetto Pasqua che la settimana scorsa aveva portato a una inversione di tendenza con un lieve rialzo del 3,5%, nella settimana 26 aprile/3 maggio il numero delle ospedalizzazioni si è ridotto del 5,7%. È quanto emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso).

A diminuire nell’ultimo monitoraggio sono stati sia i ricoveri nei reparti ordinari per l’assistenza Covid (-5,7%) sia il numero dei pazienti nelle rianimazioni (-7,5%).

Persiste, afferma Fiaso, una quota consistente, pari al 20%, di pazienti no vax nelle rianimazioni: hanno in media 75 anni e nel 100% dei casi sono affetti da altre patologie. Un dato che desta preoccupazione soprattutto perché, dall’analisi dei casi presenti nelle terapie intensive, emerge come a non godere della protezione vaccinale siano per lo più soggetti anziani e con comorbidità: proprio coloro che, invece, sono più a rischio di conseguenze gravi del Covid.

“Dopo la piccola scossa di assestamento di una settimana fa, dovuta molto prababilmente a un allentamento delle attenzioni durante le festività pasquali, negli ospedali siamo tornati a una fase di sostanziale stabilità con una tendenza al miglioramento – commenta Giovanni Migliore, presidente di Fiaso -. Dal primo maggio sono cadute molte restrizioni, ma occorre continuare ad avere molta prudenza soprattutto se si vive accanto a soggetti fragili. Ormai, infatti, il 100% dei pazienti delle terapie intensive presenta comorbidità rilevanti, questo detta indicazioni molto precise: la necessità di un’adeguata copertura vaccinale per i soggetti fragili, con la giusta tempistica, inclusa la somministrazione della quarta dose e soprattutto il recupero dei non vaccinati con fragilità”. In particolare, conclude Migliore, “osservare come i no vax attualmente presenti in terapia intensiva siano anziani e malati è un segnale preoccupante che spinge le aziende sanitarie e ospedaliere a continuare nell’ultimo miglio della campagna vaccinale per quei soggetti che sono ancora sprovvisti della copertura”.

Diminuiscono del 7,7% i ricoveri pediatrici

Diminuisce il numero dei pazienti pediatrici Covid ricoverati. Nella rilevazione del 3 maggio nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali aderenti alla rete sentinella Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) si osserva infatti una riduzione del 7,7%.I neonati tra 0 e 6 mesi rappresentano il 15% dei ricoverati: nel 33% dei casi sono figli di genitori non vaccinati. I bambini fino a 4 anni sono ancora la maggioranza dei ricoverati ovvero il 50% dei pazienti. 

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