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Salute

Covid, giù ricoveri e intensive: resta alta la protezione dei vaccini contro le complicanze più gravi

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Sono 137.147 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Venerdì erano stati 143.898. Le vittime sono invece 377, mentre venerdì erano state 378.

Sono 999.490 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, sempre secondo i dati del ministero della Salute. Venerdì erano stati 1.051.288. Il tasso di positività è al 13,7%, stabile rispetto a venerdì. Sono invece 1.588 le terapie intensive, 42 in meno di venerdì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 118. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.636, ovvero 160 in meno rispetto a venerdì.

Sono ancora un milione e 680mila gli italiani che hanno più di 50 anni e non si sono vaccinati, nonostante l’obbligo previsto dal decreto del 7 gennaio . E’ quanto emerge dall’ultimo report del governo sulle vaccinazioni aggiornato a questa mattina. Complessivamente sono 1.684.240 coloro che non hanno fatto la prima dose e di questi la maggioranza – 1.235.314 – è nella fascia tra 50 e 69 anni. Negli ultimi sette giorni, sempre in base al report, sono poco più di 178mila gli over 50 che hanno fatto la prima dose mentre da quando è entrato in vigore l’obbligo sono poco più di 481mila.

Resta alta la protezione dei vaccini contro le complicanze piu’ gravi da Covid. Il tasso di ricoveri in terapia intensiva per i non vaccinati contro il Covid è 18 volte più alto dei vaccinati con ciclo completo e 27 volte più alto dei vaccinati booster. La percentuale delle reinfezioni pari a 3,1%, stabile. E’ quando emerge dal report esteso dell’Istituto Superiore di Sanita’ che accompagna il monitoraggio settimanale

Dall’inizio dell’epidemia al 26 gennaio 2022 sono stati “diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata Covid 2.009.862 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 12.365 ospedalizzazioni, 300 ricoveri in terapia intensiva e 39 deceduti”.  Intanto rallenta la crescita del tasso di incidenza nella fascia 12-15 anni, mentre nella fascia 16-19 è in diminuzione da due settimane. Risultano in aumento i casi diagnosticati per 100.000 abitanti nella fascia 5-11 anni e nei bambini sotto i 5 anni. Sebbene il dato non sia ancora consolidato, nelle ultime due settimane si osserva un andamento in decrescita del tasso di ospedalizzazione in tutte le fasce di età 0-19 anni, ad esclusione della fascia 5-11 anni. 

Continua la diminuzione nelle ultime due settimane della percentuale di casi tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. Si passa, secondo il report esteso dei casi Covid elaborato dall’Iss, all’1,80% di questa settimana rispetto al 1,96% nella settimana precedente.

In Italia si contano in due anni, dall’inizio dell’epidemia al 26 gennaio 2022, quasi 10 milioni di casi di Covid: esattamente sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 9.826.789 casi, di cui 142.771 deceduti. E’ questo il bilancio a due anni dall’inizio del Covid in Italia , riportato dal report esteso dell’Iss che accompagna il monitoraggio settimanale.

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Cronaca

Peste suina, la Ue chiede di dichiarare Roma zona infetta

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L’Italia “provvede affinché non siano autorizzati i movimenti di partite di suini detenuti nelle aree elencate come zona infetta e dei relativi prodotti verso altri Stati membri e paesi terzi”.

Lo prevede la Decisione di esecuzione 2022/746 della Commissione europea relativa ad alcune misure di emergenza contro la peste suina africana in Italia.

La Decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di ieri. Il provvedimento, si legge, “si applica fino al 31 agosto 2022”, e prevede l’istituzione di una zona infetta nell’area del comune di Roma che “comprenda almeno le aree elencate” nella Decisione stessa.

L’Italia deve provvedere ad istituire “immediatamente una zona infetta in relazione alla peste suina africana” che comprenda varie aree del comune di Roma. E’ quanto si legge nella Decisione di esecuzione 2022/746 della Commissione europea relativa ad alcune misure di emergenza contro la peste suina africana in Italia. La Decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di oggi ed indica nel dettaglio le zone dell’area di Roma interessate.

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Salute

Covid, Iss: aumento del rischio di reinfezione

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Sono segnalati 438.726 casi di reinfezione da Covid, pari al 3,6% del totale dei casi notificati.

Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni risulta pari al 5,8%, in aumento rispetto alla settimana precedente (5%).

Emerge dal report esteso dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia.  

Dal 24 agosto 2021 al 11 maggio 2022, rileva il report esteso dell’Iss, sono stati segnalati dunque 438.726 casi di reinfezione. L’Iss evidenzia un aumento del rischio di reinfezione in modo particolare nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi; nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni); negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

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Covid, contagi e ricoveri in calo: smaltito l’effetto Pasqua che aveva portato a una inversione di tendenza con un lieve rialzo del 3,5%

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Sono 47.039 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Martedì erano stati 62.071. Le vittime sono invece 152, rispetto a l’altro ieri una in meno.

Sono 335.275 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 411.047. Il tasso di positività è al 14%, in calo rispetto a l’altro ieri (quando era al 15,1%). Sono 371 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 5 in più rispetto a martedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 42. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.614, ovvero 81 in meno rispetto a martedì.

TORNA A SCENDERE LA CURVA DEI RICOVERI
Smaltito l’effetto Pasqua che la settimana scorsa aveva portato a una inversione di tendenza con un lieve rialzo del 3,5%, nella settimana 26 aprile/3 maggio il numero delle ospedalizzazioni si è ridotto del 5,7%. È quanto emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso).

A diminuire nell’ultimo monitoraggio sono stati sia i ricoveri nei reparti ordinari per l’assistenza Covid (-5,7%) sia il numero dei pazienti nelle rianimazioni (-7,5%).

Persiste, afferma Fiaso, una quota consistente, pari al 20%, di pazienti no vax nelle rianimazioni: hanno in media 75 anni e nel 100% dei casi sono affetti da altre patologie. Un dato che desta preoccupazione soprattutto perché, dall’analisi dei casi presenti nelle terapie intensive, emerge come a non godere della protezione vaccinale siano per lo più soggetti anziani e con comorbidità: proprio coloro che, invece, sono più a rischio di conseguenze gravi del Covid.

“Dopo la piccola scossa di assestamento di una settimana fa, dovuta molto prababilmente a un allentamento delle attenzioni durante le festività pasquali, negli ospedali siamo tornati a una fase di sostanziale stabilità con una tendenza al miglioramento – commenta Giovanni Migliore, presidente di Fiaso -. Dal primo maggio sono cadute molte restrizioni, ma occorre continuare ad avere molta prudenza soprattutto se si vive accanto a soggetti fragili. Ormai, infatti, il 100% dei pazienti delle terapie intensive presenta comorbidità rilevanti, questo detta indicazioni molto precise: la necessità di un’adeguata copertura vaccinale per i soggetti fragili, con la giusta tempistica, inclusa la somministrazione della quarta dose e soprattutto il recupero dei non vaccinati con fragilità”. In particolare, conclude Migliore, “osservare come i no vax attualmente presenti in terapia intensiva siano anziani e malati è un segnale preoccupante che spinge le aziende sanitarie e ospedaliere a continuare nell’ultimo miglio della campagna vaccinale per quei soggetti che sono ancora sprovvisti della copertura”.

Diminuiscono del 7,7% i ricoveri pediatrici

Diminuisce il numero dei pazienti pediatrici Covid ricoverati. Nella rilevazione del 3 maggio nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali aderenti alla rete sentinella Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) si osserva infatti una riduzione del 7,7%.I neonati tra 0 e 6 mesi rappresentano il 15% dei ricoverati: nel 33% dei casi sono figli di genitori non vaccinati. I bambini fino a 4 anni sono ancora la maggioranza dei ricoverati ovvero il 50% dei pazienti. 

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