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Crash Team Racing torna in grande spolvero

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Con Crash Team Racing Nitro Fueled Activision riporta sulle console di attuale generazione uno dei titoli più amati ai tempi della primissima Playstation, nel lontano 1999. Ma veniamo al dunque, il gioco propone in chiave moderna il Ctr originale, quello più amato e iconico, dotandolo di una grafica in stile cartoon moderna, ma mantenendo sempre il gameplay virtualmente identico al gioco originale, se non per qualche piccola miglioria e un paio di aggiunte per arricchire l’offerta. I poco dettagliati e pixellosi mondi del gioco originale lasciano così spazio a rivisitazioni fedeli nel design ma molto più ricche di colori, varietà e dettagli che regalano nuova linfa vitale a piste che negli anni ’90 risultavano essere spoglie e poco movimentate. Crash Team Racing Nitro-Fueled è assolutamente all’altezza dei prodotti contemporanei, sia come resa grafica, sia come fluidità in game, e il salto qualitativo di 3 generazioni di console, nonché 20 anni di evoluzione tecnica si fanno sentire davvero poco. Per giustificare maggiormente il comunque economico prezzo di 39,99 Euro, il team di Beenox ha inoltre pensato di aumentare ulteriormente il valore del prodotto aggiungendo, tra le altre cose, numerose piste dai sequel di CTR, nonché moltissime opzioni di personalizzazione e un multiplayer online appassionante e spassoso. L’idea di base del titolo originale era ovviamente quella di creare un degno avversario del famosissimo Mario Kart, e così fu. Adesso con questo remake il titolo offre quanto visto in passato ma elevato all’ennesima potenza, qundi: gare di pochi giri all’interno di spettacolari piste in scenari coloratissimi e folli in giro per il mondo, da castelli fino a deserti, dove 8 piloti del roster si affrontano su kart veloci e che possono guadagnare ulteriore velocità con i boost offerti dalla corretta gestione di derapate, partenze e salti. Il sistema di derapate, nello specifico, è molto diverso da quanto visto in giochi simili e vede i giocatori attivare il turbo a più riprese col giusto tempismo ad ogni derapata per sfruttarne al meglio l’effetto. Ovviamente non mancano i famosissimi power-up, componente imprescindibile di questo genere che contribuisce a rendere questi giochi titoli molto divertenti in compagnia: bombe, missili, pozioni trappola, scatole di TNT, scosse elettriche e turbo permettono ai giocatori di rimontare nei confronti di chi si trova davanti, portando spesso a photo-finish a sorpresa dove un giocatore che è stato per buona parte al comando può essere fermato all’ultimo momento da qualcuno che passa ad alta velocità con qualche folle power-up o che lo manda in testa coda con un bel missile. Questo modo di giocare rende Crash Team Racing Nitro Fueled un party game capace di dar vita a divertentissime sessioni tra amici sia in locale che online.

In ogni caso, se non si ha mai avuto l’occasione di provare il titolo originale, il miglior metodo per prendere familiarità con le dinamiche di gioco resta la “campagna”. Tale modalità di gioco è strutturata in maniera molto diversa da quanto visto in altri titoli del genere: qui Crash o il personaggio che si selezione deve affrontare diverse isole che fungono da hub, ognuna delle quali presenta varie piste in cui arrivare vincitori per poi battere i boss dell’area in una letale battaglia uno contro uno. Finito questo, è possibile affrontare sfide aggiuntive sui livelli già affrontati, come sfide a tempo dove bisogna cercare di fermare il cronometro il più spesso possibile raccogliendo casse con secondi bonus o le sfide CTR, dove bisogna battere la CPU raccogliendo le lettere C, T ed R nascoste in giro per i livelli. Queste sfide portano il giocatore a trovare le scorciatoie rischiose ma efficaci di ciascuna pista, preparandoli al meglio per le sfide competitive del multiplayer locale e online. La campagna di Crash Team Racing Nitro Fueled è davvero lunga se si decide di completare ogni sfida secondaria, ma come detto è un ottimo modo per conoscere al meglio ogni pista, diventa quindi molto consigliata a chi ha intenzione di puntare a competere. Per chi ha tali ambizioni, c’è l’ormai noto split screen fino a 4 giocatori in qualunque pista o modalità, ma soprattutto un supporto online abbastanza basilare ma incredibilmente spassoso e molto gradito, considerando che CTR non ha mai avuto ufficialmente una componente online. Anche questa componente è giocabile in split screen, permettendo ai giocatori di portare anche la propria squadra online. Insomma, il videogame ripropone fedelmente gameplay, campagna e opzioni multiplayer (ma con diverse novità) del gioco originale, il tutto con un’ottima resa grafica e tanti piccoli miglioramenti. Possiamo affermare senza timore di essere smentiti che questo gioco è la versione definitiva di uno dei kart racer più spassosi di sempre, capace quasi di rendere obsoleto e l’originale. Per chi si avvicina per la prima volta a Crash Team Racing, il titolo può sembrare come un banale clone di Mario Kart senza nessuna differenza degna di nota. Ma non è così, soprattutto per il modello di guida che riesce a combinare in maniera egregia una maneggevolezza arcade a un impressionante elemento tecnico di bravura. Il fulcro sta nel riuscire a concatenare derapate cercando di azionare nel momento giusto il boost generato da queste, per arrivare a passare praticamente tutto il giro sotto l’effetto del nitro. Anche Mario Kart e compagnia hanno un sistema di derapate turbo, ma le tante curve a gomito, i dislivelli e gli ostacoli di CTR uniti a questo sistema più complesso rendono il racer game di Crash e soci decisamente più tecnico, dove ogni giocatore può costantemente migliorarsi ed aumentare in abilità partita dopo partita. E vi assicuriamo che se si vuole dominare sarà necessario un duro allenamento, visto che per completare la storia al 100% o per avere una chance di vincere contro gli agguerriti avversari online bisognerà essere davvero a proprio agio con il meccanismo di derapate. Attenzione però, come già sottolineato più volte, Crash Team Racing Nitro Fueled non è però solamente una copia dell’originale CTR, poiché aggiunge anche diversi elementi dai sequel meno riusciti del gioco portandoli però nella struttura e nel gameplay pluripremiato del primo episodio. Spuntano così piste da Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing, diversi nuovi personaggi, un’abbondanza di elementi cosmetici abbastanza numerosa ma anche e soprattutto il multiplayer online. La quasi totalità di questa saga si è giocata su console che nemmeno avevano una porta Ethernet, figuriamoci funzionalità online degne di questo nome. Bene, adesso grazie alle nuove tecnologie il gioco permette a giocatori di tutto il mondo di sfidarsi in qualunque pista del gioco. C’è ovviamente anche il multiplayer locale per divertenti sessioni casalinghe tra amici, ma il gameplay estremamente tecnico e caotico del titolo lo rende un’esperienza multiplayer online decisamente esilarante. Per chi non ha intenzione di mettere le mani sul comparto multiplayer e desidera godersi solo l’esperienza “classica” di CTR non c’è da preoccuparsi, visto che ogni oggetto di personalizzazione è sbloccabile anche in locale e non ci sono obiettivi esclusivi per la modalità online.

A livello di modalità di gioco, Crash Team Racing Nitro Fueled ne offre davvero tante. La modalità Arcade Locale è quindi quella che racchiude al suo interno la maggior parte dei contenuti del gioco e li offre sin da subito senza ulteriori attese. Gli unici elementi bloccati riguardano i piloti aggiuntivi, un totale di 25, tra cui i boss da sbloccare nell’Avventura, e le personalizzazioni dei kart, queste ultime puramente estetiche. All’interno della sezione arcade si potrà disputare una Gara Singola – scegliendo il numero di giocatori, di giri, il livello di difficoltà e se affrontarla in versione standard o speculare -, oppure ci si potrà cimentare in una delle 7 coppe presenti in “Gara di Coppa”, prendere parte alla modalità Battaglia, partecipare alle Prove a Tempo, gareggiare nella Corsa delle Reliquie, nella Sfida CTR o nella Sfida dei Cristalli. Chi ha giocato al capitolo del ’99 riconoscerà ogni singola modalità e si renderà subito conto di come l’offerta di Crash Team Racing Nitro-Fueled sia assolutamente completa e in linea con l’originale. Per chi invece si stesse avvicinando al titolo solo ora, ricordiamo che la modalità Battaglia consente di combattere in una delle 12 piste/arene disponibili esclusivamente in questa sezione. Qui si può scegliere se gareggiare a punti, colpendo gli avversari con le armi a disposizione, in una versione alternativa del “ruba bandiera”, collezionando il maggior numero di cristalli e così via. Insomma, la modalità Battaglia è a sua volta un gioco nel gioco ed è particolarmente adatta a tutte quelle sezioni multi player in stile party game senza dover badare alla qualità della guida. La Sfida delle Reliquie è invece una variazione della Prova a Tempo, dove si potranno migliorare i propri risultati aprendo le casse bonus in grado di congelare il cronometro. La Sfida CTR invece è una semplice gara nella quale, come già detto, bisognerà raccogliere le lettere C, T e R sparse per il tracciato, mentre nella Sfida dei Cristalli bisognerà raccogliere i cristalli viola sparsi nelle arene della modalità Battaglia. Ricordiamo che tutto ciò potrà essere giocato in multi player locale a schermo diviso sino a 4 giocatori, mentre la modalità online consente la partecipazione fino a 8 giocatori. Per quanto riguarda il comparto audio, i puristi potranno infatti scegliere se utilizzare la colonna sonora remixata o quella classica, inoltre, a livello di gioco potranno affrontare la campagna in modalità “classica” o Nitro-Fueled, potranno persino scegliere i modelli poligonali originali per i kart e i personaggi principali, rinunciando a qualsiasi orpello estetico che possa alterare l’esperienza. A questo grande richiamo al passato si contrappone l’aggiunta di personaggi del tutto inediti, fra cui alcuni che arriveranno nei prossimi mesi, per il titolo, una nuova schermata di personalizzazione del kart e persino un negozio giornaliero dove spendere le monete accumulate con le gare per poter acquistare skin, personaggi e pacchetti bundle.

Dal punto di vista tecnico i ragazzi di Beenox sono stati in grado di effettuare un lavoro di ricostruzione di livello altissimo. Questo significa che ogni pista, ogni arma e ogni personaggio sono delle copie 1:1 di ciò che era presente nel capitolo per PlayStation del 1999, ovviamente reinterpretati e restaurati in chiave moderna. I tracciati ripropongono lo stesso feeling degli originali, con curve e dossi ricostruiti con precisione millimetrica, quindi se si era già degli assi di Crash Team Racing ai suoi tempi, basteranno pochi minuti per ritrovare le stesse sensazioni dell’epoca e se la memoria non inganna si potranno anche sfruttare sin da subito tutte le scorciatoie presenti nelle mappe. Tirando le somme Activision e Beenox con questo Crash Team Racing Nitro Fueled hanno ridato vita a uno dei videogame più divertenti di sempre dove competizione, divertimento e adrenalina sono sempre presenti in ogni metro della pista. Insomma, come avrete dedotto leggendo il nostro articolo, se siete alla ricerca di un gioco da fare con gli amici, ma che offra una componente di sfida degna di questo nome, tante modalità e una grandissima varietà di tracciati, questo remake del classico CTR è proprio ciò che fa per voi.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

Ambiente

Spiagge più belle d’Italia: ecco le bandiere blu assegnate

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Alla vigilia delle vacanze estive, arriva l’elenco delle località costiere insignite della Bandiera Blu, riconoscimento conferito alle mete che vantano acque pulite e ottima accoglienza turistica. Sono 15 le new entry dell’anno 2021, riconosciute della FEE, Foundation for Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale).

L’elenco è stato annunciato dalla Ong internazionale durante una conferenza via web con i sindaci vincitori: in Abruzzo ci sono Francavilla al Mare, Pescara, Martinsicuro; in Calabria Diamante e Santa Maria del Cedro; in Campania, Camerota; nel Lazio Fondi e Minturno; nelle Marche Altidona; in Puglia Bisceglie, Monopoli e Nardò; in Sardegna Aglientu; in Sicilia Roccalumera e Modica. Tra i porti turistici le Bandiere blu sono state assegnate in Basilicata a Marina di Policoro (Policoro), in Friuli Venezia Giulia a Portopiccolo Marina (Duino-Aurisina), in Liguria al Porto di Bordighera (Bordighera), in Puglia al Porto turistico Marina Resort “Bisceglie Approdi” (Bisceglie), in Sicilia a Capo D’Orlando Marina (Capo D’Orlando), in Veneto a Marina Resort Portobaseleghe (San Michele al Tagliamento).

Nelle Marche, aggiunge la Ong internazionale, salgono a 16 Bandiere blu (un nuovo ingresso), la Calabria va a quota 15 (due nuovi ingressi e un’uscita) mentre la Sardegna riconferma 14 località (con un nuovo ingresso e un’uscita). L’Abruzzo sale a 13 (tre nuovi ingressi), il Lazio arriva a 11 (con due nuovi Comuni). Rimangono invariate le 10 bandiere del Trentino Alto Adige; sale invece a 10 la Sicilia con due new entry, sono confermate le 9 Bandiere del Veneto, così come le 7 località dell’Emilia-Romagna. La Basilicata conferma le sue 5 località; si registrano due uscite in Piemonte che ottiene 2 Bandiere; il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 dell’anno precedente. Il Molise rimane con 1 Bandiera, anche la Lombardia conferma 1 Bandiera blu. Gli 81 approdi premiati, spiega la Fee, “dimostrano che la portualità turistica ha consolidato le scelte di sostenibilità intraprese, rispondendo ai requisiti previsti per l’assegnazione internazionale, garantendo la qualità e la quantità dei servizi erogati nella piena compatibilità ambientale

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Ambiente

Nemi, l’ombra della dirigente regionale arrestata e la gestione rifiuti in via della Radiosa

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Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

NEMI (RM) – Era complesso arrivare a capire come mai, dopo il 2016, e dopo un “no” chiaro di Acea alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa a circa 50 metri da un pozzo che fornisce acqua potabile alla cittadinanza, a 10 metri dalle abitazioni, in pieno Parco Regionale dei Castelli Romani in una zona con destinazione “verde pubblico”,  ci fosse un nuovo tentativo da parte dell’Amministrazione Bertucci di tentare di nuovo l’impresa di gestione rifiuti proprio in quel sito.

Chi ha dato l’assist al sindaco Alberto Bertucci e al Consigliere comunale e metropolitano Giovanni Libanori per riprovarci?

Le carte girate dall’Ingegnere Claudia Ceci di Acea su esplicita richiesta di questo giornale non lasciano spazio a dubbi. Il 23 aprile del 2021 veniamo a sapere, a seguito di una richiesta esplicita “urgente informativa sulla corrispondenza in essere in merito al progetto del centro di raccolta nel comune di Nemi”, che il Gestore Acea informa di essersi espresso anche l’11/07/2018 e, in base al parere espresso dalla Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti e Bonifiche prot. n. U0145826 del 22/02/2019, ha provveduto a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta.

Dunque questo giornale viene a sapere che dopo il NO di Acea del 2016 alla realizzazione dell’isola ecologica vicino al pozzo, perché in netto contrasto con la legge 152/2006 art 94 sulla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, il Comune ha richiesto di nuovo un parere all’Acea. Ma in virtù di cosa? Perché tanta insistenza?

L’entrata in scena dell’ex dirigente regionale Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

La risposta consiste in una corrispondenza avvenuta tra il Comune e la Regione, il famoso “parere espresso dalla Regione, che ha spinto Acea a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta. Studio il cui esito, ci fa sapere Acea nella nota del 23 aprile scorso, renderà noto soltanto se verrà interpellato in sede di tavolo tecnico e “valuterà puntualmente le proposte progettuali che verranno presentate. Si evidenzia comunque che il Gestore, nell’ambito dei procedimenti propedeutici all’approvazione progettuale comunicherà il proprio parere sulla base dell’analisi dei progetti che verranno presentati”.

A generare questo spiraglio di effimera e inconsistente “apertura” e convinzione da parte del Comune di “riprovarci col progetto” è niente meno che l’ex dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini, vicesindaco del Comune di Vetralla (provincia di Viterbo) arrestata a marzo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.

Flaminia Tosini tenta in maniera più che opinabile e arrangiata una sorta di interpretazione della famosa legge 152/2006 art 94 facendo leva sui famosi casi di straordinarietà che prevedono la gestione di rifiuti in prossimità di un pozzo.

Peccato che non vi rientri assolutamente la fattispecie di via della Radiosa e non è possibile alcuna deroga di tale legge se non principalmente in caso di mareggiate (non c’è mare in quella strada ne ad esempio alghe che possano ostruire il pozzo a tal punto da prevedere la rimozione dei rifiuti e quindi una sorta di “gestione” finalizzata alla sola pulizia dello stesso).

Flaminia Tosini che secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dalla Procura di Roma sulle modalità di gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio ha accettato regali di ingente valore – borse di Prada e bracciali di Cartier, viaggi di piacere come descritti nella imputazione – che corrispondono alle utilità immediate e dirette percepite dall’indagata a fronte di “illecite azioni amministrative“, ha lasciato uno spiraglio di speranza al Comune di Nemi di poter realizzare un sito contro legge vicino a un pozzo dell’acqua.

Il Gip di Roma Annalisa Marzano nell’ordinanza di custodia cautelare destinata all’ex dirigente regionale parla di un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche.

La corrispondenza tra Flaminia Tosini e Comune di Nemi

Il 22 febbraio del 2019 Flaminia Tosini scrive al Comune di Nemi (in riscontro alla nota prot. 9649 del 4110/2018) che la presenza del centro di raccolta potrebbe essere compatibile con delle prescrizioni come l’accortezza di non far disperdere le acque nel suolo e quindi chiede la valutazione di vulnerabilità della falda per dimostrare la “non influenza” del sito rispetto al pozzo.

In pratica fa passare il messaggio che sì, la legge esiste, ma va valutato il progetto! Nella nota, l’ex dirigente, la “butta in caciara” e si lancia in interpretazioni imbarazzanti della legge come emerso essere del resto un modus agendi della signora anche dalle intercettazioni dell’inchiesta romana.

Ecco il clamoroso esempio su Nemi per cui verrebbe da dire “fatta la legge trovato l’inganno”

Il passaggio clamoroso che fa alzare la testa al Comune di Nemi e ritentare di realizzare l’opera in un sito impossibile è questo: “A parere della scrivente – scrive la Tosini che si trova attualmente in stato di arresto – mentre la gestione di un centro di raccolta può essere considerata attività di gestione dei rifiuti, tanto che viene anche prevista una precisa categoria di gestione nell’albo Gestori dei rifiuti, è anche vero che le attività che sono svolte all’interno del centro di raccolta non costituiscono alcun tipo di lavorazione, recupero, smaltimento dei rifiuti e pertanto potrebbero non costituire “centro di pericolo” per la falda”.

Peccato che per definizione nell’isola ecologica avviene proprio lo smaltimento dei rifiuti che vengono raccolti a domicilio. Tosini ha dimenticato che il sito mal individuato dall’amministrazione Bertucci si trova a 50 metri da un pozzo d’acqua e la legge non ammette ignoranza.

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Allumiere, concorsopoli. L’inchiesta: tutto quello che non vi è stato detto

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“Concorsopoli”, un caso che sembrerebbe dalle ultime parole del sindaco di Allumiere Antonio Pasquini si voglia porre fine alla tragica situazione buttando a mare solamente l’ex presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini e Andrea Mori presidente della Commissione del famoso concorsone di Allumiere. Analizziamo bene atti e documenti che sono reperibili sul sito del Comune di Allumiere.

Attingendo da un concorso bandito dal Comune di Allumiere è avvenuta una infornata di assunzioni in Consiglio regionale del Lazio. I posti a tempo indeterminato sono stati affidati con procedure che appaiono “legittime” ma che di fatto hanno permesso a consulenti ed esponenti politici, parenti e figli di militanti del Pd, Cinque Stelle e la Lega (in un caso) di ottenere posti fissi nelle amministrazioni.

Le nomine sono state formalizzate con il benestare del presidente del Consiglio Mauro Buschini, dei due vice, Devid Porrello (M5S) e Giuseppe Cangemi (Lega) insieme ai consiglieri: Daniele Giannini (Lega), Gianluca Quadrana (Lista civica Zingaretti) e Michela Di Biase, ex capogruppo capitolina del PD.

Partiamo dal bando di concorso (pubblicato l’8 maggio del 2020) dove era ben specificato che al termine della preselezione sarebbero stati ammessi i primi 20 candidati in graduatoria. Contrariamente a quanto finora dichiarato dai responsabili del concorso agli organi di stampa non si capisce come si sia potuti arrivare a far effettuare le prove a 103 candidati in quanto non risulta esistere nessun documento che giustifichi tale allargamento. Quando è che si è deciso di allargare il numero dei candidati? Dopo la preselezione?

Proseguiamo con la preselezione

Al suddetto bando seguono un numero di 642 domande come dichiarato dalla Commissione nel verbale numero 1 del 30 giugno 2020. Sempre nel suddetto verbale viene dichiarato il calendario per lo svolgimento delle prove preselettive che dato il numero dei partecipanti saranno suddivise in 7 batterie, analizziamo con quale ordine sono state decise le batterie. In teoria il più semplice sarebbe stato quello dell”ordine alfabetico. E invece no! E’ stata una scelta randomica che ha portato a una batteria, la prima, che è risultata essere quella dei “più bravi”. Dunque una scelta che è risultata essere molto produttiva.

Pensate che su 70 partecipanti ci sono stati 49 promossi alle prove scritte ed orali. Di questi 49 promossi, addirittura 47 sono risultati vincitori di concorso. Inutile dire che tra questi 47 era presente l’intero gruppone di fortunati assunti alla Pisana.

Chi ha dato i nomi alla società che ha effettuato la preselezione?

E’ stato solo un caso che ben tre candidati messi in un altra batteria, poi risultati vincitori, hanno chiesto di essere ammessi proprio alla prima batteria? Quali sono le giustificazioni? Certo non possono essere quelle “per motivi personali” o “per motivi lavorativi”, visto che il bando esplicitava chiaramente che la mancata presentazione ad una delle prove nei giorni, nell’ora e nelle sedi stabilite equivale a rinuncia al procedimento concorsuale anche se la stessa fosse dipendente da causa di forza maggiore.

Analizziamo ora le prove d’esame

Nel bando era specificato che la commissione potrà essere integrata da membri aggiunti esperti rispettivamente per il colloquio sulle conoscenze informatiche ma l’unico esperto nominato risulta essere la moglie del presidente Andrea Mori per le conoscenze sulla lingua straniera. E cosa ancora più grave è che nella valutazione della prova orale la commissione avrà a disposizione un massimo di punti 25 /30 poiché i componenti della commissione (1 per la lingua straniera e uno per l’informatica) avranno a disposizione, ciascuno, punti 2,5.

Tanti di noi hanno partecipato a dei concorsi e sappiamo quando si dice conoscenza, questa non va valutata. Anche perché se avesse dovuto essere valutata, gli argomenti oggetto di esame avrebbero dovuto essere riportati nel bando. E’ chiaro a tutti che 5 punti in più o in meno in una valutazione fanno scorrere parecchi posti in una graduatoria.

Passiamo ora alle famose assunzioni

Quale è stato il criterio per far scorrere la graduatoria? Ricordiamoci che dai documenti reperibili risulta esserci soltanto una graduatoria provvisoria e non definitiva. E chi ha dato i nominativi ai Comuni e alla Regione che hanno chiesto personale da assumere dalla famosa graduatoria di Allumiere? Sembra che il dottor Mori sveste i panni del presidente di commissione abbia assunto quelli del responsabile risorse umane terzo settore del Comune di Allumiere e anche in questo caso abbia trasmesso i nomi in maniera randomica. Di solito la graduatoria deve essere mandata a chi la richiede nella sua interezza, in modo tale che poi gli Enti possano scorrerla in ordine di piazzamento. Ma anche qui troviamo delle incongruenze. Ci sono infatti persone classificatesi nei primi 20 che addirittura non sono state mai chiamate. E invece ci sono persone che si sono classificate al 64 (Chiara Benedetti) e 66 (Marco Cirilli che doveva effettuare la preselezione nella quinta batteria ma, guarda caso, aveva chiesto di partecipare alla prima fortunatissima batteria) posto e sono stati assunte al Comune di Guidonia. Da questo si desume che i primi 63 siano stati assunti ma questo non è assolutamente vero.

Al sindaco Pasquini, che in questo ore sembra fremere per annullare la graduatoria dei miracolati, forse gioverebbe raccontare con precisione come sono andati realmente i fatti e soprattutto alla luce di quanto risulta dagli atti come sia possibile che ancora oggi il dottor Mori vaghi per gli uffici del comune di Allumiere.

Un’altra domanda la rivolgiamo al Consiglio regionale del Lazio:

Dopo l’anomalo provvedimento in autotutela con il quale l’ufficio di Presidenza ha sospeso tutte le assunzioni, i vincitori del concorso di Allumiere sono a casa o continuano a lavorare in Regione Lazio. E questo provvedimento è stato intrapreso solo per rasserenare e calmare l’opinione pubblica fortemente indignata poiché in un momento di crisi gravissima per il Paese ci sono personaggi politici e personaggi vicini ai politici essere assunti in un concorso così ricco di incongruenze e lacune che sembrerebbe proiettarci su “Scherzi a parte”.

Nei prossimi giorni L’Osservatore d’Italia entrerà nel vivo della vicenda che riguarda gli assunti Comune per Comune e i “fortunati” che hanno vinto un posto fisso in Regione.

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