Connect with us

Esteri

CRISI ASIATICA, VENTO DI GUERRA:IL VIETNAM MANIFESTA CONTRO L’IMPERIALISMO DI PECHINO NEL MAR CINESE MERIDIONALE

Clicca e condividi l'articolo

Scenari da non sottovalutare, situazione esplosiva con forte conflittualità dove l’America è parte integrante degli attriti innescati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Dal vertice dell’Asean si concretizza l’invito del primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung ai membri dell’associazione, ai paesi di tutto il mondo e alle organizzazioni internazionali ad elevare la voce in protesta contro la Cina e sostenere la richiesta legale e legittima del Vietnam, mentre il Fondo Vietnam per la Pace e lo Sviluppo (VFPD) chiede alla Cina di rimuovere immediatamente la sua piattaforma petrolifera e le navi dalle acque del Vietnam e di proseguire i negoziati per risolvere il problema, poiché l'atto pone problemi nella regione e in tutto il mondo la pace e la stabilità. La sovranità e l'integrità territoriale sono diritti supremi per ogni nazione, e richiedono il rispetto da parte degli altri. 

di Cinzia Marchegiani


Isole Paracel – Lo scenario che sta prendendo forma non è nelle più rosee aspettative e i tanti tasselli si stanno incastrando mostrano un puzzle preoccupante che preannuncia venti di guerra anche nell’area asiatica. Dalle news dell’oriente arrivano preoccupanti gli aggiornamenti che hanno visto nel mar Cinese meridionale una contesa sempre più aspra tra Hanoi e Pechino. Il primo maggio la Cina ha posizionato una piattaforma petrolifera e una flotta di navi militari per esercitare l’attività estrattiva al largo delle Isole Paracel considerata zona economica esclusiva di Hanoi all’interno dell’area di pertinenza del Vietnam. Si legge nel dettaglio che il giorno seguente all’invasione della zona economica esclusiva vietnamitica, queste imbarcazioni cinesi, anche grazie all’aiuto dell’aviazione da guerra, hanno condotto un’azione aggressiva alle navi della Guardia Costiera e a quelle preposte al controllo della pesca. La Cina sembra davvero intenzionata ad un’invasione nelle aree del Vietnam, in totale inosservanza delle regole e codici internazionali stipulati proprio tra Cina e Vietnam, appunto della “convenzione di Unclos”. Il 10 maggio a Naypyidaw, in Myanmar, al vertice della 24ma assemblea plenaria dell'Asean, che riunisce dieci nazioni del sud est asiatico, è stata sollevata l’emergenza pace dovuta ai conflitti e le tensioni nel mare dell'Asia-Pacifico. I consiglieri dell’Asean hanno espresso grande preoccupazione per le contese oceaniche e per le dispute territoriali e hanno invitato le parti in causa (senza mai nominare in modo esplicito Pechino) a esercitare contegno ed evitare l'uso della forza, risolvendo le dispute basandosi sui principi del diritto internazionale. La dichiarazione congiunta dei ministri degli esteri sulla tensione Mare Orientale ha chiaramente manifestato la solidarietà, e l'importante ruolo dell'attivismo e l'alta responsabilità dell'ASEAN verso la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione. Alla plenaria è proprio il primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung ad esortare i paesi dell'ASEAN a rafforzare la solidarietà e riaffermare fortemente i principi enunciati nei principi in sei punti:”l’Asean dovrebbe chiedere alla Cina di rispettare il diritto internazionale del 1982 UNCLOS, e la DOC, a cui la Cina stessa è firmataria utente, le navi armate cinesi hanno sparato forti cannoni ad acqua contro navi civili vietnamiti, danneggiando i vasi e ferendo molti membri dell'equipaggio, fatto che dimostra come la Cina è la prima volta che ha posizionato un impianto di perforazione all'interno della piattaforma continentale di un paese membro dell'ASEAN e della zona economica esclusiva minacciando direttamente la pace, la stabilità, la sicurezza e marittima nel mare orientale, mentre il Vietnam ha dimostrato moderazione, buona volontà e utilizzato tutti i canali di dialogo con i diversi livelli di protesta cinesi.” Dal vertice Asean emerge l’atteggiamento della Cina che oltre a non dare alcuna risposta alle richieste legittime, ha calunniato e accusato il Vietnam, mentre poi intensificava le sue azioni di supremazia. Di fatto il Vietnam protesta con forza l’egemonia della Cina e conferma che proteggerà la sua sovranità nazionale e l'interesse legittimo in conformità del diritto internazionale. Dal vertice Asean si concretizza l’invito del primo ministro ai membri dell’Asean, ai paesi di tutto il mondo e alle organizzazioni internazionali ad elevare la voce in protesta contro la Cina e sostenere la richiesta legale e legittima del Vietnam.
Lo scenario asiatico non va assolutamente sottovalutato, e sembra che in anticipo si sia mossa strategicamente gli Stati Uniti d’America, infatti Manila e Washington hanno siglato lo scorso 28 aprile 2014 quando Barack Obama si è recato nelle Filippine (prima dell’invasione delle navi Cinesi) un accordo di cooperazione militare, che autorizza una maggiore presenza di truppe statunitensi nel Paese del Sud-est asiatico. Un vero concordato che garantirà per dieci anni un migliore accesso all’alleato americano a porti, basi militari e dell’aviazione sul suolo filippino, mentre le truppe statunitensi forniranno addestramento all’esercito di Manila e sostegno logistico. Questa nuova alleanza ha fatto infuriare anche il vescovo ausiliare di Manila mons. Broderick Pabillo che in merito all’accordo ha sottolineato che “il sostegno di Washington alle Filippine contribuisce a “peggiorare” le contrapposizioni con la Cina… Riflessioni molto profetiche se si guarda con occhio attento le notizie di qualche giorno prima del suddetto accordo l’esercitazione militare annuale battezzata con il nome di Balikatan (Spalla a Spalla, ndr) messe in agenda per aiutare le Filippine a migliorare l’abilità “nell’affrontare queste sfide.” Qui 2.500 soldati americani e tremila militari filippini hanno testato armamenti e attuato test specifici sui sistemi di sorveglianza marittima e sbarchi sulla terraferma.

Dopo il vertice Asean, con la nota diramata l’11 maggio 2014, il Fondo Vietnam per la Pace e lo Sviluppo (VFPD) si è attivato per scongiurare il conflitto e ha chiesto alla Cina di rimuovere immediatamente la sua piattaforma petrolifera e le navi dalle acque del Vietnam e di proseguire i negoziati per risolvere il problema, poiché l'atto pone problemi nella regione e in tutto il mondo la pace e la stabilità. La sovranità e l'integrità territoriale sono diritti supremi per ogni nazione, e richiedono il rispetto da parte degli altri.

Scenari da non sottovalutare, situazione esplosiva con forte conflittualità dove l’America è parte integrante degli attriti innescati…mai come adesso la mediazione di tutti i paesi e le organizzazioni sono diventati così prioritari. 

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Esteri

Usa, Donald Trump verso l’impeachment: Camera approva misura procedurale

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La maggioranza della Camera Usa ha approvato col sostegno dem una misura procedurale che spiana la strada al voto per l’impeachment di Donald Trump, atteso in serata (nella notte in Italia).

Donald Trump è “un pericolo evidente ed immediato, deve essere processato, condannato e destituito“: lo ha detto la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi.

“Alla luce delle informazioni di ulteriori manifestazione chiedo che non ci sia violenza e non ci siano vandalismi”. Lo afferma Donald Trump in una nota a Fox.

Il presidente chiede quindi l’aiuto di “tutti gli americani” a “stemperare le tensioni” e ribadisce di essere contrario alla violenza “di ogni tipo”.

Intanto proseguono i preparativi per la cerimonia di insediamento di Biden. I 15.000 agenti della Guardia Nazionale a Washington saranno in parte armati, e il Secret Service sta allestendo una maxi-operazione di sicurezza per blindare la città. Il timore è di nuove proteste violente: almeno 16 gruppi, di cui alcuni armati, si sono fatti avanti per manifestare.

Google sospende spot politici per insediamento Biden  – Google sospende tutti gli spot politici fra il 14 e il 21 gennaio in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden.

Accusato per assalto al Congresso si è suicidato – Chris Stanton, uno degli uomini accusati per le proteste al Campidoglio, si è suicidato. Lo riportano i media americani, sottolineando che Stanton si è tolto la vita nella sua abitazione a Alpharetta, in Georgia. La polizia ha rinvenuto nella sua casa due fucili semiautomatici.

Continua a leggere

Esteri

USA, eseguita la condanna a morte di Lisa Montgomery

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

E’ stata uccisa con iniezione letale in un’esecuzione federale Lisa Montgomery, la prima donna a essere messa a morte in 70 anni. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia Usa.

La sua esecuzione era stata sospesa ieri per consentire una perizia psichiatrica sulla donna: una sospensione che aveva suscitato speranze in quanti nel mondo si oppongono alla pena di morte. 

Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte federale, ha ricevuto l’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, in Indiana.

La donna, 52 anni, era stata riconosciuta colpevole di un delitto efferato: l’uccisione a nel 2004 nello stato del Missouri di una donna incinta,la 23/enne Bobbie Jo Stinnett, alla quale ha estratto con un coltello il feto, portato via come se fosse suo figlio, lasciandola morire dissanguata. Oggetto di gravissimi abusi in famiglia da bambina, Montgomery era ritenuta gravemente malata di mente. E dopo la fine, imposta da Donald Trump, della moratoria sulla pena di morte federale, proprio su questo aspetto si è incentrato il ricorso dei suoi avvocati, accolto ieri da un giudice dell’Indiana, per una nuova perizia psichiatrica. Poi il via libera all’esecuzione, in ottemperanza a quanto già deciso dalla Corte Suprema.

“Dopo un’allucinante serie di decisioni, le une contro le altre, di vari tribunali, ore di incertezza e una vana richiesta finale di sospensione, Lisa Montgomery è stata messa a morte alle 7.31 ora italiana. L’11ma esecuzione federale sotto Trump, la prima di una donna da 67 anni”. Lo scrive in un tweet il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury.

Continua a leggere

Esteri

Indonesia, precipitato in mare il Boeing partito da Giakarta

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Il governo indonesiano ha confermato che il Boeing 737 della Sriwijaya Air – di cui si erano persi i contatti quattro minuti dopo il decollo da Giakarta – è precipitato in mare. Il volo trasportava 62 persone, di cui 56 passeggeri – tra i quali tre neonati e 7 bambini – e sei membri dell’equipaggio.

Il volo Sriwijaya Air SJ 182 era sulla rotta Jakarta-Pontianak. La perdita del contatto è avvenuta intorno alle 14 locali.

“Sospetti rottami” del Boeing erano stati ritrovati in mare al largo di Giakarta. E un pescatore aveva raccontato di aver visto un aereo schiantarsi in mare dopo una picchiata.

Continua a leggere

I più letti