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DA TASTE OF ROMA A TASTE OF CHRISTMAS: PROSSIMO APPUNTAMENTO A VERONA

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Intervista a Genovese de "Il Pagliaccio" e allo Chef Heinz Beck

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di Silvio Rossi

Roma – Grande successo per il “Taste of Roma”, la manifestazione che ha portato per un week end i migliori cuochi della capitale in un happening tutto gustoso.
Nei quattro giorni della manifestazione sono state oltre ventimila le presenze, con un incremento rispetto all’edizione precedente del 20%, oltre 150 eventi hanno allietato gli occhi e soprattutto le papille di chi ha deciso di trascorrere alcune ore piacevoli nello spazio ricavato nei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica.
L’amministratore delegato della fondazione Musica Per Roma Carlo Fuortes, in qualità di ente ospitante, ha spiegato come, in questo luogo, dove la cultura si esprime normalmente in forma idonea per allietare l’udito, in questa particolare occasione il senso privilegiato è il gusto, ma poiché nessun senso è inferiore rispetto agli altri, possiamo tranquillamente affermare che la buona cucina è cultura non meno di quanto lo sia la buona musica.
Ha collaborato con l’evento anche l’ospedale pediatrico Bambin Gesù, rappresentato dal responsabile del settore alimentazione in età pediatrica, Dott. Giuseppe Morino, che ha spiegato come si debba far capire ai piccoli da subito l’importanza di nutrirsi adeguatamente, equilibrando la dieta, per evitare scompensi nutritivi che possono ripercuotersi per tutta la vita.
Oltre alla presentazione dei piatti realizzati dai dodici chef, sono stati presentati alcuni prodotti d’eccellenza, esibizioni di pasticceri, piazzaioli, e panificatori, lezioni di cucina con i forni a vapore dello sponsor Electrolux, uno spazio gioco e un laboratorio per i più piccoli.
Mauro Dorigo di Brand Events Italy, società che organizza Taste of Roma, ha commentato: “Siamo davvero contenti di questa terza edizione romana del nostro Festival che, ancora una volta, si conferma come la più grande occasione di celebrazione dell’alta ristorazione romana e della cucina d’autore. Il nostro grazie più sentito va agli chef, che hanno proposto piatti innovativi e sorprendenti, definiti dai numerosi visitatori addirittura celestiali; a Electrolux che, come sponsor principale del Festival, ci ha consentito di allestire le cucine degli chef e di coinvolgere il nostro pubblico in decine e decine di dimostrazioni, lezioni di cucina e showcooking; agli espositori e a tutte le aziende partner che hanno contribuito a rendere grande questa edizione e, naturalmente, a Fondazione Musica per Roma e alla splendida cornice dell’Auditorium Parco della Musica”.
Durante la giornata dedicata alla stampa, abbiamo avvicinato due cuochi che, venendo dall’estero, hanno scelto Roma come sede dell’attività. Il primo, Antony Genovese, un giramondo della cucina, dalle chiari origini italiane, e uno dei più premiati chef d’Italia, Heinz Beck, del ristorante La Pergola all’Hotel Cavalieri Hilton.

Genovese, del ristorante Il Pagliaccio, lo abbiamo fermato alla fine della conferenza stampa:
D. Siete dodici ristoranti molto rinomati a Roma e dintorni. Quanto c’è tra voi lo spirito di concorrenza e quanto invece lo spirito di solidarietà?
R C’è molta solidarietà, non c’è concorrenza.
D Il fatto che siete tutti chef molto ricercati, con locali di livello, non rischia di far diventare l’evento troppo di élite?
R No, io non la vedo così. Perché qui non c’è solo LA buona cucina, c’è un po’ di tutto, ci sono diversi tipi di cucina, di ristorazione. Roma è immensa. Nel mio caso, ad esempio, l’anno scorso non c’ero, c’erano altri, ogni anno entrano nuovi ristoranti, per cui non è limitata a nessuno.
D Ci troviamo a Roma, la crescita del livello medio dei ristoranti tende a legarsi col territorio. Ci sono ricette tipiche della tradizione romana che vengono reinterpretate in chiave nuova. Cosa può portare una manifestazione come Taste in quest’ottica?
R È ovvio che chi abita nella capitale è più propenso a essere più libero. Per me che non ho le radici romane, ma vissuto qua e la, nato in Francia, ma con origini calabresi, mi trovo meglio a lavorare qui che nel frusinate o a Latina, è vero però che ognuno di noi deve avere la sua forte personalità, a prescindere da dove arriva, a prescindere da che tipo di cucina vuole fare.
D Per quanto ti riguarda, dopo la capitale, qual è il posto che ti incuriosisce di più, dove vorresti lavorare?
R A me non dispiacerebbe lasciare la città.
D Andare a lavorare in provincia?
R Si, è un’esperienza interessante.

Beck, invece, siamo andati a cercarlo al suo stand. Ci ha accolto subito con gran simpatia, dimostrando di essere oltre che un gran professionista, una persona con cui è piacevole intrattenersi
D. Al Taste of Roma sono presenti dodici chef molto importanti, possiamo dire che Heinz Beck è…
R Uno dei dodici.
D Sono venti anni che lei è a Roma. Cosa ha portato della sua terra nella cucina italiana?
R La mia cucina è comunque una cucina mediterranea, italiana. Non ci sono preparazioni tedesche, magari un po’ di….
D Organizzazione?
R Si, però comunque tutto il mio staff è italiano. A questo punto dopo vent’anni cosa è rimasto di tedesco? È cresciuto il cuore che è diventato molto più italiano.
D Volevo fare una domanda frivola. L’imitazione che le hanno fatto in una trasmissione radiofonica, quanto fa piacere e quanto invece rischia di mettere in ombra il lavoro vero?
R Ma il mio lavoro non va in secondo piano, perché non sono io che faccio le comiche, le fa un altro che imita la mia voce. Poi certo, a sentirle uno si guarda nello specchio, e si chiede: ma io sono veramente così? Poi certo, è una parodia, e devono un pochino esagerare, ma io non mi sono mai arrabbiato per l’imitazione, anzi, qualcuno l’ho anche invitato a mangiare nel mio ristorante.
D Torniamo alla cucina. I dodici ristoranti rappresentati al Taste sono tutti di alto livello, e quindi anche con una fascia di prezzo elevata. Fate tutti una cucina molto buona, molto ricercata, anche orientata alla ricerca del minor impatto ambientale, come si è visto in questi giorni. È possibile fare le stesse cose a prezzi più abbordabili?
R Proprio le stesse cose è impossibile. Altrimenti vuol dire che se posso fare le stesse cose a metà prezzo vuol dire che a questo punto io ruberei i soldi.
D Vero, non le stesse, però diciamo la stessa filosofia nel preparare i piatti.
R Si, vero. Però lei deve dare anche un servizio, e vede, il prezzo maggiore è proprio quella della manodopera. A questo punto fai un prodotto diverso, ma sempre un prodotto di alto livello, ma diverso nella ricerca della qualità, nell’impegno umano, nella fascia di prezzo finale. Il che non significa che non siano prodotti molto buoni. Si è visto anche nella moda, che qualcosa è possibile ma non tutto. Ad esempio noi andiamo da Armani, nella prima linea abbiamo certamente una ricerca di tessuti migliori, abbiamo una lavorazione migliore, nulla toglie al fatto che Armani Jeans sia un prodotto apprezzabile. Ecco, allo stesso modo non è detto che non si possa fare con un prezzo inferiore qualcosa d’interessante
D In venti anni, qual è stato il riconoscimento, tra i tanti che ha avuto, che l’ha resa più orgoglioso?
R Si, ho avuto tanti riconoscimenti, magari bellissimi. Però ce ne sono due che non sono premi della ristorazione, per esempio la medaglia d’oro del Foyer degli artisti della Sapienza, e anche la medaglia al merito della Federazione tedesca.

La prossima manifestazione di Taste si svolgerà a Verona dal 28 al 30 novembre, e sarà una novità assoluta per il marchio che gira il mondo per la presentazione del buon cibo. Un evento tutto dedicato alla pasticceria, chiamato “Taste of Christmas”-

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Politica

Renzi: no Mes. No Governo

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“Domani Conte viene in Aula. Noi gli avevamo chiesto “ritieni di cambiare qualcosa su quanto è stato fatto o nel governo? Il presidente del Consiglio ha risposto “ho il governo migliore del mondo”.

A quel punto abbiamo chiesto possiamo metterci sulle cose da fare? Il presidente del Consiglio ha risposto di no, ha detto vado in Aula. Il portavoce del premier ha detto “asfaltiamo il premier”. E io non credo avranno la maggioranza”. Lo dichiara il leader di Iv Matteo Renzi a “Mezz’ora in più”, su Raitre. 

“Io ho posto dei problemi politici e loro fanno telefonate per prendere senatori, lo facciano. Non voterò mai in governo che si ritiene migliore del mondo con 80 mila morti e che non prende il Mes”, ha aggiunto Renzi

“Lo sconcerto che nel mondo intero nei governi, nelle persone, ha provocato la notizia della crisi affonda qui le radici, nel ritorno, il giorno dopo l’approvazione del recovery, di un’Italia che rischia di aprire una fase incomprensibile”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel suo intervento alla direzione del partito. 

“Io farò sempre gli interessi degli italiani, se c’è da votare lo scostamento per dare soldi ai ristoratori, non me ne frega chi sia il premier, voto a favore”, ha affermato ancora Renzi. “Se mi si chiede: siete parte della maggioranza? Non più”. 

“Noi non abbiamo mai pensato che l’obiettivo fosse ‘cacciare Conte’. Leggo di ricostruzioni secondo cui io avrei un problema personale con Conte. C’era un modo per farlo, non dare la fiducia a un Conte-bis. Non ho niente contro Conte ma se per sei mesi provi a dire “guardate qua rischiamo l’osso del collo” e non ti danno ascolto ci sono due alternative: la prima è far finta di niente ma io non sarò mai corresponsabile del più grande spreco di risorse della storia”, ha proseguito l’ex premier.  “Io mi guardo allo specchio e mi chiedo “ma chi te lo fa fare? Io non faccio né la vittima né parlo di complotto. Questa è una battaglia sui contenuti, se non li lasciano realizzare lasciamo le poltrone”, aggiunge l’ex premier.

Zingaretti alla direzione del Pd: ‘Crisi incomprensibile’

“Il Pd è stata la forza che di più ha lavorato per superare i problemi politici, gli steccati di questa maggioranza, per costruire alleanze nuove e competitive, ne siamo orgogliosi , abbiamo ricominciato a vincere in Comuni incredibili anche nel profondo nord. Chi rompe e chi isola invece fa vincere la destra”, ha aggiunto Zingaretti in direzione. 

La crisi “ha indebolito la credibilità dell’italia, ha allontanato politica dai cittadini. Il Pd è impegnato a fare di tutto per difendere gli interessi dell’Italia che in questa situazione sono più vulnerabili”.

“Questo governo – ha detto ancora Zingaretti – è un governo parlamentare, non figlio di un diretto mandato elettorale ed è il parlamento che deve sancire o meno la fiducia”.

Di Maio: ‘Non lasceremo gli italiani nelle mani di irresponsabili’ 

“Non lasceremo mai gli italiani nelle mani di persone irresponsabili. Dobbiamo difendere il diritto alla salute dei cittadini. Bisogna sostenere autonomi, commercianti, partite IVA, chi porta avanti il Paese creando occupazione e posti di lavoro. Il MoVimento 5 Stelle è compatto. Mentre c’è chi prova a distruggere, noi ci impegniamo a ricostruire”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook. 

“Mi fa rabbia perder tempo con inutili crisi politiche che danneggiano l’Italia e i cittadini. Lunedì e martedì” in Parlamento “verrà presentato un progetto concreto e lungimirante, con una visione ambiziosa del nostro futuro. E proprio su questo progetto chiederemo il sostegno di chi crede di poter offrire il suo contributo alla ricostruzione dell’Italia. Ora è il momento di scegliere da che parte stare. Da un lato i costruttori, dall’altro i distruttori”, scrive ancora Di Maio su Fb

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Cronaca

Viterbo, ASL: 34 i casi di Covid-19 registrati oggi

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3 decessi nelle ultime 24 ore e 46 i positivizzati

VITERBO – 34 casi accertati di positività al COVID-19 sono stati comunicati, entro le ore 11, dalla sezione di Genetica molecolare di Belcolle al Team operativo Coronavirus della Asl di Viterbo.

Gli ultimi referti di positività sono collegati a tamponi eseguiti su cittadini residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 6 a Civita Castellana, 6 a Viterbo, 4 a Nepi, 3 a Corchiano, 3 a Ronciglione, 2 a Tuscania, 2 a Vitorchiano, 1 a Canepina, 1 a Canino, 1 a Caprarola, 1 a Ischia di Castro, 1 a Montefiascone, 1 a Oriolo Romano, 1 a Orte, 1 a Tarquinia.

Dei casi odierni, 25 presentano un link epidemiologico con casi precedentemente accertati e già isolati, 9 sono collegati a persone che hanno dichiarato di essere sintomatiche al drive in. Stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio 24 persone, 1 è attualmente ricoverata presso le strutture COVID aziendali.

Il Team operativo Coronavirus ha attivato le misure di prevenzione e di protezione, al fine di contenere la diffusione del virus, irrobustendo la catena dei contatti stretti, con la preziosa collaborazione delle Amministrazioni comunali.

In totale, alle ore 11 di questa mattina, i casi di positività al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 10177.

La Asl, con estremo rammarico, comunica il decesso, avvenuto nelle ultime 24 ore, di 3 pazienti ricoverati presso le strutture COVID di Belcolle: 1 cittadina di 88 di Viterbo, 1 cittadino di 92 anni di Bassano Romano, 1 cittadina di 90 anni di Cellere.

Oggi è stata comunicata ai soggetti istituzionalmente competenti la fine del periodo di isolamento o la negativizzazione dal COVID-19 di 46 pazienti residenti o domiciliati nei seguenti comuni: 17 a Viterbo, 5 a Civita Castellana, 4 a San Lorenzo Nuovo, 3 a Montefiascone, 2 a Celleno, 2 a Monte Romano, 2 a Sutri, 2 a Tuscania, 1 a Blera, 1 a Canepina, 1 a Caprarola, 1 a Montalto di Castro, 1 a Orte, 1 a Ronciglione, 1 a Soriano nel Cimino, 1 a Vetralla, 1 a Vitorchiano.

Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus, 29 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 5 ricoverate presso la Terapia intensiva COVID di Belcolle, 68 ricoverate presso la Medicina COVID di Belcolle, 17 ricoverate presso la Medicina riabilitativa COVID di Montefiascone, 1543 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio. Sale a 8243 il numero delle persone negativizzate, 272 sono le persone decedute. Dall’inizio dell’emergenza COVID, nella provincia di Viterbo sono stati effettuati 88671 tamponi, 469 nelle ultime 24 ore. Ad oggi i cittadini che hanno concluso il periodo di isolamento domiciliare fiduciario sono 14420.

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Cronaca

Riapertura scuole superiori, convocazione CTS: confermato rientro a scuola in presenza

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Gli esperti del Comitato tecnico scientifico del governo si sono incontrati questa mattina per una riunione urgente sulla scuola dopo essere stati convocati dal ministro della Salute Roberto Speranza, per avere un parere sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori (al 50%) e su un eventuale rinvio della didattica in presenza. 

Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. È questo, secondo quanto si apprende, il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico che si sono riuniti d’urgenza questa mattina dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori.

Il rientro in presenza fissato per domani delle scuole superiori è previsto solo nel Lazio, Molise, Piemonte (al 50%), Emilia-Romagna.

Ad oggi, in base alle ordinanze regionali, dovrebbero rientrare il 25 gennaio, tra una settimana, gli studenti delle superiori in Umbria, in Campania (dove domani rientrano solo gli studenti fino alla terza primaria) e in Liguria e Puglia. Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia hanno deciso il rientro l’1 febbraio. Le scuole chiuse in Lombardia, Sicilia e a Bolzano.

Gli esperti del Cts più volte negli ultimi mesi hanno indicato la questione scuola come una “priorità” e in diverse occasioni hanno ribadito la necessità del ritorno in classe degli studenti. La richiesta di esprimere un parere su un eventuale rinvio della didattica in presenza per gli studenti della scuola secondaria, secondo quanto si apprende, sarebbe arrivata in mattinata agli scienziati ai quali però non era stato chiesto alcun parere sulla questione nei giorni scorsi, prima che entrasse in vigore il nuovo Dpcm con l’indicazione del ritorno in presenza degli studenti delle superiori al 50%. 

Veneto, dopo le vacanze già 200 classi in quarantena – Sono circa 200 le classi scolastiche di elementari e medie sottoposte a quarantena in Veneto per positività di uno o più studenti.

E’ l’effetto, 10 giorni dopo la ripresa dalle vacanze di Natale, dell’ordinanza della Regione che ha cambiato la gestione dei casi positivi a scuola, obbligando all’isolamento le intere classi in presenza anche di un solo contagio. Gli studenti costretti a casa – riferisce il ‘Corriere del Veneto’ – sono circa 4.000.

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