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Redazione Lazio

DAJE ADDOSSO ALL’ASSESSORA

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Sonia Ricci è stata rinviata a giudizio per un incendio.La decisione del rinvio a giudizio è del giudice Mara Mattioli su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Bontempo.

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Roma – Scossa di terremoto nella giunta Zingaretti. Questo è quello che vorrebbe l'opposizione che mette alla gogna un assessore per fatti privati non inerenti l'attività pubblica e istituzionale ma fatti ancora dalle dinamiche poco chiare, accaduti tre anni fa in terreni di un'azienda agricola, proprietaria del fondo e dei connessi fabbricati, di cui la Ricci era dipendente e non rappresentante legale. L’assessore regionale all’Agricoltura Sonia Ricci è stata rinviata a giudizio per un incendio. L’esponente del Pd che siede nella giunta Zingaretti sarebbe imputata per un rogo di rifiuti quando si riferiva alla società «Agroama» di Sezze. Nel mirino degli inquirenti un incendio appiccato a materiale plastico. La decisione del rinvio a giudizio è del giudice Mara Mattioli su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Bontempo.

La prima udienza del processo è fissata al prossimo 21 ottobre. Ma chiaramente chi ha subito ben altri cicloni come quello di Fiorito e delle feste "suine" non vede l'ora di "daje addosso all'assessora". ''Confermo un'opinione personale che da subito e' stata chiara, appena ho preso coscienza e conoscenza degli avvenimenti.

E' una vicenda privata che non ha alcuna implicazione nei confronti della pubblica amministrazione, il reato contestato e' quello di un incidente colposo, e, pur non volendo entrare in valutazioni tecniche degli atti processuali e senza volere anticipare le conclusioni dei magistrati, non posso non segnalare che dalla lettura delle carte che ho fatto emergono almeno due fatti significativi, che in parte smentiscono alcune affermazioni contenute negli atti''. Parole del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, riferendo in Consiglio Regionale sul rinvio a giudizio dell'assessore all'Agricoltura, Sonia Ricci. ''All'epoca la dottoressa non era legale responsabile ne' titolare della societa' dove si e' verificato un incidente da cui deriva l'ipotesi di incendio colposo. E' una palese contraddizione dell'atto. Secondo, come risulta ancora negli atti, all'epoca dell'evento la dottoressa non era presente in azienda ne' e' dato evincere o pensare che abbia potuto commettere alcuna azione commissiva od omissiva, tanto e' vero che l'ipotesi peggiore e' quella dell'incidente colposo – ha aggiunto Zingaretti – Spero nel tempo piu' breve sia fatta luce e presto si permetta a tutti di lavorare nell'assoluta serenita'''. ''So che nella storia d'Italia recente – ha detto replicando all'opposizione – la confusione che c'e' stata tra giudizi sul lavoro della giustizia e attivita' politica alla fine non ha fatto nemmeno bene alla qualita' della democrazia italiana. Mi sono sempre comportato nella mia vita politica e amministrativa, avendo questa bussola: anche nello scontro l'avversario politico va sconfitto sul terreno delle idee e mai abusando del terreno molto scivoloso che confonde il giudizio sull'operato amministrativo delle persone con l'attivita' delle Procure, che non deve condizionare, al di la' del necessario, il libero confronto politico''. Per Zingaretti ''compito delle pubbliche amministrazioni e' portare trasparenza per evitare che una cattiva amministrazione, in cui permangono zone opache, faciliti zone grige nella vita amministrativa. Per questo mi sono permesso di sottolineare che i fatti citati non avevano nulla a che fare con i compiti amministrativi che l'assessore Ricci ricopre ma nemmeno con reati contro la pubblica amministrazione. Non penso sia affatto in discussione la tensione etica e culturale che questa maggioranza ha messo e mettera' sul tema della trasparenza, della pulizia e della necessita' che tutti insieme dobbiamo trasformare questo livello di governo in un'amministrazione su cui nessun cittadino del Lazio abbia dubbi su come funziona''. ''Abbiamo cambiato molto, andremo avanti con gli open data e la messa on-line di tutto cio' che riguarda chi dirige e chi prende decisioni ma altro e' essere vittime di ogni articolo di giornale che, a quel punto, renderebbe la politica non autonoma. Io mi fido dei miei assessori, e non escludo che addirittura qualcuno possa teorizzare nei prossimi 5 anni che io abbia fatto qualcosa'' ha concluso.

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Castelli Romani

Rocca di Papa, un operatore della mensa positivo: attivate procedure sanitarie

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Un caso di positività ha riguardato un operatore del centro cottura della mensa scolastica dell’istituto comprensivo di Rocca di Papa, sono state attivate tutte le procedure sanitarie per la sanificazione dei locali e la quarantena e monitoraggio degli operatori secondo la vigente normativa.
Sarà garantito regolarmente il servizio di mensa scolastica, attraverso l’attivazione di un centro cottura alternativo, così come il regolare svolgimento dell’attività didattica in tutti i plessi scolastici dell’infanzia e della primaria ad eccezione delle classi già poste in quarantena.

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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Latina

Latina, violenza sessuale su ragazzina di 12 anni: fermate 3 persone

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Erano stati accolti in casa da una famiglia di connazionali, ma approfittando dell’assenza del padre, hanno violentato, in diverse occasioni, la figlia di 12 anni. I 3 giovani, di nazionalità indiana, sono stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

I tre giovani, di nazionalità indiana, sono stati arrestati dagli agenti del commissariato distaccato di Fondi, in provincia di Latina, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia della madre della vittima.

L’accusa nei loro confronti è di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

Subito dopo la denuncia la ragazzina è stata ascoltata da personale esperto in un ambiente protetto, per limitare al massimo l’ulteriore trauma di dover ricostruire e rivivere le violenze subite. La ricostruzione dei fatti è stata poi supportata dagli accertamenti medico legali disposti dall’Autorità giudiziaria.

Dalle indagini è emerso inoltre che i responsabili delle violenze, nonostante la famiglia non si fosse ancora resa conto degli abusi subiti dalla figlia, a luglio erano stati comunque allontanati dall’abitazione per altre motivazioni.

Grazie al quadro probatorio, ai riscontri effettuati dagli investigatori e al persistente pericolo di fuga degli indagati, la Procura della Repubblica di Latina ha emesso un provvedimento di fermo per i tre stranieri; due di questi sono stati rintracciati a Fondi dalla Mobile di Latina, mentre il terzo è stato scovato in provincia di Pordenone dalla locale Squadra mobile.

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