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DALLA TELA AL TABLET. PARLIAMONE CON THOMAS LI VIGNI

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Pubblicato anche su L'osservatore d'Italia Virtual Paper edizione del 24 maggio 2014 a pagina 8 [www.osservatoreitalia.com]

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La tecnica dell'illustrazione e della grafica digitale è cresciuta di pari passo con la tecnologia. Grazie ai tablet, le tavolette da disegno elettroniche (ce ne sono di ogni misura e qualità), il disegno si arricchisce di nuovi spettacolari strumenti. I programmi offrono miriadi di “filtri” che riproducono tratti, pennellate, chiaroscuri, volumi, aerografi, chine, trasparenze, eccetera. Entra in scena la Digital Art, cosiddetta Arte Leggera, che produce File, piuttosto che Tele o Sculture.

 

L'intervista – di Daniela Zannetti

Lei, Li Vigni, è considerato uno dei più bravi artisti italiani esperti di questa arte in evoluzione. Come si è formato e come è approdato a questa formula creativa? Quali riflessioni..gli strumenti..
Ho cominciato ad utilizzare la tavoletta grafica per il mio lavoro di graphic designer, quando ancora studiavo all’Albe Steiner di Torino. Poi son entrato all’Accademia Albertina di Belle Arti, inizialmente non per iniziare un percorso artistico ma per ampliare le mie capacità creative sempre nel campo della grafica pubblicitaria. Cominciai a lavorare con l’olio, con l’acrilico, e per 4 anni imparai a dipingere e a conoscere il mondo dell’arte. Il quinto e ultimo anno volevo trovare il mio stile, per un progetto ebbi bisogno di spolverare la mia vecchia tavoletta digitale. Lavorando mi son reso conto che questo strumento poteva essere utilizzato in maniera pittorica oltre che grafica. La tela divenne così lo schermo della mia tavoletta, il pennello la mia penna digitale. Ma non ho mai cambiato la mia tecnica pittorica, è cambiato solo lo strumento, è importantissimo precisarlo: le ore di lavoro sono esattamente le stesse, i movimenti che la mano fa anche quasi gli stessi. Un’altra cosa fondamentale, non uso mai filtri digitali o effetti che simulano la materia pittorica, le mie pennellate sono piatte e digitali non cerco di simulare la materia perché non ha senso. Il computer non partecipa assolutamente alla fase produttiva, è soltanto uno strumento. Ci tengo a precisarlo perché troppe volte ancora la gente pensa che sia il computer a fare tutto come nei film di fantascienza, ed è veramente esasperante quando passi ore su un dipinto sentirsi dire questo!

La sua tecnica di contorno in alcune opere ricorda il mondo del fumetto, lontano dalle matite sfumate del disegno tradizionale, ma quali sono i passaggi creativi per realizzare un “File” di Arte leggera?…
Sì in effetti arrivando dal mondo della grafica, ho una forte influenza fumettistica, amo i colori pop e brillanti, i forti contrasti. I passaggi creativi del mio lavoro consistono sostanzialmente in 3 fasi. La prima è lo shooting fotografico del modello, una volta la foto digitalizzata, riprendo i tratti principali della figura, così ottengo un bozzetto digitale pronto ad essere dipinto. Poi dipingo esattamente come se fossi su una tela. L’ultima fase è la stampa del file, è il momento in cui si passa dall’opera digitale all’opera fisica.

"A fior di Pelle" di Anatomia in mostra, installazione che riproduce “Nudo con Alloro”  – un olio su Tela di Marco Calderini dalla Pinacoteca Albertina ricostruisce l'anatomia del soggetto con un effetto che ricorda i lucidi. Come ha avuto l'intuizione di rendere tridimensionale, anzi attraversabile, l'opera?..
Quell’opera è stata la prima mutazione di un mio lavoro digitale verso un opera fisica e concreta. Nell’ambito del mio corso di anatomia artistica, il progetto era di scomporre anatomicamente il soggetto di un’opera della Pinacoteca Albertina. Capire come fossero inserite le ossa e i muscoli sotto la pelle del soggetto. Un esercizio particolarmente difficile. Io scelsi l’opera del Calderini. Dopo aver fatto le due tavole ossa e muscoli ho subito pensato ad un’installazione. Scomporre a in 4 livelli l’opera, pelle–muscoli–ossa-sfondo, stampare i livelli su un materiale trasparente, e trovare un modo per farli stare diritti così da poter vedere attraverso la pelle del soggetto. Come materiale scelsi il plexiglass e feci costruire un supporto su misura da un falegname. Il risultato fu assai soddisfacente. Il file diventa così un opera tridimensionale, a metà via tra installazione e opera pittorica. Un punto di vista frontale permette di vedere il soggetto in trasparenza mentre un punto di vista laterale permette di analizzare ciascun dei piani singolarmente. L’opera è stata scelta per la mostra “A fior di pelle” in Pinacoteca Albertina e per la 12esima Biennale di Arte Contemporanea di Istanbul alla quale ho partecipato con i ragazzi dell’Accademia.

Il passaggio dal file, riproducibile e falsificabile, all'installazione su plexiglas o altri supporti fa assumere all'opera quel valore di Unicità tradizionale del pezzo d'arte. Solleva un quesito interessante, dal mondo elettronico, ologrammatico del digitale ad una nuova fruibilità del File?
Il digitale nell’arte finora è stato soprattutto associato alla fotografia, ai video art e alle installazioni, ma non certo alla pittura. Tradizionalmente, la pittura usa la materia, cosa inesistente nella pittura digitale. Bisogna quindi crearla, inventarla. Con l’installazione che ho fatto per l’opera del Calderini ho trovato il giusto compromesso. Ma la stampa sul supporto non è sufficiente, è importante pensare al metodo di stampa, al tipo di supporto e infine alla messa in scena dell’opera. È affascinante vedere l’opera fin qui imprigionata nello schermo del computer prendere vita, passare simbolicamente dall’etereo al concreto.
A questo punto è chiaro pensare che le soluzioni siano infinite. Mentre le tecniche tradizionali sono state interamente esplorate, quelle digitali sono ancora tutte da scoprire, ed essendo in continua evoluzione al passo con la tecnologia non finirà mai di stupirci. Ecco perché sono convinto che sia qui il futuro della pittura. 

La sua arte piace sicuramente ai più giovani. Chi sono i suoi estimatori. E i  “più” adulti, cosa dicono del suo talento e come si rapporta con altri artisti che usano tecniche tradizionali o con gli stessi artisti sperimentali… Lei stesso è un giovanissimo – Lyone08.87 – maturato all’ Albe Steiner di Torino, poi in Accademia Albertina di Belle arti, vive e lavora a Lione. In Francia l'apprezzano forse più che in Italia… L'Europa è culla dell'Arte. Forse i francesi sono più aperti allo sviluppo dei nuovi linguaggi creativi?…
Sì il mio lavoro è molto apprezzato dai giovani, forse perché immersi quotidianamente nella tecnologia riescono a capirmi più facilmente. Ho anche molti detrattori che mi snobbano perché pensano seriamente che sia il computer a far tutto e che io metta solo la firma! Molti hanno cambiato idea dopo aver visto i miei speed painting, nei quali registro la schermata del computer mentre dipingo. L’Europa come dice lei è culla dell’arte, e appunto per questo tende a rimanere ancorata al suo prestigioso passato. I tradizionalisti in Italia sono scettici di fronte alla pittura digitale perché non capiscono l’evoluzione in corso. Eppure dovrebbero sapere che quest’ultima non l’ho di certo inventata io o qualche mio collega, ma esiste da tantissimi anni. Andy Warhol già la sperimentava negli anni 70’, e all’epoca tutti lo applaudivano. In Francia i preconcetti sono meno diffusi è vero, la mentalità è diversa. Ma raramente vedo in gallerie opere digitali. A Lione ogni anno viene organizzata la festa delle luci, durante la quale incredibili video digitali vengono proiettati sulle facciate degli edifici storici della città. Sono sicuro che a breve anche la pittura digitale sarà altrettanto presa in considerazione. Anche l’Italia saprà tornare all’avanguardia artistica mondiale.

Ci può anticipare qualcosa dei suoi prossimi lavori.. ne saremmo onorati. La ringrazio vivamente dell'intervista a mio nome e a quello dei lettori de L’Osservatore d’Italia.
Certo, sto lavorando ad una serie di ritratti di coloro che per me sono i maestri dell’arte e del design contemporaneo, da Picasso a Warhol, da Starck a Jenny Saville. La possiamo definire una serie di dipinti “omaggio”, sono infatti questi artisti ad avermi influenzato ed ispirato per arrivare a fare quello che faccio oggi. Il progetto è in corso, una volta finiti i dipinti, verranno stampati su PVC lucido, in grande formato. Poi, per ognuno di loro applicherò una lastra di plexiglass retroilluminata da led. Infine interverrò sulle lastre incidendole, ciascuna in maniera diversa a seconda del maestro ritratto; per esempio Basquiat verrà graffiato, Picasso avrà delle forme a carattere cubista, Warhol dei loghi pubblicitari. Una specie di finestra futuristica e contemporanea sul passato dell’arte. Per voi in anteprima Basquiat, Warhol e Frida Kahlo! Grazie a lei Daniela!
 

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È più conveniente il noleggio auto a lungo termine o l’acquisto?

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Conviene il noleggio a lungo termine? Diverse persone si pongono questa domanda, facendo un confronto su quella che potrebbe essere considerata un’altra opzione, ovvero l’acquisto di un’automobile. Quindi possiamo dire che la domanda a cui dobbiamo cercare di rispondere consiste nel considerare se è più conveniente noleggiare un’auto a lungo termine oppure se potrebbe essere più vantaggioso acquistare una macchina. Proviamo a fare chiarezza da questo punto di vista, mettendo l’accento sul fatto che sicuramente il noleggio a lungo termine offre dei vantaggi importanti che non potremmo avere, se ricorriamo all’acquisto di un’automobile.

Cos’è e come funziona il noleggio a lungo termine

Se ricorriamo a degli specifici servizi di noleggio a lungo termine, possiamo fare riferimento, per esempio, ad alcuni molto vantaggiosi. Ad esempio Noleggiosemplice.it offre noleggio auto a lungo termine che mette a disposizione indubbi aspetti convenienti.

Ma per comprendere in generale come funziona questa formula di utilizzo dell’auto possiamo spiegare subito che il noleggio a lungo termine prevede la possibilità di usare un’auto per un periodo di tempo stabilito secondo contratto, non diventando comunque proprietari dell’auto. In genere il periodo di utilizzo può essere rapportato a 36 o 48 mesi.

Il contratto prevede il pagamento di un canone mensile, che tiene conto anche del modello dell’auto e del chilometraggio annuale. Inoltre nel noleggio a lungo termine abbiamo comprese anche altre spese, come tutte quelle che riguardano l’assicurazione, la manutenzione e l’assistenza.

La spesa che non rientra nel canone pagato con il noleggio a lungo termine è quella che riguarda il carburante, che rimane a carico dell’intestatario del veicolo.

È conveniente il noleggio a lungo termine?

Abbiamo fatto questa premessa, per spiegare che cos’è il noleggio a lungo termine, anche perché è possibile in questo modo riuscire a capire più specificamente quali sono i vantaggi legati a questa formula di utilizzo dell’automobile.

Il noleggio a lungo termine può essere considerato piuttosto conveniente rispetto all’acquisto vero e proprio di un’auto per tanti motivi. Proprio in funzione di queste ragioni questa formula sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni nel nostro Paese.

A servirsi del noleggio di questo tipo non sono soltanto i professionisti o i titolari delle aziende, ma il noleggio a lungo termine sta avendo successo anche tra i privati. Naturalmente non dobbiamo dimenticare il fatto che comprare un’automobile nuova è molto più pesante dal punto di vista economico rispetto a noleggiarne una.

Infatti dal punto di vista economico bisogna considerare anche le spese per l’assicurazione e quelle relative alla manutenzione dell’auto. Ma non si tratta di una questione soltanto economica, perché avere a che fare con un’auto acquistata complica di molto la situazione, dovendo espletare dei doveri burocratici, per svolgere i quali ci vuole anche una certa quantità di tempo a disposizione.

È logico che bisogna considerare anche la disponibilità economica dei soggetti che decidono per l’una o per l’altra opzione, però sicuramente il fatto di poter pagare un canone mensile che include una serie di spese nella forma all inclusive può risultare molto conveniente.

Inoltre bisogna considerare anche il numero di anni per cui si ha effettivo bisogno dell’utilizzo della macchina. Se per esempio l’auto occorre soltanto per un determinato periodo, anche nel caso in cui si è soliti cambiarla spesso, il noleggio a lungo termine si rivela molto utile, perché, una volta terminato il contratto, si può decidere liberamente cosa fare.

Il fatto poi di non avere a proprio carico spese come bollo auto, tassa di proprietà, assistenza stradale e oneri amministrativi incoraggia sempre di più questa formula del noleggio a lungo termine che molti preferiscono rispetto al possedere un’auto di proprietà. Quindi possiamo dire che il noleggio a lungo termine è sicuramente più conveniente rispetto all’acquisto di un’automobile.

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Covid-19 ed il boom del gioco online

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La pandemia di Covid-19 ha provocato una grave crisi non soltanto dal punto di vista sanitario ma anche finanziario, con quasi tutti i settori colpiti profondamente. Quello del gambling, nello specifico, sta vivendo periodi molto difficili, con tutti i corner sportivi, sale slot e centri scommesse chiusi ormai da svariati mesi, e senza certezze su un’eventuale ripartenza.

Si potrebbe pensare quindi che il settore ha subito gravi perdite finanziarie e numeri in forte calo, ma paradossalmente non è così.

Un recente sondaggio statistico ha riportato i seguenti dati: tra gennaio e febbraio le scommesse online crescevano del 43%, il bingo del 24,3%, casinò e slot del 20% circa, numeri tuttora in costante aumento. Ma com’è possibile ciò se tutti i centri fisici sono chiusi?

Il merito va dato al vero e proprio boom del gambling online, un settore in enorme crescita e sempre più preferito dai giocatori. Scopriamo di più in merito.

 – Il boom del gioco online

Già da prima della pandemia molte persone avevano iniziato a giocare sui vari bookmaker presenti sul web, come per esempio Starvegas. Un esempio è l’abbassamento sempre maggiore dell’RTP delle slot presenti nelle varie sale, fino al 65%. Inoltre, un altro fattore che ha portato molti giocatori a giocare online è l’obbligo del riconoscimento con la tessera sanitaria prima di giocare ad una VLT. Tutto ciò con i bookmaker online non avviene: bisogna mandare solo alla registrazione il documento, le percentuali di ritorno al giocatore delle slot sono elevate (dal 90 al 97%), i prelievi sono rapidi se non addirittura immediati.

Possiamo quindi dire che se da un lato c’è stata e persiste una forte perdita dal punto di vista fisico in questo settore, online i numeri sono molto alti e continuano a crescere.

C’è comunque grande confusione, ed anche rabbia, tra i proprietari ed addetti di centri scommesse, sale gioco ecc. Uno dei motivi principali è la tassa Salva Sport adottata dal Governo per aiutare il settore sportivo, con un’aliquota ancor più inasprita nel settore dall’ADM.

Non resta che attendere eventuali novità, sperando in un calo dei contagi del virus e quindi la possibilità di riaprire anche i vari centri specializzati.

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Giochi online, tante le novità attese dai fans di tutto il mondo

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La crisi di Governo rischia di far slittare alcuni provvedimenti necessari alle riaperture di alcuni settori molto colpiti dal lockdown: le sale slot, le sale scommesse e tutto il comparto del gioco d’azzardo legale ha vissuto probabilmente il periodo più duro della sua sua storia.

E’ in programma una revisione dei protocolli con i DPCM che scadono a marzo, ma tutto dovrà andare di pari passo con il ritmo delle vaccinazioni che dovrà giustificare la possibilità di riaprire in sicurezza. Il mercato che ha beneficiato di questa congiuntura sfortunata è chiaramente il gioco on line. E’ possibile infatti oggi avere a disposizione un vero e proprio casino, con tutti i giochi che troveremmo in un luogo fisico, su siti come Planetwin365 e molti altri, ma il successo di questa formula era prevedibile anche prima del lockdown.

iGaming: una vittoria annunciata

Con la possibilità di non muoversi da casa e avere tutti i servizi a disposizione, internet ha sviluppato molte realtà di successo che hanno creato nuove figure professionali e cambiato il volto del mercato del lavoro in generale: il gioco on line non è da meno in questo contesto. Gli sviluppatori delle piattaforme per le scommesse han creato un sistema molto accattivante che incentiva i giocatori con bonus di benvenuto che di fatto sono veri e propri prestiti che possono fruttare come tesoretti. Slot, poker, black jack e tutto ciò che troveremmo in un casinò è a portata di click: mai come oggi queste applicazioni attraggono nuovi adepti, anche fra coloro che non hanno mai frequentato sale da gioco. L’offerta però non si ferma qui, in quanto l’iGaming ha visto l’espansione del mondo dei videogiochi, per consolle e PC, che ha visto nascere vere e proprie competizioni sportive con gli eSport, un nuovo modo di condividere la passione per i giochi on-line la cui piena realizzazione avviene in canali come Twitch: una piattaforma che consente di organizzare tornei multigiocatore professionisti e amatoriali e che offre uno spazio per dialogare, recensire e chiacchierare sui videogiochi più amati.

Videogiochi: nuove uscite

Il 2021 vede molte novità sul fronte dei nuovi giochi, tutte molto attese dai fans di tutto il mondo. The Medium è certamente la novità più succulenta: uscito da poco è un horror psicologico che ha già riscosso un grande successo per XBox e Windows, mentre per Sony, PS4 e PS5 spicca F.I.S.T. un videogioco in cui il giocatore veste i panni di un coniglio vendicatore: l’uscita è prevista per questa primavera.

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