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Cronaca

DANNI E MALTEMPO IN CALABRIA: ROSSANO RIPARTE A TESTA ALTA. ECCO LE FOTO SHOCK DELL’ALLUVIONE

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Si approfitta delle belle giornate di sole di questi ultimi giorni per poter spalare il fango, per arginare i danni causati dal maltempo e per ricominciare a vivere dignitosamente

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di Christian Montagna

 

ESCLUSIVO: GUARDA LE FOTO SHOCK DELL'ALLUVIONE IN FONDO ALL'ARTICOLO

Rossano (Calabria) – “La sensazione che si ha, entrando a Rossano, è la stessa che si prova quando si va ad un lutto. È il 16 agosto, ora c'è il sole, eppure le spiagge sono deserte. Per entrare nella zona del lungomare, dove ho casa, ho dovuto chiedere il permesso ad una pattuglia di poliziotti prima ed una di carabinieri dopo. Lo scenario è disarmante: strade piene di terra, tubi rotti da cui sgorga acqua, un colore marrone che perseguita. E poi loro: i rossanesi. In silenzio, composti, presi a disfarsi di quella terra frammista a detriti che ha invaso non solo le loro case, ma anche i loro cuori e le loro menti, con lo sguardo di chi ha subito una grossa sconfitta, ma non si rassegna a perdere la guerra. Così, a testa alta. Mai come oggi forse in vita mia mi sono sentito orgoglioso di far parte di questa gente. ‪#‎rossanononmolla‬”: così si legge sul profilo facebook di Alessandro Urbano, un giovane che vive a Rossano dalla nascita e che in pochi attimi si è visto spazzare via i ricordi di una vita.


E’ ancora il fango a fare da protagonista a Rossano dopo che una devastante alluvione lo scorso mercoledì aveva devastato tutto. Ma Rossano, vuole tornare alla normalità. Si approfitta delle belle giornate di sole di questi ultimi giorni per poter spalare il fango, per arginare i danni causati dal maltempo e per ricominciare a vivere dignitosamente: giovani, anziani e adulti tutti in strada con l’esercito a lavorare seriamente per il benessere comune. Ieri, la gente è tornata ad occupare qualche ombrellone sul bellissimo lungomare calabro ma, per molti altri, i ricordi sono ancora troppo vivi per tornare alla normalità.

 


L’assessore al Turismo. Un’intera comunità è ancora sotto shock, così come il giovane Alessandro intervistato dal nostro giornale. Dal giorno di Ferragosto, così come aveva garantito l’assessore comunale al Turismo, Guglielmo Caputo, la situazione è tornata alla normalità. Stabilimenti balneari, strutture alberghiere: tutto è tornato a pieno regime. Un lavoro in sinergia con l'arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano e con gli operatori turistici ha fatto sì che i festeggiamenti del 15 Agosto, festa patronale, in onore della Vergine Achiropita si svolgessero regolarmente. Edoardo Bennato, che avrebbe dovuto esibirsi stasera, canterà il 21 agosto proprio su viale Sant'Angelo, la zona più colpita. E sempre a Sant'Angelo, ha annunciato l’Arcivescovo, il 31 agosto si terrà una processione di ringraziamento a chiusura del mese dedicato all’Achiropita.

La Procura indaga. La Procura di Castrovillari, competente sul territorio di Corigliano e Rossano, ha aperto un fascicolo d’indagine sui danni provocati dal nubifragio che ha colpito il litorale ionico per accertare se vi possa essere qualche responsabilità su quanto accaduto. Secondo quanto si è appreso, i magistrati si sarebbero già rivolti ad un esperto per avere una relazione sullo stato dei luoghi in cui si è verificata l’esondazione del torrente Citreo.


I danni provocati dall’alluvione. Circa 20 milioni di euro di danni all’agricoltura: è questa la stima di Coldiretti Calabria unitamente ai Consorzi di Bonifica dopo un primo sopralluogo nella zona. Ripartire sarà difficile ma si deve fare! Seimila cinquecento ettari di cui circa 5000 di agrumeti ed il resto uliveti, zootecnia e ortaggi sono stati distrutti dal fango. Dei 20 milioni di euro di danni stimati complessivamente, 15 milioni sono riferiti alla necessità di risorse che servono a togliere il fango e materiale di risulta che ha invaso i campi e a ripristinare gli impianti di irrigazione delle aziende colpite. I restanti 5 milioni riguardano invece le strade interpoderali, il canale adduttore del Consorzio di Bonifica, stalle, pozzi ed altre strutture aziendali.

La situazione al momento. Al momento pare che la situazione sia leggermente migliorata. Le auto distrutte e invase dal fango sono state recuperate. Non si fermano i lavori di pulizia, lo sgombero e la messa in sicurezza delle aree critiche di Rossano che proseguiranno in modo intensivo e senza sosta nei prossimi weekend. Cento tra militari dell’Esercito, genio civile e volontari sono impegnati al momento nelle opere di pulizia e ripristino delle zone colpite. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato continuano a presidiare le aree a monte del centro storico, nella Sila Greca, dove si registrano ancora delle criticità. “ Il dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria, sotto la personale e attenta guida del presidente Mario Oliverio, ha già messo in atto tutti gli interventi necessari per supportare concretamente le imprese agricole dei comuni di Rossano e Corigliano e dell’area ionica cosentina, colpite duramente dal violento nubifragio dei giorni scorsi”. E’ quanto si afferma in un comunicato dell’ufficio stampa della giunta regionale.


Come aiutare il Comune di Rossano. Il Comune di Rossano ha attivato un conto corrente postale ed uno bancario per la raccolta fondi da destinare al supporto delle attività emergenziali. Il conto corrente (Iban IT71N0538780921000000993343) della Banca Popolare dell’ Emilia Romagna ed il conto corrente postale (n. 12606893) sono intestati al Comune di Rossano. Una campagna per la raccolta fondi, "Una mano a Rossano", è stata attivata anche dal settimanale “G” che da destinare alle esigenze della Caritas per l’operatività nell’emergenza alluvione con Iban IT70L0538780921000002351702 della Banca Popolare dell’ Emilia Romagna.  Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato «un significativo contributo economico», attingendo ai fondi 8 per mille, per aiutare le popolazioni della Calabria colpite dal violento nubifragio. Enorme è stata anche la solidarietà dei cittadini che in tanti hanno portato al palazzetto indumenti, scarpe e generi alimentari. I volontari, instancabili, catalogano il materiale per uomini, adulti e bambini all'ingresso della struttura. Il clima a Rossano è apparentemente sereno: grande è la voglia di ripartire e di lasciare tutto alle spalle.

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Borgorose, arriva il metano: 40 chilometri di nuove condotte

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BORGOROSE (RI) – Il metano è finalmente una realtà anche per i cittadini e per la zona industriale di Borgorose. Il 17 giugno il Comune e Italgas inaugurano, infatti, la rete di distribuzione cittadina del gas
naturale con la tradizionale cerimonia di accensione della fiaccola.

L’impianto ha richiesto la posa da parte di Italgas di 40 chilometri di nuove condotte che serviranno a collegare alla rete – proveniente dalla zona industriale – il nucleo abitato e le famiglie di Borgorose che saranno così stabilmente approvvigionate del gas naturale, fonte energetica sicura, economica e sostenibile.

Borgorose va così ad aggiungersi a tutte le località che, negli ultimi mesi, hanno potuto contare sui benefici del metano e sulle possibilità di sviluppo ad esso connesso.

Le famiglie e le aziende interessate ad allacciarsi alla rete, sono invitate a sottoscrivere l’apposita richiesta quanto prima. In seguito alla richiesta di allaccio alla rete gas e alla regolare stipula del contratto di fornitura con una società di vendita, Italgas provvederà all’installazione di misuratori intelligenti di ultima generazione (smart meters) in grado di consentire, tra le altre funzioni, la lettura in tempo reale dei consumi. Un vantaggio per il cliente finale, che vedrà la sua bolletta sempre più aderente ai consumi reali, e un importante beneficio anche per l’ambiente in virtù dei minori spostamenti necessari per svolgere la tradizionale attività di rilevazione manuale.

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Successo, auto e belle donne: Fabrizio Gatta dalla tv passa al sacerdozio

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Dalla tv alla vita religiosa: Fabrizio Gatta ha scelto la strada del sacerdozio. Il giornalista e conduttore di Linea Blu, Unomattina Weekend e Linea Verde, romano di nascita, aveva detto addio al piccolo schermo nel 2013. Nel 2019 si è laureato in Teologia ed è oggi diacono nella città di Sanremo. Il prossimo 7 dicembre, nella città ligure, diventerà ufficialmente prete a 57 anni.

La decisione di lasciare la Tv risale al 2013, al culmine di quasi 20 anni di carriera televisiva. Gatta aveva esordito su Rai1 nel 1996 con il Concerto dell’Epifania, che poi condusse per otto edizioni consecutive.

“Avevo successo, belle auto, belle donne, non mi mancava nulla — spiegava Gatta proprio nel 2013 alla rivista Credere. — Vivevo un po’ quel senso di onnipotenza che ti dà la notorietà. Ma qualcosa in realtà mancava”.

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Strage di Ardea: consulenza psichiatrica al Nuovo Ospedale dei Castelli per il killer

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Emergono nuovi dettagli della strage avvenuta a Marina di Ardea, vicino a Roma, quando un uomo armato e psicolabile, Andrea Pignani, ha ucciso a sangue freddo due bambini e un anziano, togliendosi poi la vita.

Andrea Pignani fu sottoposto a “consulenza psichiatrica” per uno “stato di agitazione psicomotoria” l’11 maggio scorso presso il Pronto Soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia (RM). E’ quanto è emerso dagli accertamenti dei carabinieri e della Procura di Velletri.

In ospedale Pignani fu accompagnato “volontariamente” da un’ambulanza dopo una lite con la madre. Pignani non era comunque in cura “per patologie di carattere psichiatrico”.

Pignani era uscito di casa intorno alle 11 con felpa, zainetto e guanti e avrebbe percorso con la pistola in pugno alcune strade del comprensorio di Colle Romito, ad Ardea. Poi ha puntato la pistola contro le prime persone che ha incontrato, i due bambini e l’anziano. E’ quanto accertato finora dagli investigatori che stanno ricostruendo i terribili attimi della strage di Ardea. Le prime persone che l’uomo ha incontrato sono stati dunque i fratellini Fusinato a cui, secondo quanto si è appreso, avrebbe sparato un colpo ognuno. Poi è passato in bicicletta Salvatore Ranieri a cui avrebbe sparato due colpi. A quel punto è tornato a casa dove, sembrerebbe dopo aver fatto uscire la madre, si è barricato. Dalle indagini dei carabinieri non risulterebbero altre persone scampate agli spari né liti o dissidi con le famiglie delle vittime.

“Cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea era andata a controllare che il mio assistito Domenico Fusinato stesse in casa a rispettare l’ordinanza di custodia ai domiciliari”. Rivela l’avvocato Diamante Ceci, legale dei genitori dei piccoli David e Daniel uccisi ieri ad Ardea. Quella stessa pattuglia, secondo quanto riferito, una manciata di minuti dopo è intervenuta dopo l’allarme lanciato e il triplice omicidio.

“Non la trovavamo”. Si sarebbero giustificati così i familiari di Andrea Pignani, l’ingegnere informatico che ieri ad Ardea ha ucciso due fratellini e un anziano, per non aver denunciato la pistola in casa alla morte del padre dell’omicida. A quanto ricostruito dagli investigatori, l’arma era regolarmente detenuta dal padre di Pignani, morto diversi mesi fa. L’uomo fino al 1986 era stato una guardia giurata poi aveva continuato a detenere regolarmente la pistola. La famiglia si era trasferita nel comprensorio di Colle Romito nel 2019. 

“Non ho firmato alcun Tso per il soggetto in questione. In quattro anni ne ho disposto solo uno e non è nei confronti di questa persona. Ho saputo che è stato in cura ma senza il coinvolgimento di questa amministrazione”. Lo spiega il sindaco di Ardea, Mario Savarese, sulle notizie di un presunto Tso, (il trattamento sanitario obbligatorio), cui era stato sottoposto in passato Andrea Pignani, l’omicida di Colle Romito.

LA STRAGE. Daniel e David avevano 5 e 10 anni e stavano giocando di mattina in un parco davanti a casa quando gli hanno sparato a bruciapelo e li hanno uccisi senza un motivo apparente. L’uomo che li ha colpiti ha poi tolto la vita anche a un pensionato di 74 anni che passava di lì in bici. Infine si è chiuso in casa e si è suicidato con la stessa pistola prima dell’irruzione dei carabinieri.

Una strage feroce e insensata si è abbattuta in una domenica di mare su un comprensorio residenziale, Colle Romito, ad Ardea, quaranta chilometri a sud di Roma. L’assassino aveva 35 anni, si chiamava Andrea Pignani, viveva con la madre in una villetta acquistata nel 2019, a poche decine di metri dal campetto del triplice omicidio. Laureato in ingegneria informatica, disoccupato, un anno fa, a maggio, era stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso) per aver aggredito la madre, ma non risulta che fosse attualmente in cura per problemi mentali. Secondo i carabinieri non usciva di casa praticamente da un anno. I vicini, altri abitanti del comprensorio, raccontano di quella pistola che tirava fuori per minacciare ogni volta che c’era una discussione, qualcosa che lo infastidiva, che fosse la potatura degli alberi o qualche rumore intorno a casa sua. Ma nessuno aveva sporto denuncia, secondo i carabinieri. Stamani verso le 11, a quanto ricostruito finora, Pignani è uscito e sulla sua strada ha incontrato Daniel e David che giocavano tranquilli. Gli ha sparato al collo e al petto e, racconta la nonna, “sono morti tenendo la mano del padre”, Domenico Fusinato, ai domiciliari in un’altra villetta di Colle Romito per reati di droga, ma subito accorso appena sentiti gli spari. Nel frattempo Pignani aveva colpito e ucciso con un proiettile alla testa anche Salvatore Ranieri, 74 anni, che passava in bicicletta e non conosceva né il suo assassino né i fratellini. Una quarta vittima, un uomo che stava andando a buttare la spazzatura, sarebbe sfuggita alla morte solo perché troppo distante per la gittata della pistola. Pignani è quindi rientrato in casa, si è chiuso dentro e per ore non ha risposto ai negoziatori arrivati sul posto per convincerlo ad arrendersi. Quando a metà pomeriggio un commando del Gis carabinieri è entrato nella villetta l’uomo si era già ucciso con la stessa pistola. La fine di una giornata di sangue non mette la parola fine sulla strage. Secondo il presidente di Colle Romito, Romano Catini, la presenza di una pistola – che era del padre del 35enne, una guardia giurata morta un anno fa – era stata più volte segnalata dai vicini spaventati. Ma agli inquirenti non risultano denunce. Si cerca un movente, ma non ci sarebbero stati contrasti tra Pignani e il padre dei bambini, quest’ultimo comparso nel 2018 in un’operazione dei carabinieri a Ostia contro gli scissionisti del clan Triassi, ritenuto avversario degli Spada. Difficile pensare a una vendetta spietata. Le indagini comunque proseguono per accertare l’esatta dinamica. Rimane il ricordo delle vittime. Di due bambini. racconta la nonna, “educati e rispettosi. Daniel, il più grande, aveva solo 9 e 10 in pagella”. E del 74enne Ranieri, in vacanza con la moglie a Colle Romito, dove aveva una seconda casa. Il sindaco di Ardea, Mario Savarese, racconta di un luogo tranquillo in cui nei decenni scorsi venivano a villeggiare anche personaggi politici noti. Alcuni abitanti di lungo corso raccontano invece di personaggi poco raccomandabili, alcuni dei quali ai domiciliari come il padre dei bimbi uccisi. Ma il vero movente di un massacro a freddo come questo sarà difficile da trovare, visto che l’autore si è poi suicidato.

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