Connect with us

Cronaca

Dante e Viterbo: inaugurata la prima delle 9 paline dedicate al sommo poeta nella città dei Papi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

De Carolis: “Oggi inauguriamo qualcosa che arricchisce sia la città che i ragazzi che si sono confrontati con Dante”

VITERBO – Comitato Dante VII, istituzioni, scuole, aziende e club service insieme per dare forma ad un sogno: indicare i luoghi che legano Dante a Viterbo attraverso paline esplicative, con immagini e descrizioni, anche tradotte in lingua estera. Oggi l’inaugurazione della prima, in piazza San Lorenzo.

Tanti gli interventi di questa mattina, moderati dal console Touring Ceniti, che ha presentato e accolto i protagonisti di questo ultimo atto del comitato spontaneo nato nell’anno di celebrazione del settecentesimo centenario dalla morte di Dante.

All’interno del Duomo gli studenti delle quinte classi dei Licei Buratti ed Orioli coinvolti nel progetto, sono stati salutati dal vescovo Fumagalli: “Vedo con piacere i ragazzi che hanno realizzato questi pannelli che faranno riflettere su Dante e Viterbo. Grazie agli istituti per la qualità della proposta che viene offerta, tutte iniziative che fanno calare i ragazzi nella realtà e realizzano prodotti che danno frutto alla società”.

Soddisfazione da parte dell’amministrazione, rappresentata dall’assessore De Carolis, che ha sottolineato l’importanza turistica di questo progetto, un racconto in più sulla città, e dal vice sindaco Allegrini: “Oggi inauguriamo qualcosa che arricchisce sia la città che i ragazzi che si sono confrontati con Dante. La divina commedia è una lettura straordinaria, ma contestualizzarlo su Viterbo dimostra quanto già allora eravamo parte di un mondo grande, che attenzionava già la nostra città”.

I pannelli, nove in tutto, con la grafica realizzata dagli studenti dell’Orioli e i testi del Buratti, compresa la traduzione in inglese, pubblicata sul pannello, mentre per francese, spagnolo e tedesco è attivo un Qr-code che porta direttamente sulla pagina dedicata al progetto sul sito Visit Viterbo. A presentarli il professor Gianluca Zappa, che dopo aver confessato la felicità nel veder realizzato un sogno, ha coinvolto i ragazzi, con la presentazione di tutti i pannelli, la loro storia, e alcuni interventi tratti dalla Divina Commedia, anche nelle quattro lingue che racconteranno ai turisti di tutto il mondo il legame tra “Dante e Viterbo”.

Assente la direttrice Vittori, del Buratti, per un impegno istituzionale, è stata la dirigente dell’Orioli, Simonetta Pachella, ad omaggiare gli studenti: “Sono davvero felice, mi ritengo fortunata a dirigere questa scuola, che fornisce sempre spunti culturali e di confronto”, seguita dalle docenti di grafica che hanno spiegato la tecnica di queste opere d’arte.

In chiusura il saluto del presidente del Rotary Club Viterbo, Stefano Bianchini, che a nome di tutti i service cittadini ha ricordato l’importanza della giornata: “Non parlo solo del valore turistico e culturale ma anche dell’omaggio che stiamo facendo ad un simbolo come Dante. Inoltre è apprezzabile il collegamento tra pubblico e privato, tra Comune, associazioni e aziende, insieme per realizzare qualcosa di davvero bello”.

Atto formale con l’inaugurazione della palina già installata in piazza San Lorenzo, dedicata ai papi  Nicolò III, Martino IV e Giovanni XXI, eletti nel palazzo papale viterbese e che hanno vissuto quei luoghi, diventando protagonisti dell’opera dantesca.

Al progetto hanno collaborato: Comitato Dante VII, Comune di Viterbo, Touring Club Viterbo, Liceo Buratti, Liceo Orioli, l’azienda Ferro Vivo, che ha realizzato i pannelli, la Banca di credito cooperativo di Roma, che ha contribuito con un finanziamento, come l’associazione Archeotuscia e i club service viterbesi Rotary Club, Panathlon, Lions, Fidapa, Soroptimist, Nimpha, Inner Wheel.

Continua a leggere
1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: Dante e Viterbo: Inaugurata la Prima delle 9 Paline Dedicate al Sommo Poeta Nella Città dei Papi - Favignana

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Roma, La Storta: nascondeva in casa 126 chili di marijuana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuti
image_pdfimage_print

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno arrestato un romano di 31 anni, già sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare, con la concessione dii permessi in determinate ore della giornata, gravemente indiziato del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Recandosi a casa della persona sottoposta a misura cautelare per un controllo, i Carabinieri, attirati dalla presenza di un forte odore, proveniente proprio dall’interno, hanno deciso di approfondire l’ispezione. Una volta dentro l’appartamento, insospettiti dalla presenza di una porta chiusa a chiave, e dalla risposta evasiva sul motivo e su cosa ci fosse all’interno, l’hanno fatta aprire ed al suo interno hanno rinvenuto bidoni e sacchi di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, per un peso complessivo di circa 126 chili. Ai militari l’uomo ha poi riferito che si trattava di marijuana legale, ma dall’analisi effettuata presso il laboratorio è emerso che vi era una parte di marijuana che aveva un THC superiore al limite consentito. Dalla droga rinvenuta si sarebbero potute ricavare oltre 17.000 dosi di sostanza stupefacente.Alla luce di ciò, il soggetto è stato arrestato e la droga e stata sequestrata. L’arresto è stato poi convalidato dal Tribunale di Roma.Si precisa che il soggetto non aveva inoltre alcuna autorizzazione o documentazione utile a poter vendere e commercializzare la “marijuana legale”.

Continua a leggere

Cronaca

Frana a Casamicciola, si cercano ancora i dispersi. Oltre 200 gli sfollati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuti
image_pdfimage_print

Spalare il fango, non smettere di lavorare con mezzi escavatori e a mano, a seconda delle situazioni: in queste ore la priorità a Casamicciola è fare presto.Presto per mantenere accesa la speranza di poter salvare i 5 dispersi che ancora mancano all’appello dopo il ritrovamento di 7 vittime dell’alluvione. Seconda notte di dolore sull’isola ma anche di lavoro di soccorritori e volontari impegnati nelle ricerche ma per cercare di liberare case, alberghi, negozi, dalla muraglia di fango.

Tempi brevi li chiedono anche i 230 sfollati, temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni.Il lavoro dei soccorritori si concentra, tra l’altro, su di un solaio. Le verifiche mirano ad accertare se vi possano essere persone dentro. Per accedervi bisogna completare la pulizia della strada d’accesso dal fango, uno degli ostacoli più difficili da rimuovere nelle varie zone colpite dalla frana.

Continua a leggere

Cronaca

Scomparsa Roberto Maroni, venerdì i funerali a Varese e a Lozza

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

La sua famiglia lo ha definito “un inguaribile ottimista” e in effetti il barbaro sognante non ha mai smesso di guardare al futuro.

Anche quando ha capito di dover fare un passo indietro e rinunciare a diventare sindaco di Varese per colpa di una malattia che alla fine non è riuscito a sconfiggere: Roberto Maroni, 67 anni, è morto questa mattina dopo una vita passata nella Lega che fino all’ultimo ha cercato di riportare dov’era nata.

E cioè tra il suo popolo del Nord, arrivato a Roma appunto per realizzare il sogno dei “barbari” di governare e non per essere cambiato, come invece è successo a suo dire alla Lega di Matteo Salvini.

L’incontro con Umberto Bossi nel 1979 cambiò la sua vita e da simpatizzante di Democrazia Proletaria divenne “la mamma” di un nuovo movimento di cui il senatur era il padre. Deputato nel 1992 con altri 80 leghisti che per la prima volta arrivarono in Parlamento e poi tre volte ministro sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, prima di tornare nella sua Lombardia per prendere il posto di governatore della Regione, dopo il lungo regno di Roberto Formigoni. Quasi 30 anni nelle istituzioni, quasi 40 nella Lega che ha fondato e poi anche guidato al termine del periodo più difficile con Umberto Bossi, circondato da un ‘cerchio magico’ che portò la Lega a rispondere in tribunale di tutte le accuse che la stessa Lega aveva rivolto agli altri partiti. A capo della rivolta dei militanti ci fu proprio Maroni, colpito dal divieto di rappresentare la Lega in qualsiasi manifestazione ufficiale, fino a quando lo stesso Bossi comprese che era davvero arrivato il momento di fare pulizia partecipando lui stesso alla celebre serata delle scope di Bergamo nel 2012, che segnò il passaggio di consegne tra i due.

Non facili i rapporti anche con Matteo Salvini che oggi lo ha definito “grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre”, perchè Maroni sapeva anche con i suoi toni pacati far sentire forte la sua voce. E così ha fatto dopo il risultato sotto il 10% alle ultime elezioni, spiegando che “un Zaia segretario farebbe un gran bene alla Lega” per riportare il partito tra la gente del Nord che invece non viene più ascoltata. E il presidente del Veneto lo ha definito oggi “una figura iconica della Lega, un amico e un compagno di viaggio”,

“Politico per passione” si definiva nei suoi profili social, ma di passioni ne aveva anche molte altre, dal Milan, alla vela, alla musica, soprattutto il blues suonato con l’organo Hammond nella sua band, i Distretto 51, e il rock del suo idolo Bruce Springsteen. “Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”, ha scritto la famiglia a cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio.

Con le lacrime agli occhi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato il rinnovo nella manovra finanziaria del bonus che prevede una maggiorazione del 10% per chi resta al lavoro pur con i requisiti per la pensione: “E’ suo, non mio”, ha detto perchè Maroni lo introdusse da ministro del Welfare. Nella stessa conferenza stampa, lo ha ricordato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto parte con lui dello stesso governo Berlusconi, definendolo “una delle persone più capaci che ho incontrato nella mia vita e un amico”. “Mancheranno la sua lucidità e la sua visione politica, il suo incommensurabile attaccamento alla Lombardia ed alle regioni del Nord produttivo”, ha detto Silvio Berlusconi. Ma anche dal centrosinistra sono arrivati tanti messaggi di cordoglio, come quello di Enrico Letta: “Tanti ricordi e tanti confronti. Sempre pieni di rispetto e di sostanza. Che tristezza. Ci mancherai”. I funerali saranno celebrati venerdì mattina alla Basilica di San Vittore a Varese e al pomeriggio, in forma privata, a Lozza, il piccolo paese dove risiedeva da sempre.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti