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Ddl Zan e legge Mancino, cosa cambia? GayLib e Movimento Nazionale a confronto

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Ddl Zan al centro dell’approfondimento giornalistico ad Officina Stampa di ieri dove la conduttrice giornalista Chiara Rai insieme al giornalista Daniele Priori Segretario Nazionale di GayLib e al portavoce del Movimento Nazionale Giustino D’Uva hanno approfondito quelli che sono i vari aspetti di questa proposta di legge anche confrontandoli con la così detta legge Mancino che al momento è l’unica realtà italiana che punisce i reati d’odio e discriminazione.

Officina Stampa del 10/06/2021

Omotransfobia ma non solo. Il disegno di legge presentato dal deputato del PD Alessandro Zan mira a proteggere omosessuali ma anche donne e disabili dai cosiddetti reati d’odio cioè gli atti violenti discriminatori nei loro confronti o anche solo l’istigazione a commetterli.

I suoi 10 articoli vogliono estendere le norme che già puniscono le discriminazioni o le violenze a sfondo razziale, etnico o religioso anche a quelle basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità colpendo anche chi organizzi o partecipi ad associazioni che per gli stessi motivi istighino alla discriminazione alla violenza

Il DDL Zan consentirebbe anche l’apertura di centri anti discriminazione case rifugio per le vittime di odio omofobo e l’istituzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia con l’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Una legge attesa da 25 anni visto che la prima proposta presentata da Nichi Vendola risale al 1996, ma nonostante la lunga attesa sono ancora tante le riserve che accompagnano il cammino del ddl Zan cui vengono rimproverate prima di tutto alcune ambiguità interpretative a cominciare dalle identità di genere definita come l’identificazione percepita manifestata di sé in relazione al genere anche se non corrispondente al sesso indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione.

La legge dell’82 che tutela la persona transessuale non dice che basta l’autopercezione per essere riconosciuto di un genere diverso dal sesso di nascita. Il DDL Zan cancellerebbe invece il dualismo uomo donna a vantaggio di un’autopercezione individuale per la quale non viene richiesta alcuna forma di stabilità.

Il disegno di legge contro l’odio e la discriminazione per alcuni sarebbe invece intollerante verso chi sostiene che la differenza uomo donna esiste e rischierebbe di violare il suo diritto alla libera manifestazione del pensiero per questo nel passaggio alla camera è stata inserita la clausola salva idee per la quale sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte. 

Le modifiche agli articoli del Codice Penale

Il disegno di legge Zan nella prima parte del testo modifica gli articoli del Codice Penale introdotti dalla legge reale del 1975 e successivamente modificati dalla legge 205 del 25 giugno 1993 nota come legge Mancino che ad oggi rappresenta il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d’odio e dell’incitamento all’odio.

Si tratta degli articoli 604 bis e 604 ter che prevedono il carcere per chi propaganda o istiga la discriminazione alla violenza per motivi razziali etnici nazionali o religiosi. Con il disegno di legge proposto dal deputato del PD Alessandro Zan a questi si aggiungerebbero il sesso, il genere, l’orientamento sessuale, l’identità di genere e la disabilità.

In concreto chi discrimina o usa violenza contro una persona per una di queste ragioni incorrerebbe in un reato d’odio e non più soltanto in una aggravante per futili motivi.

La seconda parte del testo introduce il 17 maggio di ogni anno la giornata nazionale contro omofobia e lesbofobia, bifobia e transfobia, estende la condizione di particolare vulnerabilità definita dall’articolo 90 quater del codice di procedura civile alle persone discriminate per il loro sesso genere orientamento sessuale e identità di genere e colma una mancanza Quella sui dati relativi alle discriminazioni e le violenze lo fa prevedendo che l’Istat realizzi un monitoraggio statistico con cadenza triennale

L’articolo 4 del provvedimento, infine, vuole tutelare la libertà di espressione stabilendo la non punibilità delle opinioni che non determinano un concreto pericolo di atti discriminatori o violenti. 

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Turismo lento, Bracciano, Trevignano e Formello: la Regione Lazio finanzia i luoghi della cultura

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Califano (Pd): “Quest’anno, dopo le restrizioni dovute alla pandemia, assume ancora più valore il finanziamento regionale per i luoghi della cultura che abbiamo messo in campo”

BRACCIANO (RM) – “Musei e archivi storici racchiudono la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni. Uno scrigno all’interno del quale riscoprire le nostre origini, ciò che siamo e siamo stati. Ma anche un’importante testimonianza delle bellezze dei nostri territori e un volano per dare finalmente ali a quel turismo lento su cui stiamo puntando per valorizzare i Comuni e i territori della Provincia.” Dichiara la Consigliera regionale Pd Michela Califano.

VIDEO SERVIZIO SUL TURISMO LENTO TRASMESSO A OFFICINA STAMPA

“Ecco perché quest’anno, – prosegue – dopo le restrizioni dovute alla pandemia, assume ancora più valore il finanziamento regionale per i luoghi della cultura che abbiamo messo in campo. Un modo per poter riprendere a vivere questi luoghi, visitare una mostra, partecipare a un’attività didattica, tornare a studiare nelle sale biblioteche e negli archivi storici delle reti regionali. A fronte di questo sono davvero soddisfatta che alcuni dei più bei luoghi dei Comuni di Bracciano, Trevignano Romano e Formello siano rientrati in questo avviso pubblico. In particolare saranno finanziati con 6300 euro a testa l’Archivio Storico Comunale “PaoloGiordano Orsini” di Bracciano e il Museo civico. Con 7mila euro ciascuno l’Archivio Storico Comunale e il museo civico etrusco-romano di Trevignano Romano. Uguale investimento – conclude – per l’Archivio Storico Comunale di Formello e il Museo dell’Agro Veientano. Dopo la grande campagna di vaccinazione ora vogliamo tornare a vivere. “

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Ambiente

Ambiente, mancano 72 giorni al DE-Day: Deflusso Ecologico sempre più vicino

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Francesco Vincenzi, presidente Anbi: “Sarà un capestro per molti territori italiani. Il governo chieda una moratoria alla Ue”

“Si dia incarico ad ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, di redigere le proposte da presentare in sede comunitaria per modificare la normativa europea sul Deflusso Ecologico che, a partire dal prossimo 1 Gennaio, prevede un maggiore rilascio di portata nei fiumi, riducendo fortemente i prelievi per innervare idricamente il territorio e causando così gravi danni all’ambiente ed all’economia locali, ad iniziare dall’agricoltura, che produce cibo”: a reiterare la richiesta è Francesco Vincenzi,  Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), recentemente audita anche in Commissione Agricoltura del Senato.

“Siamo fortemente preoccupati per il trascorrere dei giorni verso un inizio d’anno, che rischia di rappresentare una data capestro per vaste aree del Paese come la Pedemontana Veneta dove, in provincia di Treviso, tre anni di sperimentazioni permettono di indicare, in 530 milioni di euro, i danni che arrecherebbe la prevista riduzione di prelievi dal fiume Piave, poiché ne conseguirebbe un calo del 70% nella presenza d’acqua all’interno del reticolo idraulico, comportando insostenibili riduzioni nell’irrigazione, ma anche nella produzione di energia idroelettrica, senza considerare le conseguenze ambientali e turistiche – aggiunge il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – Non andrebbe meglio per le aree afferenti al fiume Brenta, né per molti altri territori italiani, cresciuti grazie agli apporti di corsi d’acqua ormai sempre più simili a torrenti e con portate ben diverse dalla realtà dei grandi fiumi del Nord Europa, cui perlopiù guardano le scelte operate a Bruxelles.”

“Di fronte a questo scenario – indica ancora il Presidente di ANBI –  è indispensabile che il Governo chieda alla U.E., sulla base dei dati in possesso, la prevista moratoria sull’applicazione del Deflusso Ecologico per evitare di indebolire la resilienza delle comunità locali di fronte ad una situazione climaticamente già difficile. E’ necessario adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla Direttiva Quadro Acque, ma servono tempo e risorse.  Nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno avuto ammessi progetti esecutivi per 1 miliardo e 600 milioni di euro, ma sul capitolo acqua ci sono disponibili solo 520 milioni; ciò significa che bisogna già guardare oltre, programmando nuove investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio ad iniziare da un Piano Nazionale Invasi, fatto soprattutto di bacini medio-piccoli, capaci di superare la sindrome del Vajont in una logica di multifunzionalità, perché la crisi climatica non ammette ulteriori ritardi.”

“Condividendo l’obbiettivo del benessere dei corpi idrici, cui i Consorzi di bonifica concorrono con la progressiva riduzione dei prelievi irrigui grazie alle moderne tecnologie e ad una continua ricerca agronomica, va evidenziato che l’applicazione attualmente prevista del Deflusso Ecologico non migliorerebbe, ma anzi peggiorerebbe la qualità delle acque interne, creando difficoltà all’equilibrio ambientale del nostro Paese. Non si possono omologare i territori di una realtà articolata come l’Italia, che fa della distintività, una caratteristica ammirata nel mondo” conclude il DG di ANBI.

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Apple Watch Series 7 arriva nei negozi italiani

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Apple Watch Series 7 è finalmente arrivato in Italia. Dopo una settimana di prevendita, infatti, il dispositivo arriva nei negozi del Belpaese. Disponibile con cassa da 41 mm e 45 mm, lo smartwatch ha uno schermo quasi del 20% più grande del precedente, nonostante l’ingombro resti praticamente lo stesso, grazie alla riduzione delle cornici intorno al quadrante. Series 7 è più robusto, con un cristallo anteriore resistente agli urti ed è il primo della famiglia di smartwatch di Apple con resistenza alla polvere di grado IP6X e all’acqua fino a 50 metri. Apple Watch Series 7 introduce cinque nuove finiture per la cassa in alluminio: mezzanotte, galassia, verde, un nuovo blu e (PRODUCT) RED. Inoltre, è disponibile anche una nuova gamma di colori e stili per i cinturini. I modelli in acciaio inossidabile sono disponibili in argento, grafite e oro, in aggiunta ad Apple Watch Edition in titanio naturale e nero siderale. Il design è stato perfezionato con angoli più smussati e arrotondati, con lo stesso schermo touch che adesso è dotato di un bordo rifrangente, in modo che i quadranti e le app a tutto schermo sembrino un tutt’uno con la curvatura della cassa. La batteria offre sempre un’autonomia di 18 ore, a cui si aggiunge una velocità di ricarica del 33% superiore. Resta il focus sul benessere: battito cardiaco, monitoraggio del sonno, dei livelli di ossigeno nel sangue e dell’ECG, oltre che le novità introdotte da Fitness+, un servizio creato proprio intorno ad Apple Watch, con tre mesi di accesso gratuito dalla prima attivazione. I prezzi del nuovo orologio partono dai 439 euro per il modello da 41 mm e 469 euro per il 45 mm, a salire poi per le versioni con connessione dati indipendente via e-sim, oltre al Wi-Fi.

F.P.L.

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