Connect with us

Economia e Finanza

Decreto liquidità, boom di richieste dalle pmi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Si è messo in moto il meccanismo per erogare prestiti bancari garantiti alle pmi e migliaia di domande sono arrivate agli istituti di credito nella prima giornata.

Anche se non sono ancora disponibili i dati complessivi e alcuni gruppi hanno preferito non diffondere i propri, a sera si stilano i primi bilanci: Mps ha ricevuto 13mila richieste per 295 milioni di euro, il Banco Bpm ha ricevuto 8000 richieste, Bnl 5000, Bper circa 1.500 mentre il Credem ne ha viste un migliaio. Intesa ha ricevuto oltre 70.000 richieste e, sopratutto, ha già erogato i primi finanziamenti. E se per il prestito fino a 25mila euro alle pmi garantito dallo Stato i motori sono stati accessi, è stato compiuto un altro passo per i finanziamenti alle aziende medio-grandi garantiti da Sace dopo che si è chiuso l’accordo con l’Abi per le modalità operative e i termini di rilascio.

Uno degli aspetti più importanti riguarda i tempi per ottenere le garanzie Sace: per la “procedura semplificata” (dedicata alle imprese con fatturato inferiore a 1,5 miliardi e con meno di 5.000 dipendenti) e per tutti i finanziamenti di importo fino a 375 milioni avverrà entro 48 ore. Dal presidente dell’Abi Patuelli e dai sindacati erano arrivati molti appelli alla clientela a non recarsi in filiale e a ricorrere ai canali da remoto ma comunque molti clienti si sono recati ugualmente agli sportelli, anche senza appuntamento Come ha affermato il segretario della Fabi Lando Sileoni ci sono state “ondate di richieste, mentre, su tutto il territorio nazionale, si sono verificati frequenti momenti di tensione fra i clienti – accorsi in agenzia per chiedere liquidità – e il personale bancario”. Hanno funzionato comunque le pre-istruttorie avviate dalle stesse banche che nei giorni scorsi hanno contatto volontariamente le imprese, lavorando anche nel fine settimana.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Euro2020, al via il monitoraggio sulla pubblicità del gioco online

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Con l’avvio di Uefa Euro 2020, in cui l’Italia dei record ben si sta dimenando, si sono avviati anche i monitoraggi in tema betting. Non solo la regolarità delle partite sotto monitoraggio, ma anche le relative scommesse e pubblicità ruotanti attorno al gioco online. Al punto che l’EGBA, l’European Gaming and Betting Association, organo numero uno del gioco online europeo, si è espressa a rappresentanza dei maggiori operatori di giochi e scommesse online sul territorio europeo.

Come riferito dai gambling analyst di Bonus Mania, i vertici EGBA hanno manifestato il loro impegno in prima linea per operare una pubblicità responsabile. In pieno rispetto del codice di condotta online.

Il codice stesso verrà monitorato, nel corso dell’Europeo, da un organismo indipendente. Il monitoraggio sarà condotto dall’EGBA stessa. Affiancata dalla Nielsen, società che si occupa di analisi, deputata al controllo del materiale pubblicitario dei membri EGBA su tutti i media di informazione digitale e non in ben quattro paesi dell’UE: sono Grecia, Romania, Svezia e Irlanda. L’EGBA riceverà un’analisi con tutti i risultati del monitoraggio, cosa che permetterà all’EASA di avanzare raccomandazioni specifiche.

Il segretario dell’EGBA, Maarten Haijer, ha sottolineato ancora una volta l’impegno dei membri dell’organo per una pubblicità responsabile, in maggiore misura nel corso di eventi importanti.

Il codice di condotta sulla pubblicità responsabile è pensato in questo caso. “Il monitoraggio del codice da parte di terzi sosterrà la conformità e la fiducia stessa nel codice” – ha dichiarato in un recente comunicato. Tema scottante, quello pubblicitario, nel settore del gioco. Le responsabilità da assumersi sono troppe. Le autorità del gioco in Europa, dal loro punto di vista, dovranno riconoscere gli sforzi di EGBA per migliorare gli standard pubblicitari responsabili.

Continua a leggere

Economia e Finanza

Fisco, riforma cartelle esattoriali: al vaglio ipotesi cancellazione dopo 5 anni

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Restringere a cinque anni la prescrizione dei crediti iscritti a ruolo accorciando così i tempi della riscossione per renderla più efficiente. Rinunciare all’illusione dei 1000 miliardi custoditi dal cosiddetto “magazzino” dell’Agezia delle Entrate, facendo piazza pulita delle cartelle che risultano inesigibili.

Infine nel riavviare a fine giugno la macchina delle cartelle, sospese dal marzo 2020, si pensa di prevedere un meccanismo di ripresa dei pagamenti soft, con allungamento delle rateizzazioni soprattutto per non far perdere tale diritto a chi la rateizzazione aveva chiesto.

Sono le ipotesi che girano sulle scrivanie di chi lavora alla riforma del Fisco e alla riforma della Riscossione. Mentre ancora non è chiaro se i due pacchetti vivranno ognuno di vita e percorso attuativo proprio o se rientraranno entrambi nella legge delega che il Governo preparerà anche in base al documento redatto dalle commissioni Finanze di Camera e Senato al termine della dell’indagine conoscitiva condotta in questi mesi. Dal Ministero dell’Economia arriva, intanto, la buona notizia che migliorano, e di molto, le entrate tributarie erariali. Segnale ulteriore di una ripresa avviata. Nel primo quadrimestre dell’anno le entrate accertate in base al criterio della competenza hanno toccato quota 133,816 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 10 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+ 8,2%). L’effetto ripresa emerge soprattutto dal balzo dato dall’Iva (+6,380 miliardi pari a un +20,7%) e in particolare dall’Iva sugli scambi interni (+5,768 miliardi per un +21,3%). Portare a 5 anni il tempo entro il quale L’Agenzia dell Entrate-Riscossioni può riscuotere quanto dovuto, oltre il quale questi vengono dichiarati inesigibili è una decisa riduzione.

Continua a leggere

Cronaca

Turismo, dopo il profondo rosso inizia la ripresa: l’allentamento delle misure anti Covid, inizia a dare i suoi frutti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il turismo extralberghiero ha registrato un’inversione di tendenza nel mese di maggio dopo un aprile in profondo rosso: a Milano si passa dal -80% di aprile 2021 al -50% di maggio 2021, uno dei migliori dati da inizio pandemia, a Roma da -82% a -65%, a Firenze da -84% a -71%.

E’ quanto emerge dalle proiezioni di Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia promosso dall’associazione Property Managers Italia. L’allentamento delle misure anti Covid, dunque, ha iniziato a dare i suoi frutti in termini di flussi turistici facendo archiviare un mese di aprile che aveva fatto registrare ingenti perdite. Venezia e Firenze, due tra le principali mete turistiche del Paese, ad aprile hanno registrato un calo di fatturato dell’84% rispetto al periodo pre-Covid. Meno estremi, ma comunque drammatici i dati di Palermo, Bologna, Verona e Torino, che in aprile 2021 si sono assestate intorno a una perdita del -70%. “In questo inizio di 2021 abbiamo visto un andamento molto in linea con le restrizioni dettate dal Covid – commenta Marco Nicosia, Ceo di Full Price e data analyst di Otex -. Da inizio anno, infatti, l’andamento del fatturato ha avuto alti e bassi proprio per l’arrivo della terza ondata e delle relative restrizioni.

Il mese di maggio, però, ha fatto segnare un’inversione di tendenza e, soprattutto la seconda metà del mese, ha portato degli effetti positivi, e questo dato sembra sensibilmente migliorare nei prossimi mesi. Le aperture regionali e nazionali spingono le prenotazioni e danno un forte segnale di fiducia ai gestori che possono contare anche sulla grande voglia di viaggiare che si registra dopo un anno di chiusure”. Per quanto riguarda l’offerta di strutture extralberghiere, invece, la tendenza è ancora verso il basso: il mese di aprile ha registrato il dato più negativo di sempre in termini di attività aperte con una riduzione dell’offerta di oltre il 30% rispetto allo stesso mese del 2019. “Questo dato – commenta Stefano Bettanin, presidente Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale e Ceo di Rentopolis e Shomy – denota da una parte le difficoltà che il reparto ha avuto e che continua ad avere nel mantenere aperte le proprie attività, per le quali servirebbe un sostegno concreto da parte della Stato, ma dall’altra può essere visto anche come un’opportunità per le strutture attive che, in questo complicato 2021, avranno meno concorrenza”.

Continua a leggere

I più letti