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Cronaca

DENISE PIPITONE: PIERA MAGGIO SCRIVE UNA LETTERA ALLA FIGLIA

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Mamma Piera:"ll’età di quasi quattro anni, delle cattive persone ti hanno portata lontano da noi, strappandoti dal nostro amore, facendoci soffrire lasciandoci nell’angoscia più totale"

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Redazione

Mazara del Vallo – La mamma della piccola Denise Pipitone ha preso carta e penna e ha scritto alla sua bambina a 10 anni dalla sua scomparsa. L'augurio di tutti è che Piera Maggio possa riabbracciare sua figlia.

Ecco il testo della lettera:  

Ciao tesoro mio,

tu forse non ti ricordi di me, io sono la tua mamma, mi chiamo Piera. Sono trascorsi dieci lunghi anni 

senza poterti vedere senza poterti abbracciare e coccolarti come spesso facevo, mi manchi tantissimo. 

Oggi sarai diventata una bellissima signorina di quasi quattordici anni, che sicuramente non conosce 

la sua vera identità. Ti chiami Denise, questo è il tuo vero nome, ti abbiamo fortemente voluta, sei 

nata a Mazara del Vallo in Sicilia, poi all’età di quasi quattro anni, delle cattive persone ti hanno 

portata lontano da noi, strappandoti dal nostro amore, facendoci soffrire lasciandoci nell’angoscia più 

totale. Quando eri piccolina all’età di tre anni, ti piaceva tanto cantare, conservo ancora le canzoncine 

mentre lo facevi. I tuoi cartoni preferiti erano Hamtaro Piccoli Criceti e le sventure di Sophie, la 

mattina se non terminava la puntata non volevi andare alla scuola materna. Una volta hai voluto che ti 

comprassi “la bambola di vetro” così la chiamavi tu! si trattava di una bambola di porcellana, io non 

volevo fartela tenere fra le braccia per paura che si rompesse e ti facessi del male, non c’è stato nulla

da fare era una delle tue preferite e l’hai anche chiamata Sophie, la protagonista del tuo cartone. 

Ricordi, prima di andare a letto ti raccontavo la favola, tu recitavi le preghierine in compagnia del tuo 

angioletto Serafino, e dopo beatamente ti addormentavi senza troppe storie. Eri troppo forte e 

divertente quando facevi le imitazioni delle persone che più ti colpivano, e poi quella mania che avevi 

delle scarpe con i tacchi e le borse, se vedevi qualcuno che indossava delle scarpe che a te piacevano, 

allora gli chiedevi “me lo fai fare un giro?”. Per non parlare della stranezza che provai quando un 

giorno tu, seduta a guardare la tv della domenica mattina, ti senti dire mentre guardavi la messa, che 

eri estasiata dal talare che indossava il prete che celebrava la funzione, cosa insolità per una bambina 

di quattro anni, ti piacque così tanto che commentammo insieme quale ti era sembrato più bello. E poi 

da piccola eri una crocerossina perfetta, ti munivi di cotone intriso di l’alcool, ed eri pronta a curare 

gli altri, guai se notavi qualcuno di noi con qualche crosticina… Sempre nel 2004, esattamente nel 

mese di giugno, dopo aver partecipato al matrimonio di un parente, sei rimasta colpita dall’abito da 

sposa e dal velo nuziale, tanto da giocare con la tua cuginetta “allo sposo e alla sposa”, dicevi sempre 

che andavi al tuo “patrimonio” storpiando la parola, si! … perché nelle tue fantasie di bambina, un 

giorno ti saresti sposata per indossare il velo e l’abito che tanto a te piaceva. Ricordo con rammarico 

quella volta che ti ho dato qualche sculacciata, oggi per questo mi sento un po’ in colpa… Avrei tante 

altre cose da scrivere, non basterebbe una pagina, e quindi mi fermo qui!.

Adesso quello che ci rimane sono quei bei ricordi di una bambina tanto buffa e biricchina che amava 

tanto parlare, sorridere e scherzare e che risultava molto più matura rispetto alla sua età, che sapeva 

esprimere tanto amore verso chi gli voleva un bene dell’anima. 

Denise, sei sempre nei nostri pensieri, nei nostri cuori, hai lasciato un vuoto immenso in noi, manchi 

tantissimo al tuo papà e a tuo fratello che ha tanto sofferto la tua assenza. 

Oggi il dolore ha assunto un retro gusto di rabbia e frustrazione, per tutto quello che è successo in 

questi anni. Tante sono le persone che ti vogliono bene, ma anche quelle che hanno voluto che questo 

male continuasse e agisse nel silenzio…

Noi siamo qui ad attendere con speranza il tuo ritorno, vogliamo giustizia per coloro che questo male 

abominevole e disumano lo hanno procurato! Io non mi arrendo, noi non ci arrendiamo! E assieme a 

me, tutte le persone che ti vogliono bene e che attraverso noi, hanno imparato a conoscerti!!!

Ovunque tu sia spero che tu stia bene e che ti senta amata come avremmo fatto noi. 

Non so dove, non so quando, io ti riabbraccerò! TI VOGLIAMO UN MONDO DI BENE!

P.S. Denise, se ho suscitato in te un qualche ricordo o se ti riconosci in quello 

che ho scritto, mettiti in contatto con noi!

La tua mamma, Piera Maggio (Pietra)

 

Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Denise Pipitone. La bambina, figlia di Piera Maggio e di Piero Pulizzi, stava giocando davanti la casa materna a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani verso le dodici quando si sono perse le tracce.

La maggiore indiziata è stata dall’inizio la sorellastra Jessica Pulizzi, nata dal padre Piero e la moglie di questi, Anna Corona. La presunta gelosia nei confronti della bambina nata fuori dal matrimonio, che avrebbe destabilizzato l’ambiente familiare è stato considerato come movente valido, e alcuni elementi indiziari, tra cui affermazioni false raccontante agli inquirenti e un’intercettazione telefonica in cui l’indiziata parlò della piccola, ma i giudici hanno ritenuto che la stessa fosse riferita alla mattina prima della scomparsa.

 

 

 

LEGGI ANCHE:

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 06/12/2013 MARSALA, SCOMPARSA DENISE PIPITONE: IL GIP ARCHIVIA LA POSIZIONE DI ANNA CORONA

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Cronaca

Milano, arrestati i 10 componenti della banda criminale dei bancomat

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Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro

MILANO – Alle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, a conclusione di una lunga attività di indagine, hanno arrestato i dieci componenti della banda criminale responsabile di aver assaltato diversi sportelli bancomat in tutta Italia.

In manette 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di furti di denaro contante presso gli sportelli ATM di istituti di credito su tutto il territorio nazionale mediante assalto con miscela esplosiva, riciclaggio ed altro.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo e dirette dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disarticolare un sodalizio, i cui capi ed organizzatori abitano e sono cresciuti nel quartiere “Pilastro” di Bologna, specializzato nella realizzazione di assalti notturni in danno di sportelli bancomat.

Le violente esplosioni causate per scardinare gli sportelli bancomat hanno spesso provocato ingenti danni alle strutture e in alcuni casi con conseguenze di inagibilità ad interi edifici.

Tra febbraio 2017 e aprile 2019 sono 73 gli assalti portati a compimento dal sodalizio in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, con un bottino che supera i 3, 5 milioni di euro.

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Cronaca

Emilio Orlando, una firma della cronaca sull’Albo dei Giornalisti

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Il giornalista Emilio Orlando figura nuovamente nell’albo dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio come pubblicista dopo che nel 2019 il suo nominativo non compariva nell’elenco dell’Ordine dei Giornalisti.

A quanto risulta oggi la sua posizione di iscritto è regolare. Emilio Orlando svolge attività giornalistica principalmente su casi di cronaca nera e di giudiziaria e spesso è ospite di trasmissione televisive.

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Cronaca

Antonio Catricalà: si suicida con un colpo di pistola l’ex presidente dell’Antitrust

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Antonio Catricalà, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex Garante dell’Antitrust, è stato trovato morto nella sua abitazione a Roma, nel quartiere Parioli.

Catricalà, secondo quanto si apprende da fonti investigative, si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola. Sul posto è presente la Polizia e la Scientifica.

Catricalà aveva 69 anni, dal 2017 era presidente del cda della società Aeroporti di Roma e nei giorni scorsi era stato nominato presidente dell’Igi, l’Istituto grandi infrastrutture.

Il pm di turno Giovanni Battisti Bertolini si è recato in via Antonio Bertoloni nel quartiere Parioli.

L’Aula del Senato ha rispettato un minuto di silenzio, su invito della presidente Elisabetta Casellati, in memoria di Antonio Catricalà.

Casellati, al termine della commemorazione di Franco Marini, ha informato che “è venuto a mancare” l’ex sottosegretario, esprimendo “il cordoglio personale e dell’Assemblea” alla famiglia.

Molti i messaggi di cordoglio alla famiglia dell’ex presidente dell’Antitrust

“Grande amico, grande servitore dello Stato, Antonio Catricalà lascia un incolmabile vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto l’onore e il privilegio di lavorare con lui”, scrive su Facebook il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, aggiungendo che “è un dolore fortissimo”.

“Siamo sgomenti, sconvolti e addolorati per la morte di Antonio Catricalà. Fine giurista, uomo di Stato che ha saputo rappresentare le Istituzioni con disciplina e onore. Mancherà profondamente alla comunità politica di Forza Italia, mancherà all’Italia. Alla famiglia le più sentite condoglianze”, scrive in una nota Giorgio Mule’, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

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