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Destiny 2, il sequel dell’MMO capolavoro di Bungie è arrivato

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Bungie e Activision hanno finalmente lanciato Destiny 2 su Xbox One e Ps4, successivamente arriverà anche su Pc, l’attesissimo sequel dell’MMO sci-fi più giocato dai gamers di tutto il mondo su console. Trattandosi, come del resto era il suo predecessore, di un gioco enorme, abbiamo voluto “spolparlo” a dovere prima di dare un giudizio definitivo e, a parer nostro, l’ultimo capitolo della saga ha tutte le carte in regola per restare nell’Olimpo di quei videogames che fanno la storia. Le domande che ci siamo posti prima di affrontare Destiny 2 erano tante. Prima fra tutte era capire se si trattasse realmente di un nuovo capitolo per la serie o se invece non si trattasse di un corposo DLC tirato a lucido, ma fortunatamente l’ultima fatica di Bungie si è dimostrata essere un vero e proprio piccolo capolavoro. In secondo luogo c’erano da valutare tutte le novità introdotte dal team di sviluppo che avevano un solo compito, ossia rendere nuova e rifinire una delle esperienze videoludiche di maggior successo della storia, facendolo evolvere con intelligenza ma senza doverlo stravolgere. Dopo quasi duecento ore di prova e dopo aver approfondito il nuovo bilanciamento delle armi, le nuove sottoclassi, la trama, le attività di pattuglia, il PvP, gli Assalti, i “cala la notte”, il ritorno della fazioni, le prove dei nove e aver completato il nuovo raid, il nostro giudizio è sicuramente molto positivo in quanto ci si trova veramente dinanzi a un titolo tripla A capace di tenere incollati i giocatori giorno e notte. Se il primo capitolo ha svolto soprattutto un ruolo di introduzione nell’immenso universo di gioco delineato da Bungie, questo sequel sfrutta in maniera intelligente tutta la “lore” accumulata in tre anni di espansioni e collezionabile attraverso le ormai note Carte Grimorio. L’unica precondizione per apprezzare la storia di Destiny 2 al 100 per 100 infatti è quella di avere una conoscenza di base dell’universo di gioco, delle razze che lo popolano e delle minacce che insidiano l’ultima città della terra e i suoi protettori. La trama procede poi in maniera del tutto autonoma, dipingendo una storia avvincente fatta di sconfitta e di rivalsa, una storia dall’incedere potente, bella da vivere e accompagnata da una colonna sonora magistrale che esalta divinamente ogni momento dell’avventura.

Parlando di trama, essa possiede una stesura di carattere quasi hollywoodiano ed è scandita da filmati che appassionano e rendono la storyline ricca e mai noiosa. In Destiny 2 verrà chiesto ai giocatori di affrontare l’assalto della Legione Rossa e del suo Dominus, lo spietato quanto lungimirante Ghaul. Appartenente alla razza guerriera dei Cabal, mostruosi giganti spaziali equipaggiati con armature e armamenti pesanti, con una gerarchia militare che ricorda quella dell’esercito romano, questo nuovo antagonista si rivela un nemico ben caratterizzato: furioso ma lucido, con un preciso senso dell’onore e animato da un personalissimo proposito di giustizia. Sarà proprio lui a tenere in piedi il racconto, mentre i Guardiani privati della Luce pianificheranno la loro rivalsa. La trama principale, che è scandita da moltissime attività secondarie, è densa di momenti memorabili, di personaggi sopra le righe, e culmina in una parte finale che lascia i giocatori incollati alla sedia: portandoli prima tra i grattacieli distrutti di una città caduta, poi a bordo di titaniche navi spaziali, e infine al cospetto della sua nemesi in uno scontro epico seppur molto semplice. La conclusione della storia culmina fortunatamente in un finale epico, con interessanti implicazioni per l’evoluzione dell’universo narrativo grazie a un piccolo filmato extra dopo i titoli di coda che farà sicuramente scorrere un brivido lungo la schiena di tutti i veterani di Destiny. Il gioco è un prodotto davvero ben riuscito nel complesso perché anche chi non ha mai giocato al primo capitolo ha modo di immergersi pienamente nella trama. Infatti, essendo un titolo che va giocato in compagnia, ci sarà sempre modo di fare amicizia con altri giocatori nelle aree social, entrare a far parte di un clan e scoprire tutta la “mitologia” di questo magnifico universo”. Musiche, scenari, ritmica del gameplay e scrittura della trama, poi fanno il resto mettendo in piedi un’opera solida, magistrale e semplicemente travolgente. In Destiny 2 sono presenti 4 pianeti nuovi, tutti da esplorare e ben 3 aree social, ma non diremo nulla a riguardo in maniera tale da consentire a chi gioca di poter godere pienamente di tutta la maestosità dell’opera. A livello d’interfaccia grafica, Destiny 2 è in tutto e per tutto uguale al suo predecessore. Fortunatamente, al momento di creare il proprio personaggio il gioco offre maggiori possibilità di personalizzazione, oltre a quella d’importare il proprio personaggio usato in passato. Ma superata questa fase la gestione dell’inventario, della banca e l’interfaccia grafica sono in linea con la tradizione. Insomma, il passaggio dal vecchio al nuovo Destiny sarà indolore. La novità più importante è data dalla sostituzione della Luce con la Potenza, un valore ottenibile dalla media del proprio valore di attacco e di difesa.

Novità anche per quanto riguarda il crafting, che ora permetterà di ottenere frammenti leggendari smantellando oggetti Leggendari ed Esotici, polvere brillante smantellando gli engrammi o gli oggetti con essi creati e i Lumen, ossia la valuta di scambio. Da sottolineare inoltre che ora le parti d’arma, ottenibili distruggendo le armi in nostro possesso, non serviranno più per il crafting ma solamente a farmare reputazione con l’Armaiolo, che ci ricompenserà a ogni scatto di livello con un engramma viola. Al tempo stesso, anche i materiali che si raccolgono in giro per le pattuglie andranno consegnati al relativo NPC per salire nella sua reputazione. Insomma, il crafting classico di Destiny viene ulteriormente semplificato in questo seguito, restando limitato alle modifiche che è possibile creare dall’Armaiolo per armi e armature. Ben altre novità le regalano invece le armi, ora suddivise in tre categorie: Cinetiche, a Energia ed Distruttive. Le prime sono come le primarie di un tempo, ossia armi che fanno semplice danno. Della categoria fanno parte fucili mitragliatori, fucili a impulso, fucili da ricognizione, cannoni portatili e armi da supporto. Le armi a Energia sono le stesse delle cinetiche, con la differenza che fanno danno elementali. La terza categoria sono le armi distruttive che oltre ai famosi bazooka e alle spade vedono arrivare anche i fucili a pompa, i fucili da cecchino e i fucili a fusione. I vecchi mitragliatori pesanti invece sono stati mandati in pensione a favore dei nuovi e a nostro avviso meno efficaci lanciagranate. Per aumentare di livello, ovviamente come già accadeva in passato, è necessario portare a termine determinati compiti, chiamati pietre miliari, che daranno equipaggiamento di alto livello. Assieme a queste attività sarà possibile rigiocare alcune sotto quest, tre missioni della storia e l’assalto speciale cala la notte nonché il raid una volta a settimana. Ogni martedì avverrà il classico reset che consegnerà a tutti i giocatori nuove pietre miliari da affrontare. Nel gioco sono stati poi valorizzati i così detti eventi pubblici, ovvero determinati scontri che possono essere affrontati sui 4 pianeti da più guardiani contemporaneamente. Essi a differenza di quanto accadeva in passato, possono diventare eventi pubblici “eroici” soddisfacendo determinate condizioni e garantiranno a fine scontro una cassa con al suo interno lumen, drop casuali e pegni. Se vi state chiedendo cosa sono questi pegni, beh la risposta è molto semplice, sono una moneta di scambio che sarà possibile donare agli Npc presenti sul pianeta dove si raccolgono per guadagnare livelli e ottenere armi e armature specifiche. Esistono pegni non solo per i singoli pianeti, ma anche per il crogiolo, per gli assalti, per le fazioni, per l’avanguardia, per il raid e per le prove dei nove. Insomma questi pegni sono la nuova merce di scambio per ottenere oggetti dai personaggi che si incontrano nelle aree social. In Destiny 2 poi fa il suo “gradito ritorno anche Xur, il venditore misterioso che arriva in una location random il venerdì e mette in vendita armi e armature esotiche in cambio di frammenti leggendari.


I CLAN
Una delle più importanti novità di Destiny 2 sonoi clan. Essi sono gestibili dall’interno del gioco, senza più dover ricorrere a un’app esterna, e la loro vita sarà suddivisa in Stagioni. A ogni stagione il punteggio si azzererà, resettando così anche il livello del Clan. Salendo di livello si otterranno nuovi bonus da sbloccare per lo stendardo e una nuova asta per reggerlo. Ma non è solamente una questione estetica: completando attività quali Crogiolo, Cala la Notte, Incursioni e Prove dei Nove, ogni persona potrà totalizzare un massimo di 5000 punti settimanali per il proprio Clan, che si sommeranno a quelli ottenuti dagli altri membri. Ovviamente se si posseggono 3 pg differenti ogni giocatore potrà contribuire con ben 15mila punti clan. Il punteggio complessivo farà sì che tutto il Clan ottenga alla fine di ogni stagione degli engrammi premio, che verranno assegnati da Hawthorne. Da notare che per quanto riguarda i premi relativi al PvP, per completare le attività del Crogiolo è necessario aver ottenuto almeno una vittoria, mentre nel caso delle Prove dei Nove è richiesto un biglietto da sette vittorie.

IL PVP Il lato competitivo di Destiny 2 vive una nuova era introducendo un cambiamento radicale. Il numero dei partecipanti di tutte le modalità sono infatti stati uniformati ad 8 (4 vs. 4), il che comporta party più piccoli, mappe meno estese e una maggiore necessità di procedere compatti in gruppo. Grazie a queste modifiche adesso coordinarsi con il proprio team è più semplice e si possono pianificare attacchi lampo veramente devastanti. Altra grande novità è data dal fatto che l’interfaccia permette di vedere per ogni membro del proprio team, e di quello avversario, la classe d’appartenenza e se la mossa speciale sia carica o meno. In questo modo, pur col relativo margine d’incertezza, s’aggiunge uno strato di tatticismo alle proprie strategie. Accanto alle partite libere ci sono anche le partite competitive che vedono due squadre affrontarsi con un numero di vite finito. Dopo 8 uccisioni di squadra, infatti, viene disabilitato il respawn e qualsiasi uccisione diviene permanente. In tal caso non resta che guardare combattere gli ultimi membri del team, sperando che riescano a sopravvivere. Ottima anche l’introduzione di una modalità sempre competitiva chiamata Countdown, in cui le due squadre si suddividono in attaccanti e difensori. I primi devono riuscire a piantare una bomba in uno dei due siti disponibili, mentre i secondi devono evitare che ciò accada. L’obiettivo però può anche essere uccidere tutto il team avversario, ed è da notare che è possibile effettuare delle rianimazioni, seppur con alcune limitazioni. Ad esempio, chi è stato rianimato non può rianimare a sua volta, e si ha a disposizioni solamente una rianimazione a testa. La presenza di sfide giornaliere e di premi succulenti che verranno assegnati da Lord Shaxx al completamento degli obiettivi. prefissati, fanno del PvP di Destiny 2 un’attività non solo divertente ma anche molto remunerativa per la crescita del proprio eroe. Naturalmente, come accadeva anche in Destiny alla fine di ogni incontro sarà disponibile per ogni giocatore un “drop” casuale che generalmente regala cianfrusaglie, ma a volte può premiare con armamento leggendario o esotico. Nell’ultima fatica di Bungie sono presenti le così dette Prove dei Nove, che prendono il posto delle famose Prove d’Osiride. Per chi non lo sapesse, queste speciali attività per il Pvp sono degli scontri competitivi 4vs4 accessibili solo se si ha un team di amici con cui giocare. Scopo di tale tipologia di gioco è quella di ottenere 7 vittorie di seguito senza perdere un match per incontrare l’emissaria, ossia un npc che donerà ai giocatori che sono riusciti a farcela armamento unico. Nel caso in cui si dovesse perdere da uno a massimo tre match, i giocatori potranno comunque acquistare armamento unico spendendo pegni nell’area social dedicata. Le Prove dei Nove si basano su match 4 vs 4 che iniziano in una determinata mappa, quindi sarà meglio imparare bene la location in cui si svolge lo scontro per potere essere avvantaggiati. Esse sono disponibili settimanalmente a partire da ogni venerdì alle 19 e terminano a inizio settimana.


ASSALTI E CALA LA NOTTE
In Destiny 2 al momento del lancio gli Assalti sono solo 6, ma siamo certi che in futuro come già è stato per il capitolo principale ne arriveranno altri. Essi sono, per chi non lo sapesse, particolari missioni da svolgere in tre, con possibilità di matchmaking, che porteranno allo scontro con un boss molto forte. Vincere un assalto garantirà un buon numero di pegni e un drop migliore quasi sempre assicurato. Un discorso a parte invece lo meritano gli assalti Cala la Notte, ossia assalti in versione molto più difficile con modificatori particolari e un tempo limite per il completamento. Ogni settimana tali modificatori cambiano dando più pepe all’esperienza. Questi tipi di assalti possono essere giocati solo con una squadra di amici da tre, oppure usufruendo del sistema di matchmaking ancora in versione beta. E’possibile inoltre giocare una versione di questa attività ancora più difficile selezionando il livello 300, ma per portarla a termine bisognerà essere molto ben organizzati e armati. In questo hard mode non sarà possibile poi cambiare le armi nel corso della missione e si avrà un tempo limite inferiore. Ovviamente, essendo un’attività settimanale “speciale” i Cala la Notte danno ricompense ottime ed è quindi sempre buona norma portarli a termine se si vuole raggiungere al più presto il level cap di potenza.

Il RAID Il nome della nuova attività per sei giocatori, meglio conosciuto come raid, è Il Leviatano. Esso propone un’ambientazione davvero inedita ossia una gigantesca astronave a forma di verme capace di inghiottire interi pianeti. Il Leviatano, che trasforma tutto quel che distrugge in Nettare Imperiale, è anche contraddistinto da un sistema di stelle binario da cui attinge la sua energia. In una cittadella costruita su di esso è imprigionato Calus, il precedente imperatore dei Cabal deposto da Dominus Ghaul, che accoglierà i giocatori appena atterrati con tre frasi di sfida prima dello scontro finale. Le ambientazioni sono imponenti e sfarzose, e richiamano le architetture classiche degli antichi Romani. Molti sono i segreti all’interno del leviatano, e mentre milioni di persona si stanno dando da fare per scoprirli, il grande pubblico di fan è in attesa di veder arrivare il raid in modalità difficile, con nuove meccaniche di gioco per il suo completamento, e la modalità sfide che vedrà a rotazione ogni settimana il dover affrontare una fase del raid rispettando determinate condizioni. Completare il raid, oltre che essere una bellissima esperienza di gioco, garantisce l’arrivo di un nuovo vendor sull’area social principale, pegni da spendere, armamento unico e chiavi segrete per casse nascoste nella “panci” del Leviatano.


CONCLUSIONI
Tirando le somme, questo Destiny 2, nonostante non abbia ancora mostrato tutto quello che c’è da giocare, è a tutti gli effetti uno dei migliori videogame mai concepiti. Nonostante i server non siano al top per quanto riguarda la stabilità del gioco, aspetto ereditato dal titolo originale, l’ultima fatica di Bungie appassiona, coinvolge, porta a stringere nuove amicizie ed è in grado di far sognare ad occhi aperti. Se quello che cercate è un videogame che duri nel tempo e che offra sempre cose da fare, Destiny 2 è la scelta ideale per voi. Non amarlo è praticamente impossibile.


GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9
Gameplay: 9,5
Longevità: 10
Sonoro: 9,5


VOTO FINALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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Salute

Ricerca SLA, Centri NeMO: conoscere la malattia per l’efficacia dei trials clinici

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Gli esperti sulla patologia si incontrano per formare i professionisti dei territori alle nuove sfide della ricerca
 
Gli approcci innovativi negli studi clinici sulla SLA; l’attenzione a nuovi biomarcatori per la malattia; l’identificazione precoce dei sintomi sono tra i temi affrontati nel workshop Criticalities in ALS. From disease characterization to clinical trial design. L’appuntamento formativo, dedicato a ricercatori e professionisti sanitari e promosso dai Centri Clinici NeMO, si è svolto presso il Policlinico Gemelli, la sede romana del network nazionale esperto nella cura delle malattie neurodegenerative e neuromuscolari. Solo nell’ultimo anno, la rete NeMO ha attivato 36 studi clinici sulla SLA e preso in carico oltre 2.500 persone con la patologia.
 
Le questioni affrontate dalla seconda tappa del percorso formativo, che ha visto riuniti cinque clinici esperti del network NeMO, colgono le sfide a cui sono chiamate la comunità scientifica e dei pazienti oggi. E dove la ricerca apre a nuovi scenari, l’alleanza del lavoro di rete diventa la risposta che pone la persona al centro del suo progetto di vita.
 
Ed è su questa capacità che si focalizza il contributo della prof.ssa Valeria Sansone, direttore clinico-scientifico del Centro NeMO di Milano e professore ordinario dell’Università degli Studi di Milano, che ha aperto i lavori. Il valore dell’alleanza, infatti, diventa opportunità per traslare l’esperienza costruita su altre patologie neuromuscolari, per meglio approcciare la complessità della SLA, in un momento storico in cui inizia ad esservi un numero crescente di studi clinici farmacologici sulla malattia, fondati su nuovi razionali scientifici.
 
L’urgenza e la necessità è l’identificazione precoce dei sintomi, approfondita dalla dott.ssa Federica Cerri, medico neurologo e referente area SLA del Centro NeMO di Milano. Intervenire tempestivamente è importante non solo nella fase della diagnosi di malattia. Le evidenze scientifiche, infatti, mostrano come una presa in carico mirata e anticipata sia fondamentale nel prevenirne il peggioramento clinico, con un impatto concreto nel migliorare qualità di vita e sopravvivenza. Evidenze che aprono a nuovi scenari di ricerca nel comprendere la SLA come un “processo biologico”, che inizia con una fase presintomatica – definita Mild Motor Impairment – e che è necessario sempre di più imparare a identificare ed interpretare precocemente per essere efficaci anche nei trattamenti di cura. E proprio il percorso di presa in carico mirata deve considerare ogni aspetto funzionale – respiro, nutrizione, movimento e comunicazione – anche come indicatore utile di monitoraggio della malattia, per contribuire dal punto di vista scientifico a comporre i tasselli del puzzle della SLA. Tra questi, il ruolo dei disturbi cognitivo-comportamentali nell’evoluzione della patologia, affrontati dal dott. Emanuele Costantini, medico neurologo del Centro NeMO Ancona. Spesso considerate tardivamente dal punto di vista clinico, le correlazioni della funzione cognitiva con il decorso della SLA sono supportate da un’ampia letteratura scientifica. La sfida sarà comprendere come rendere sempre più misurabile l’impatto di questi sintomi sulla diagnosi e su nuovi trattamenti di cura.
 
E inevitabilmente il riferimento va al farmaco Tofersen per chi ha la mutazione del gene SOD1, approvato da qualche settimana dell’Agenzia regolatoria americana (FDA) e alle ragioni scientifiche che pongono in primo piano il dosaggio dei neurofilamenti quale possibile biomarcatore surrogato di malattia. Tema affrontato dal prof. Mario Sabatelli, direttore clinico del NeMO Roma, area adulti, e presidente della commissione medico-scientifica di AISLA Onlus. Ad oggi la scienza e la pratica clinica evidenziano come nelle persone con SLA vi sia un aumento dei neurofilamenti, proteine che costituiscono una sorta di scheletro delle fibre nervose. A seguito della degenerazione dei motoneuroni i neurofilamenti vengono rilasciati nel siero e nel liquido cerebrospinale della persona ammalata. Il dosaggio dei neurofilamenti nel siero può fornire un contributo importante nella diagnosi precoce e, come nel caso del Tofersen, un supporto di grande utilità per valutare la risposta ai farmaci.
 
In questo contesto, il primo messaggio che emerge è la priorità di porre al centro della relazione di cura la persona e il suo diritto all’autodeterminazione. Una overview presentata dalla dott.ssa Stefania Bastianello, direttore tecnico di AISLA onlus, sugli approcci scientifici e sulla normativa europea e nazionale, a partire dalla L.219/2017 in merito alla Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC). Strumenti a sostegno dell’alleanza medico – paziente che permettono alla comunità scientifica e dei pazienti di costruire strategie nuove per far fronte alla complessità della malattia.
 
Nuove strategie di presa in carico, dunque, che cambiano il paradigma della qualità di vita. È questo il tema affrontato dal dott. Riccardo Zuccarino, direttore clinico del Centro NeMO Trento, che chiude i lavori. La SLA costringe, infatti, la persona a ricostruire nuovi contenuti di vita alla luce dell’esperienza di malattia; la risposta clinica allora deve necessariamente partire dalla relazione e dare risposte che ripensino ogni volta ad interventi riabilitativi, adattati alle esigenze specifiche di ciascuno. È guardare al dettaglio del quotidiano con un pensiero creativo, per trovare soluzioni orientate alla ricerca del benessere di ciascuno, come il gesto semplice di riadattare la forchetta per essere portata alla bocca in autonomia. 
 
Con il patrocinio di AISLA Onlus, nell’ambito delle celebrazioni dei suoi 40 anni di attività, di Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Policlinico Universitario Fondazione A. Gemelli, la formazione ha visto gli esperti condividere il valore della continuità tra ricerca e cura per conoscere e cambiare la storia naturale di questa grave malattia neurodegenerativa.

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Cronaca

Confartigianato Roma, Diego Righini: “Al governo manca organizzazione del sistema produttivo per Pnrr e altri fondi”

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“Lo dico dallo scorso gennaio al Governo di Giorgia Meloni: riorganizziamo la capacità produttiva delle imprese italiane. Bisogna aprire un vero tavolo di lavoro con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, Invitalia per le imprese, Mediocredito e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. E’ quanto afferma Diego Righini, presidente della Federazione della PMI Confartigianato Città Metropolitana di Roma.
“Come evidenziato dalla Corte dei conti è un argomento prioritario”, prosegue Righini, “Non produciamo più. La fiducia delle imprese nell’investire in capitale, mezzi e personale manca per una questione di carenza organizzativa del sistema del piano industriale e del credito, il problema iniziale é come sfruttare il fondo del PNRR, ma poi ci sarà quello dei fondi di coesione 2021-2027 e i fondi RePowerUe”.
Il presidente della Federazione della PMI Confartigianato Città Metropolitana di Roma ricorda alcuni dati, emersi dal Rapporto 2023 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti. “A fine 2022 i 24,5 miliardi di spesa sostenuta dalle Amministrazioni centrali titolari di misure del PNRR testimoniavano un avanzamento del 12,8%”, prosegue Righini, “Considerando anche il progresso dei primi mesi di quest’anno, il tasso di sale al 13,4%. Se le prime 3 missioni (digitalizzazione, transizione energetica e infrastrutture), “evidenziano progressi più ampi, tutti superiori al 16%”, le missioni 4 e 5 (legate all’istruzione e all’inclusione) presentano tassi di avanzamento vicini al 5%, mentre la 6 in tema di salute non raggiunge la soglia dell’1%”.

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Ambiente

Emilia Romagna, una alluvione annunciata?

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Nel 2022 l’ANBI ha registrato 104 fenomeni alluvionali: 2 a settimana

Mentre in Emilia Romagna si continua a lavorare per superare l’emergenza alluvionale, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche illumina una verità sotto traccia, che conferma l’immagine di un’Italia alla mercè della crisi climatica e che, accanto alle tragedie, annovera una serie impressionante di episodi, che avrebbero potuto avere ben più gravi conseguenze.

Nel solo 2022, anno per altro caratterizzato da una grave insufficienza idrica soprattutto nel Nord Italia, i fenomeni alluvionali sono stati 104, cioè 2 alla settimana

“E’ un dato, che allarma e che dovrebbe sollecitare un grande piano di manutenzione del territorio, la più importante opera pubblica, di cui l’Italia abbisogna – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Per questo, rendiamo noto un elenco delle più gravi emergenze meteo registrate dall’Agosto scorso, cioè dalla fine della fase più acuta della siccità.”

Ecco l’elenco:

5/8/2022 – Alluvione in Val di Fassa (Trentino Alto Adige): cumulate di pioggia fino a 123 millimetri in un’ora (a Monzon, frazione di Pozza di Fassa); allagamenti, frane, torrenti esondati ed oltre 150 persone evacuate.

12/8/2022 – Alluvione in Calabria e Sicilia: fiumi di fango in provincia di Reggio Calabria e Messina, nonchè sull’isola di Stromboli. A Scilla ed a Stromboli automobili trascinate in mare dalle acque.

15-18/8/2022 – Nubifragi e vento forte in Emilia, Liguria, Toscana e Veneto: 2 morti per alberi caduti a Lucca e Carrara. 100 evacuati tra Massa e Carrara. Danni ad edifici ed infrastrutture. Proclamato lo stato di emergenza in Toscana e Veneto, nonchè lo stato di crisi in Emilia Romagna.

27-30/8/2022 –  In Emilia-Romagna, nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini: forti piogge con cumulate superiori ai 30 millimetri in poche ore provocarono danni ed allagamenti.

15-16/9/2022  Alluvione delle Marche: 13 vittime, 150 sfollati, 2 miliardi di danni.

25/9-1/10/2022 –  Nubifragi in Sicilia con cumulate di pioggia superiori a mm. 100  in 24 ore tra le province di Ragusa, Trapani, Palermo, Agrigento: allagamenti e danni.

9-13/10/2022 –  Alluvione nella Sicilia Occidentale: esondati fiumi, allagamenti in diversi comuni, frane e danni per milioni di euro ad infrastrutture ed a privati.

21-22/11/2022 – Ciclone Poppea: in Campania e principalmente nei comuni irpini e cilentani, cumulate di pioggia superiori a mm.100  in 24 ore. Fiumi di fango in diversi comuni.

26/11/2022 – Alluvione ad Ischia: cumulate pluviali di mm. 170  nella mattinata (mm.126  in 6 ore). Nella frana di Casa Micciola hanno perso la vita 12 persone, 5 sono stati i feriti, 450 gli sfollati, 40 le case danneggiate.

26/11-4/12 – Alluvione in Sicilia e Calabria, nelle province di Crotone, Catanzaro, Cosenza: allagamenti, esondazioni, frane e danneggiamenti ad infrastrutture, abitazioni, attività commerciali. A Roccabernarda mm. 104  di pioggia in 2 ore; in provincia di Messina (il 3/12) le cumulate hanno sfiorato i 300 millimetri.

19/1/2023 – Campania, “bombe d’acqua” sulle province di Caserta, Benevento e Salerno con cumulate superiori ai mm. 100 in 24 ore. In Molise e nel Casertano esondato il fiume Volturno; danni alle colture ed allagamenti.

8-10/2/2023 – Uragano Medicane sulla Sicilia: mm. 309 di pioggia in 48 ore a Siracusa (mm. 224 in 24 ore); mm. 270 sulla provincia di Ragusa; esondazioni, frane, allagamenti e danni. Proclamato lo stato di crisi.

2-17/5/2023 Alluvioni in Emilia-Romagna, Nord Toscana, Nord Marche: 14 morti

20/5/2023 – Nubifragi sulle province di Catania (a Paternò mm. 210  di pioggia in 24 ore) e di Nuoro (mm. 210 tra il 20 ed il 21 Maggio a Dorgali).

“Oltre all’incommensurabile tributo in vite umane – dichiara in conclusione Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – vanno considerati i miliardi di danni, di cui mediamente solo il 10% viene realmente ristorato ai cittadini; intervenire in prevenzione costerebbe 5 volte meno. Non solo: l’insicurezza idrogeologica è un freno allo sviluppo e l’alluvione è l’evenienza naturale, che permane più a lungo nella memoria collettiva di una comunità, condizionandone la vita per anni. Mettiamo a disposizione del Paese ed a chi lo rappresenta la nostra esperienza e centinaia di progetti cantierabili, il piano Invasi che hanno presentato ANBI ed Coldiretti ne costituisce la testimonianza più concreta.” 

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