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Destiny 2, il sequel dell’MMO capolavoro di Bungie è arrivato

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Disponibile ora su Xbox One e PS4

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Bungie e Activision hanno finalmente lanciato Destiny 2 su Xbox One e Ps4, successivamente arriverà anche su Pc, l’attesissimo sequel dell’MMO sci-fi più giocato dai gamers di tutto il mondo su console. Trattandosi, come del resto era il suo predecessore, di un gioco enorme, abbiamo voluto “spolparlo” a dovere prima di dare un giudizio definitivo e, a parer nostro, l’ultimo capitolo della saga ha tutte le carte in regola per restare nell’Olimpo di quei videogames che fanno la storia. Le domande che ci siamo posti prima di affrontare Destiny 2 erano tante. Prima fra tutte era capire se si trattasse realmente di un nuovo capitolo per la serie o se invece non si trattasse di un corposo DLC tirato a lucido, ma fortunatamente l’ultima fatica di Bungie si è dimostrata essere un vero e proprio piccolo capolavoro. In secondo luogo c’erano da valutare tutte le novità introdotte dal team di sviluppo che avevano un solo compito, ossia rendere nuova e rifinire una delle esperienze videoludiche di maggior successo della storia, facendolo evolvere con intelligenza ma senza doverlo stravolgere. Dopo quasi duecento ore di prova e dopo aver approfondito il nuovo bilanciamento delle armi, le nuove sottoclassi, la trama, le attività di pattuglia, il PvP, gli Assalti, i “cala la notte”, il ritorno della fazioni, le prove dei nove e aver completato il nuovo raid, il nostro giudizio è sicuramente molto positivo in quanto ci si trova veramente dinanzi a un titolo tripla A capace di tenere incollati i giocatori giorno e notte. Se il primo capitolo ha svolto soprattutto un ruolo di introduzione nell’immenso universo di gioco delineato da Bungie, questo sequel sfrutta in maniera intelligente tutta la “lore” accumulata in tre anni di espansioni e collezionabile attraverso le ormai note Carte Grimorio. L’unica precondizione per apprezzare la storia di Destiny 2 al 100 per 100 infatti è quella di avere una conoscenza di base dell’universo di gioco, delle razze che lo popolano e delle minacce che insidiano l’ultima città della terra e i suoi protettori. La trama procede poi in maniera del tutto autonoma, dipingendo una storia avvincente fatta di sconfitta e di rivalsa, una storia dall’incedere potente, bella da vivere e accompagnata da una colonna sonora magistrale che esalta divinamente ogni momento dell’avventura.

Parlando di trama, essa possiede una stesura di carattere quasi hollywoodiano ed è scandita da filmati che appassionano e rendono la storyline ricca e mai noiosa. In Destiny 2 verrà chiesto ai giocatori di affrontare l’assalto della Legione Rossa e del suo Dominus, lo spietato quanto lungimirante Ghaul. Appartenente alla razza guerriera dei Cabal, mostruosi giganti spaziali equipaggiati con armature e armamenti pesanti, con una gerarchia militare che ricorda quella dell’esercito romano, questo nuovo antagonista si rivela un nemico ben caratterizzato: furioso ma lucido, con un preciso senso dell’onore e animato da un personalissimo proposito di giustizia. Sarà proprio lui a tenere in piedi il racconto, mentre i Guardiani privati della Luce pianificheranno la loro rivalsa. La trama principale, che è scandita da moltissime attività secondarie, è densa di momenti memorabili, di personaggi sopra le righe, e culmina in una parte finale che lascia i giocatori incollati alla sedia: portandoli prima tra i grattacieli distrutti di una città caduta, poi a bordo di titaniche navi spaziali, e infine al cospetto della sua nemesi in uno scontro epico seppur molto semplice. La conclusione della storia culmina fortunatamente in un finale epico, con interessanti implicazioni per l’evoluzione dell’universo narrativo grazie a un piccolo filmato extra dopo i titoli di coda che farà sicuramente scorrere un brivido lungo la schiena di tutti i veterani di Destiny. Il gioco è un prodotto davvero ben riuscito nel complesso perché anche chi non ha mai giocato al primo capitolo ha modo di immergersi pienamente nella trama. Infatti, essendo un titolo che va giocato in compagnia, ci sarà sempre modo di fare amicizia con altri giocatori nelle aree social, entrare a far parte di un clan e scoprire tutta la “mitologia” di questo magnifico universo”. Musiche, scenari, ritmica del gameplay e scrittura della trama, poi fanno il resto mettendo in piedi un’opera solida, magistrale e semplicemente travolgente. In Destiny 2 sono presenti 4 pianeti nuovi, tutti da esplorare e ben 3 aree social, ma non diremo nulla a riguardo in maniera tale da consentire a chi gioca di poter godere pienamente di tutta la maestosità dell’opera. A livello d’interfaccia grafica, Destiny 2 è in tutto e per tutto uguale al suo predecessore. Fortunatamente, al momento di creare il proprio personaggio il gioco offre maggiori possibilità di personalizzazione, oltre a quella d’importare il proprio personaggio usato in passato. Ma superata questa fase la gestione dell’inventario, della banca e l’interfaccia grafica sono in linea con la tradizione. Insomma, il passaggio dal vecchio al nuovo Destiny sarà indolore. La novità più importante è data dalla sostituzione della Luce con la Potenza, un valore ottenibile dalla media del proprio valore di attacco e di difesa.

Novità anche per quanto riguarda il crafting, che ora permetterà di ottenere frammenti leggendari smantellando oggetti Leggendari ed Esotici, polvere brillante smantellando gli engrammi o gli oggetti con essi creati e i Lumen, ossia la valuta di scambio. Da sottolineare inoltre che ora le parti d’arma, ottenibili distruggendo le armi in nostro possesso, non serviranno più per il crafting ma solamente a farmare reputazione con l’Armaiolo, che ci ricompenserà a ogni scatto di livello con un engramma viola. Al tempo stesso, anche i materiali che si raccolgono in giro per le pattuglie andranno consegnati al relativo NPC per salire nella sua reputazione. Insomma, il crafting classico di Destiny viene ulteriormente semplificato in questo seguito, restando limitato alle modifiche che è possibile creare dall’Armaiolo per armi e armature. Ben altre novità le regalano invece le armi, ora suddivise in tre categorie: Cinetiche, a Energia ed Distruttive. Le prime sono come le primarie di un tempo, ossia armi che fanno semplice danno. Della categoria fanno parte fucili mitragliatori, fucili a impulso, fucili da ricognizione, cannoni portatili e armi da supporto. Le armi a Energia sono le stesse delle cinetiche, con la differenza che fanno danno elementali. La terza categoria sono le armi distruttive che oltre ai famosi bazooka e alle spade vedono arrivare anche i fucili a pompa, i fucili da cecchino e i fucili a fusione. I vecchi mitragliatori pesanti invece sono stati mandati in pensione a favore dei nuovi e a nostro avviso meno efficaci lanciagranate. Per aumentare di livello, ovviamente come già accadeva in passato, è necessario portare a termine determinati compiti, chiamati pietre miliari, che daranno equipaggiamento di alto livello. Assieme a queste attività sarà possibile rigiocare alcune sotto quest, tre missioni della storia e l’assalto speciale cala la notte nonché il raid una volta a settimana. Ogni martedì avverrà il classico reset che consegnerà a tutti i giocatori nuove pietre miliari da affrontare. Nel gioco sono stati poi valorizzati i così detti eventi pubblici, ovvero determinati scontri che possono essere affrontati sui 4 pianeti da più guardiani contemporaneamente. Essi a differenza di quanto accadeva in passato, possono diventare eventi pubblici “eroici” soddisfacendo determinate condizioni e garantiranno a fine scontro una cassa con al suo interno lumen, drop casuali e pegni. Se vi state chiedendo cosa sono questi pegni, beh la risposta è molto semplice, sono una moneta di scambio che sarà possibile donare agli Npc presenti sul pianeta dove si raccolgono per guadagnare livelli e ottenere armi e armature specifiche. Esistono pegni non solo per i singoli pianeti, ma anche per il crogiolo, per gli assalti, per le fazioni, per l’avanguardia, per il raid e per le prove dei nove. Insomma questi pegni sono la nuova merce di scambio per ottenere oggetti dai personaggi che si incontrano nelle aree social. In Destiny 2 poi fa il suo “gradito ritorno anche Xur, il venditore misterioso che arriva in una location random il venerdì e mette in vendita armi e armature esotiche in cambio di frammenti leggendari.


I CLAN
Una delle più importanti novità di Destiny 2 sonoi clan. Essi sono gestibili dall’interno del gioco, senza più dover ricorrere a un’app esterna, e la loro vita sarà suddivisa in Stagioni. A ogni stagione il punteggio si azzererà, resettando così anche il livello del Clan. Salendo di livello si otterranno nuovi bonus da sbloccare per lo stendardo e una nuova asta per reggerlo. Ma non è solamente una questione estetica: completando attività quali Crogiolo, Cala la Notte, Incursioni e Prove dei Nove, ogni persona potrà totalizzare un massimo di 5000 punti settimanali per il proprio Clan, che si sommeranno a quelli ottenuti dagli altri membri. Ovviamente se si posseggono 3 pg differenti ogni giocatore potrà contribuire con ben 15mila punti clan. Il punteggio complessivo farà sì che tutto il Clan ottenga alla fine di ogni stagione degli engrammi premio, che verranno assegnati da Hawthorne. Da notare che per quanto riguarda i premi relativi al PvP, per completare le attività del Crogiolo è necessario aver ottenuto almeno una vittoria, mentre nel caso delle Prove dei Nove è richiesto un biglietto da sette vittorie.

IL PVP Il lato competitivo di Destiny 2 vive una nuova era introducendo un cambiamento radicale. Il numero dei partecipanti di tutte le modalità sono infatti stati uniformati ad 8 (4 vs. 4), il che comporta party più piccoli, mappe meno estese e una maggiore necessità di procedere compatti in gruppo. Grazie a queste modifiche adesso coordinarsi con il proprio team è più semplice e si possono pianificare attacchi lampo veramente devastanti. Altra grande novità è data dal fatto che l’interfaccia permette di vedere per ogni membro del proprio team, e di quello avversario, la classe d’appartenenza e se la mossa speciale sia carica o meno. In questo modo, pur col relativo margine d’incertezza, s’aggiunge uno strato di tatticismo alle proprie strategie. Accanto alle partite libere ci sono anche le partite competitive che vedono due squadre affrontarsi con un numero di vite finito. Dopo 8 uccisioni di squadra, infatti, viene disabilitato il respawn e qualsiasi uccisione diviene permanente. In tal caso non resta che guardare combattere gli ultimi membri del team, sperando che riescano a sopravvivere. Ottima anche l’introduzione di una modalità sempre competitiva chiamata Countdown, in cui le due squadre si suddividono in attaccanti e difensori. I primi devono riuscire a piantare una bomba in uno dei due siti disponibili, mentre i secondi devono evitare che ciò accada. L’obiettivo però può anche essere uccidere tutto il team avversario, ed è da notare che è possibile effettuare delle rianimazioni, seppur con alcune limitazioni. Ad esempio, chi è stato rianimato non può rianimare a sua volta, e si ha a disposizioni solamente una rianimazione a testa. La presenza di sfide giornaliere e di premi succulenti che verranno assegnati da Lord Shaxx al completamento degli obiettivi. prefissati, fanno del PvP di Destiny 2 un’attività non solo divertente ma anche molto remunerativa per la crescita del proprio eroe. Naturalmente, come accadeva anche in Destiny alla fine di ogni incontro sarà disponibile per ogni giocatore un “drop” casuale che generalmente regala cianfrusaglie, ma a volte può premiare con armamento leggendario o esotico. Nell’ultima fatica di Bungie sono presenti le così dette Prove dei Nove, che prendono il posto delle famose Prove d’Osiride. Per chi non lo sapesse, queste speciali attività per il Pvp sono degli scontri competitivi 4vs4 accessibili solo se si ha un team di amici con cui giocare. Scopo di tale tipologia di gioco è quella di ottenere 7 vittorie di seguito senza perdere un match per incontrare l’emissaria, ossia un npc che donerà ai giocatori che sono riusciti a farcela armamento unico. Nel caso in cui si dovesse perdere da uno a massimo tre match, i giocatori potranno comunque acquistare armamento unico spendendo pegni nell’area social dedicata. Le Prove dei Nove si basano su match 4 vs 4 che iniziano in una determinata mappa, quindi sarà meglio imparare bene la location in cui si svolge lo scontro per potere essere avvantaggiati. Esse sono disponibili settimanalmente a partire da ogni venerdì alle 19 e terminano a inizio settimana.


ASSALTI E CALA LA NOTTE
In Destiny 2 al momento del lancio gli Assalti sono solo 6, ma siamo certi che in futuro come già è stato per il capitolo principale ne arriveranno altri. Essi sono, per chi non lo sapesse, particolari missioni da svolgere in tre, con possibilità di matchmaking, che porteranno allo scontro con un boss molto forte. Vincere un assalto garantirà un buon numero di pegni e un drop migliore quasi sempre assicurato. Un discorso a parte invece lo meritano gli assalti Cala la Notte, ossia assalti in versione molto più difficile con modificatori particolari e un tempo limite per il completamento. Ogni settimana tali modificatori cambiano dando più pepe all’esperienza. Questi tipi di assalti possono essere giocati solo con una squadra di amici da tre, oppure usufruendo del sistema di matchmaking ancora in versione beta. E’possibile inoltre giocare una versione di questa attività ancora più difficile selezionando il livello 300, ma per portarla a termine bisognerà essere molto ben organizzati e armati. In questo hard mode non sarà possibile poi cambiare le armi nel corso della missione e si avrà un tempo limite inferiore. Ovviamente, essendo un’attività settimanale “speciale” i Cala la Notte danno ricompense ottime ed è quindi sempre buona norma portarli a termine se si vuole raggiungere al più presto il level cap di potenza.

Il RAID Il nome della nuova attività per sei giocatori, meglio conosciuto come raid, è Il Leviatano. Esso propone un’ambientazione davvero inedita ossia una gigantesca astronave a forma di verme capace di inghiottire interi pianeti. Il Leviatano, che trasforma tutto quel che distrugge in Nettare Imperiale, è anche contraddistinto da un sistema di stelle binario da cui attinge la sua energia. In una cittadella costruita su di esso è imprigionato Calus, il precedente imperatore dei Cabal deposto da Dominus Ghaul, che accoglierà i giocatori appena atterrati con tre frasi di sfida prima dello scontro finale. Le ambientazioni sono imponenti e sfarzose, e richiamano le architetture classiche degli antichi Romani. Molti sono i segreti all’interno del leviatano, e mentre milioni di persona si stanno dando da fare per scoprirli, il grande pubblico di fan è in attesa di veder arrivare il raid in modalità difficile, con nuove meccaniche di gioco per il suo completamento, e la modalità sfide che vedrà a rotazione ogni settimana il dover affrontare una fase del raid rispettando determinate condizioni. Completare il raid, oltre che essere una bellissima esperienza di gioco, garantisce l’arrivo di un nuovo vendor sull’area social principale, pegni da spendere, armamento unico e chiavi segrete per casse nascoste nella “panci” del Leviatano.


CONCLUSIONI
Tirando le somme, questo Destiny 2, nonostante non abbia ancora mostrato tutto quello che c’è da giocare, è a tutti gli effetti uno dei migliori videogame mai concepiti. Nonostante i server non siano al top per quanto riguarda la stabilità del gioco, aspetto ereditato dal titolo originale, l’ultima fatica di Bungie appassiona, coinvolge, porta a stringere nuove amicizie ed è in grado di far sognare ad occhi aperti. Se quello che cercate è un videogame che duri nel tempo e che offra sempre cose da fare, Destiny 2 è la scelta ideale per voi. Non amarlo è praticamente impossibile.


GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9
Gameplay: 9,5
Longevità: 10
Sonoro: 9,5


VOTO FINALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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Covid-19, si conferma trend in calo: oggi il dato più basso dal 29 febbraio

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Sono 230.158 i contagiati totali per il coronavirus in Italia, 300 più di ieri.

Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono quasi il 50%, 148 in più. Ieri l’incremento nazionale era stato di 531.

Il dato è stato reso noto dalla protezione civile

Quattro regioni – Umbria, Calabria, Molise e Basilicata – e la provincia autonoma di Bolzano registrano zero nuovi contagiati. Solo 300 nuovi positivi al coronavirus trovati in Italia nelle ultime 24 ore: è il dato più basso dal 29 febbraio, praticamente dall’inizio dell’emergenza, pur tenendo conto che si riferisce alla domenica e che come sempre nel weekend sono stati effettuati pochi tamponi, 35.241. La percentuale di positivi rispetto ai tamponi è dello 0,85%, la più bassa da sempre, come del resto quella dei positivi sui nuovi casi testati (escludendo i tamponi di controllo), all’1,4%. In sostanza ogni mille tamponi si trovano 14 positivi.

Sono 92 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia

I morti salgono così a 32.877. Ieri l’aumento era stato di 50 vittime, con la Lombardia che non aveva segnalato deceduti. Oggi la regione ne comunica 34. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.
Si conferma comunque il trend in calo: sono 55.300 i malati di coronavirus in Italia, 1.294 meno di ieri, quando il calo era stato di 1.158. Sono invece 541 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus, 12 meno di ieri. Di questi, 196 sono in Lombardia, uno meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 8.185, con un calo di 428 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 46.574, con un calo di 854 rispetto a ieri. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.
La Lombardia conferma zero decessi segnalati ieri: la Regione conferma che i flussi della rete ospedaliere e delle anagrafi comunali non hanno segnalato alcun decesso domenica 24. Dunque i 34 morti comunicati oggi fanno riferimento all’aggiornamento odierno.

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Covid-19, scuola: a settembre tutti in classe e stop alla didattica a distanza

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A settembre sarà archiviata la ‘didattica a distanza. Gli studenti torneranno dunque nelle aule. Il comitato degli esperti voluto dalla ministra ha detto basta ‘sacrificare il tempo scuola, non
vogliamo che si torni a settembre con una didattica a distanza o una didattica mista, i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di
socialità’.

Clima più sereno nella maggioranza dopo il vertice sul concorso dei precari della scuola: si farà dopo dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta.

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Editoriali

La tragedia di Giovanni Falcone vista con gli occhi di oggi

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di Donato Mauro*

In quel drammatico periodo ero in Sicilia in qualità di Capo di Stato Maggiore della Brigata Aosta.
L’orrenda strage fu avvertita come un colpo mortale alle speranze di giustizia e di decisiva azione dello Stato contro lo strapotere mafioso che aveva dominato l’isola condizionandone lo sviluppo economico e sociale.

I nostri reparti che tre anni prima erano intervenuti sull’Aspromonte in Calabria per sottrarre il controllo del territorio alla ndrangheta alzarono il livello di allerta, anche se eravamo consapevoli che la mafia agisce con vigliaccheria e contro obiettivi indifesi.

I siciliani che conoscono bene i fatti e i retroscena di ciò che accade nella loro terra commentarono subito: ce lo aspettavamo , i manovali sono tra noi ma i mandanti vanno cercati altrove.

Del resto è la stessa valutazione che aveva formulato Giovanni Falcone quando, avendo constatato sia la nomina ed essersi confrontato con il Procuratore capo di Palermo sia la propria mancata designazione al Consiglio Superiore della magistratura(CSM), aveva confidato ad un amico:ora sono un cadavere che cammina.

Oggi assistiamo ad un proliferare di commemorazioni, non sempre sincere, di ricostruzioni televisive della vicenda, di articoli e persino di libri che girano intorno senza analizzare la questione di fondo.
Cosa ci resta della sua intelligenza investigativa, della sua dirittura morale, del suo rigore nel rispettare la legge in un ambito senza legge, dei risultati raggiunti con il suo incredibile lavoro e per ultimo quale è l’eredità che ci ha lasciato con il suo sacrificio.

Ma si vuole veramente risalire alla verità? I recenti vergognosi scandali che hanno investito la magistratura aprono ai nostri occhi uno scenario terrificante. Portano a chiederci chi detenga veramente potere in Itala. I condizionamenti della magistratura sul potere politico e viceversa sono dati di fatto e nessuno ci fa quasi più caso. Dunque ci fermiamo lì? No ,occorre avere il coraggio di affermare che non sappiamo ancora niente su chi abbia nella realtà la capacità di orientare le scelte riguardo l’attribuzione degli incarichi decisivi ai fini della vita democratica del nostro paese. Possiamo fare qualcosa?
Si, se il Parlamento a seguito di una vibrante e incessante richiesta da parte del popolo fosse indotto a istituire una struttura costituita da esperti, non parlamentari né magistrati, che sanno dove andare a cercare i documenti da analizzare, esistenti nei vari ministeri e organismi dello Stato riguardanti le stragi, gli omicidi e gli attentati che hanno insanguinato il nostro paese condizionandone la vita democratica.

Il risultato di tale lavoro verrebbe consegnato al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, meglio che ne vengano a conoscenza contestualmente le tre principali istituzioni,non si sa mai.
Ricorderete quando qualche tempo addietro una neo eletta Presidente della camera nel commemorare la strage di Bologna affermo: ora che siamo arrivati noi apriremo tutti gli archivi segreti e riservati e scopriremo la verità. Avete saputo se c’è stato qualche seguito a quella apprezzabile dichiarazione?Sarebbe interessante sapere a chi sia stato affidato l’incarico di scoprire la verità.

Tornando alla tristissima pagina che riguarda Giovanni Falcone, possibile che nessuno abbia pensato di esaminare tutti i documenti, comprese le note a margine e quant’altro, riguardanti i lavori del CSM che decise di escludere il magistrato simbolo della lotta alla mafia? Non opponetemi problemi di riservatezza poiché vi assicuro che in materia ne so qualcosa. Passando ad un argomento infinitamente meno grave ma altrettanto indicativo di come si può essere indotti a prendere decisioni sbagliate e nocive, torno su un argomento di attualità: la mancata nomina del Dott. Di Matteo a capo del Dap.

Io resto convinto della buonafede del ministro Bonafede ma chiedo proprio in virtù di tale convinzione che raccolga gli appunti, le valutazioni, i suggerimenti apparentemente disinteressati, i consigli esterni e quelli dei suoi più stretti collaboratori per risalire a chi o a coloro che potrebbero essere dietro a tutto ciò. Poiché risulta inverosimile se non tecnicamente impossibile che in un cosi breve lasso di tempo il ministro abbia potuto cambiare idea se non a seguito dell’esame di atti formali e informali posti alla sua attenzione. Falcone e Di Matteo, due vicende incommensurabili e certamente non confrontabili ma entrambe testimonianze dell’esercizio di un potere condizionante decisioni vitali per la credibilità dello Stato democratico.

*Consigliere comunale a Bracciano

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