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Diego Armando Maradona, per sempre nel cuore di tutti i napoletani

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Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima

di *Marco Martone

Diego è morto! È’ accaduto davvero. L’ha detto la tv, lo scrivono i giornali e allora deve essere proprio vero. È andato via, non c’è più. Sono rimaste le bandiere maltrattate dal passare del tempo, le sciarpe scolorite, i cori e gli slogan, le lacrime, il fango, le impronte dei sui scarpini sul prato del San Paolo.

Maradona, l’immortale, ha tradito le aspettative di noi tutti, che pensavamo non potesse mai morire. Lo ha ucciso il suo cuore, come accaduto a Massimo Troisi e Pino Daniele e non poteva che essere così. Il grande cuore dei grandi napoletani, (perché Diego era napoletano, più di tanti altri).

Un cuore tanto grande da non poter resistere troppo tempo al carico d’amore che è in grado di regalare alla gente. Un cuore che si ferma all’improvviso e che, nonostante tutto, continua a battere, sempre più forte tanto da farti girare la testa. È morto Diego, perché i miti non durano mai tanto, vanno via presto, per poter diventare leggenda, per poter essere eterni. Con Maradona va via il Calcio vero, quello fatto di uomini capaci di sbeffeggiare il potere, di ribellarsi alle ingiustizie, di affondare nel fango e poi essere capaci di riemergere, più forti e fieri di prima.

L’editoriale di Marco Martone dedicato a Diego Armando Maradona trasmesso a Officina Stampa del 26/11/2020

Maradona è stato un ossimoro fatto uomo e calciatore. Una vita trascorsa tra i campi di calcio e il buio della droga, nell’alcol e nella sregolatezza. Infiniti errori pagati sulla propria pelle e le cui conseguenze sono ricadute su lui e sulla propria famiglia, mai sugli altri. Non su quelli che oggi fanno la retorica del “santino”, dopo averlo mortificato per anni, quelli che lo accusavano di essere un drogato, un buono a nulla un esempio da non seguire. L’eletta schiera degli ipocriti che con Maradona e grazie a Maradona hanno riflesso di luce non propria, diventando ricchi e anche famosi, senza avere un straccio di merito. Diego ha vissuto il proprio inferno, per dare a chi lo ha amato una parvenza di paradiso. Dalle sue ombre ha irradiato la luce. L’ha fatto con i tifosi, del Napoli e dell’Argentina, con i giornalisti, che hanno lucrato sulla sua gloria, con gli sponsor e con i tanti personaggi da quattro soldi, trasformati in eroi di cartone e che oggi pontificano in tv. Un gigante da amare, proprio perché cocainomane e fragile. Da difendere nella sua incapacità di difendersi, da stringere forte nei momenti di solitudine e depressione. Napoli ci ha provato ma non è bastato.

Per quelli della nostra generazione Diego era un fratello maggiore, per qualcuno un figlio, l’amico immaginario. Diego era uno di noi, Diego eravamo noi, che gioivamo dei gol del Napoli ma piangevamo di gioia se quel gol lo segnava lui. Perché gli volevamo bene e non c’è una ragione perché questo sia accaduto. È stato così e basta e spiegarlo, oggi, a chi non ha vissuto quei momenti è impossibile, superfluo. Maradona si è identificato con la nostra città, diventandone parte integrante e sentendo il dovere di doverla difendere dai soprusi e dalle ingiustizie, anche nel più sperduto angolo del mondo. Ha dribblato la vita e ha dribblato anche la morte, fin quando ha potuto, con i suoi riccioli neri al vento e la Dieci sulle spalle. Ora è morto, ed anche quel tempo è morto con lui. Diego è adesso tutto quello che non saremo mai più. Ma ora più che mai abbiamo la consapevolezza che non sbagliavamo.

Diego era immortale!

*Direttore Responsabile Scrivonapoli.it

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Polisportiva Borghesiana, il neo responsabile del settore calcio è Lino Virgili: “Felice di essere qui”

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Roma – La Polisportiva Borghesiana ha un nuovo responsabile del settore calcio. In realtà si tratta di un ritorno, visto che Lino Virgili fino a quattro anni fa era il coordinatore del settore di base del club capitolino. A ufficializzare la scelta è stato il neo presidente Stefano Criscuolo: “Nei nostri programmi c’era quello di “ridare” la Polisportiva Borghesiana alle persone del territorio e il ritorno di Lino avviene assolutamente in quest’ottica”. Non nasconde la sua soddisfazione lo stesso Virgili: “Con Criscuolo ci conosciamo da tanto tempo, sono convinto che potrà essere un ottimo presidente per la Polisportiva Borghesiana e la sua gestione del settore volley in questi anni ne conferma le qualità dirigenziali. Quando è nata la possibilità di gestire il settore calcio per un progetto almeno triennale, l’ho colta al volo: questa società può contare su uno degli impianti più belli dell’intero municipio, lo stiamo già ristrutturando, sanificando e pulendo a fondo per iniziare la nuova stagione di slancio”. Virgili entra più nello specifico dei programmi tecnici del settore calcio della Polisportiva Borghesiana: “Iscriveremo regolarmente la nostra squadra maggiore in Prima categoria: il gruppo è praticamente definito e sarà composto quasi totalmente da ragazzi del 2001 che ho allenato qualche anno fa con gli Allievi regionali e che hanno già dato la loro disponibilità. Sarà una squadra composta da giovani perché questa è la filosofia che vogliamo perseguire. Inoltre vogliamo lavorare su un settore giovanile agonistico che conta su tre categorie regionali (Giovanissimi fascia A e Allievi fascia A e B), ma copriremo anche le altre categorie in attesa di capire cosa deciderà di fare il comitato sulla Juniores che probabilmente andrà incontro a una ristrutturazione visti i problemi legati alla stagione persa causa Covid. E poi ci sarà la Scuola calcio che è il settore su cui sono specializzato e che sarà il cuore pulsante della nostra società: già dal primo giugno saremo in grado di dare un quadro chiaro dello staff tecnico e poi grazie ad alcuni amici proveremo a calmierare i costi di iscrizione, visto il periodo. Infine avremo un forte rapporto di collaborazione con la prestigiosa società del Savio il cui presidente Paolo Fiorentini fu mio dirigente quando da ragazzino giocavo alla Roma: i ragazzi più validi del nostro settore giovanile saranno attentamente monitorati dallo staff del Savio, ma ci saranno tante forme di collaborazione tra le due società”.



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Grottaferrata calcio a 5, Moira Masi: “Un plauso a mister e ragazzi per la serietà del loro impegno”

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Grottaferrata (Rm) – Secondo successo per il Grottaferrata calcio a 5 nel torneo “Provincia di Roma”. La squadra criptense ha piegato per 3-1 l’Us Cures grazie alle reti di Finiello, Fabi e Cicero e ha confermato di essere tra le formazioni più quotate della competizione, issandosi subito in vetta al suo girone. Al fianco dei ragazzi, come sempre da diversi mesi a questa parte, c’è stato il direttore generale e dirigente di campo Moira Masi, la sorella del presidente Manuel. “Già da qualche mese c’è stato bisogno del mio contributo per questa società e per questo gruppo, ad esempio nella applicazione dei protocolli Covid e nella gestione di alcune pratiche burocratiche, come anche per le questioni logistiche. Anzi approfitto per ringraziare il “Green House” di Santa Maria delle Mole per la squisita ospitalità che ci ha fornito in questa stagione. E’ ovvio che, stante il nome che portiamo, per la prossima stagione auspichiamo che si possa trovare uno spazio di un paio d’ore ogni due settimane presso il palazzetto dello sport di Grottaferrata per poter far giocare questa squadra nella sua città”. Nella sfida di sabato scorso ha messo la maglia da giocatore anche mister Simone Piscedda: “E’ un vero e proprio punto di riferimento per i ragazzi – dice la Masi – Gli dobbiamo molto sia come persona che come allenatore. Se ha giocato qualche scampolo di partita è solo per dare un “esempio pratico” ai ragazzi di come bisogna stare in campo”. Il direttore generale conclude con alcuni ringraziamenti: “A mio fratello Manuel che è davvero il presidente che vorrebbero tutti: con la sua trasparenza e correttezza ha tenuto in piedi questo gruppo e i ragazzi lo hanno apprezzato. E poi a tutto il gruppo che ha saputo creare uno spirito di squadra fortissimo e che si è sempre allenato con costanza, anche nei periodi più complicati delle restrizioni anti-Covid. E’ vero che come club abbiamo investito tantissimo già in quest’annata e purtroppo le problematiche della pandemia ci hanno frenato, ma siamo consci di aver gettato comunque una base importante in vista della prossima stagione”.



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Sporting Ariccia (calcio, Eccellenza), primo punto. Anastasio: “Ma qualche rammarico è rimasto”

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Ariccia (Rm) – Lo Sporting Ariccia ha conquistato il primo punto nel “nuovo” campionato di Eccellenza. E’ accaduto ieri, nel match interno contro il Gaeta terminato con un pirotecnico 3-3. “E’ stata una partita molto simile a quella di domenica scorsa sul campo dell’Anzio in cui eravamo in vantaggio per 2-0 e poi abbiamo perso 4-2 – racconta l’esterno classe 1995 Cristian Anastasio – Anche ieri siamo andati avanti con una doppietta di Longo, poi abbiamo subito due gol su tre da calcio piazzato, un aspetto su cui dobbiamo assolutamente migliorare. La cosa positiva è che la squadra non ha mollato, ha pareggiato i conti con Fortini nel finale e in extremis ha pure sfiorato il controsorpasso con Santini. Con l’Anzio (in cui erano andati a segno inizialmente De Angelis e lo stesso Anastasio per gli ariccini, ndr) la partita era stata caratterizzata da alcuni episodi non fortunati, come l’espulsione per doppio giallo a Sardilli sull’2-1 a nostro favore e poi quella del portiere Sciarra dopo il 2-2. Inoltre nel finale avevamo finito anche i cambi e così in porta è dovuto andare Casciotti, un giocatore di movimento, e l’Anzio ne aveva approfittato per segnare altre due reti e vincere per 4-2”. In ogni caso il gruppo di mister Eliano Trinca ha dimostrato di non essere già in vacanza: “Abbiamo riscattato nelle ultime due partite la brutta precedente sconfitta interna con l’Indomita Pomezia, ora con un morale sicuramente migliore prepariamo la partita di domenica prossima sul campo dell’Astrea, quarta forza del girone. Anche loro sono una squadra importante, hanno un attaccante molto valido come Di Curzio che conosco bene, ma noi vogliamo sbloccarci anche dal punto di vista delle vittorie. D’altronde non ci siamo praticamente mai fermati nel periodo del blocco dei campionati e quindi è difficile spiegare tutte le difficoltà di questa seconda fase, ma non ci arrendiamo sicuramente”.



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